Assassin's Creed Origins Discovery Tour: un nuovo modo di esplorare la storia

Con il Discovery Tour, Assassin's Creed Origins si trasforma in un vero e proprio museo, diventando un nuovo strumento educativo e di approfondimento.

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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il Discovery Tour di Assassin's Creed Origins nasce dalla volontà di rimodulare il caratteristico database nozionistico del brand in un formato nuovo, meno didascalico e più interattivo. Il risultato, già a disposizione dal 20 di questo mese per tutti coloro che hanno acquistato il gioco, è un prodotto singolare: il Discovery Tour, spogliato di tutte le meccaniche di combattimento distintive della saga, si presenta come un'esperienza non violenta e interamente esplorativa.
    Un sentiero ancora poco praticato dal medium, quello della non belligeranza, che solo in tempi recenti ha dimostrato che si possono fare videogiochi e raccontare attraverso di loro senza basare l'esperienza ludica sul conflitto. Già questo pone delle premesse interessanti che si confermano tali con gli intenti dei contenuti: il Discovery Tour è un prodotto che apre alla didattica e vuole avvicinare alla Storia un pubblico più vasto dei soli fan di Assassin's Creed. Il Professor Fabio Minizzi, che giovedì ha aperto la presentazione, ha posto l'accento sulla relatività della fruizione della memoria storica: così come non si può definire un gioco senza descriverne le regole che lo governano, non è possibile raccontare la Storia in quanto tale. Non esiste Storia della Storia, esiste Storia della Filosofia, Storia della Società, della Medicina, dell'Arte. La Storia come sistema, come complesso decodificabile solo se tutte le sue dimensioni concorrono a comporla. Per questo motivo il suo entusiasmo verso il Discovery Tour era genuino, perché il prodotto si presentava come uno strumento per fruire contemporaneamente delle molteplici prospettive con le quali tracciamo il nostro Passato. "Questi strumenti non devono naturalmente sostituirsi allo studio della storia, ma possono tuttavia integrare in modo positivo questo studio"

    Making of

    A lezione di storia con Maxime DurandNella cornice varesina dell'Università degli Studi dell'Insubria si è tenuta una presentazione esclusiva del Discovery Tour, nuovo contenuto previsto a supporto dell'ultima fatica di Ubisoft, Assassin's Creed Origins. Dopo una prima tappa in Canada e una successiva in Spagna, Maxime Durand, consulente storico per la saga, è arrivato qui in Italia per raccontarci come è nata l'idea e i primi risultati di questo nuovo esperimento.

    A seguito di questa introduzione si è passati al racconto della nascita di questa esperienza interattiva. Maxime Durand è un coordinatore della Produzione e Ricercatore Storico di Ubisoft Montreal. Il suo ruolo nel team di Assassin's Creed consiste nell'aiutare a fornire la massima accuratezza possibile sugli aspetti storici del gioco e sul contesto in cui si svolgono le azioni.Laureato in Scienze Storiche, ha raccontato con passione il periodo trascorso a sviluppare questo prodotto. Continuamente a stretto contatto con esperti delle discipline coinvolte (egittoligi, linguisti, filosofi) e forti dei feedback degli insegnanti che hanno partecipato con le loro classi, il team di Ubi Montreal ha dato forma a questo percorso interattivo-educativo che è partito da una mole esageratamente alta di materiale fino a condensarsi nell'offerta a nostra disposizione: 5 categorie, Egitto, Piramidi, Alessandria, Vita Quotidiana e Romani, per un totale di 75 tour divulgativi contenenti illustrazioni e testi raccolti dalle principali fonti accreditate. Numeri alla mano, il risultato di questo lavoro creativo è incoraggiante. Per verificare la bontà dell'operato si è proceduto con un test su un campione di 40 ragazzi dove metà ha seguito una lezione di un docente specializzato nella materia mentre l'altra metà ha avuto libero accesso al Discovery Tour senza alcuna guida contestuale per decifrare i contenuti d'interesse.

    Dopo un test preliminare dove solo il 23% delle risposte risultava esatto, i ragazzi che avevano studiando guidati con un docente avevano raggiunto una percentuale del 51% mentre i ragazzi liberi di esplorare col Discovery Tour hanno visto un incremento positivo arrivando fino al 43%. "I risultati" conclude Durand "mostrano che il nostro sistema educativo attuale funziona ed è senza dubbio l'opzione migliore. Il Discovery Tour ha comunque generato una risposta più che positiva e se è in grado di generare conoscenza con queste premesse pensate cosa può fare combinato agli altri modelli di apprendimento."

    Tra rigore e compromesso

    Per Ubisoft il Discovery Tour è un videogioco, e come tale dunque deve essere inquadrato. La volontà di aprire i contenuti di questa esperienza interattiva a un pubblico più ampio del solito audience, ha comportato tuttavia il confrontarsi con alcune criticità. Con un Rating che passa da una M (Mature) a una E (Everyone) il team di sviluppo ha dovuto procedere con l'editing di alcuni contenuti, sollevando accese polemiche riguardo la coerenza di intenti del prodotto.

    I casi più eclatanti sono le statue greche con seni e genitali coperti da pudiche conchiglie e raffigurazioni di vita quotidiana, come gli ambienti scolastici alessandrini, che preferendo l'inclusività alla fedeltà presentano classi con studenti di ambo sessi nonostante fossero prerogativa maschile. Sebbene balzi facilmente in mente il paragone con testi scolastici decisamente più veritieri, è altresì vero che i libri sono supportati da una guida all'istruzione da parte di un docente che invece in un ambiente ludico viene meno. Questo fattore, insieme alla necessità di creare un prodotto per più culture che non andasse a ledere la sensibilità di nessuno, ha portato Ubisoft su questa direzione.
    Un filtro da attivare o disattivare come accade per il gore generato dal troppo sangue su schermo forse sarebbe potuta essere la soluzione più diplomatica motivo per il quale ho colto l'occasione di potermi confrontare direttamente con Durand per capire meglio il loro punto di vista sulla situazione.

    "In Assassin's Creed possiamo trovare incongruenze su più livelli perché comunque è un videogioco e dobbiamo continuamente confrontarci con tutti i limiti del caso. Prendiamo Origins, ad esempio, l'Egitto è in Africa, in un punto strategico in cui confluivano popolazioni da tutto il continente, replicare questa diversità con i limiti di produzione attuali risulta molto arduo. Oppure prendiamo i Romani, non dimentichiamoci che in quel periodo sono sul territorio africano come colonizzatori, nel Tour avremmo dovuto mostrare una crudezza che non poteva essere adatta alle fasce più giovani del pubblico che avevamo in mente, perciò abbiamo dovuto bilanciare tutto. Ovunque abbiamo potuto abbiamo fornito informazioni per capire cosa era fedele e su cosa invece siamo intervenuti. Non è stato facile. Per noi comunque va bene che vengano a crearsi delle contestazioni. Significa che l'ambiente è dinamico, che l'argomento è vivo e che le persone hanno più riferimenti per verificare i contenuti. Non vogliamo certo che il nostro lavoro si sostituisca alle fonti autorevoli, che sono le stesse dalle quali siamo partiti per creare questa offerta".

    L'ottimismo di Maxime è contagioso e lo scenario in cui si affaccia il Discovery Tour offre delle possibilità per il futuro del videogioco molto suggestive. Penso ad esempio alle realtà locali, come quella di Neoludica Game Art Gallery che nelle sue attività coniuga arti visive classiche e videoludiche, penso all'Italian Videogame Program che mira alla valorizzazione del territorio, penso ai confini sempre più indefiniti e alle contaminazioni sempre più frequenti.

    Penso al Discovery Tour come un prodotto che si aggiunge a un'offerta fino a poco tempo fa neanche lontanamente immaginata segno di una maturazione di questo meraviglioso mondo che è l'industria videoludica. Penso che al netto di tutti i difetti sia un pregio che l'interattività si stia progressivamente affermando come nuovo supporto alla cultura. Sicuramente si può fare di più, c'è ancora molto da imparare, insicurezze di cui spogliarci, taboo da scardinare, ma abbiamo tutto il futuro davanti e le premesse lo ritraggono più roseo che mai.

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