Assassin's Creed: i giochi più belli della serie Ubisoft

Ripercorriamo la saga sugli assassini e i templari creata da Ubisoft per stabilire quali siano i cinque migliori giochi di Assassin's Creed.

Assassin's Creed: migliori giochi
Speciale: Multi
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Definire Assassin's Creed una IP di successo significherebbe sminuirne la potenza commerciale, che a tredici anni dal debutto degli assassini continua a rivelarsi a dir poco strabiliante. Forte del successo di AC: Odyssey, la serie ha ora superato i 140 milioni di copie vendute e si prepara ad approdare sulle console next-gen con un nuovo capitolo. Il tanto rumoreggiato Ragnarok dovrebbe narrare il viaggio di un vichingo assetato di gloria e consentire ai giocatori di esplorare le terre di Britannia. Parliamo insomma di un mondo lontano dalle assolate coste egiziane o dalle magnifiche polis greche, eppure ugualmente valido per dar vita a un contesto ludico e narrativo come pochi altri.

    La grandezza di Assassins' Creed risiede proprio nell'unicità dei suoi mondi, che da sempre riescono ad affascinare anche coloro che non si interessano di videogiochi. Da qui la decisione di riscoprire i cinque migliori esponenti della serie, dai classici firmati da Patrice Désilets, fino alle incarnazioni della "nuova era" del brand, che hanno saputo rinfrescare la formula originale nel rispetto dei suoi elementi chiave.

    Assassin's Creed

    "Nulla è reale, tutto è lecito". È improbabile che un appassionato di videogiochi non conosca il motto degli Assassini, un ordine segreto che da sempre si batte per la salvaguardia del libero arbitrio. Questo non è che un misero frammento dell'immaginario partorito dalla mente di Patrice Désilets, che assieme a Jade Raymond si è imbarcato nello sviluppo di un'opera imperfetta ma per certi versi rivoluzionaria.

    Incaricato di realizzare un titolo di Prince of Persia per l'allora nuova generazione (Xbox 360), il canadese ha rispolverato i suoi libri d'università per studiare le società segrete medievali e costruire il suo protagonista. Battezzato col nome di Altair, che in arabo vuol dire rapace, l'anti eroe era decisamente più "umano" di molti altri, fieramente arrogante e dotato di un pool di abilità eccezionali, che ne facevano una minaccia silenziosa ma temibile per qualsiasi bersaglio.

    Sfumata la connessione con la saga di Prince of Persia, la produzione ha dato sempre più spazio alla lotta tra Assassini e Templari, che sfruttavano il caos generato dalle Crociate per farsi largo fino alla Mela dell'Eden. Sebbene la paternità del famoso artefatto sia di Philippe Morin, è stato poi Dèsilets a ideare l'Animus, la macchina che permetteva a Desmond di viaggiare nel tempo attraverso i ricordi "genetici" dell'antenato Altair.

    Forti dell'avveniristico Scimitar Engine, i ragazzi di Ubisoft Montreal hanno costruito un mondo gigantesco e pieno di vita, ricco di strutture da ammirare e luoghi da scoprire. Esplorare Acri, Damasco e Gerusalemme ai tempi delle Crociate non aveva prezzo, sia per la dovizia di particolari con cui erano state realizzate, sia per le prodezze di cui Altair era capace. L'assassino poteva arrampicarsi sfruttando qualsiasi appiglio e raggiungere la sommità di una torre per poi eseguire il famoso "balzo della fede", che lo vedeva atterrare illeso in un mucchio di fieno.

    Se a ciò aggiungiamo un combat system indovinato, credibile e ricco di possibilità offensive - dagli assassini silenziosi con la lama celata fino alle cruente esecuzioni con la scimitarra - è facile comprendere perché l'esperienza di gioco risultasse così avvolgente.

    Le meccaniche ludiche di nuova generazione, unite a un immaginario ricco e dal sapore inedito, facevano di Assassin's Creed un titolo meraviglioso, al netto di una struttura delle missioni principali schematica e ben poco variegata. Incoraggiato dall'incredibile successo commerciale del gioco, Dèsilets era pronto a realizzarne un sequel, che peraltro non avremmo potuto non includere nella nostra lista.

    Assassin's Creed II

    Da molti considerato il miglior titolo della serie e a ragion veduta, Assassin's Creed II ha espanso e migliorato la ricetta originale su tutti i fronti, facendo tesoro delle critiche mosse al predecessore. A capo di un team che contava più di 400 persone, Dèsilets voleva esplorare un altro periodo storico carico di fascino, mistero e intrighi d'ogni sorta: il Rinascimento italiano.

    Si trattava di un setting realmente inedito in ambito videoludico, ma che avrebbe permesso al canadese di imbastire un racconto di rara bellezza, a cavallo tra storia e finzione. Nella splendida Firenze al tempo di Lorenzo de' Medici, il giovane Ezio Auditore si imbarcava in una campagna di vendetta per eliminare coloro che avevano brutalmente assassinato i suoi cari. Dietro l'efferata esecuzione di suo padre Giovanni e del fratellino Petruccio, però, non si celava una semplice faida tra famiglie, bensì la lotta millenaria tra Assassini e Templari.

    Col passare del tempo Ezio apprendeva i segreti dell'ordine sotto il vigile sguardo di suo zio Mario e avanzava nel percorso che l'avrebbe portato a diventare il mentore della Confraternita. Tramite il suo antenato, Desmond poteva visitare anche la splendida Venezia, Forlì, San Gimignano e perfino la Basilica di San Pietro, che nascondeva uno dei misteriosi siti della Prima Civilizzazione.

    Sin dal gameplay mostrato durante l'E3 del 2009, Assassin's Creed II ha messo in luce quanto fossero varie e avvincenti le sue missioni, a partire dalla splendida sezione della macchina volante: perfettamente caratterizzato, al pari di Niccolò Macchiavelli e dei perfidi Borgia, Leonardo da Vinci costruiva a Ezio un marchingegno per permettergli di librarsi nell'aria e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Questa non era che una delle tante creazioni del geniale inventore, che poteva espandere l'arsenale del fiorentino in modo inaspettato (si pensi alla pistola celata). Tra le bombe fumogene, gli assassini doppi e la presenza di un vasto numero di armi, gli scontri erano più vari e divertenti che mai e costituivano solo una parte di un'offerta ludica all'insegna della scoperta.

    Accompagnato da una colonna sonora perfettamente calzante coi toni dell'esperienza, Ezio esplorava chiese e monumenti per svelarne i segreti, dalle antiche catacombe degli Assassini fino ai misteriosi glifi da decifrare, e nel mentre riportava la fortezza di Monteriggioni al suo antico splendore. Dèsilets e i suoi avevano dato vita a un gigantesco museo virtuale e a un personaggio sfaccettato e carismatico, talmente amato dal pubblico da diventare il protagonista di un'intera trilogia.

    Assassin's Creed IV: Black Flag

    Invece di concentrarci sull'ottimo Assassin's Creed III, il cui scheletro ludico non differiva poi molto dalla trilogia di Ezio Auditore, abbiamo deciso di inserire Assassin's Creed IV: Black Flag per una singola ma valida ragione. Il titolo del 2013 infatti ha ripreso la componente navale del predecessore e l'ha trasformata nel cuore pulsante della sua offerta ludica, regalando ai giocatori la possibilità di solcare il Mar dei Caraibi a bordo di un vascello pirata.

    Basato sull'Età d'Oro dei Pirati (1650 - 1730), l'intreccio narrativo vedeva Edward Kenway incontrare un assassino in circostanze fortuite, per poi avvicinarsi gradualmente all'ordine e ostacolare l'avanzata templare. Al fianco di personalità leggendarie del calibro di Edward "Barbanera" Teach, Benjamin Hornigold e Charles Vane, Kenway faceva di Nassau la capitale dell'utopia pirata, similmente a quanto accade nella famosa serie TV Black Sails.

    In cerca dell'Osservatorio e dei manufatti della Prima Civilizzazione, l'antenato di Desmond veniva utilizzato da un dipendente dell'Abstergo in un "tempo presente" che, per forza di cose, non poteva più servirsi della figura di Miles.
    In ogni caso, al netto di una sceneggiatura di qualità altalenante, la vera forza di Black Flag risiedeva proprio nella componente navale.

    Cantare a squarciagola le canzoni marinaresche assieme all'equipaggio o resistere all'assalto di un galeone nel bel mezzo di una tempesta, erano solo due delle innumerevoli attività piratesche offerte dal gioco. Ad esempio è stata introdotta la possibilità di spedire il protagonista a cacciare i predatori del mare, dal grande squalo bianco fino alla leggendaria Moby Dick.

    Più in generale, tra le battaglie navali e gli abbordaggi - che vedevano Edward sgominare i nemici dopo averne danneggiato il vascello - il titolo di Ubisoft sapeva irretire i giocatori per diverse ore e li spingeva a potenziare la Jackdaw su ogni fronte. D'altra parte le sfide di fine gioco, si pensi alla caccia delle navi leggendarie, richiedevano un adeguato livello di preparazione per poter essere sostenute. Pur non essendo una produzione esente da criticità, Black Flag ha saputo proporre un'esperienza fresca e interessante che, con ben 11 milioni di copie vendute in pochi mesi, ha dato vita a un vero e proprio "filone navale".

    Assassin's Creed: Syndicate

    Nel corso dell'attuale generazione il brand di Assassin's Creed ha cominciato a mostrare qualche segno di cedimento, a causa di una ricetta ludica che ha impiegato alcuni anni per rinnovarsi in modo efficace. Se a ciò aggiungiamo qualche inciampo evidente sul fronte tecnico, appaiono evidenti i motivi che hanno spinto Ubisoft a optare per una "pausa di riflessione" che ha separato l'uscita di Syndicate da quella di Origins.

    Detto questo, sarebbe ingiusto bocciare gli sforzi di Ubisoft Quebec, che con l'avventura di Jacob e Evie Frye ha aperto le porte della Londra Vittoriana agli appassionati di tutto il mondo. Grazie anche al coinvolgimento dello storico Jean-Vincent Roy, impegnato nel ruolo di consulente per la realizzazione del setting, la Londra ricostruita dagli sviluppatori ha preso letteralmente vita, complice l'apparizione di personaggi del calibro di Darwin, Charles Dickens, Karl Marx e la regina Vittoria in persona.

    Nei panni dei due assassini, le cui differenze caratteriali si riflettevano sul combat system, il giocatore era chiamato a liberare la città dalla morsa di Crawford Starrick, un gran maestro dei Templari assetato di potere.
    Rapida e letale all'occorrenza ma anche assennata e silenziosa, la prima protagonista femminile del filone principale era molto diversa da suo fratello, che invece preferiva ricorrere alla forza bruta e agli assalti a viso aperto.

    Oltre a essere abilissimi nell'arte del parkour gli assassini si servivano di uno speciale rampino per arrampicarsi sulle sommità degli edifici o per fissare delle lunghe zipline, grazie alle quali riuscivano a spostarsi agilmente da un palazzo all'altro. Il marchingegno, in altre parole, facilitava non poco l'attraversamento dell'enorme mappa di gioco, che per estensione superava anche la Parigi di AC: Unity.

    A tal proposito, gli sviluppatori hanno fatto tesoro delle critiche e sono intervenuti sull'AnvilNext 2.0 per assicurare l'arrivo di un prodotto esente da bug e cali di frame rate. Sebbene abbia riscosso pareri positivi da stampa e pubblico, Syndicate non è riuscito a ottenere i risultati commerciali dei titoli precedenti, semplicemente perché - come abbiamo già ribadito - l'annualizzazione della serie stava mettendo a dura prova i suoi stessi cardini ludici.

    Assassin's Creed: Origins

    Il 2017 è l'anno che ha visto la ripartenza di Assassin's Creed, che col debutto dell'ottimo Origins ha imboccato il cammino giusto per evolversi nel rispetto del suo passato. Del resto il lungo viaggio di Bayek di Siwa contiene tutti gli elementi che hanno reso grandi i titoli firmati da Patrice Dèsilets, dal peculiare contesto storico fino a un mondo di gioco ricco di segreti da scoprire.

    La vita del medjay e di sua moglie Aya veniva stravolta dalla morte del figlio Khemu, strappato alla vita dagli adepti dell'Ordine degli Antichi. Nel bel mezzo di un Egitto sconvolto dal conflitto tra la regina Cleopatra e suo fratello Tolomeo, i due amanti si facevano largo fino ai responsabili della scomparsa di Khemu, in una campagna di vendetta che - come da tradizione - finiva per trasformarsi in qualcosa di più grande.

    Guidati da filosofie e codici morali differenti, i due schieramenti altro non erano che i precursori di Assassini e Templari, gli ordini simbolo di Assassin's Creed. A una "storia delle origini" ben scritta e scandita da eventi interessanti, Origins affiancava le sezioni "nel presente" con Layla Hassan, un personaggio non all'altezza di Desmond Miles ma certamente più valido rispetto agli impersonali dipendenti Abstergo dei capitoli precedenti.

    Per allontanarsi dai villaggi in rovina dell'Egitto Tolemaico, Bayek poteva avventurarsi all'interno delle piramidi e scoprire i segreti che nascondevano: criptici e affascinanti al tempo stesso, i messaggi della Prima Civilizzazione erano la giusta ricompensa per aver concluso fasi esplorative mai noiose, che servivano a prendere un attimo di respiro dopo aver portato a termine una sequela di missioni.

    Lontane dalla raccolta di collezionabili fluttuanti o da attività prive di senso, le subquest fornivano ottimi spunti per visitare l'enorme mappa in lungo e in largo, dalla mitica Alessandria fino alla maestosa Sfinge.

    Complice la presentazione visiva d'alto profilo e una libertà d'azione senza precedenti, Origins ha ripreso ed espanso quel concetto di "museo virtuale" tanto caro a Patrice Dèsilets e nel frattempo ha introdotto un sistema d'avanzamento dal sapore squisitamente ruolistico. All'aumentare del suo livello, Bayek poteva migliorare la percezione e le proprie abilità offensive, in modo da far fronte ai tanti pericoli che popolavano il mondo di gioco. Tra corazze e armamenti di qualunque genere, era possibile personalizzare a piacimento il guerriero, che tra l'altro si serviva dell'aquila Senu per identificare i nemici dalla distanza e scovare i punti di interesse. Speriamo vivamente che il prossimo capitolo di Assassin's Creed possa sorprenderci proprio come ha saputo fare Origins.

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