Battlefield V e Ray Tracing: l'ultima patch aumenta davvero il frame rate?

Abbiamo messo alla prova, nuovamente, Battlefield V con Ray Tracing attivo, per capire quanto è rilevante l'aumento delle prestazioni dichiarato da NVIDIA.

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  • Battlefield V sarà ricordato come il gioco che ha introdotto il Ray Tracing nel mondo del gaming. Con la patch dello scorso novembre, NVIDIA ha integrato la nuova tecnica di rendering, un primo assaggio di futuro per tutti gli acquirenti delle ultime GeForce RTX. Ora però, con l'arrivo di una ulteriore patch a inizio dicembre, NVIDIA e DICE sono andati ad ottimizzare ulteriormente il lavoro svolto sull'engine grafico.
    Engine le cui prestazioni erano state attaccate pesantemente durante la Gamescom, ma che già con la prima implementazione ufficiale del Ray Tracing nel gioco aveva mostrato evidenti segni di miglioramento rispetto ad agosto. Con l'ultima patch, NVIDIA ha promesso un sostanzioso incremento del frame rate con RT attivo. Per avere conferma dell'effettivo miglioramento abbiamo ripreso in mano Battlefield V e lo abbiamo testato di nuovo. Quanto sarà aumentato il frame rate?

    Configurazione di prova e metodologia di test

    Per verificare le prestazioni di Battlefield V abbiamo utilizzato la stessa configurazione di prova del precedente test. Si tratta di un PC composto da un processore Intel i9-9900K installato su una scheda madre Aorus Z390 Pro, 16 GB di RAM a 3400 MHz e una GPU NVIDIA RTX 2080 Ti.
    L'analisi qualitativa sull'impatto del Ray Tracing nella grafica del titolo DICE è già stata affrontata nel precedente articolo, e in questo caso ci concentreremo esclusivamente sulle prestazioni, del resto il focus dell'ultimo aggiornamento, in campo grafico, è proprio questo. Per il test abbiamo utilizzato lo stesso scenario di prova, cercando, per quanto possibile, di ripercorrere il medesimo percorso, usando tutte le impostazioni grafiche su Ultra. È bene precisare che i benchmark, con Battlefield V e Ray Tracing attivo, hanno valore fino a un certo punto, e il motivo è semplice: basta cambiare la mappa in cui si eseguono i test, oppure il punto dell'area in cui si svolgono, per vedere variazioni anche molto significative nel frame rate.

    I dati rilevati devono quindi essere presi per quelli che sono, ovvero non rappresentativi dell'intera esperienza di gioco. Nonostante questo, grazie ad essi è possibile avere un'idea dei progressi fatti da NVIDIA e da DICE nell'ottimizzazione del rendering ibrido, che come vedremo ha fatto grandi passi avanti, aprendo interessanti argomenti di discussione.

    Quasi 60 fps in 4K

    Giocare a Battlefield V in 4K a quasi 60 fps con Ray Tracing attivo è possibile? Oggi sì. Ovviamente, il riferimento va all'area di test che abbiamo scelto per i benchmark, ma si tratta comunque di un passo avanti notevole rispetto al passato. Certo, per raggiungerli serve un hardware adeguato, ma il risultato è comunque molto positivo.
    Nella tabella sottostante potete vedere i dati che abbiamo rilevato durante i test, i quali mostrano un aumento prestazionale netto soprattutto in 1080p e in 1440p, ma anche in 4K. Tra parentesi è indicato il frame rate rilevato nella prima prova di Battlefield V con Ray Tracing attivo, mente in grassetto sono evidenziati i valori riscontrati dopo l'introduzione dell'ultima patch.

    Il salto prestazionale è rilevante, di fatto si superano i 60 frame al secondo fino alla risoluzione di 2560x1440 pixel. Se si pensa poi che all'appello manca ancora il DLSS, anche questo in arrivo su Battlefield V nelle prossime settimane, una tecnologia capace di aumentare notevolmente le prestazioni a livello potenziale, allora la situazione non potrà che migliorare ulteriormente. Da notare, ancora una volta, lo stacco irrisorio tra le impostazioni medie e basse del ray tracing, un segnale interessante e che indica come ci sia ancora della strada da fare per raggiungere un'ottimizzazione ancora più fine.

    Perché è interessante? Perché con il sempre più probabile arrivo della RTX 2060 il costo di accesso a questa tecnologia dovrebbe scendere, portando il Ray Tracing anche in fasce di prezzo inferiori rispetto a quelle attuali. In questo senso, gli aumenti prestazionali riscontrati sarebbero una vera manna dal cielo per una GPU come questa.
    C'è però un'altra indicazione che possiamo cogliere osservando l'aumento prestazionale rilevato in Battlefield V: integrare il RT in un motore grafico non è così semplice. Serve tempo e ottimizzazione per raggiungere le prestazioni che queste GPU sono in grado di fornire. Da un lato si tratta di una buona notizia, perché significa che l'attuale generazione di schede video ha già tutto ciò che serve per gestire il rendering ibrido nei giochi, senza rinunciare troppo alla risoluzione, ovviamente in base alla scheda utilizzata. Dall'altro, però, i mesi che hanno separato la prima apparizione del ray tracing in Battlefield V da quella attuale rendono l'implementazione di questa tecnologia, probabilmente, più complessa di quanto si pensava.

    Servono motori grafici sviluppati ad hoc e ottimizzazioni dedicate esclusivamente ad essa, che richiedono investimenti da parte degli sviluppatori per essere realizzati. Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che il futuro della grafica nei giochi passi dal ray tracing, resta però da capire quanto ci vorrà per vederlo disponibile in molti più titoli rispetto agli attuali. Solo allora si potrà avere un'idea più generale dello sviluppo di questa tecnologia.

    Oggi come oggi, l'unica certezza è che non abbiamo ancora visto cosa sono in grado di fare le GPU RTX: la speranza è che il parco titoli venga espanso il più rapidamente possibile. Oltre alla patch prevista per Shadow of the Tomb Raider, il prossimo banco di prova per le GPU NVIDIA sarà Metro Exodus, in arrivo il 19 febbraio. Da qui si potranno cogliere maggiori indicazioni su questa tecnologia, sia per il focus single player del gioco, che pone più enfasi sulla grafica, sia perché i ragazzi di 4A Games hanno avuto più tempo per ottimizzare al meglio il titolo.
    Se a questo sommiamo l'ottima grafica che da sempre contraddistingue questa saga le probabilità di vedere la prima vera killer application per il ray tracing aumentano considerevolmente. Nel frattempo, quanto osservato con Battlefield V permette di essere un po' più ottimisti sulle prestazioni di queste GPU, che stanno guadagnando frame su frame ad ogni aggiornamento.

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