Bloodstained: le creature più bizzarre dell'erede di Castlevania

Passiamo in rassegna le mostruosità più strane ed inquietanti nel nuovo metroidvania di Igarashi, il padre della serie Castlevania.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Gli episodi di Castlevania di Koji Igarashi sono enciclopedie globali della mostruosità fantastica, che riciclano e variano centinaia di creature appartenenti ai bestiari immaginifici d'oriente e occidente, alla letteratura horror gotica, lovecraftiana e contemporanea, al cinema di genere e al fumetto. "Sfogliando" l'elenco dei mostri di Symphony of the Night, di Aria of Sorrow oppure di Order of Ecclesia possiamo trovare al suo interno la mummia dalle fasce pencolanti di Boris Karloff e minotauri ellenici, gli scheletri animati di Harryhausen e l'azteco Quetzacoatl, aracnidi semiantropomorfi e il catoblepa, bambole assassine e valchirie, demoni mesopotamici, ebraici, indiani o nipponici, il mostro di Frankenstein e Jack lo squartatore. È questa sovrabbondanza di esseri a rendere l'esplorazione della mappa ancora più giocosa e appassionante, una varietà rapsodica che consente ai panorami e alle architetture di acquistare la vitalità di un ecosistema incoerente ma plausibile, proprio per il collante horror che connette tante estetiche diverse, ponendole nello stesso grandguignolesco insieme e dando vita ad un immaginario universale del terrore.

    Il bestiario di Bloodstained: Ritual of the Night, sebbene vasto e talvolta affascinante come quello delle opere "vampiresche" di Igarashi, cerca di evitare i luoghi comuni e prova ad immettersi nel sentiero dell'originalità: ciononostante, il tentativo di variare a tutti i costi risulta alquanto evidente ed un po' forzato, con la conseguenza che spesso gli artisti ottengono il risultato opposto, complice un disegno a tratti poco ispirato, proponendoci nemici senza troppa identità artistica. Anche con un livello qualitativo altalenante, tra le numerose creature di Bloodstained ci sono bestie piacevolmente strane ed innaturali, a causa della bizzarria delle loro forme, a cui si affiancano altri esseri dall'ispirazione colta e tutt'altro che scontata, a tal punto da divenire un vero elogio digitale alla stravaganza. Abbiamo selezionato per voi quelli che reputiamo i più strambi di tutti: immergetevi insieme a noi in questo catalogo di mostruosità!

    Barbiere Assassino

    Si tratta di un professionista del taglio e della messa in piega che ha ceduto alle taglienti lusinghe delle sue lame, diventando un omicida. L'idea di un barbiere che uccide le sue vittime con gli strumenti del mestiere arriva da Sweeney Todd, dramma di George Pitt del 1842, trasformato successivamente in cinema da George King nel 1936 e da Tim Burton nel 2008.

    Le forbici giganti che l'agile e saltellante barbiere assassino brandisce ricordano invece il terrorizzante Scissorman di Clock Tower. Anche in "Sotto il vestito niente" di Carlo Vanzina c'è un serial killer sforbiciante, ma risulta difficile credere che gli artisti di Bloodstained abbiamo visto quel film.

    Dantalion

    Un demone che vive in un libro: vediamo la sua testa scarnificata dal fuoco infernale emergere orrendamente dalle pagine di un tomo aperto, che levita pesantemente per l'aria. È inevitabile pensare al Necronomicom per come è rappresentato negli Evil Dead di Sam Raimi, ma è preferibile, perché più amabile, ipotizzare che derivi dal romanzo "Mister B. Gone" (in italiano "Jakabok") di Clive Barker, epopea in prima persona di un demone rinchiuso in un volume, che per prima cosa lascia un monito ai lettori:

    "Brucia questo libro. Forza. Presto, finché sei ancora in tempo. Brucialo, non guardare nemmeno un'altra parola". Ci sarebbe bisogno di più Clive Barker nel mondo contemporaneo: le sue lezioni horror sono state sì assimilate, ma al contempo quasi disconosciute, come se fossero state rubate da chi le utilizza: questo grande scrittore e inventore di miti è infatti stato ingiustamente dimenticato e rimosso da buona parte dell'immaginario collettivo.

    Nyabon

    È questo un dito nell'occhio per chi ama i gatti, ma solo per quelli pervasi dallo stesso amore insano e disumano della Dolores Umbridge di Harry Potter. Tutti gli altri giocatori, invece, tenderanno a ridere. Si tratta di un "gatto rianimato, morto all'interno del castello e pieno di rancore": peccato che sia diventato enorme nel processo di resurrezione, le sue orecchie siano cresciute nella forma di ali e sulla sua fronte siano spuntate lunghe corna.

    Nyabon è inquietante perché, malgrado la sua mostruosità, è disegnato con palese realismo; esistono inoltre delle sue variazioni più cattive, come quella che lancia vortici di grigia sabbia velenosa

    Cucciolo

    Il nemico più estroso e buffo di Bloodstained è proprio questa "testa rianimata di un cane morto all'interno del castello" che potrebbe offendere solo il cinofilo più hardcore, apparendo al contempo comica e inquietante.

    Sebbene la forma del cranio sia quella tenera di uno Yorkshire con un vezzoso ciuffo, così come il Nyabon anche il cucciolo decollato è cresciuto a dismisura, diventando mostruoso nella sua aggressività. Anche in questo caso esiste una variante, ovvero Rocky, assai meno "accattivante" dal momento che questa volta il cane morto è una Dobermann.

    Lo Spalatore

    Questo nemico è un "demone che brandisce abilmente la sua pala" e con la sua cavalleresca armatura, con il casco cornuto, ma soprattutto con quella sua arma peculiare che usa per scavare, lo Spalatore è immediatamente riconoscibile da chiunque abbia giocato a Shovel Knight, il platfotm d'avventura di Yacht Club Games. Un omaggio di Igarashi a un demoniaco gioiello.

    Morte Tamako

    Secondo una felice mitologia rock, sembra che Satana suoni la chitarra all'inferno per folle di dannati danzanti e osannanti, mentre Jimi Hendrix lo accompagna e Jim Morrison canta. Morte Tamako, descritto come "un chitarrista competitivo che fonde le orecchie, sia letteralmente che metaforicamente", appartiene a queste fantasiose leggende popolari anni ‘70.

    Sentiamo il suono della sua chitarra prima di vedere Morte Tamako: non uno strumento acustico come ci lascerebbe supporre l'ambientazione temporale del gioco (metà ottocento), ma un'elettrica distorta come in un brano heavy metal. La sua stellare apparizione di rockstar è straniante al punto che, mentre ascoltiamo le melodie del chitarrista aggiungersi alla classicheggiante colonna sonora della magistrale Michiru Yamane, rischiamo di rimanerci secchi.

    Opera d'Arte

    È uno dei boss di Bloodstained, assai importante poiché la sua sconfitta ci consente di ottenere un frammento utile a spostare grandi oggetti ingombranti. Opera d'Arte è "un vetro colorato permeato di rammarico e ira dopo essere stato rotto più volte" e infatti affrontiamo questa vetrofania infranta, che tenta invano di ricomporsi nel suo aspetto originale, nella forma di una mano artigliante che si muove come un aracnide.

    C'è un vetro dipinto assassino anche in Young Sherlock Holmes (Piramide di Paura), riuscita e ingiustamente dimenticata pellicola del 1985 diretta da Barry Levinson, ma in questo caso si tratta di un cavaliere.

    Quadri animati

    Nel registro del gioco sono nominati come "poltergeist" e in effetti lo sono: in Bloodstained questi spiritelli dispettosi e malvagi controllano quadri con ritratti di persone. Ciò che rende interessante questo nemico, all'apparenza abbastanza scontato, è la varietà di volti illustrata nei quadri, talmente accentuata che i volti dei ritratti sembrano tutti diversi.

    Sorge quindi spontaneo domandarsi chi siano quelle persone, se i loro visi siano stati generati casualmente, estrapolati da chissà quale immagine o appartengano a qualcuno che ha lavorato al gioco o lo ha supportato. Sono questi fantasmi, ombra di gente vera o immaginaria, gli avversari più inquietanti e misteriosi di Bloodstained.

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