Assassin's Creed: La Trilogia dei Discendenti

In attesa del reveal di Assassin's Creed Origins, andiamo alla scoperta di libri, romanzi e fumetti ambientati nel mondo della serie Ubisoft.

Assassin's Creed: La Trilogia dei Discendenti
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • bisoft è ormai pronta a togliere il velo di mistero che avvolge il nuovo capitolo della saga dedicata alla millenaria lotta tra Assassini e Templari. Tra pochi giorni, in occasione dell'attesissima fiera losangelina, potremo infatti assistere alla presentazione ufficiale del tanto rumoreggiato Assassin's Creed Origins. Come ben saprete grazie a innumerevoli rumor, veri o presunti tali, dopo la fumosa Londra vittoriana, questo nuovo titolo ci riporterà indietro di millenni per calarci nelle esotiche atmosfere dell'Antico Egitto. Al momento, ovviamente, nulla sappiamo di protagonista, periodo storico e antagonisti, quindi non ci resta che attendere in trepidante attesa il reveal ufficiale da parte del publisher francese. Fortunatamente per i fan della saga, Ubisoft si sta muovendo ormai da tempo - e con grande efficacia - anche su altri fronti per espandere l'universo narrativo oltre i "semplici" episodi videoludici.
    Ci viene naturale pensare al merchandising ufficiale, al florido mercato delle Action Figures e - ovviamente - al film che, a inizio anno, ha portato per la prima volta la saga sul grande schermo con un'ambientazione e un protagonista del tutto inediti. Aguilar, membro della Confraternita durante l'oscuro periodo che caratterizzò il XV secolo spagnolo, non è l'unica new entry a far capolino su una scena già affollata. D'altronde, la stessa natura della saga si può ramificare senza difficoltà in una galassia di rivoli narrativi secondari, ricchi di spunti sempre nuovi e perfettamente aderenti all'universo "canonico". I vertici del colosso transalpino questo lo sanno molto bene, e da tempo hanno rivolto la loro attenzione verso altri media: in particolare fumetti e romanzi.

    Una storia, molte storie

    Riguardo al primo framework, Titan Publishing è stata la prima ad aggiudicarsi i diritti per la pubblicazione delle tavole dedicate alla saga, stringendo una partnership con Ubisoft e avviando il progetto di collaborazione sotto l'etichetta Titan Comics (la quale vanta già altre licenze illustri come Dark Souls, Doctor Who, Sherlock e, da ultimo, Tekken). Da ormai un paio d'anni le uscite su questo fronte si susseguono a un ritmo regolare, focalizzando l'attenzione ora su esponenti della Confraternita degli Assassini, ora sugli Agenti Templari attraverso un fitto intrico di periodi storici: Cina devastata dalla guerra civile che, a partire dal 1927, vide contrapposti il Partito Comunista e il Kuomintang; Impero Inca; India e così via.

    Proprio una di queste mini serie, Last Descendants, ha agevolato l'entrata in scena di un nuovo ciclo di romanzi che porta esattamente lo stesso titolo. Last Descendants Locus, infatti, è un cross over ambientato nella Londra Vittoriana che segue le vicende di un personaggio a stretto contatto con i fratelli Frye e che ritroviamo più volte nei romanzi di cui vi parleremo tra breve. Insomma, potremmo dire che il mondo dei fumetti e dei romanzi si sono incontrati a metà strada. A qualche mese di distanza dalla localizzazione dei primi due romanzi della trilogia (e visto che dovremo attendere ancora a lungo - si vocifera fine dicembre - per il capitolo conclusivo di questo nuovo ciclo) vogliamo cercare di approfondire un po' di più la conoscenza di Assassin's Creed Last Descendants e La tomba dei Khan, entrambi editi in Italia da Sperling & Kupfer.

    La trilogia degli eredi 

    Non è la prima volta che la saga offre materiale interessante per un libro. In più di un'occasione, infatti, lo storico Anton Gill - sotto lo pseudonimo di Oliver Bowden - ha firmato le trasposizioni romanzate relative alle vicende già narrate negli episodi videoludici sino a Underworld, ultimo in ordine di tempo a guadagnarsi la pubblicazione cartacea e digitale. Ora, invece, il compito di traghettare assassini e templari verso il futuro letterario è demandato a un'altra penna talentuosa: Matthew J. Kirby, autore statunitense "specializzato" in opere che generalmente vengono fatte rientrare nel genere young adult. Last Desendants, giunto nei lidi nostrani sul finire di novembre dello scorso anno, costituisce la sua prima incursione nella ricca mitologia del franchise e, approcciando il testo, vi confessiamo che un po' di timore per la tenuta complessiva dell'impianto narrativo l'abbiamo avuta.

    Kirby, che ovviamente non tradisce il genere in cui si sente più a suo agio ovvero il classico young adult adventure, riesce invece tessere una tramatura interessante in grado di essere comprensibile anche ai profani, pur senza scontentare i fan della prima ora. Essendo un capitolo smaccatamente introduttivo, infatti, il ritmo narrativo di Last Descendants non può che apparire lento nell'incedere. L'autore si prende tutto il tempo per innalzare un'armatura principale su cui modellare vicende e plasmare personaggi, nonché per spiegare il background storico, la tecnologia dell'Animus e le ragioni alla base delle azioni che muovono le due parti in causa.
    Nella comprensione dei concetti base, i neofiti vengono agevolati da concetti scritti in modo scorrevole e asciutto, privo di grandi fronzoli stilistici; mentre i fini conoscitori del mondo degli assassini potranno apprezzare molti piccoli riferimenti alla saga (compreso l'episodio "spurio", Rogue), sparsi qua e là con espedienti eleganti. L'obbiettivo, per le due fazioni rimane sempre lo stesso: impadronirsi di un Frutto dell'Eden "spezzato" in tre parti che, se riunite, possono infondere al possessore il potere di un dio. In questo caso, però, la lotta si fa più sfumata; assume contorni sottili man mano che sulla scena emerge una minaccia capace di sparigliare le carte in tavola costringendo Fratellanza e Ordine a ripensare alle proprie priorità.

    Kirby, insomma, dimostra di possedere la padronanza necessaria per maneggiare la materia grezza fornitagli: tiene ben salde le redini del racconto e scandisce in maniera equilibrata tanto le sezioni ambientate nel presente, quanto quelle nel periodo storico prescelto, ricco di fatti e individui storicamente accertati. Le vicende degli antenati del gruppo di ragazzi che si trovano, loro malgrado, nel bel mezzo della guerra tra Assassini e Templari, in Last Descendants vengono inserite nell'alveo dei turbolenti scontri che infuocarono New York nel luglio del 1863 a causa della legge sulla coscrizione obbligatoria emanata dal Congresso unionista. Il setting, per capirci, è il medesimo narrato nella pellicola firmata da Scorsese Gangs of New York: la Guerra Civile si protraeva da tempo, il malcontento era palpabile e la coscrizione obbligatoria (che permetteva alle classi più abbienti di pagare 300 dollari per guadagnare l'esenzione o la sostituzione) non fece altro che accelerare lo scoppio della rivolta, la quale poté esser placata solo dopo qualche giorno ma non prima d'aver lasciato a terra decine di morti tra afroamericani e la ricca classe dirigente della città.

    La tomba dei Khan

    Ne La Tomba dei Khan Kirby, forte del terreno fertile dissodato e seminato nel corso del primo capitolo, inizia a raccogliere i frutti del proprio lavoro. Il ritmo narrativo si fa più intenso, iterato. Le varie parti in causa si sono finalmente palesate; le figure dei giovani protagonisti - divisi tra Templari e Assassini - vengono tratteggiate in maniera più compiuta e dettagliata; l'azione prosegue sul solco tracciato ma ora viene spostata nella Cina imperiale, al tempo del Gran Khan Kublai.

    In questo periodo storico Celeste Impero sta lentamente prendendo forma; alla morte del Flagello di Dio Gengis Khan, il Khanato viene ripartito tra i molti figli e nipoti del grande conquistatore mongolo. A Kublai spetterà la pacificazione dei regni cinesi, mentre Mongke proseguirà l'espansione dell'impero mongolo verso ovest. La ricerca del secondo pezzo del Frutto dell'Eden, insomma, si dimostra ben più avvincente e interessante del precedente capitolo grazie a diversi imprevedibili eventi e capovolgimenti di fronte, ma non solo. Attraverso alcuni espedienti che, ovviamente, attengono al DNA dei diversi protagonisti, l'autore riesce a spaziare lungo svariati periodi storici e diversi antenati, mantenendo sempre polso fermo sulla narrazione ed evitando accuratamente di ingarbugliarne i fili. Purtroppo, manca ancora un bel po' di tempo sia all'uscita del nuovo capitolo videoludico, sia a quello che si preannuncia essere un gran finale per Last Descendants. Quindi, visto che l'estate si sta avvicinando a grandi passi, non possiamo che consigliarvi (sempre se non lo avete ancora fatto) di recuperare questi primi due episodi della trilogia, magari intervallandoli con l'opera a fumetti "Locus" e la novelization "Heresy".   

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