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Blade Runner: alla (ri)scoperta del gioco cyberpunk di Westwood Studios

Nel 1997 Westwood Studios pubblicava Blade Runner, avventura per PC dalle tematiche cyberpunk con alcune idee decisamente interessanti...

speciale Blade Runner: alla (ri)scoperta del gioco cyberpunk di Westwood Studios
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Viviamo giorni in cui il nome di Blade Runner è tornato prepotentemente sulla bocca delle persone. Ne parlano gli appassionati del gioiello firmato Ridley Scott, persone che non hanno mai avuto il piacere di godersi il film con Harrison Ford e Rutger Hauer, fan del racconto di Philip K. Dick. Ne parlano, ovviamente, anche gli appassionati di videogiochi, che nel corso degli anni hanno avuto poche occasioni per rivivere le atmosfere del film nel loro medium preferito. Lasciando da parte il gioco d'azione uscito su Commodore 64, ZX Spectrum e Amstrad CPC, che per ovvi motivi non riusciva a "replicare" le atmosfere della pellicola cinematografica, l'unica esperienza ludica degna di nota legata a Blade Runner fu quella realizzata da Westwood Studios nel lontano 1997, su PC. Un'avventura punta e clicca piena di idee interessanti non sempre realizzate a dovere, che nonostante gli innegabili difetti è rimasta nel cuore di molti appassionati.

Esperimenti al neon

Quando realizzarono Blade Runner, gli sviluppatori di Westwood Studios decisero di osare, di lasciarsi andare a una serie di esperimenti avveniristici per l'epoca. Nella storica avventura punta e clicca erano molti i tratti atipici, a partire dalla gestione della narrazione. Ogni volta che si avviava una partita veniva deciso in modo casuale quanti e quali personaggi del cast fossero dei replicanti, fornendo così la prima variabile che, insieme alle azioni del giocatore, avrebbe portato a uno dei tredici finali previsti.

Ogni partita era quindi diversa dalla precedente, dettaglio che rendeva sempre coinvolgenti le fasi investigative con le tecnologie riprodotte fedelmente dal film. La prima volta che ci siamo trovati a esaminare una foto con la macchina ESPER, ingrandendo i dettagli e cambiando punto di vista per scoprire indizi normalmente invisibili, non abbiamo potuto fare a meno di provare intensi brividi di soddisfazione. Lo stesso è accaduto quando abbiamo sottoposto un personaggio al test con la macchina Voight-Kampff, esaminando le reazioni della pupilla in seguito a domande specifiche. Stiamo parlando di elementi marchiati a fuoco nel cuore dei fan, dettagli sopravvissuti allo scorrere del tempo e ancora oggi radicati nell'immaginario cyberpunk. Scene che spesso rievocano potenti ricordi d'infanzia, di serate padre/figlio in compagnia di un film in grado di unire generazioni differenti sotto la medesima passione. Ma non erano solo questi tasselli a rendere unico il titolo Westwood. In un prodotto caratterizzato da personaggi in voxel non sempre convincenti, erano le ambientazioni a rubare la scena. Ogni singolo luogo del gioco era curato nei minimi dettagli e permetteva di respirare le stesse atmosfere cupe e malinconiche del film. La pioggia incessante, l'abbondanza di luci al neon pronte a stamparsi in modo indelebile nelle retine, il senso di solitudine contrapposto al gran numero di persone nelle strade, l'esplosione di calore garantita dal tramonto nell'ufficio della Tyrell Corporation in cui si svolge una scena storica del film. Tutto questo era stato ricreato perfettamente dagli sviluppatori, responsabili di un vero e proprio miracolo.

Il senso di fedeltà era ulteriormente garantito dalla presenza di parte del cast della pellicola originale. Tornavano infatti l'affascinante Sean Young nei panni di Rachael, Brion James come Leon, l'eccezionale James Hong ancora una volta nelle scarpe del ricercatore Chew, il Tyrell di Joe Turkel e l'indimenticabile JF Sebastian di William Sanderson. Perfino il protagonista, al netto della sua giovane età, ricordava a tratti il ben più maturo Rick Deckard di Harrison Ford.

Poche note stonate

Nell'incredibile ricostruzione delle atmosfere di Blade Runner a opera dei Westwood Studios, uno dei pochi elementi non impeccabili era la colonna sonora. Per qualche strano motivo lo studio non era riuscito a ottenere i diritti per lo sfruttamento del materiale originale, quello di Vangelis. La soluzione a tale mancanza è stata la reinterpretazione delle musiche da parte di Frank Klepacki, già noto per l'ottimo lavoro svolto con Command & Conquer, Dune e altri titoli made in Westwood.

Il risultato finale è stato piuttosto convincente, al punto da non far rimpiangere troppo l'assenza dei pezzi originali. Un altro aspetto non proprio riuscito era la rappresentazione dei personaggi. Come abbiamo già citato, le figure che popolavano le meravigliose ambientazioni erano state realizzate con la tecnologia Voxel, che per funzionare a dovere richiedeva risorse hardware esagerate per l'epoca. Questo costrinse gli sviluppatori a scendere a compromessi, a discapito della qualità grafica finale.

Come lacrime nella pioggia...

Parafrasando la celebre battuta di Rutger Hauer, tutto questo potrebbe andare perso per sempre, come lacrime nella pioggia. Già, perché in seguito a un incidente il codice originale è ormai andato perduto e le uniche copie disponibili sono contenute nei 4 CD, sempre meno affidabili, delle rare copie fisiche. Se c'è un titolo che meriterebbe una delle tante operazioni di restauro a cui il mercato attuale ci ha abituati, quello è proprio Blade Runner, un concentrato di passione verso l'opera originale. Un delicato equilibrio tra il desiderio di essere fedeli alla fonte di riferimento e quello di vivere in piena libertà un mondo emotivamente incredibile. Un'avventura in cui, come non mai, il giocatore si sentiva un investigatore le cui azioni potevano avere ripercussioni devastanti sulla vita (o sulla sua perfetta imitazione) dei vari personaggi nel gioco. Una storia in cui lo stesso protagonista poteva imbattersi in verità dall'impatto devastante.

Se con questo articolo abbiamo stuzzicato la vostra curiosità, sappiate che è ancora possibile, anche se difficile, giocare Blade Runner. Su internet possono essere acquistate (a prezzi non proprio accessibili) le poche copie fisiche ancora in circolazione. Una volta in possesso del gioco originale dovrete destreggiarvi tra patch e interventi utili per farlo partire con i sistemi operativi attuali, ma si tratta di procedure abbastanza accessibili. Possiamo però assicurarvi che, nel momento in cui vivrete personalmente una delle più intense e appassionate dichiarazioni d'amore a Blade Runner, tutti gli sforzi verranno ripagati.