Black Myth WuKong: un viaggio alla scoperta della mitologia cinese

Viaggiamo fino al centro della mitologia cinese per scoprire cosa hanno rivelato e cosa raccontano gli artwork leakati di Black Myth WuKong.

Black Myth WuKong: un viaggio alla scoperta della mitologia cinese
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • PS5
  • Stadia
  • Xbox Series X
  • Black Myth: Wukong sta continuando a riscuotere grande interesse nel mercato videoludico, e il merito è dei video mostrati in questi mesi, che hanno dato prova di un comparto tecnico di ottimo livello e di un gameplay in apparenza molto stratificato, nonché di una direzione artistica d'alto profilo (se volete approfondire, la nostra anteprima di Black Myth Wukong è a portata di click).

    Ripercorrendo alcune tematiche che avevano già sedotto Akira Toriyama per la realizzazione di Goku in Dragon Ball, l'intenzione del team Game Science è quella di condurci in un viaggio nella mitologia cinese, argomento spesso poco dibattuto sulle coste occidentali del globo. Per intraprendere quindi delle strade fino a oggi ancora non del tutto battute, abbiamo deciso di analizzare più da vicino gli artwork che sono stati pubblicati su Reddit negli ultimi mesi, scoprendo cosa ha in serbo per noi l'art direction di Black Myth: Wukong.

    Creature mitologiche a protezione del divino

    Andiamo in ordine e scopriamo subito qualche dettaglio in più su quello che è il primo artwork che è stato condiviso. Precisiamo che il carosello di immagini contiene al proprio interno sia creature mitologiche sia divinità, e a questo proposito vale la pena di ribadire che Wukong non vuole essere - almeno per quanto visto finora - un "God of War cinese", imperniato sull'aspra battaglia tra il protagonista e il pantheon asiatico.

    Detto questo, sono svariate le creature mitiche che le leggende cinesi dei Tre Augusti ci hanno tramandato, e alcune di queste le ritroviamo proprio in Wukong. Partiamo da Jin Gang Xiang, che rappresenta una delle statue poste a protezione di determinati luoghi sacri: erette con l'obiettivo di raffigurare dei guerrieri dai poteri mistici, era possibile trovarle nelle vicinanze dei templi antichi cinesi o anche in alcuni dipinti pronti a raccontare la storia della Cina antica. Nel loro sguardo, per niente rassicurante, si nasconderà il compito di difendere qualcosa di prezioso, che sia un edificio o uno scrigno, dall'assalto del nostro protagonista, che a sua volta dovrà adoperarsi con il suo bastone magico per conquistarlo. Ci immaginiamo, quindi, che la statua possa prendere vita all'improvviso o che da essa possa emergere lo spirito del guerriero.

    L'immensità del drago

    Concentriamoci ora su Kang Jing Long, una delle divinità appartenenti alla mitologia cinese. Nel novero degli dèi, immediatamente dopo i Tre Augusti Nuwa, Fuxi e Shennong (rispettivamente inventore dell'umanità, della scrittura e delle tecniche agricole e farmaceutiche), ritroviamo più di venti figure fondamentali e importanti per la cosmogonia asiatica, tutti rappresentati da una specifica costellazione che rientra nel sistema delle ventotto case.

    Alla seconda di esse, connessa al simbolo del Drago Azzurro dell'Est, equivalente alla nostra stagione della primavera, appartiene Kang Jing Long: il nome della costellazione in pinyin (l'alfabeto che ci permette di trascrivere il cinese nell'alfabeto latino) è proprio Kang, mentre il Drago Azzurro è noto col nome di Qing Long.

    Nella cultura di massa è tra le figure più utilizzate, soprattutto in ambito videoludico: Kazuma Kiryu, il protagonista di Yakuza, ha il Drago Azzurro tatuato sulla schiena, così come in Final Fantasy Type-0 lo si usava per indicare il Regno di Concordia, uno dei quattro Cristalli di Orience. Ciò che viene messo in risalto nell'artwork di WuKong è però il suo essere avvolto intorno a una figura che ci lascia immaginare la reincarnazione del Drago in un essere, se non completamente umano, quantomeno terreno.

    Jing Long non sarebbe nuovo a questo tipo di trasmutazione, dato che nel romanzo Racconti della dinastia Tang si reincarna in Shan Xiongxin, uno dei generali più rinomati della storia militare cinese, morto intorno al 620 a Luoyang. La sua figura non corrisponde, tuttavia, all'artwork di WuKong, che ci presenta un individuo ben distante dal granitico soldato. Questo ci lascia pensare che stavolta a Long potrebbe spettare una nuova reincarnazione, per una battaglia che rischia di essere tra le più imponenti, considerata l'importanza del Drago nel mito asiatico.

    Tra demoni e peccati capitali

    Ma Hou Jing è il classico demone scimmia, privato di qualsivoglia elemento divino o sacro, ma non per questo meno mitologico degli altri: animale fulcro delle leggende cinesi, lo ritroviamo già nella fondamentale rappresentazione di Sun WuKong, il re delle scimmie, protagonista de Il viaggio in Occidente, basato anch'esso sui racconti popolari della dinastia Tang, proprio come il Drago Azzurro. Tradotto in giapponese come Son Goku, è il personaggio letterario che ha fornito ad Akira Toriyama lo spunto per la creazione del celebre saiyan di Dragon Ball. Come si può facilmente immaginare, la figura rappresenta la principale fonte d'ispirazione per il protagonista di Black Myth: quest'ultimo potrebbe proprio essere Sun WuKong risvegliatosi dopo la punizione inflittagli dal Buddha per la sua arroganza, che lo ha imprigionato sotto la Montagna dei Cinque Elementi per ben 500 anni.

    Un altro artwork ci mostra poi Lancai, un demone del quale non è chiara la provenienza e che potrebbe essere a tutti gli effetti una novità firmata Game Science. Il suo nome ci potrebbe trasportare fino a Lan Caihe, uno degli Otto Immortali della mitologia cinese, patrono ermafrodito dei fiori.

    La figura di Game Science non corrisponde a quanto viene presentato dalla tradizione: questo Lancai, con le sue corna da bufalo e le tre code da serpente, oltre alle zampe da felino, assomiglia più a una chimera, di solito poco frequenti nei racconti cinesi. Tra queste troviamo Baku, una creatura con zampe da tigre, coda di bue e occhi di rinoceronte, che in alcuni casi viene anche presentato con l'aspetto di una capra a nove code, quattro orecchie e occhi sul dorso. Un aspetto che si avvicinerebbe molto al design di Lancai negli artwork di WuKong, salvo essere privo del corpo da orso che lo ha accostato, nella maggior parte delle derivazioni mitologiche, al tapiro (Il Pokémon Drowzee è ispirato a Baku, ad esempio). Inoltre, essendo Baku una creatura benigna, invocata per la sua capacità di ingurgitare gli incubi degli umani, la sua eventuale presenza nel gioco come demone o nemico risulterebbe dissonante rispetto alle sue origini mitologiche.

    Proseguiamo con Shi Xiang Shou, una statua di pietra raffigurante un leone. I caratteri utilizzati per il suo nome vengono tradotti in inglese come Gargoyle, il che ci rimanda a Tao Tie, una figura molto simile alla gargolla che decora l'architettura ecclesiastica occidentale.

    Molto diffusa nella cultura cinese, si tratta di una decorazione che spesso viene apposta sui vasi rituali e che ha assunto il nome di "maschera d'orco". Raffigurata con sei zampe, la testa di una tigre o di un drago, e più raramente con le sembianze di un uomo, Tao Tie nasce con l'intento di condannare la voracità e l'avidità (il suo nome vuol dire "ghiotto"). Nella mitologia cinese è talmente alta la sua ingordigia che spesso finisce per provare a mangiare la propria testa.

    La rappresentazione che Game Science ne fa sembra abbastanza convincente, mettendoci dinanzi a questo corpo che si sta accartocciando su se stesso, nell'intento di divorarsi, lasciandoci un'immagine tanto inquietante dal punto di vista artistico quanto accattivante sul piano narrativo.

    Non-Morti e derivazioni totemiche

    Il prossimo artwork rappresenta Mo Xiang, un golem della traduzione cinese che potrebbe seguire la stessa strada di Jin Gang Xiang.

    Anche Mo Xiang rappresenta una scultura demoniaca, benché la sua raffigurazione si avvicini più a quella dei totem. Il totemismo, nella mitologia cinese, è sicuramente presente, e da questo deriva anche il collegamento dei diversi clan a un animale ancestrale,come l'Uccello o il Serpente: questa nozione potrebbe condurci a pensare che Mo Xiang possa essere la rappresentazione scultorea di uno spirito a protezione di un clan che incontreremo nel corso del nostro viaggio. Chiudiamo ora la nostra disamina con un artwork che però non sembra accostabile a nessuna creatura della cosmogonia cinese, e per questo immaginiamo possa trattarsi una creazione inedita, ideata da Game Science per l'occasione. Il nome èSi Jiang, un essere dotato di arti che potrebbero farci pensare a un pipistrello, simile quindi a un chirottero.

    Il pipistrello nella cultura cinese è legato alla fortuna e alla prosperità, diversamente da quanto accade in Occidente e in Giappone, dove spesso questo animale viene affiancato a sciagura e ignoranza. Il carattere cinese per indicare il pipistrello è omofono alla parola fortuna e spesso ritroviamo questo animale raffigurato in gruppi di cinque per augurare i doni della sorte, ossia "salute, longevità, ricchezza, virtù e morte pacifica". Chissà, magari uno di questi cinque doni potrebbe decidere di sovvertire l'ordine stabilito e affrontare il nostro WuKong. Non vediamo sinceramente l'ora di scoprirlo quando finalmente potremo mettere le mani su questo promettente, ma forse ancora molto distante, action adventure.

    Quanto attendi: Black Myth: WuKong

    Hype
    Hype totali: 123
    85%
    nd