Assassin's Creed Valhalla: atmosfere vichinghe tra Norvegia e Inghilterra

Assassin's Creed Valhalla ha dipinto un mondo di gioco suggestivo: ne rievochiamo le atmosfere in un viaggio lungo i fiordi norvegesi e le lande inglesi.

speciale Assassin's Creed Valhalla: atmosfere vichinghe tra Norvegia e Inghilterra
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  • Xbox Series X
  • Anche se le carte geografiche contemporanee non ci allertano più della presenza di "leoni" oltre i confini dei luoghi conosciuti, il viaggio continua a conservare un fascino difficile da descrivere, anche per bocca di quelle anime che ne sono ormai irrimediabilmente sedotte. E in giorni in cui muovere i propri passi verso luoghi altri non è affatto semplice, percorrere una strada virtuale può aiutare a condurre la mente lontano. Dopo avervi accompagnato alla ricerca delle atmosfere di Sekiro: Shadows Die Twice nel Giappone odierno e alla scoperta della Tokyo di Persona 5, cogliamo questa volta le suggestioni della direzione artistica messa in scena da Assassin's Creed: Valhalla per uno - speriamo - piacevole viaggio tra Norvegia e Inghilterra.

    Le luci del Nord

    "Ti vidi, o giorno che dalla grande Orsa/inopinato esci nel cielo, e trovi/le costellazioni in corsa/dirette a firmamenti nuovi!/Ti vidi, o giorno che su l'infinita/via delle nebulose ultime e sole/appari. M'apparisti, o vita/che splendi quando è morto il sole". Così Giovanni Pascoli descriveva la meraviglia suscitata dalla visione dell'aurora boreale, una malia celeste dipinta da "tremole colonne d'opale" e "ondanti archi d'elettro". E l'epopea di Eivor ha inizio proprio sotto un firmamento illuminato da una similare meraviglia: anche il nostro viaggio, di conseguenza, non poteva che muovere il primo passo proprio da questo soverchiante spettacolo della natura. In epoca vichinga, era convinzione diffusa che l'affascinante luminescenza dell'aurora polare fosse generata dalle armature delle possenti Valchirie. Per quanto suggestiva, questa visione è stata soppiantata dalla certezza scientifica che il fenomeno sia frutto dell'incontro tra particelle sospinte dal vento solare e l'atmosfera terrestre. Osservabile tra autunno e primavera nelle aree della Norvegia settentrionale, l'aurora notturna può essere avvistata in molti scenari suggestivi. Tra questi, posiamo citare le isole Lofoten, splendido angolo di mondo costellato di villaggi di pescatori dalle variopinte abitazioni. Statisticamente, i periodi migliori sono rappresentanti dai mesi di settembre/ottobre e di marzo/aprile.

    Le distese luminose che danzano in cielo possono assumere diverse tonalità di colore, a seconda dell'altitudine alla quale si verifica l'evento naturale. Indicativamente, le manifestazioni dell'aurora boreale hanno luogo tra i 90 e i 150 km dal suolo: all'allontanarsi del fenomeno, le gradazioni di coloro passano dal blu/viola al giallo, per arrivare sino al rosso accesso.

    Per sua natura, l'aurora boreale è sfuggente, capricciosa e imprevedibile. Impossibile da prevedere con assoluta certezza, il fenomeno può peraltro essere avvistato esclusivamente in notti di cielo terso, lontani dall'inquinamento luminoso prodotto dai grandi centri urbani e - se possibile - dal chiarore generato dalla luna piena. Per agevolare nella ricerca gli animi più romantici e avventurosi, segnaliamo un utile strumento gratuito: l'App Northern Lights. Con previsioni meteo estese a un periodo di tre giorni e un monitoraggio suddiviso in fasce orarie che si estendono dalle 18:00 alle 3:00 di notte (anche se l'orario migliore per le osservazioni si colloca tra le 22:00 e le 23:00), l'applicazione rappresenta un'utile bussola per navigare i cieli norvegesi.

    Diversamente, è possibile affidarsi all'esperienza dei cacciatori di aurore boreali, sempre lieti di accompagnare i viaggiatori alla ricerca dell'avvistamento perfetto con ogni mezzo, cavallo incluso! In ogni caso, munirsi di pazienza, del giusto abbigliamento e di spirito di avventura resta un requisito fondamentale.

    Per terra e per mare

    Anche se il nostro viaggio virtuale ha preso il via dall'estremo nord del Paese, è decisamente più probabile che un viaggio in Norvegia si sviluppi a partire dalla sua sfaccettata capitale: Oslo.

    La città nordeuropea propone un ampio numero di attrattive, che spaziano dal fiordo che la avvolge alla ricca scena museale, che include tra gli altri il Nobel Peace Center, il Museo della Resistenza, il Museo di Munch e la Galleria Nazionale, dove è conservato il celebre Urlo dello stesso Edvard Munch. Contemplare di persona il celebre dipinto rievocando le riflessioni del suo autore è sicuramente un'esperienza irrinunciabile per una visita a Oslo: "Stavo

    camminando sulla strada con due amici. Il sole calava. Provai una fitta di malinconia. D'improvviso il cielo divenne rosso sangue. Mi fermai e mi appoggiai alla ringhiera, sentendomi esausto, e guardai le nubi fiammeggianti appese come sangue e vidi una spada sguainata sul fiordo blu e nero e la città. I miei amici proseguivano. Io restai lì remante di paura. E sentii il forte urlo perforante e senza fine della natura". Attenzione però, futuri viaggiatori: la collezione della Galleria Nazionale potrebbe non essere visionabile nel prossimo futuro, poiché prossima al trasferimento presso il nuovo Museo Nazionale, con apertura a prevista nel 2022.

    La destinazione cittadina che più ci interessa, ad ogni modo, è il suggestivo Museo delle Navi Vichinghe. Già citato su queste pagine nel nostro approfondimento sulla storia dei Vichinghi, la struttura ospita infatti delle drakkar straordinariamente ben conservate. Le possenti imbarcazioni vichinghe, letteralmente battezzate "Dragoni", erano in grado di condurre i popoli norreni lungo fiumi, mari e persino oceani. Su di esse, guerrieri e viaggiatori non si accontentarono di raggiungere le coste inglesi e islandesi, ma navigarono invece sino all'odierno Canada.

    Fiore all'occhiello del museo di Oslo sono la nave di Oseberg e la nave di Gokstad. Risalenti rispettivamente a 820 d.C. e 900 d.C. circa, entrambe furono utilizzate come tombe per esponenti di spicco della società vichinga. Rinvenute in necropoli della Norvegia meridionale, si sono presentate agli archeologi in ottime condizioni grazie alla natura argillosa del terreno in cui furono sepolte.

    Se la visione delle drakkar vi ha suscitato una grande sete di avventura, una volta lasciato il museo potreste prendere in considerazione di calcare un percorso decisamente spettacolare. Non si tratta di una sortita per mare, ma avrete in ogni caso bisogno di procurarvi un adeguato mezzo di trasporto. La nostra destinazione è l'Atlantic Ocean Road, tra le strade panoramiche più

    spettacolari al mondo. Placido nelle giornate assolate e avvolto dalla furia degli elementi in quelle tempestose, il percorso collega la terraferma norvegese con l'isola di Averoy. Aperta nel 1989, l'Atlantic Ocean Road si snoda tra isole e isolotti per circa 8 km e altrettanti ponti, lungo uno scenario mozzafiato: per ammirarlo con la dovuta calma è possibile usufruire dei molteplici spiazzi panoramici collocati lungo il percorso. Un sentiero decisamente difficile da dimenticare. Una volta raggiunta Averoy, è possibile esplorare l'altra estremità dell'Atlantic Ocean Road, abbandonandosi magari a una cena a base di pesce per poi godersi una nottata cullata dal fragore delle onde. Dedita principalmente all'agricoltura, alla pesca e all'acquacoltura, l'area vive in simbiosi con l'oceano circostante, al punto che non è raro imbattersi in sistemazioni che includano anche l'accesso a una imbarcazione.

    Tra troll e giganti

    Un viaggio in Norvegia, tuttavia, non sarebbe tale senza un trekking in direzione di un punto di osservazione privilegiato sui più suggestivi scenari naturali del Paese. Indossate dunque gli scarponi, valutate la vostra condizione fisica e scegliete la destinazione più opportuna. Da parte nostra, tra le tante, ne segnaliamo tre, caratterizzate da un livello di impegno decisamente diversificato.

    Per chi non si sente di affrontare un itinerario eccessivamente lungo, suggeriamo di puntare al celebre Preikestolen, nella Norvegia meridionale. Letteralmente "Roccia del Pulpito", l'ammasso roccioso domina il Lysefjord, regalando a chi lo raggiunge una vista clamorosa. Partendo da un apposito parcheggio, il percorso richiede circa 4 ore di cammino per la sola andata, che propone un dislivello di circa 350 metri, che si colloca in gran parte nella prima sezione del sentiero.

    Per chi si sentisse invece maggiormente volenteroso, c'è sempre la possibilità di cimentarsi nel tragitto che conduce a Trolltunga, letteralmente "Lingua del Troll". La ragione della bizzarra denominazione risulta immediatamente chiara alla visione della destinazione: una vera e propria lingua di roccia protesa nel vuoto, ad almeno 700 metri di altezza sul lago Ringedalsvatnet. Il panorama è da qui a dir poco stupendo, ma per guadagnarselo sarà necessario faticare un po'. Il dislivello è qui di 1.000 metri circa, per una camminata che richiede complessivamente tra le 10 e le 12 ore per andata e ritorno.

    Se trovate che i Troll non siano abbastanza, potete sempre avventuravi nella "Casa dei Giganti". Non si tratta sfortunatamente del mitologico Jotunheim, bensì del Parco Nazionale dello Jotunheimen. Vero e proprio paradiso degli escursionisti, l'area ospita le vette più alte dell'intera Norvegia: il Galdhopiggen (2469 m) e il Glittertind (2464m). L'area, che si estende per ben 1152 kmq, accoglie inoltre anche la cascata più alta del Paese, ovvero la Vettisfossen, con un salto di 275 metri.

    Alla conquista dell'Inghilterra

    Dopo aver ammirato l'aurora boreale e i fiordi norvegesi, è giunto il tempo di dirigere le vele in direzione dell'Inghilterra, terra testimone dell'ascesa di Eivor. E

    nel ricercare le atmosfere vichinghe proposte da Assassin's Creed: Valhalla, la nostra prima tappa non può che essere rappresentata da Lindisfarne. La ragione può essere riassunta in una semplice data: 8 giugno 793 d.C. Come vi abbiamo raccontato nel nostro speciale sulla storia e la cultura norrene, è infatti a questa data che viene tradizionalmente fatto risalire l'inizio dell'Era Vichinga. Dopo aver perfezionato i propri Dragoni, i popoli del Nord Europa raggiunsero le coste inglesi, imprimendo l'orma del proprio passaggio sull'isola di Lindisfarne. Qui, depredarono il monastero, in quello che la storia tramanda come il primo raid vichingo in terra britannica. Cessava così la quiete della struttura religiosa, fondata da St. Aidan nel 635 d.C. Tra i priori del monastero, gli Inglesi ricordano con particolare cura St. Cuthbert, ancora oggi oggetto di devozione da parte di moltissimi fedeli cristiani.

    Situata al largo delle coste nordorientali dell'Inghilterra, l'isola di Lindisfarne non offriva un rifugio sicuro per i monaci, colpiti sempre più frequentemente dalle razzie vichinghe. Per questa ragione, nel 875 d.C, i religiosi abbandonarono la struttura, per farvi ritorno soltanto nell'XI secolo. Nel 1150 veniva costruita una splendida chiesa, i cui resti possono oggi essere ammirati dai visitatori. A narrare la storia dell'isola e del monastero, vi è il percorso proposto dal museo locale, che rievoca la figura di St. Cuthbert e descrive l'evoluzione della struttura.

    Tappa di viaggio decisamente suggestiva, che ospita anche lo scenografico Castello di Lindisfarne, l'isola è raggiungibile tramite un'affascinante strada, che richiede tuttavia una certa attenzione. Quest'ultima è infatti percorribile solamente durante la bassa marea, mentre risulta completamente sommersa all'insorgere - due volte al giorno - dell'alta marea. Allo scopo di evitare di veder sommerso il proprio veicolo, le strutture locali raccomandano caldamente di attraversare l'area solamente negli orari considerati sicuri.

    Storia dell'uomo e della natura

    Abbandoniamo la sfortunata isola per raggiungere due celebri punti d'interesse che il team di Ubisoft ha ricreato in dettaglio in Assassin's Creed: Valhalla.

    Stonehenge a distanzaIn attesa di poter tornare liberamente a viaggiare, il fascino di Stonehenge è disponibile anche a distanza. L'English Heritage offre infatti lo Stonehenge Skyscape, portale che offre una suggestiva visuale sul cielo che sovrasta il cerchio di pietre. Con indicazioni legate all'orario di alba e tramonto, oltre che al movimento dei pianeti, lo strumento sfrutta un sistema di ripresa in diretta per le ore diurne, mentre il cielo notturno è ricostruito nel modo più dettagliato possibile. È inoltre possibile usufruire di un tour interattivo di Stonehenge, per scoprire parte della storia e del fascino che avvolgono questo reperto storico.

    La nostra prima tappa non può che essere Stonehenge, monumento preistorico tra i più celebri in tutto il mondo. Circondato di miti e leggende, il circolo di pietre vanta lo status di Patrimonio dell'UNESCO, a certificarne l'eccezionale valore storico e culturale. Le sezioni più antiche della struttura risalgono addirittura al 3.000 a.C., mentre attorno all'area su cui si erge gli archeologi hanno rinvenuto diversi tumuli sepolcrali. L'esatta funzione di Stonehenge, ancora oggi, non è del tutto chiara, ma continua a suscitare meraviglia la precisione con la quale dolmen e menhir riescono a riflettere la posizione del sole in corrispondenza del solstizio d'estate e del solstizio d'inverno. Tra i luoghi più iconici dell'Inghilterra ricreati in Assassin's Creed: Valhalla, troviamo anche le Bianche Scogliere di Dover.

    Formatesi milioni di anni fa, si ergono a strapiombo sul Canale dell Manica, che separa Gran Bretagna e Francia. L'origine calcarea delle rocce che le compongono conferisce alle scogliere l'iconico splendore bianco. Le Scogliere di Dover si estendono per ben 13 chilometri lungo la costa, con un'altezza che può raggiungere i 110 metri e dalla quale, nei giorni più limpidi, è possibile persino scorgere la Francia.

    In prossimità di questo evocativo spettacolo naturale, i viaggiatori possono recarsi anche presso il Castello di Dover, il più grande castello dell'intera Inghilterra. Testimone di oltre un millennio di storia, la fortezza è aperta ai visitatori che desiderano scoprirne i trascorsi. Risalente al Medioevo, ha visto dipanarsi di fronte alle sue mura conflitti e assedi.

    I numerosi tunnel sotterranei sono inoltre stati utilizzati come base strategica nel corso della Seconda Guerra Mondiale, al punto che i dettagli legati alla grande evacuazione dei soldati alleati dalle coste di Dunquerque sono stati pianificati proprio nelle profondità del Castello di Dover. Nel corso del conflitto, l'area circostante è stata a lungo oggetto di bombardamenti, tanto da guadagnarsi il titolo di "Hellfire Corner". I medesimi tunnel furono oggetto di restauro in seguito ad uno degli episodi più noti della storia della Guerra Fredda. Dopo la crisi di Cuba, questi furono infatti equipaggiati per poter ospitare un'eventuale base governativa in caso di attacco nucleare.

    SKAL!

    Chiudiamo infine il nostro itinerario con un'ultima destinazione, assolutamente

    perfetta per i giocatori che già si sentono orfani del proprio clan vichingo. Volgiamo dunque i nostri passi in direzione di York, per placare la nostalgia con la coinvolgente atmosfera del Jorvik Viking Festival! Ogni anno, nel mese di febbraio, la città inglese ospita la più grande manifestazione a tema vichingo d'Europa, che ha ormai superato la trentesima edizione. Per l'occasione, York si popola di appassionati, pronti a ricordare l'epoca vichinga di York e a riproporre le celebrazioni norrene che accoglievano il ritorno della primavera. Tra rievocazioni di battaglie, eventi in costume, gare di tiro con l'arco, esercitazioni nell'arte della spada, spettacoli musicali e l'immancabile banchetto vichingo, non possiamo che suggerirvi di afferrare un boccale e unirvi alla folla gridando Skal!

    Per ovvie ragioni, l'edizione 2021 della manifestazione è stata annullata e prontamente sostituita dal That Jorvik Viking Thing, evento esclusivamente online che offrirà una disparata selezione di attività. Dalla possibilità di effettuare un tour virtuale del Jorvik Viking Center a letture di estratti di saghe norrene, passando per un evento in compagnia di Einar Selvik, musicista nordico folk autore della colonna sonora della serie Vikings e dello stesso Assassin's Creed: Valhalla. La tradizionale follia vichinga del Jorvik Viking Festival è invece già pronta ad accogliervi nel febbraio 2022: non vorrete mancare?

    Assassin's Creed Valhalla Raggiungendo Capo Nord, nel XVII secolo, l'esploratore Francesco Negri annunciava solenne: "Qui, dove il mondo sembra finire, ha termine anche la mia curiosità: ora posso tornare a casa soddisfatto". Con questo nostro articolo ci auguriamo di avere invece alimentato la sete e il desiderio di scoprire le meraviglie che si celano tra le lande inglesi e norvegesi. Per evidenti ragioni di spazio, ci siamo limitati a offrire un limitato numero di spunti di viaggio, ma sono moltissime le destinazioni e le attività ulteriori che avremmo potuto citare: dagli scenari fatati del Lake District e delle Cotswolds Hills, in Inghilterra, alle escursioni in slitta e alle opportunità offerte dal Sole di Mezzanotte in Norvegia. Mentre proseguiamo nella nostra ricerca di un luogo capace di eguagliare le meraviglie di Asgard, lasciamo a voi il compito di scoprire e suggerire nuovi rifugi per inguaribili viaggiatori.

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