Aspettando Blair Witch: 5 indimenticabili videogiochi tratti da film

In attesa di rivivere gli orrori di Black Hills, riscopriamo i migliori giochi ispirati a grandi film come Spider-Man e Il Signore degli Anelli.

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  • Il legame tra cinema e industria videoludica non è sempre stato tutto rose e fiori: molto spesso, sia da un lato che dall'altro, i vari adattamenti non si sono rivelati all'altezza delle aspettative. Nell'ultimo ventennio il mondo dei videogiochi ha spesso e volentieri cavalcato l'onda del successo di tanti kolossal cinematografici, proponendo al pubblico le trasposizioni di svariati capolavori: ben consci dell'esistenza di parecchi fallimenti, abbiamo scavato un po' indietro negli anni per trovare qualche progetto che fosse degno del capolavoro da cui è tratto.

    Ne abbiamo quindi individuati cinque: in attesa di Blair Witch, avventura horror ispirata al progetto cinematografico del 1999, vogliamo ripercorrere alcuni dei migliori videogiochi ispirati a film che hanno fatto la storia del cinema. Stiamo per entrare in territori inesplorati, in futuri distopici, in mondi fantasy e in galassie lontane lontane. Mettetevi comodi: il nastro da riavvolgere sarà un po' lungo.

    Indiana Jones and the Fate of Atlantis

    Per trovare i primi, virtuosi esempi del legame tra cinema e videogiochi occorre viaggiare un bel po' indietro nel tempo e, paradossalmente, pescare in una produzione inedita rispetto alle scorribande del suo protagonista sul grande schermo.

    Era il 1993 e, dopo il successo della saga di Indiana Jones con I predatori dell'arca perduta nel decennio precedente, la Lucasarts dava vita a un progetto che calava i giocatori PC nei panni dell'archeologo avventuriero più famoso nella storia del cinema, il volto che a sua volta ispirò altri celebri personaggi che proprio nell'industria videoludica hanno trovato un mercato a dir poco fiorente (basti pensare a Lara Croft di Tomb Raider e Nathan Drake di Uncharted).

    Il titolo in questione è Indiana Jones and the Fate of Atlantis. A differenza del suo predecessore, ovvero l'adattamento de L'ultima crociata, Fate of Atlantis aveva per protagonista l'eroe interpretato da Harrison Ford, ma la trama del gioco era inedita rispetto ai lungometraggi prodotti fino a quel momento. Il genere prediletto per trasposizioni del genere, all'epoca, era l'avventura grafica: nei panni del dottor Jones, i giocatori dovevano spostarsi attraverso i vari stage intrattenendo dialoghi, raccogliendo indizi e risolvendo puzzle per arrivare alla conclusione dell'enigma.

    La storia, ambientata nel 1939, vede Indiana Jones mettersi alla ricerca di una statuetta per conto di un misterioso cliente, che in seguito si rivela essere un esponente di spicco del Terzo Reich: si chiama Klaus Kerner ed è interessato a mettere le sue grinfie su Sophia, collega di Indy e presunto tramite tra i mortali e Nur-ab-sal, un antico dio appartenente al pantheon di Atlantide, la leggendaria città sommersa perduta negli echi del mito.

    Blade Runner

    Qualche anno dopo, un'altra avventura grafica fu destinata a prendere in eredità un pezzo davvero importante di storia del cinema: Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott, fu adattato in videogioco da Westwood Studios e pubblicato nel 1997 per piattaforme Microsoft Windows.

    Se le graphic adventures di Indiana Jones si basavano più che altro sugli enigmi, una storia come quella del celebre film sci-fi (anche qui, guarda caso, il protagonista era Harrison Ford) richiese un approccio ludico incentrato maggiornente sull'investigazione.

    La trama del gioco era ispirata a quella della pellicola, ma i ragazzi di Westwood Studios impreziosirono l'avventura con personaggi e spunti inediti: lo stesso protagonista, un Blade Runner principiante di nome Ray McCoy, è una new entry rispetto al racconto cinematografico. Come in qualsiasi avventura grafica che si rispetti, inoltre, il titolo presenta 6 finali differenti, tra cui anche quelli inclusi nelle versioni definitive del film di Scott: la Domestic e l'International's Cut.

    Spider-Man 2

    Diciamo la verità: se dovessimo individuare un "capostipite" per il Marvel's Spider-Man di Insomniac Games sceglieremmo senza dubbio Spider-Man 2, adattamento videoludico dell'omonimo film del 2004 diretto da Sam Raimi. Per lungo tempo, perlomeno prima che l'esclusiva PlayStation 4 facesse capolino sui nostri scaffali circa un anno fa, il pubblico ha definito all'unanime il gioco pubblicato da Activision come la miglior trasposizione possibile basata sul personaggio Marvel creato da Stan Lee e Steve Ditko.

    Il titolo (che fu co-sviluppato da Treyarch, Activision e altre software house a seconda della piattaforma di distribuzione) è stato, in effetti, una preziosa musa ispiratrice per gran parte dei videogiochi dedicati all'Uomo Ragno negli anni a venire, ma nonostante questo c'è voluto molto tempo prima che i giocatori ottenessero un'avventura degna del suo nome: già Spider-Man 3, poco tempo dopo, non fu capace di offrire la stessa densità di contenuti, mentre tie-in dei due film di Amazing Spider-Man con Andrew Garfield non riuscirono a svecchiare più di tanto la formula intravista nel decennio precedente.

    Questo perché già Spider-Man 2, all'epoca, offriva un free-roaming arioso e divertente, che ci permetteva di oscillare nei panni di Peter Parker tra i grattacieli di New York. Non mancavano, ovviamente, alcuni incarichi secondari casuali disseminati tra le strade della Grande Mela: inseguimenti e criminali casuali da sconfiggere, ma anche una serie di quest opzionali che ancora oggi rimangono marchiate a fuoco nella memoria del pubblico.

    Indimenticabili, ad esempio, le rincorse ai palloncini da restituire a un bimbo sfortunato, ma soprattutto la famigerata consegna della pizza: una corsa a tempo per far sì che il buon Parker - il quale, nella seconda pellicola di Raimi, sbarcava il lunario in qualità di fattorino per una pizzeria - riuscisse a consegnare il pasto quanto prima possibile per portare a casa la pagnotta.

    Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re

    Tra i migliori adattamenti videoludici ispirati a un lungometraggio troviamo anche il videogioco ufficiale de Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re. L'ultimo, grande kolossal della trilogia di Peter Jackson, insignito della bellezza di 11 premi Oscar, non poteva non ricevere un videogame sontuoso quanto la pellicola di riferimento. L'omonimo titolo, pubblicato nel 2003 per PS2, Xbox, Game Boy, Game Cube, PC e mobile, ripercorreva gli eventi conclusivi del leggendario racconto scritto da J.R.R. Tolkien, proponendo al suo interno volti, musiche e ambientazioni tratte dai film di Jackson.

    Si tratta di un action game strutturato in livelli, la cui trama parte leggermente prima rispetto al lungometraggio: la missione d'esordio del gioco, nei panni di Gandalf il Bianco, è infatti ambientata nelle fasi finali dell'assedio al Fosso di Helm, la drammatica battaglia che ha visto i cavalieri di Rohan impegnati contro gli implacabili Uruk-Hai plasmati da Saruman.

    Fu proprio nella fase più cruciale dello scontro che, all'alba, una figura a cavallo si stagliò sul pendio dinnanzi al bastione: affiancato dai valorosi Rohirrim, lo stregone guidò una micidiale carica contro gli orchi che, accecati dal sole e colti di sorpresa, dovettero soccombere.

    Da quel livello, poi, la trama principale del videogioco tratto da Il Ritorno del Re, si diramava in tre filoni: la Via dello Stregone, che nei panni di Gandalf ci conduceva attraverso Isengard e sulle mura di Minas Tirith; la Via del Re, incentrata sul viaggio di Aragorn, Legolas e Gimli attraverso il regno dei morti fino ad arrivare alla battaglia nei Campi del Pelennor; e infine la Via dell'Hobbit, focalizzata sulla missione impossibile di Frodo e Sam, a partire dalla fuga da Osgiliath fino agli anfratti di Cirith Ungol, per poi arrivare nel cuore del Monte Fato.

    Tra i personaggi giocabili principali figuravano Frodo Baggins, Sam Gangee, Aragorn, Gimli, Legolas e Gandalf, ma al termine della storia il roster si ampliava con altri tre guerrieri: Merry, Pipino e Faramir.

    L'avventura proponeva anche un lieve sistema di progressione: ciascun personaggio poteva potenziarsi fino al livello 20, sbloccando nuove combo e abilità uniche. Non mancavano, infine, impegnative boss fight: da Aragorn contro il Re dei Morti all'impavida resistenza di Sam contro il ragno Shelob, senza considerare l'emozionante sequenza di scontri al Cancello Nero, partendo dalla Bocca di Sauron fino ai nove inquietanti Cavalieri Neri.

    Star Wars Episodio III: La Vendetta dei Sith

    Un altro buon adattamento per un altro grande kolossal dell'ultimo ventennio: La Vendetta dei Sith, terzo capitolo della trilogia prequel di Star Wars, determinò la genesi di Darth Vader, ma consacrò anche alcuni volti noti di Hollywood: non a caso, a oltre un decennio di distanza, l'imperatore Palpatine di Ian McDiarmid sarà nuovamente il villain in Star Wars: L'ascesa di Skywalker, mentre il leggendario Obi-Wan di Ewan McGregor tornerà sugli schermi in una serie prodotta per Disney+, intitolata (per adesso) Star Wars: Kenobi.

    Pubblicato dalla Lucasarts nel 2005 per PS2, PS3, Xbox, Game Boy e Nintendo, Star Wars Episodio III: La Vendetta dei Sith si presentò con una struttura molto simile a quella de Il Ritorno del Re: un action basato sui combattimenti all'arma bianca (i personaggi giocabili sono tutti Jedi o Sith, armati quindi di spada laser) diviso in livelli ispirati agli eventi dell'omonima pellicola di George Lucas. A differenza di Lord of the Rings, però, la trama del gioco sul terzo episodio di Guerre Stellari è molto più lineare e ci permette di giocare nei panni di Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi nel corso delle loro rispettive missioni.

    Dall'iniziale salvataggio di Palpatine dalle grinfie di Dooku allo scontro tra Obi-Wan e Grievous, fino all'emanazione del terribile Ordine 66, che diede vita allo sterminio dei Jedi e alla nascita dell'Impero Galattico, e all'epico duello finale tra SKywalker e Kenobi tra le fiamme di Mustafar. Il gioco proponeva anche alcuni livelli bonus, tra cui la battaglia tra Darth Vader e il vecchio Ben Kenobi tratta dal finale di Una nuova speranza, senza contare alcuni personaggi aggiuntivi da utilizzare in una modalità scontro libero a suon di lightsaber: il roster comprendeva Anakin- Obi-Wan, Mace Windu, Dooku, Grievous, Darth Vader e Ben Kenobi.

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