Se state aspettando Death's Door, provate Titan Souls

Ovvero di come la riscoperta di un gioco di sei anni fa può servire a rendere ancora più appetibile un'imminente chicca indie.

Se state aspettando Death's Door, provate Titan Souls
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  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Ho scoperto Titan Souls all'E3 2014, nel cuore del solito adorabile stand di Devolver Digital a base di roulotte, grigliate zozze e indole compiaciutamente punk nel bel mezzo del parcheggio appena di fronte al Convention Center. In un'annata gloriosa, con pesi massimi del calibro di Broforce, The Talos Principle, Not a Hero e soprattutto l'attesissimo seguito di Hotline Miami (qui la nostra recensione di Hotline Miami 2: Wrong Number), l'opera prima del duo inglese Acid Nerve - all'epoca al debutto assoluto - non soltanto non sfigurava affatto, ma anzi si distingueva con orgoglio e malcelata personalità.

    Wanderer a 16-bit

    Il carisma di Titan Souls appariva ben evidente sin dalla premessa: un concept nato quasi per caso durante una game jam, figlio di suggestioni prese di peso da cult assoluti del calibro di Shadow of the Colossus, The Legend of Zelda e Dark Souls. Diciannove boss da eliminare uno dopo l'altro, seguendo una successione libera, armati solo e soltanto di un arco con un'unica freccia (magica però, perché richiamabile indietro con la pressione di un tasto, che obbliga ad ogni modo a rimanere fermi). A completare l'insieme, un'ulteriore e semplicissima regola: un singolo punto vita per l'eroe e un singolo colpo sufficiente pure a far fuori i titani, con i secondi tuttavia mostruosamente favoriti dalle dimensioni ciclopiche e ben protetti da stratagemmi diabolici.

    Come ho recentemente avuto modo di notare durante l'ultimo episodio de L'INDIEmoniato, il format su Twitch che ci accompagna nei meandri di alcuni titoli indipendenti da riscoprire, Devolver Digital ci aveva visto lunghissimo: l'opera prima del team di Manchester si era poi dimostrata brillante al tempo (a proposito, eccovi la recensione di Titan Souls), e non ha perso una tacca del suo smalto oggi, a sei anni di distanza. In barba alla next-gen, al ray tracing e alle ultime mode, Titan Souls se ne frega: si regge in tutto e per tutto su un gameplay ammaliante e tiratissimo, di quelli che in maniera un po' perversa richiedono molto ma restituiscono ancora di più.

    Trovarsi al cospetto di un Titano è ogni volta una sfida che si rinnova: per carità, senza l'austera sacralità che pervade il capolavoro di Fumito Ueda a cui più di tutti fa riferimento, eppure messi alla prova da un testa a testa che, come per gli indimenticabili Colossi, richiede cervello e riflessi in quasi egual misura. Risolvere a proprio vantaggio una boss fight in Titan Souls prevede infatti game over su game over, con fasi di attento studio volte a capire come infrangere le apparentemente invincibili difese dei nemici.

    E poi, una volta afferrata la teoria, c'è tutta la questione della pratica, del riuscire a fare effettivamente ciò che si vorrebbe: un impegno tutt'altro che scontato, perché con un solo punto vita a disposizione occorre la proverbiale run perfetta, in un gioco che non ti concede nemmeno un fottuto millimetro.

    Un corvo per amico

    Ora come ora risulta invece più complicato sbilanciarsi su Death's Door. Fino al 20 luglio a parlare possono infatti essere solo e soltanto i trailer: una prospettiva particolarmente limitante quando l'argomento pare così profondamente intriso di gameplay, di schivate al limite e di controlli chirurgici. Eppure, a prescindere dal folgorante aspetto di questa ghiottissima esclusiva Xbox (in arrivo al lancio anche su PC), è difficile non trovare una ragione ulteriore per esaltarsi al cospetto di quello che sembrerebbe non solo uno degli indie più interessanti dell'anno, ma addirittura un potenziale candidato a seguire le fortunate orme di Hades.

    A giudicare dalle immagini e dai video diffusi fin'ora, Death's Door mostra un'Acid Nerve incredibilmente più matura, più consapevole dei suoi mezzi e forse inaspettatamente più ambiziosa. Insomma, la classica software house pronta alla prova di maturità che potenzialmente potrebbe persino trasformarsi in consacrazione. Quello in arrivo la prossima settimana non è, in tutta sincerità, il titolo che mi sarei immaginato come sforzo successivo a Titan Souls.

    Il passaggio al 3D con visuale isometrica mi ha francamente stupito parecchio, soprattutto per la qualità di una direzione artistica dal fascino palpabile, che si accompagna a una realizzazione tecnica per nulla scontata o rinunciataria. Dall'illuminazione morbida e soffusa, capace di dare all'insieme una concretezza da diorama incantato, alla modellazione poligonale che esalta un character design ispiratissimo, Death's Door si preannuncia un videogame riconoscibile e intrigante.

    Un viaggio, quello nei panni di un corvo incaricato di mietere le anime di morti - come se fosse però il lavoro più noiosamente banale del mondo, una roba da cartellino timbrato con indicibile mestizia - che promette di lasciare il segno. A maggior ragione perché, per l'appunto, il lascito di Titan Souls racconta di un'esperienza fatta di testa, cuore e attributi, con la gagliarda cazzimma di chi, in fondo in fondo, è un po' sempre stato pronto a fare il botto. Succederà entro pochi giorni? Io incrocio le dita, e nel frattempo mi rimetto a massacrare qualche Titano...

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