Speciale Assassin's Creed 4 - Multiplayer

Qualche piccolo sforzo non basta ad Ubisoft per rendere attraente un Multiplayer sempre più scollegato dall'avventura principale

speciale Assassin's Creed 4 - Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Divertente, accessibile, coinvolgente e ben contestualizzata: queste sono le caratteristiche fondamentali che qualsiasi esperienza multiplayer collaterale deve mostrare per avere successo. Il dev team deve essere in grado di mantenere vivo l'interesse del giocatore, offrendogli stimoli nuovi ma coerenti rispetto alla campagna ed azzeccando la perfetta alchimia tra modalità e meccaniche: un'impresa non semplice anche a fronte dei migliori intenti e di investimenti importanti.
A testimoniarlo è ancora una volta Assassin's Creed, la cui modalità multiplayer non riesce a far breccia nel cuore dei giocatori, neppure con l'ultimo capitolo Black Flag . Sono passati tre anni dalla sua prima introduzione in Brotherhood, e nonostante gli interventi del team il comparto multigiocatore non sembra avere un roseo futuro. Serviva, a nostro modo di vedere, una revisione completa delle dinamiche; Ubisoft si è invece limitata a riproporre la struttura già vista in Assassin's Creed 3, aggiungendo però opzioni e modalità che rendono la formula ancora meno accessibile. Il comparto multiplayer di Assassin's Creed 4, organizzato male a partire dalla presentazione dei menù e non troppo accattivante nella selezione di modalità, stimola solo a tratti, con qualche piccolo spunto interessante, rimanendo perciò totalmente accessorio e scarsamente frequentato.

Il solito, grazie!

A livello di modalità e meccaniche, rispetto ad Assassin's Creed 3, non ci sono stati cambiamenti. L'aspetto che convince meno, al solito, è il passaggio da un'avventura free roaming ancor più incentrata sull'esplorazione come quella di Black Flag, ad un comparto multigiocatore dove troviamo Deathmatch e versioni piratesche di Cattura la Bandiera e Re della Collina.
Queste ultime si, chiamano, nel contesto del gioco, Assalto al Manufatto e Predominio: game mode dove le squadre saranno chiamate a recuperare un oggetto dalla base nemica e riportarlo alla propria, oppure occupare particolari aree della mappa. Anche se la disponibilità di perk, abilità o elementi di level design ripresi dalla campagna principale tenta di spingere verso un approccio maggiormente ragionato, la necessità di fare punti in un ristretto intervallo di tempo trasforma molto presto queste modalità in frenetiche successioni di assalti e rincorse, snaturando completamente lo spirito di Assassin's Creed. Miglioramenti marginali si osservano inaspettatamente affrontando il semplice Deatmatch, dove dovremo uccidere solo le prede di volta in volta designate. Per quanto questa condizione di partenza si riveli ancora una volta interessante, la decisione di ridurre l'estensione delle mappe ed ammorbidire il set di regole porta dopo qualche istante una buona parte dei giocatori a scorrazzare attaccando senza distinzione avversari ed NPC, minimizzando nuovamente la componente stealth.
A renderle più interessante il pacchetto, almeno in parte, è il "secondo blocco" di modalità: Assassino, Caccia all'Uomo e Ricercato. Si tratta di game mode con set di regole più rigidi e specifici, atti a valorizzare le possibilità d'azione furtiva proposte da Ubisoft. Che ci si scontri a squadre o tutti contro tutti, si parte anche in questo caso dalla necessità di uccidere un particolare bersaglio, con la promessa di bonus nel caso ci si esibisca in eliminazioni particolarmente spettacolari o efferate, e di malus se confonderemo la preda con uno qualsiasi degli NPC presenti nei quadri. L'articolato level design e l'ampio spettro di possibilità per sfuggire al cacciatore o agguantare la preda acquisiscono dunque un senso, rendendo ogni partita molto più stimolante. Nascondersi in uno dei tanti cumuli di fogliame per attendere la vittima, seguirla dall'alto, sfruttare un montacarichi per sfuggire velocemente al proprio carnefice sono facoltà legate soprattutto all'interessante e ben congegnata conformazione di mappe, che riprendono elementi già visti nella campagna principale (richiamando esteticamente anche le location più importanti). In questo caso, però, il loro inserimento appare meno naturale, votato grossolanamente ad instradare il giocatore verso una particolare tipologia di approccio.
Non si tratta fortunatamente di un difetto tanto grave da pesare sull'economia del gameplay, che in queste particolari modalità appare rafforzato soprattutto dalla differenziazione tra le parti in lotta. Impersonare alternativamente assassini e bersagli comporterà notevoli modifiche all'approccio di gioco: dalla parte del "lupo" avremo a disposizione un radar che ci indicherà a spanne il nascondiglio della preda, nonché abilità come Pioggia di Monete utili per far reagire gli NPC e vanificare il camuffamento. Impersonando la preda, priva di pistole o lame celate, potremo invece sfruttare Trasformazione ed assumere per un certo periodo sembianze differenti, o Mimesi, per dare le nostre ad uno dei tanti NPC. Potremo contare inoltre su aiuti del tutto particolari al posto del radar: la possibilità di sentire il respiro del carnefice in avvicinamento, ad esempio, individuandolo con la semplice rotazione della telecamera e stordendolo per poi fuggire e far perdere le nostre tracce.
Questi e tanti altri talenti da acquisire di livello in livello o acquistando i punti necessari dallo shop di Ubisoft (con limiti che non permettono il pay-to-win), rendono varia ed intrigante questa porzione dell'offerta, che si scontra tuttavia con l'eccessiva frammentazione del ritmo di gioco, dovuta a cut-scene e lunghi tempi di respawn. Partita dopo partita la situazione diventa sempre più frustrante ed insostenibile, lasciando in campo solo gli irriducibili, con servere già oggi server semi-vuoti. Non migliora questa situazione di abbandono la modalità cooperativa Branco, che ritorna senza aggiunte particolarmente interessanti. Il game mode si divide in due tronconi: da una parte un tutorial esteso in otto missioni, gradevoli da affrontare per la presenza di micro-sequenze narrative a contestualizzarle, ma in definitiva semplicemente propedeutiche all'apprendimento delle meccaniche e quindi non troppo stimolanti. Dall'altra le vere e proprie sfide contro la CPU: una serie di incarichi da portare a termine in sequenza, in una vera e propria corsa contro il tempo. La natura degli obiettivi (uccidere diversi bersagli simultaneamente, difendere forzieri e poco altro) stimola inizialmente la collaborazione, ma uccide subito dopo sia la varietà che le possibilità di approccio stealth. Il ripetersi martellante delle sfide e la necessità di completarne in quantità industriale in tempi spesso molto brevi rende ben presto frustrante Branco, limitandone fortemente la rigiocabilità.

Personalizzazione totale

Le uniche novità rigaurdo al multiplayer di Assassin's Creed 4: Black Flag sono legata alla personalizzazione di avatar e modalità di gioco. Ubisoft ha inserito soprattutto tantissimi nuovi orpelli estetici: tatuaggi, animazioni, pitture facciali, pistole dalle intarsiature particolari e tanto altro ancora. Una buona proposta per chi vuole a tutti i costi distinguersi, ma nulla che vada veramente ad intaccare il gameplay. Diverso, ovviamente, il discorso legato alla personalizzazione della dotazione e del loadout, che rimane invece invariata rispetto ad Assassin's Creed 3. Una breve occhiata a perk ed abilità e scorgiamo subito Travestimento, Metamorfosi, Trappola Esplosiva e le tante altre che abbiamo già imparato a conoscere. Ancora una volta sembra esserci un po' troppa carne al fuoco rispetto alle reali necessità sul campo, ed alcune abilità come Teletrasporto, a volerla dire tutta, lasciano il tempo che trovano. Tra modalità di sblocco, tempi di cooldown e particolari meccanismi di attivazione, insomma, più che il senso di meraviglia per l'elevata mole di possibilità quello che aumenta è il tasso di confusione, che spaventa il giocatore alle prime armi portandolo ad abbandonare l'esplorazione dello skill tree, anche in questo caso identico per ciascun personaggio.
Lo stesso accade, purtroppo, con quello che poteva essere il vero game changer: il Laboratorio. Si tratta di una sezione nella quale personalizzare ogni regola partendo da una qualsiasi delle modalità di gioco presenti. Ci sono oltre duecento opzioni da modificare, dal tempo limite per ciascuna partita alle restrizioni sulle abilità, sulle condizioni di vittoria e anche sulla tipologia di uccisioni richiesta. E' possibile decidere di limitare la dotazione alle sole pistole, eliminare qualsiasi aiuto visivo, rendere valide solo le eliminazioni furtive dall'alto e molto altro ancora. Per quanto encomiabile appaia il lavoro, ci si scontra con l'esagerata complessità del sistema, che si unisce alla mancanza di un tutorial ben strutturato: un'occasione in parte sprecata. Il meccanismo, infatti, è realizzato in maniera tale da permettere la condivisione dei contenuti solo una volta divenuti "popolari", ovvero giocati e rigiocati, votati e rivotati nelle playlist. Ma con le playlist semi-deserte il triste risultato è facilmente immaginabile.

Assassin's Creed 4: Black Flag Ubisoft è rimasta ben salda sulle sue posizioni con il multiplayer in Assassin’s Creed 4, scontrandosi ancora una volta con una risposta palesemente negativa del pubblico. Non bastano le nuove possibilità di personalizzazione, per quanto vaste, a rinvigorire l’ossatura di un comparto che manca di coerenza ed ha poca verve. Le modalità che funzionano, valorizzando level design e possibilità stealth, sono purtroppo vessate da problematiche come una forte ripetitività concettuale e ritmi di gioco frammentati, che le rendono appetibili solo ad una ristretta nicchia di irriducibili: forse gli stessi che non apprezzano Assassin’s Creed per la sua componente single player. Si tratta di una frattura al momento insanabile, che vede due esperienze esageratamente distinte e che non può essere ricucita semplicemente proponendo un editor di modalità, senza modifiche concrete alle fondamenta dell’intero reparto.

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