Assassin's Creed Infinity: prospettive sul futuro della saga Ubisoft

Nel corso di un evento a Parigi abbiamo potuto farci un'idea più precisa di cosa si nasconde dietro il progetto Assassin's Creed Infinity

Assassin's Creed Infinity
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  • PS5
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  • Xbox Series X
  • A più di un anno dall'annuncio ufficiale di Assassin's Creed Infinity, inizialmente identificato come il nuovo capitolo della saga di Ubisoft, abbiamo finalmente potuto farci un'idea più precisa - almeno in termini relativi - della direzione scelta dal colosso francese per il futuro del suo franchise di punta. Dopo aver assistito all'ultima edizione dell'Ubisoft Forward, sappiamo infatti che Infinity sarà il nodo centrale di un'ampia gamma di progetti, destinata ad espandersi ulteriormente negli anni a venire. Un proposito che abbiamo avuto modo di approfondire durante una visita presso il quartier generale della compagnia, dove abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con il VP Executive Producer di Assassin's Creed, Marc-Alexis Côté.

    Il futuro di Assassin's Creed

    Apriamo subito le danze con la domanda chiave di questo articolo, quella cui aspettiamo di poter rispondere da oltre un anno: che cos'è Assassin's Creed Infinity? Si tratta in effetti di una quesito tutt'altro che semplice, specialmente considerando come Ubisoft non sia ancora pronta a svelare - chiaramente e nel dettaglio - ogni aspetto dell'iniziativa in questione, che probabilmente resterà in gestazione ancora per qualche tempo. Per cominciare, possiamo però confermare che Infinity non è un gioco, almeno non in senso stretto, e questo ci permette di dare un significato diverso al concetto di "live service"precedentemente associato al progetto, che in questo caso non è sovrapponibile alla nozione di "titolo a sviluppo continuo".

    Per usare le parole di Marc-Alexis Côté, "Infinity è un hub di nuova generazione che rappresenterà il punto di accesso a tutte le future esperienza del franchise di Assassin's Creed". Côté lo descrive come una sorta di Animus metaludico, una piattaforma che raccoglierà e collegherà i diversi capitoli della saga senza porre alcun limite concreto ai loro caratteri strutturali.

    Questo vuol dire che Infinity non avrà un impatto diretto sui lineamenti dei titoli che andrà a contenere ma, stando alle dichiarazioni di Ubisoft, concederà ai team una maggiore libertà creativa, permettendo loro di esplorare diversi generi e costruire esperienze potenzialmente molto differenti fra loro. D'altronde l'offerta di quello che viene definito come il "Period 3" della saga già comprende - almeno in potenza - una notevole varietà di prodotti. Se Mirage sembra voler riportare la serie alle sue origini, con un assetto più contenuto e un taglio da action-adventure con elementi stealth, Red è un gioco in linea con l'evoluzione action rpg vista negli ultimi capitoli, dotato di un bagaglio contenutistico paragonabile a quello dell'enorme Valhalla. Abbiamo poi il misterioso Hexe, che secondo alcune voci di corridoio punta ad essere l'Assassin's Creed più "dark" mai creato, un'avventura carica di sfumature sinistre che potrebbero perfino sfociare nell'horror. A latere troviamo inoltre Jade e Invictus, rispettivamente un open world per dispositivi mobile ambientato nella Cina del terzo secolo avanti Cristo, con protagonista un personaggio completamente personalizzabile, e un gioco multiplayer stand alone modellato col contributo di alcuni veterani dei team di Rainbow Six: Siege e For Honor.

    Per Côté questa nuova fase del percorso evolutivo del franchise coincide con un rinnovamento dei modelli produttivi, rivisti per concedere agli sviluppatori più tempo per dare corpo alla propria visione creativa, e raggiungere così standard qualitativi più elevati e una maggiore diversificazione dell'offerta corale. Il tutto potendo contare su un struttura di supporto più efficace, votata alla condivisione delle competenze sia sul fronte tecnologico che operativo.

    Parlando della futura cadenza delle uscite, l'Executive Producer ci ha detto che i lunghi cicli vitali dei capitoli più "abbondanti" come Valhalla o il futuro Red, progettato accogliere ampie espansioni, garantiscono al publisher una maggiore flessibilità nella calendarizzazione degli altri progetti, e di conseguenza più spazio di manovra ai singoli team. Questo anche perché, secondo Côté, la differenziazione delle varie proposte ludiche eviterà che i titoli si "cannibalizzino" tra loro una volta approdati sul mercato, contribuendo invece all'ampliamento della community e alla popolarità del brand.

    E torniamo quindi a parlare di Infinity, che tra le altre cose è un ecosistema concepito per aumentare la consapevolezza della platea nei confronti del franchise, e permettere così agli utenti di venire più facilmente a contatto con tutti i prodotti che ne fanno parte, con effetti positivi sul piano commerciale. A tal proposito, il breve video mostrato durante la presentazione ci ha concesso un'occhiata all'impostazione strutturale di questo contenitore, all'interno del quale sarà possibile scorrere agilmente tra i vari protagonisti della serie in modo da accedere alle loro memorie. Un assetto che sottolinea quella che pare essere la doppia natura di Infinity: da una parte crocevia di tante esperienze di gioco e dall'altra enciclopedia in divenire della saga.

    Un punto di ritrovo per tutti gli assassini

    Prima di andare oltre, ci sentiamo di precisare che le considerazioni a seguire potrebbero non essere del tutto puntuali e precise, e questo per una ragione molto semplice: come anticipato, Ubisoft è ancora piuttosto restia a delineare i dettagli di Infinity, e pertanto molte delle dichiarazioni di Côté lasciavano margini d'interpretazione alquanto ampi.

    Questo a partire dall'effettivo funzionamento dell'hub, che in buona sostanza dovrebbe essere una piattaforma integrata nell'ecosistema digitale del publisher francese (Ubisoft Connect e Ubisoft Plus), nonché il primo punto d'approdo dei giocatori dopo aver avviato uno qualsiasi dei nuovi capitoli. Anzi, con tutta probabilità Infinity sarà accessibile anche separatamente, magari tramite un'applicazione dedicata, nella quale ovviamente non sarà possibile avviare i singoli contenuti a meno di non averli acquistati. Considerando il recente annuncio di Scalar, la tecnologia di cloud computing di Ubisoft, è facile supporre che prima o poi questa verrà in qualche modo sfruttata anche nel contesto di Infinity, ma si tratta di una speculazione che si estende oltre l'attuale orizzonte produttivo della serie. Riportando lo sguardo al futuro prossimo di Assassin's Creed, Côté ci ha spiegato che con il "Period 3" si aprirà un nuovo capitolo nella metastoria del franchise, ovvero quella porzione narrativa - più o meno - in continuità ambientata nel presente.

    Lo "spazio" in cui si muoverà questa parte importante della narrazione della saga sarà proprio Infinity, e ciò con l'obiettivo di dare al racconto una maggiore coerenza interna e collegare in maniera più efficace le memorie genetiche dei vari protagonisti. In tutta onestà non sappiamo quali saranno, all'atto pratico, le conseguenze di questo approccio sul gameplay e sull'avvicendamento delle storie a cavallo tra passato e presente, ma Côté ci ha fatto intendere che d'ora in poi i giocatori potranno - volendo - lanciarsi nelle avventure degli antichi assassini senza troppi preamboli né interruzioni, quindi senza dover necessariamente "uscire dall'Animus".

    L'interconnessione dei giochi tramite Infinity dovrebbe inoltre rendere più agevole e funzionale la creazione di contenuti come "Crossover Stories", che potrebbero moltiplicarsi per creare ulteriori ponti tra le varie epopee, il tutto senza compromettere la consistenza dell'insieme. Oltre ad essere il punto di raccordo metanarrativo tra tutti i futuri giochi della serie, Infinity dovrebbe quindi ospitare una raccolta enciclopedica di tutta la lore (di origine storica o finzionale) della saga degli assassini, non più compartimentata all'interno dei singoli giochi ma unificata e in continuo sviluppo.

    Al netto di tutte le incognite disseminate sulla rotta tracciata da Ubisoft, e non sono certo poche, non facciamo fatica a definire stimolante la direzione scelta dal publisher per la prossima fase di quello che è ormai diventato un media franchise a tutti gli effetti. L'idea di live service proposta dall'azienda francese mostra una gradita propensione al rinnovamento, e l'idea di aprire il brand a molteplici declinazioni ludonarrative apre spiragli molto intriganti sul futuro della saga, anche per ciò che concerne la ristrutturazione "sostenibile" delle filiere di sviluppo.

    Va da sé che tale ramificazione porta con sé dei rischi da non sottovalutare, compresi quelli che riguardano l'identità del marchio Assassin's Creed, senza considerare che la scommessa Infinity potrebbe rivelarsi fin troppo azzardata. Partendo dal presupposto che accontentare tutti resta un'impresa fondamentalmente impossibile, non possiamo comunque fare a meno di accogliere con un certo ottimismo la spinta riformista che sembra caratterizzare la prossima fase del percorso di Ubisoft nell'industria, almeno per quel che riguarda la sua serie più popolare. Insomma, teniamo le dita incrociate.

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