Svilupparty

Aspettando Svilupparty 2017: le testimonianze di sviluppatori e giocatori

Torna Svilupparty: in attesa dell'evento abbiamo raccolto le testimonianze di sviluppatori, game designer e producer della scena indipendente italiana.

speciale Aspettando Svilupparty 2017: le testimonianze di sviluppatori e giocatori
Articolo a cura di

Mancano pochi giorni all'edizione 2017 di Svilupparty, la festa degli sviluppatori italiani di videogiochi promossa dall'Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna e dall'Associazione Svilupparty. Un evento che nel corso degli anni è cresciuto a vista d'occhio; un'occasione per celebrare il lavoro dei nostri sviluppatori ma anche per permettere loro di confrontarsi con il pubblico e, perché no, stringere nuove relazioni professionali. In attesa del fatidico weekend (19-20-21 maggio), abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni appassionati e professionisti che in questi anni hanno vissuto in prima persona l'evento (o si accingono a farlo).

Quel legame tra sviluppatori e giocatori

Il motivo per cui lo Svilupparty ricopre un ruolo imprescindibile per tutta la comunità di sviluppatori indipendenti italiani dovrebbe risultare abbastanza chiaro. Quella che invece è sottovalutata è l'importanza che un evento del genere può offrire, più in generale, a tutta la comunità di videogiocatori italiani.

Passeggiare nell'affollato salone della Biblioteca Renzo Renzi, provare i giochi in esposizione, associare a quei prototipi dei volti e una storia di sviluppo, è un'esperienza che annienta le distanze tra i due grandi opposti dell'industria e che va a creare un'empatia fondamentale per la crescita di una community più sana e matura.

Honoo Cinque (Gamer)

L'epoca d'oro del videogioco

L'atmosfera che si respira tra gli scaffali dell'Archivio durante lo Svilupparty, in mezzo a tanti appassionati e sviluppatori, è qualcosa che nessun altro evento sui videogiochi in Italia riesce a restituire. Giusto qualche giorno fa, per caso, stavo ripensando a com'era la scena nostrana solo una manciata di anni or sono. Nel giro di poco tempo il settore è cresciuto esponenzialmente fino a raggiungere l'eccellente livello attuale. Un risultato che un simile evento ha fortunatamente aiutato a consolidare, aumentando la consapevolezza del pubblico. Stiamo vivendo un'epoca veramente d'oro per il videogioco: è importante rendersene conto e iniziare a sostenere tutto quel che di buono l'Italia sta producendo.

Filippo Mangiaracina (ghghffFajxkrlOofkvkPawjff)

Prima appassionata, poi game designer

Svilupparty, per me, è soprattutto un luogo di incontri. Prima, da appassionata, ho avuto modo di conoscere il mondo del videogioco indipendente italiano: una fucina di idee e di opere molto diverse tra loro ma accomunate da creatività e voglia di esistere. Un incontro con le opere ma anche con gli sviluppatori coi quali è possibile, in quel contesto, un confronto faccia a faccia: credo di aver passato quasi più tempo a chiacchierare con le persone e a cercare di capire, di raccogliere la loro esperienza. Poi c'è l'incontro con i colleghi che si ritrovano e con cui nascono amicizie, con cui si crea una sorta di comunità e con cui si decide magari di collaborare. C'è, da espositore, l'incontro con il pubblico e l'incessante lavoro di raccolta dei feedback, la gioia quando qualcuno apprezza il tuo lavoro e il dispiacere nel vedere invece quelli che non ne sono rimasti entusiasti.

Sofia Abatangelo (Game Designer)

L'esperienza costruttiva

Ho partecipato per la prima volta a Svilupparty nel 2014, portando una versione molto acerba di Xydonia. Mi sono ritrovato in un clima di costruttivo confronto insieme a tantissimi talentuosi sviluppatori e grazie ai feedback di quelle due giornate ho capito che valeva davvero la pena continuare il mio progetto.

Penso che sia una delle più bellle occasioni di confronto e di scambio per noi dev italiani, e probabilmente senza quell'esperienza il mio percorso sarebbe stato molto diverso.

Dario Fantini (Sviluppatore, Breaking Bytes)

Quello che volevo fare nella vita

Svilupparty è l'evento perfetto per conoscere altri team, per ricevere feedback e critiche, ma anche per bere una birra in compagnia di persone con cui condividere esperienze, gioie e frustrazioni.

Ogni racconto, anche quello di un fallimento, diventa una lezione importante per gli sviluppatori disposti ad ascoltare e rivalutare i propri progetti da una nuova prospettiva. Svilupparty è anche l'occasione in cui ho conosciuto Studio Evil, quando ho capito che sviluppare videogiochi era quello che volevo fare nella vita.

Domiziana Suprani (Producer, Studio Evil)

La mia prima volta

Io non lo so come si fa un videogioco. Per anni vi ho fantasticato, è vero, ma mai ho avvertito quell'impulso che potesse spingermi a imparare. Però m'immagino che il mestiere del "programmatore di videogiochi" richieda la tenacia dell'artigiano e la fantasia dell'artista. Per questo, allo Svilupparty, cercherò la fragranza della creta umida del ceramista, il calore del vetro incandescente pronto per il soffiatore, carovane di teatranti ansiosi di presentarsi al mondo.

Gianluca Santilio (YouTuber)