Assassin's Creed Mirage a Baghdad: le Mille e Una Notte di Ubisoft

Assassin's Creed Mirage sarà ambientato nella Baghdad del IX secolo, in un momento di straordinario splendore per la capitale dell'Iraq.

Assassin's Creed Mirage a Baghdad: le Mille e Una Notte di Ubisoft
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  • Xbox Series X
  • "Noi, popolo della Mesopotamia, terra di apostoli e profeti, luogo di riposo di virtuosi Imam, culla di civiltà, di artigiani della scrittura e patria della numerazione. Sulla nostra terra è stata creata la prima legge degli uomini, è stato iscritto il più antico patto per un giusto governo, e sul nostro suolo santi e compagni del Profeta hanno pregato, filosofi e scienziati hanno sviluppato teorie, e scrittori e poeti hanno raggiunto l'eccellenza". Queste parole compongono il preambolo alla Costituzione approvata in Iraq nel 2005. Tassello del complesso percorso di ricostruzione che ha fatto seguito alla Seconda Guerra del Golfo e al tramonto del regime di Saddam Hussein, il documento rivendica la centralità che le terre comprese tra Tigri ed Eufrate hanno avuto per la civiltà umana.

    Dai fasti di Babilonia allo sviluppo dell'Islam, i confini dell'odierno Iraq racchiudono una straordinaria storia millenaria, che Ubisoft ha scelto di rievocare in Assassin's Creed: Mirage. L'avventura con protagonista Basim ibn Ishaq condurrà i giocatori alla scoperta di atmosfere da Mille e Una Notte, tra le vie della Baghdad del IX secolo. Ambientato vent'anni prima di Assassin's Creed: Valhalla, la nuova fatica del colosso videoludico francese racconterà la genesi del Maestro Assassino mediorientale, sullo sfondo dell'epoca di maggior splendore del Califfato Abasside.

    Medio Oriente e Islam

    Come vi abbiamo raccontato nella nostra anteprima dedicata ad Assassin's Creed: Mirage, l'Action Adventure muoverà i propri passi nella Baghdad dell'861, in un'epoca nella quale Basim non era altri che un semplice ladro. Per comprendere il contesto storico che accompagnerà l'ingresso del protagonista nell'Ordine degli Occulti, è però necessario compiere un passo indietro, per ripercorrere brevemente le origini dell'Islam e del controllo arabo del Medio Oriente.

    Nel 570, nasceva presso La Mecca Abu al-Qasim Muhammad ibn Abdullah ibn Abd al-Muttalib ibn-Hashim, destinato a passare alla storia come Maometto. Per quanto articolato, il nome completo del profeta islamico cela in sé un importante indizio sulla cultura dell'epoca. L'espressione "ibn", infatti, significa letteralmente "figlio di", a testimoniare quanto nel VI secolo i legami di sangue e di clan rappresentassero ancora un elemento cardine del tessuto sociale mediorientale.

    Stando alla tradizione religiosa islamica e alle ricostruzioni storiche più recenti, Maometto avrebbe avuto il suo primo contatto con il divino intorno al 610. In quest'epoca, l'uomo - di circa 40 anni - rappresentava già una figura di spicco all'interno della comunità. Come commerciante, aveva infatti guidato diverse carovane sino alle regioni orientali del Mediterraneo, dove aveva peraltro avuto i suoi primi contatti con i principi monoteisti di Cristianesimo ed Ebraismo. Oltre che per la sua professione, Maometto godeva di grande rispetto da parte dei suoi contemporanei anche grazie ad una forte tempra morale e ad una profonda spiritualità. Proprio tali elementi avrebbero favorito il formarsi di un primo nucleo di fedeli attorno alla figura del Profeta.

    In seguito a quello che il Corano descrive come l'incontro tra Maometto e l'arcangelo Gabriele, l'uomo iniziò a predicare una nuova religione presso La Mecca.

    Ben presto, attorno al Profeta si raccolse un nutrito gruppo di fedeli, che presero il nome di Musulmani, letteralmente "coloro che si sottomettono al volere di Dio". L'Islam muoveva così i suoi primi passi nella città mediorientale, oggi parte del territorio dell'Arabia Saudita. Non si trattò tuttavia di un percorso semplice: esattamente come accaduto ai primi Cristiani, anche i primi Musulmani furono ben presto oggetto di persecuzioni. Un complesso intrecciarsi di motivazioni religiose, culturali ed economiche spinsero infatti i cittadini della Mecca a osteggiare Maometto. Nell'anno 622 del calendario occidentale, il Profeta e i suoi seguaci abbandonarono dunque la città, alla volta di Yathrib. Tale evento viene ricordato nell'Islam come Hijira - letteralmente, "migrazione" - e segna l'inizio dell'anno 1 del calendario islamico. A questa data si fa inoltre risalire la conclusione della jahiliyya, espressione con la quale si indica l'era contraddistinta dall'ignoranza del volere di Dio. Specularmente, con l'Hijira nasce l'umma, la comunità dei fedeli islamici di tutto il mondo. Col tempo, il legame tra Maometto, l'Islam e Yathrib si fece indissolubile, al punto che la città cambio nome in "la città del Profeta", successivamente abbreviato in Medina, "la città".

    La scissione tra Sunniti e Sciiti e l'impero arabo

    La morte di Maometto, datata 632, aprì un capitolo complesso all'interno del mondo islamico. Il tema della successione del Profeta scatenò infatti forti conflitti ideologici, destinati a plasmare in maniera radicale il futuro della regione mediorientale. In assenza di figli maschi, i contrasti volti alla definizione del Califfo - letteralmente, "successore" di Maometto - condussero all'affermazione di due grandi correnti di pensiero.

    Da un lato, gli shi'a - più noti in Occidente come Sciiti - sostenevano il diritto ereditario di Ali ibn Abi Talib, cugino del Profeta e marito di Fatima, una delle figlie di Maometto. Tale visione si dimostrò tuttavia minoritaria di fronte alla fazione Sunnita (dall'arabo sunna, letteralmente "la via"), che sosteneva invece la figura di Abu Bakr, padre di Aisha, una delle dodici mogli sposate da Maometto nel corso di una vita trascorsa ad intessere un'articolata rete di alleanze a supporto della diffusione dell'Islam.

    La seconda corrente, che escludeva la necessità di legami di sangue tra Maometto e i futuri Califfi, ebbe la meglio, ma i contrasti tra Sunniti e Sciiti non vennero meno. Nei decenni successivi, molti Califfi perirono di morte violenta, incluso lo stesso Ali ibn Abi Talib, che nel 656 aveva infine avuto accesso alla prestigiosa carica. Tali conflitti interni non impedirono però alla comunità islamica di espandere i propri confini. In pochi decenni, gli Arabi Musulmani arrivarono a controllare un vero e proprio impero, che si estendeva dalle coste della Libia sino all'odierno Iran.

    Nel 661, l'assassinio di Ali segnò un momento cruciale per la storia araba, con la salita al potere del clan degli Omayyadi. Quest'ultimo inaugurò una lunga era di stabilità, nota appunto come Califfato Omayyade e destinata a protrarsi sino al 750. In questa fase, i confini dell'impero si estesero ulteriormente, sino a inglobare gli odierni territori di Tunisia, Marocco e Algeria. Le forze arabe superarono persino lo Stretto di Gibilterra, insediandosi in Andalusia, dove avrebbero conservato una presenza addirittura sino al 1492.

    Il Califfato Omayyade e la nascita dell'Iraq

    L'estendersi dell'area controllata dal Califfato favorì lo sviluppo di un'amministrazione sempre più articolata. Entro i confini del mondo islamico, le altre grandi religioni monoteistiche, come Cristianesimo ed Ebraismo, erano tollerate, ma i fedeli dovevano accettare lo status di dhimmi, inferiore a quello riservato ai Musulmani e comprensivo dell'obbligo di pagamento di una speciale tassa. Tali circostanze portarono rapidamente molti cittadini del Califfato a scegliere la via della conversione all'Islam.

    Parallelamente, la dinastia Omayyade trasformava l'arabo nella lingua ufficiale dell'impero, mentre l'intero Medio Oriente conosceva una sfarzosa crescita. Proprio in questi anni, sorgeva a Gerusalemme l'imponente Monte del Tempio. Qui, la moschea di al-Aqsa, la cupola della Roccia e la cupola della Catena svettano nel sito oggi più noto come Spianata delle Moschee. In quest'epoca, il Califfato regnava dalla capitale, situata a Damasco, nell'odierna Siria, resa splendida anche grazie al contributo di numerosi artigiani bizantini.

    Sotto il regno Omayyade, la Mesopotamia centrale e meridionale veniva trasformata in una nuova provincia, battezzata Iraq. L'area, esattamente come nei secoli passati, celava ancora una rilevanza strategica, legata alla straordinaria ricchezza agricola del Sawad. Coltivata con impianti di irrigazione connessi al Tigri e all'Eufrate, la regione generava raccolti quattro volte superiori a quelli dell'Egitto e cinque volte maggiori a quelli di Siria e Palestina. Nel tempo, l'Iraq si era inoltre trasformato in un crocevia centrale per i traffici commerciali attraverso l'Oceano Indiano.

    La centralità dell'area per il Califfato Omayyade non si tradusse però in una rinnovata ricchezza per la regione mesopotamica. L'Iraq, al contrario, era di fatto oggetto di occupazione militare, e i profitti delle attività agricole locali erano destinati a raggiungere Damasco. La successiva decisione della dinastia regnante di sminuire lo status dei nuovi convertiti all'Islam, spesso di origine persiana o aramaica, contribuì ad esacerbare ulteriormente le tensioni sociali interne alla provincia.

    Il Califfato Abasside: le meraviglie di Baghdad

    Il crescente malcontento interno all'impero arabo portò infine alla salita al potere di una nuova dinastia, che affondava le proprie radici nella linea di sangue di Abbas,

    zio paterno di Maometto. Una violenta rivoluzione portò alla deposizione degli Omayyadi e all'insediamento del nuovo Califfato Abasside, il cui primo esponente fu Abu 'l-'Abbas, più noto come al-Saffah. Questo importante passaggio rappresentò una svolta di straordinario rilievo perl'Iraq, che acquisì una rinnovata rilevanza. Il Paese si trasformò nel cuore politico dell'intero impero, mentre le sue città si resero testimoni di un fiorente sviluppo culturale e scientifico. Ed è proprio in questo contesto che i giocatori di Assassin's Creed: Mirage muoveranno i propri passi nei panni di Basim ibn Ishaq. Il nuovo Action Adventure di casa Ubisoft darà vita alle variopinte strade di Baghdad, attuale capitale dello stato mediorientale. La storia della città inizia del resto proprio con la dinastia Abasside. Nel 762, il Califfo Abu Jafar - più noto come al-Mansur, "il vittorioso" - decise infatti di dare una nuova capitale all'impero arabo. Seguendo un'antica tradizione mesopotamica, il regnante stesso posò il primo mattone dell'insediamento, battezzato Madinat as-Salam. Letteralmente "città della pace", la capitale divenne nota in tutto il mondo come Baghdad.

    Al massimo del suo splendore, che dovrebbe appunto coincidere con il IX secolo dipinto da Assassin's Creed: Mirage, Baghdad era protetta da due imponenti muraglie difensive concentriche. Le fortificazioni erano intervallate da quattro grandi vie d'accesso, che collegavano Baghdad alle città di Kufa, Basra, Damasco e Khurasan. Il nucleo della nuova capitale ospitava la Città Rotonda, entro la quale sorgeva l'imponente palazzo del Califfo, il cui completamento richiese oltre un secolo. La sommità della struttura, della quale purtroppo non è rimasta traccia, culminava in due grandi cupole, sulla cui cima svettava un grande segnavento raffigurante un cavaliere armato di lancia. Secondo le leggende, il guerriero era solito indicare con la propria arma la direzione dalla quale sarebbe giunta una nuova minaccia per la città.

    La crescente prosperità della capitale, favorita dal fertile Sawad e dal costante transito di carovane commerciali, diede nel tempo origine a miti letterari volti a immortalare su carta lo splendore di Baghdad. Proprio nel IX secolo, venivano raccolti i racconti della celebre Mille e Una Notte, i cui contenuti sono stati rigorosamente analizzati dagli storici contemporanei, che li hanno confrontati con ulteriori fonti dell'epoca.

    Il quadro che ne emerge è quello di una città complessa e sfaccettata, in cui la ricchezza sfarzosa dell'élite si affiancava alle modeste quotidianità della maggior parte della cittadinanza. Gli abitanti di Baghdad formavano un tessuto sociale sfaccettato, tra artigiani, fabbri, scavatori di pozzi, poliziotti, macellai, conciatori, fabbricanti di scarpe e tessitori.

    Il Califfato Abasside ebbe inoltre il merito di incentivare uno straordinario sviluppo delle arti e della scienza. I crescenti contatti con l'Oriente favorirono l'adozione della carta come veicolo primario della conoscenza e della parola scritta, in un mutamento radicale destinato a trasformare la Mesopotamia nel centro scientifico di maggior rilievo dell'epoca.

    A Baghdad, sorgeva così Bayt al-Hikma, la Casa della Saggezza, una monumentale biblioteca - frequentata in gioventù dallo stesso Basim - che racchiudeva al suo interno conoscenze originatesi ai quattro angoli del mondo conosciuto. Nei decenni, i messi imperiali vi condussero manoscritti redatti in Persiano, Sanscrito, Greco e persino Hindu, mentre i maestri traduttori si trasformavano in una classe sociale di grande prestigio. Gli studi matematici raggiungevano il proprio apice nella capitale, mentre il Califfato Abasside istituzionalizzava il sistema di numerazione araba, i cui concetti essenziali - incluso lo zero - avevano avuto i propri natali in India.

    Nella Baghdad nel IX secolo, si consolidava una società profondamente cosmopolita, nella quale Arabi e Persiani condividevano la quotidianità cittadina. Sul fronte religioso, il nucleo urbano presentava una marcata maggioranza musulmana, la cui comunità si radunava in suggestive moschee, ma non mancavano gruppi cristiani ed ebraici. In quest'epoca, nasceva inoltre il Sufismo, una corrente connotata da un forte misticismo e che aveva i propri rappresentanti in studiosi che sfoggiavano ornamenti di lana.

    Samarra e il declino dell'impero arabo

    Lo splendente sviluppo del Califfato Abasside subì un primo arresto intorno all'anno 869. In seguito all'emergere di forti tensioni sociali - causate anche da un crescente traffico di schiavi -, una violenta rivolta colpì le grandi pianure agricole della Mesopotamia. La distruzione degli avanzati sistemi di irrigazione determinò un drammatico calo produttivo dell'area. Le rivolte furono sedate solamente nell'883, ma la situazione del Sawad era ormai drammatica. I tentativi dell'élite di mantenere gli standard agricoli del passato si tradussero in un eccessivo sfruttamento del suolo, che in breve tempo fu colpito da un processo di salinizzazione irreversibile. La presa del Califfato sulle aree periferiche dell'impero si fece così più debole, costringendo i leader Abassidi a concedere un'autonomia di fatto a regioni di eccezionale rilevanza strategica, come l'Egitto.

    Nel tentativo di evitare la disgregazione del regno arabo, i Califfi avevano fatto ricorso al reclutamento di milizie mercenarie, denominate mamluk, letteralmente "di proprietà". Molti di questi nuovi combattenti erano originari dell'odierna Turchia e in breve tempo finirono per dare vita ad una classe militare compatta e influente. La crescente presenza delle milizie a Baghdad finì tuttavia per scontrarsi con le proteste della cittadinanza. Le rimostranze della capitale costrinsero la dinastia Abasside a spostare i soldati fuori dai confini della città. I mamluk trovarono nuova sede presso la città di Samarra, che sottrasse ben presto a Baghdad il ruolo di capitale. Già nell'861, anno che sancirà l'avvio dell'avventura di Basim in Assassin's Creed: Mirage, la città non vantava dunque più il titolo di capitale, che recuperò solamente nell'892.

    In questo arco di tempo Samarra si tramutò a sua volta in un florido centro culturale, le cui rovine costituiscono ancora oggi un sito Patrimonio dell'UNESCO. Lo stretto rapporto tra le due capitali sarà evidenziato anche in Assassin's Creed: Mirage: ricordiamo infatti che il padre di Basim non era altri che uno degli architetti responsabili della costruzione della Grande Moschea di Samarra.

    Entro i confini della nuova capitale araba, i Califfi persero progressivamente la propria influenza, in favore della classe militare, che trovava il suo massimo esponente nel "Sultano", nuova figura destinata ad adombrare ben presto il Califfo. Quest'ultimo, divenuto ormai un titolo esclusivamente formale, entrò definitivamente in crisi nel X secolo, con l'esaurirsi dell'influenza del clan Abasside. Dopo Sumeri, Assiri, Babilonesi e Persiani, anche gli Arabi dovettero infine accettare il crollo del proprio impero, l'ultimo ad aver edificato una straordinaria fortuna grazie ad un attento sfruttamento del potenziale agricolo delle pianure comprese tra Tigri ed Eufrate.

    Assassin's Creed Mirage Assassin's Creed: Mirage porterà in scena la parabola del Maestro Assassino Basim nel corso del 2023. Dopo aver condotto i giocatori alla scoperta della storia vichinga, Ubisoft riporta il focus della saga in Medio Oriente. Per l'occasione, gli sviluppatori del colosso francese dipingeranno l'epoca più splendente dell'impero arabo, trasportando gli appassionati tra gli aromi di spezie e le magie da Mille e Una Notte della Baghdad del IX secolo.

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