Atomic Heart come gira su PS4, si gioca bene o ci sono troppi compromessi?

Abbiamo analizzato la versione PS4 di Atomic Heart, che sfortunatamente presenta delle oscillazioni qualitative piuttosto evidenti in ambito visivo.

Atomic Heart: come gira su PS4?
Speciale: PlayStation 4
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  • Pc
  • PS4
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  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Forte di una direzione artistica davvero sorprendente, che di certo rappresenta una delle punte di diamante dell'opera prima di Mundfish, Atomic Heart dà il meglio di sé su PC e le piattaforme dell'attuale generazione (qui trovate la recensione di Atomic Heart). Ci sembrava doveroso, in ogni caso, spendere due parole anche sulla versione PlayStation 4 di questa avventura dal sapore retrofuturistico.

    Purtroppo, a differenza di titoli first party come God of War Ragnarok (vi lasciamo allo speciale su God of War Ragnarok per PS4), l'incarnazione old gen di Atomic Heart ci è parsa meno brillante in materia di presentazione visiva, come stiamo per esporvi.

    Il peso dei compromessi

    Sin dall'avvio del gioco è possibile notare una prima importante differenza rispetto alla sua controparte per PlayStation 5. Ci vogliono infatti circa 30 secondi per passare dal menu all'inizio vero e proprio dell'avventura e in generale i tempi di attesa tra le edizioni per le due generazioni di console Sony differiscono di alcune decine di secondi. Una volta apertasi la scena del battello - che segna l'arrivo di P-3 al Complesso Chelomey - i compromessi grafici in seno all'incarnazione PS4 del gioco risultano ben evidenti.

    La complessità degli scenari, renderizzati a 1080p, appare sin da subito fortemente ridimensionata, sia per quanto concerne il colpo d'occhio generale, sia sul fronte dei singoli particolari. Per dirne una, l'effetto vento applicato alla vegetazione, ben visibile su PlayStation 5, ci è parso del tutto assente, al pari del pulviscolo e delle foglie volanti nelle aree boschive. I contorni degli elementi che compongono l'immagine non sono ben definiti, e anzi sono più impastati.

    Gli zampilli delle fontane sono meno avvertibili e producono degli effetti appena abbozzati sul pelo dell'acqua. Il discorso purtroppo è applicabile anche alla gestione dei riflessi su specifiche superfici, pensiamo sia agli specchi d'acqua, sia alle pavimentazioni in marmo degli sfarzosi palazzi che P-3 si ritrova a esplorare al principio della sua folle indagine in compagnia di Char-les. Le porzioni degli scenari riflesse sulle mattonelle risultano semplificate e non molto convincenti alla vista, sebbene la direzione artistica riesca, almeno in parte, a controbilanciare queste imperfezioni. Volare tra le nuvole con un veicolo degli anni '50 e ammirare la grandezza architettonica e tecnologica di questa URSS diretta - veloce come un treno a levitazione - verso un baratro di sangue e morte, sa offrire uno spettacolo grafico indubbiamente apprezzabile.

    Storia di grandezza e decadenza

    In merito alla vegetazione, le ombre degli alberi risultano sporche e imprecise, coi singoli filamenti d'erba che appaiono meno realistici e più statici. Anche i particellari, seppur pregevoli, non stupiscono al pari di quelli dell'attuale generazione e in generale l'effettistica avanzata - in primis l'ambient occlusion - viene sfruttata in modo molto meno incisivo.

    Per questo motivo, gli ambienti al buio appaiono più spenti e talvolta rendono le movenze degli androidi nemici di difficile lettura. Il frame rate si mantiene attorno ai 30 fotogrammi al secondo, con alcune oscillazioni minori nei momenti più concitati (ad esempio durante gli scontri) ma è chiaro che per sua natura un'esperienza simile necessiterebbe di una maggior fluidità per poter essere vissuta al meglio.

    Sorvolando sulle animazioni singhiozzanti di elementi e personaggi distanti, è ancora una volta la direzione artistica a fare la differenza e a rendere più avvolgente il mondo di Atomic Heart. I vecchi schermi sulle scrivanie degli uffici, le strumentazioni retrofuturistiche, il mobilio: tutto contribuisce a raccontare la storia di questa Russia alternativa, una storia di grandezza e decadenza messa in risalto anche dal caos e dalla devastazione che caratterizzano i saloni dello stabilimento. Il sapiente utilizzo delle fonti luminose, che tra giochi di luce e ombra arricchisce la personalità di aree come la biblioteca e gli uffici, è servito anche per conferire tinte orrifiche ai corridoi o alla stazione della funicolare, con le sue carrozze impazzite.

    PS5

    PS4

    Complice l'efficace resa dei materiali, pensiamo agli elementi di metallo o alle venature del legno, le sezioni ambientate all'interno delle strutture reggono molto meglio la perdita del dettaglio, che invece risulta più che evidente all'esterno, soprattutto quando sono i pannelli 4K a regalarci una finestra sullo sfarzo, i panorami e la tecnologia che danno corpo a questa ucronia insanguinata.

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