Assassin's Creed Valhalla: un viaggio nell'Inghilterra invasa dai vichinghi

Prima di avventurarci nella mappa di Valhalla, scopriamo la suddivisione dei regni inglesi e il loro assetto politico.

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  • Ubisoft ha finalmente alzato il sipario su Assassin's Creed Valhalla, svelando la produzione con un riuscitissimo trailer in CGI che ne ha confermato ufficialmente la tanto vociferata ambientazione nordica. Il protagonista del gioco sarà il capo vichingo Eivor (o vichinga, a seconda del sesso che il giocatore sceglierà all'inizio dell'avventura), che partendo dalle gelide terre norrene avrà il compito di condurre il suo popolo in Inghilterra con lo scopo di trovare una nuova terra dove insediarsi e proliferare.
    Per tutte le informazioni relative al gioco, vi rimandiamo alla nostra anteprima in esclusiva italiana di AC Valhalla, mentre in questo articolo ci soffermeremo sul contesto storico che Ubisoft ha deciso di approfondire in questo capitolo della saga. Dopo aver analizzato le origini e le caratteristiche della cultura vichinga durante il suo periodo di maggiore espansione, approfondiamo ora l'assetto politico e culturale dell'Inghilterra che si ritrovò ad accogliere - suo malgrado - gli invasori nordici.

    Il potere dei sette

    Abilissimi navigatori e viaggiatori, nel corso di pochi secoli i norreni si spinsero fino alle coste del Nordafrica navigando attraverso l'Oceano Atlantico, visitarono l'attuale territorio russo, il Medio Oriente e toccarono perfino le coste dell'attuale Canada, senza però stabilirvisi.

    Questi impavidi esploratori raggiunsero gran parte delle terre di Albione (Inghilterra, Scozia, Cornovaglia, Galles, Irlanda), e si insediarono anche nei territori di Normandia, Francia e Spagna, arrivando anche nella Rus' di Kiev. Non deve quindi stupire che i vichinghi siano riusciti a sbarcare facilmente sulle coste inglesi già verso il finire dell'VIII secolo.
    Tradizionalmente, l'origine della storia d'Inghilterra viene fatta risalire agli inizi del V secolo d.C. quando, in seguito alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, le legioni romane abbandonarono la Britannia permettendo così a molte delle popolazioni germaniche di insediarvisi a loro volta, migrando dall'Europa continentale.

    Le fonti definiscono questo spostamento adventus Saxonum, dal momento che le prime ondate migratorie erano formate soprattutto dalle tribù degli Angli, dei Sassoni e degli Juti. Fu proprio l'esodo di questi popoli a dare origine alla cosiddetta eptarchia, ovvero quel periodo che vide la coesistenza dei sette regni anglosassoni in cui l'Inghilterra meridionale rimase divisa fra il VI e il IX secolo, fino all'apice dell'invasione della grande armata pagana cominciata nell'865 d.C. .

    La leggenda narra che tale armata fosse guidata dai figli del leggendario Ragnar Lothbrok, con lo scopo di vendicare la morte del padre per mano di re Aelle II di Northumbria. Il declino di questi regni portò alla loro successiva riunificazione e alla conseguente nascita del regno d'Inghilterra, agli inizi del X secolo, quando Atelstano divenne il primo re d'Inghilterra (anche se solamente de facto e non de jure).

    Dei sette regni, quattro erano i principali: il Regno dell'Anglia Orientale, il Regno di Mercia, il Regno di Northumbria e il Regno del Wessex. I regni del Kent, dell'Essex e del Sussex furono interamente conquistati dagli altri e confluirono poi nel Regno d'Inghilterra. Da un punto di vista filologico, gli storici ritengono che il suffisso -sex indichi un'origine di stirpe sassone, mentre gli altri regni sarebbero stati fondati da Angli e Juti. Ad ogni modo, questi tre popoli condividevano radici e legami culturali molto profondi, oltre a una lingua comune destinata a sopravvivere alle invasioni norrene.

    Una delle caratteristiche fondamentali dell'eptarchia va individuata nella successione al trono di carattere elettivo e non ereditario, secondo la tradizione tribale delle popolazioni germaniche che avevano dato origine ai regni. Questo non significa però che chi possedeva un lignaggio regale non fosse avvantaggiato nella corsa al trono: i rapporti familiari e tra clan erano ritenuti di fondamentale importanza ai fini del passaggio da un re all'altro, e molto spesso si ricorreva all'uso della forza per decidere chi dovesse essere il nuovo monarca di un determinato regno.

    I frequenti conflitti tra i membri dell'eptarchia, che si alternavano ciclicamente nella posizione di dominio, favorirono dunque un clima di instabilità politica che gli invasori norreni utilizzarono a loro vantaggio.

    Alfred The Great

    Assassin's Creed Valhalla sarà ambientato proprio nella Britannia del IX secolo, durante il regno di Alfredo il Grande, re del Wessex dall'871 all'899 d.C., anno della sua prematura morte per cause sconosciute, anche se probabilmente connesse con una malattia cronica di cui soffrì per tutta la sua vita (probabilmente il morbo di Chron). Gli sviluppatori di Ubisoft hanno assicurato che tratteranno con grande rispetto la figura di Alfredo, tratteggiandone tutte le sfumature, nonostante nel trailer sembri assumere i tratti dell'antagonista.

    Si tratta dell'unico re inglese ad essere stato insignito dell'epiteto di grande, a testimonianza del fatto che la sua fu una figura di enorme importanza storica, da molteplici punti di vista. Uomo di grande conoscenza, fu un fautore della cultura classica, soprattutto romana: una fonte inesauribile di saggezza e sapere che il monarca credeva sarebbe stata di enorme aiuto ai fini di un rinnovamento della vita politica e culturale del suo regno. A lui si devono le traduzioni dal latino in anglosassone di svariate opere religiose e storiche.

    Si ritiene che fu lo stesso Alfredo a commissionare la redazione della Cronaca anglosassone, una collezione di annali che racconta appunto la storia del suo popolo ed è il primo documento storico scritto in antico inglese. È proprio in quest'opera che è possibile ritrovare i primi due riferimenti ufficiali alle razzie vichinghe in terra inglese, datati rispettivamente 789, a Portland Bay, e 793, presso l'abbazia di Lindisfarne sull'omonima isola.
    Re Alfredo è passato alla storia anche grazie alle sue abilità strategiche e militari, decisive nella lunga guerra contro i Danesi che culminò con la vittoria nella battaglia di Ethandum dell'878, dove sconfisse l'esercito guidato dal re vichingo Guthrum grazie all'utilizzo del muro di scudi, una tattica già usata dalle legioni romane. In seguito alla sconfitta, Guthrum accettò il battesimo cristiano e ritirò il suo esercito dal Wessex, l'ultimo regno anglosassone ancora indipendente: tutti gli alti regni erano infatti già caduti sotto il dominio vichingo, uno dopo l'altro.

    Cronache dei sette regni

    Nel sud dell'isola britannica sorgeva il regno del Wessex, il cui nome significa letteralmente Sassoni dell'ovest. Si ritiene venne fondato nel 519 dal re Cerdic e fu l'unico regno a riuscire nell'impresa di resistere agli attacchi vichinghi, sopravvivendo fino all'assalto di Guglielmo il Conquistatore. Questa regione fu in constante conflitto con la Mercia, fino a quando re Egberto non la conquistò definitivamente nell'829 rendendo il Wessex il regno più potente. II Wessex svolse un ruolo fondamentale nella storia britannica ed europea: la regione è infatti considerata all'unanimità il luogo di nascita dell'Inghilterra, proprio grazie alle riforme politiche e istituzionali di Alfredo il Grande.

    In Inghilterra settentrionale, si trovava invece il regno di Northumbria: nacque nel 654 in seguito all'unificazione dei reami indipendenti della Bernicia e della Deira da parte di re Oswiu. La Northumbria vide la nascita del cristianesimo celtico imposto dal re Oswald, che si contrapponeva a quello romano e che conferì al regno una forte connotazione religiosa, rendendolo un famoso centro di studi teologici e artistici, che videro compimento rispettivamente nella grande diffusione del monachesimo e nella nascita di uno stile artistico-religioso peculiare. Le invasioni vichinghe furono però fatali per la Northumbria e il regno venne progressivamente ridotto a una semplice contea.

    Subito a sud della Northumbria, vi era il già citato regno di Mercia, situato nell'attuale regione delle Midlands inglesi e fondato nel VI secolo dal leggendario re Icel, la cui storicità è ancora dubbia. Tra il VII e l'VIII secolo, guidata dai sovrani Penda e Offa, la Mercia divenne il regno più popoloso e florido dell'isola. Re Offa in particolare viene ricordato per aver costruito l'omonimo vallo: una vera meraviglia ingegneristica che correva lungo il confine gallese, allo scopo di difendersi da eventuali attacchi.

    Come anticipato, nel IX secolo il regno di Mercia si indebolì fortemente e venne conquistato dal Wessex di re Egberto, per poi essere portato anch'esso al tracollo dalle continue invasioni perpetrate dalla grande armata pagana (conosciuta anche come grande armata danese), come riportato nella Cronaca Anglosassone. La Mercia fu in seguito governata da Ethelfleda, figlia di Alfredo il Grande e passata alla storia come regina guerriera, grazie alle sue grandi doti militari e strategiche. Fatto più unico che raro per una donna del Medioevo, nel 911 Ethelfleda fu scelta come sovrana : la tradizione di Mercia infatti dava grande importanza alle regine e alle principesse, che godevano di una certa autonomia decisionale in campo politico.

    A est della Mercia c'era il regno dell'Anglia Orientale, nelle attuali contee di Norfolk e Suffolk. Nacque nel VI secolo e fu governato dalla dinastia dei Wuffinga, molto probabilmente legata a quella dei Wulfinga, nominata anche nel poema epico Beowulf. Gli abitanti del regno furono tra i primi ad arrivare dall'Europa continentale durante le migrazioni dei popoli germanici, già nel V secolo. Secondo alcuni studiosi, è in questo regno che venne parlata per la prima volta la lingua anglosassone, genitrice della successiva lingua inglese.

    Il regno dell'Anglia Orientale cadde prima sotto il controllo della Mercia nel 794, per poi essere conquistato dai vichinghi nell'869, andando a confluire nel Danelaw, ovvero l'insieme dei territori della Britannia conquistati dai vichinghi. Gli sviluppatori di Ubisoft hanno confermato che nel gioco sarà possibile visitare tutti e quattro i regni anglosassoni, e non vediamo l'ora di scoprire come il team trasporrà in digitale le caratteristiche culturali e architettoniche di queste regioni, soprattutto in funzione dell'intreccio narrativo.

    Come abbiamo visto, il periodo scelto da Ubisoft è come sempre ricchissimo di eventi e personaggi estremamente importanti, che hanno avuto un ruolo cruciale nel corso della storia europea. In particolare, il setting storico scelto per Assassin's Creed Valhalla è forse uno dei più complessi tra quelli trattati da Ubisoft nel corso della serie: innumerevoli ed estremamente vari sono infatti gli elementi culturali, politici e artistici che il publisher potrebbe affrontare nel corso della narrazione, frutto di due mondi completamente diversi che, in un tempo relativamente breve, si trovarono faccia a faccia.

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