Borderlands 3: aspettative e desideri sul nuovo sparatutto Gearbox

Alcuni rumor sembrerebbero suggerire l'annuncio imminente del nuovo capitolo della serie: cosa possiamo aspettarci dai nuovi cacciatori della Cripta?

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  • Sono più di quattro anni che le notizie riguardanti l'annuncio di Borderlands 3 fluttuano nell'etere, salvo poi rivelarsi spesso assolutamente infondate. In questi giorni sembra tuttavia che qualcosa in casa Gearbox si stia muovendo davvero: con un eloquente Tweet, infatti, la software house statunitense ha dato un appuntamento al PAX East (che si terrà dal 28 al 31 marzo a Boston) per un importante annuncio. L'immagine a corredo del messaggio pubblicato su Twitter sembra essere chiara: tutto fa pensare a Borderlands 3. In ogni caso, prima di scoprire cosa ci riserverà il futuro della saga, di recente approdata anche su PSVR con la versione in realtà virtuale di Borderlands 2, abbiamo pensato di stilare una lista con alcune delle caratteristiche che vorremmo vedere nel prossimo capitolo della serie, da elementi strutturali più macroscopici, fino a feature più piccole ma ugualmente di rilievo.

    Struttura "open map" e maggior peso all'esplorazione

    L'attuale mondo dei videogiochi tripla A sembra vedere l'impostazione open world come una caratteristica quasi immancabile. Sebbene i precedenti capitoli di Borderlands presentassero mappe già aperte e liberamente esplorabili, non pensiamo che Borderlands 3 darebbe il suo meglio passando ad una struttura completamente open world.

    Inoltre, uno dei punti di forza dei precedenti capitoli risiedeva proprio nel level design più inquadrato e lineare e che beneficiava, dal punto di vista estetico, di costanti passaggi tra biomi differenti. Una varietà che sarebbe molto difficile da riprodurre in un open world, almeno non senza grossi compromessi. Eppure pensiamo che la vecchia impostazione delle mappe sia ugualmente poco adeguata: l'ideale sarebbe puntare ad una via di mezzo, aree più grandi ma comunque limitate, ognuna ricca di dungeon lineari ai quali è possibile accedere senza incappare in caricamenti.

    Insomma, un'impostazione "open map" che possa ricordare - a grandissimi linee - quella del recente Metro: Exodus, con una struttura ed una vastità chiaramente adeguati al tipo di esperienza. Inoltre ci piacerebbe che l'esplorazione fosse valorizzata maggiormente, attraverso l'inserimento di aree e zone opzionali che solo i giocatori più attenti sono in grado di scoprire.

    Non ulteriori setting per missioni, bensì dei luoghi che possano spezzare la linearità dei dungeon e dar maggior valore alla scoperta del mondo di gioco, fornendo magari anche delle piccole ricompense ludiche.

    Un gioco cooperativo online, ma non un Game as a Service

    Alcune recenti voci suggerirebbero che Borderlands 3 possa essere presentato come Game as a Service. La buona diffusione di titoli che seguono questa filosofia di sviluppo potrebbe incentivare Gearbox a procedere in questa direzione: secondo noi, tuttavia, non sarebbe una grande idea.

    Pensiamo che in questo modo Borderlands 3 si lascerebbe indietro il gusto piacevole delle partite più intime e rigorosamente tra amici, magari anche in split-screen (una feature che dovrebbe fare il suo ritorno), o addirittura in solitaria. Per non parlare poi della difficoltà nel gestire un'esperienza di questo tipo e nel presentarla ad un pubblico sempre più critico ed esigente.

    Revisione del quest design: meno contenuti, ma più significativi

    Parliamoci chiaro: la trilogia di Borderlands ha sempre sfoggiato un quest design piuttosto debole. Fortuna che questo difetto era messo in secondo piano da un ottimo sistema di loot e da comprimari davvero simpatici che rendevano spassosa anche la peggiore delle fetch quest.

    Attualmente però non sappiamo se saremmo in grado di sopportare una sequela di missioni che ci chiedono di recuperare un numero sempre maggiore di oggetti, o di ripercorrere in lungo ed in largo ambientazioni già visitate per reperire audiolog che avremmo potuto ottenere in altro modo. Ci sarebbe bisogno di una sfrondatura degli incarichi meno significativi per dare spazio a missioni più strutturate e valide, sotto ogni punto di vista. Meno contenuti, quindi, ma che possano essere più elaborati e meritevoli del nostro tempo.

    Miglioramento del sistema di veicoli

    In perfetto stile da Mad Max apocrifo, la saga Borderlands ha sempre inserito la possibilità di muoversi con l'uso dei veicoli. L'idea non era male, eppure era eseguita in maniera appena sufficiente: le sezioni a bordo dei buggy erano tediose per colpa di un sistema di guida impreciso e per l'estrema difficoltà nel superare le varie asperità naturali.

    Borderlands 3 potrebbe dare nuovo lustro ai mezzi di trasporto, migliorandone la guidabilità ed assegnandogli maggior valore durante le sezioni d'esplorazione (magari dedicandogli pure specifici contenuti). Chissà poi se vedremo dei veicoli volanti...

    Un nuovo mondo

    Il pianeta Pandora è stato un setting eccezionale, non solo per il suo look che strizzava l'occhio alle wastelands "madmaxiane", ma pure per la sua ridotta attrazione gravitazionale, che garantiva libertà di movimento e un ottimo sfruttamento della verticalità.

    Queste ultime caratteristiche sono quelle che più ci piacerebbe ritrovare in Borderlands 3 (senza gli eccessi di The Pre-Sequel), ma dal punto di vista estetico sarebbe ideale un cambio d'ambientazione. Un nuovo pianeta o più di uno, con biomi diversi e fazioni inedite.

    Personaggi predefiniti e nuove classi

    Borderlands 3 dovrebbe continuare a mettere a disposizione personaggi predefiniti (personalizzabili con distinti rami d'abilità) e rifiutare un sistema di creazione custom degli eroi. Sarebbe più semplice, in questo modo, descrivere il background narrativo dei vari "Cacciatori della Cripta" e creare degli scambi di battute tra i protagonisti, sulla falsariga di ciò che avviene nei GDR BioWare.

    L'idea di avere ruoli prestabiliti - ma comunque fluidi - consente inoltre di arricchire il sostrato strategico, come di fatto succedeva nei precedenti capitoli. Sarebbe piacevole, a tal proposito, assistere ad una più marcata differenziazione delle classi disponibili, presenti magari anche in numero maggiore rispetto al passato.

    Nuove bocche da fuoco ed armi da mischia

    In un gioco che fa della varietà dell'armamentario il suo più gran vanto, è piuttosto scontato voler vedere nuove tipologie di sputapiombo sempre più folli e peculiari. È importante che non venga meno il riuscito sistema di generazione procedurale del loot, tra le cui variabili non ci dispiacerebbe trovare anche delle semplici armi da mischia.

    Dopotutto, se ricordate, nei vecchi capitoli esistevano delle specifiche classi che puntavano molto sul danno corpo a corpo: perché allora non tramutare quella che era una semplice funzione secondaria in un elemento in primo piano? Spade, pugnali, asce o martelli non sfigurerebbero affatto con tutto il resto, ed anzi si sposerebbero alla perfezione con il clima sopra le righe che ha da sempre caratterizzato la serie.

    Il ritorno del Grinder e un sistema di customizzazione "lite"

    Quello della modifica delle armi è un discorso molto delicato da fare quando si parla di Borderlands. Un sistema più complesso e stratificato distruggerebbe infatti l'intero loot system, uno degli elementi più importanti del gioco di Gearbox. D'altro canto però, la randomicità del sistema potrebbe causare tanti dispiaceri soprattutto ai giocatori più esperti. Borderlands The Pre-Sequel aveva introdotto il Grinder, che altro non era se non un trituratore che "mangiava" tre armi indesiderate e ne "sputava" una di rarità maggiore.

    Una bella trovata che potrebbe essere perfezionata e riproposta pure in Borderlands 3. Non sarebbe male neanche la presenza di un sistema che consente di modificare alcune specificità di uno strumento, in maniera simile a quanto accade con la Mistica di Diablo III : un "reroll" di una caratteristica non gradita, la modifica del mirino oppure la selezione di una differente skin. Nulla che sia in grado di abbattere completamente il sistema di loot (soprattutto perché si tratterebbe di feature pensate per l'end game), ma qualcosa che possa almeno ridurre le ore di grinding necessarie ad ottenere un pezzo con statistiche perfette.

    Nuove attività multiplayer: contenuti procedurali e boss

    Per soddisfare le esigenze dei giocatori più "hardcore", Borderlands 3 potrebbe introdurre nuove attività esclusivamente pensate per il multigiocatore. Potrebbero tornare gli immensi boss del passato, magari inseriti in dungeon più lunghi e strutturati che possano essere affrontati da squadre di sei o anche otto giocatori.

    L'utilizzo di algoritmi per creare zone procedurali (rigorosamente secondarie) non è poi un'idea da escludere a priori, visto che per chi si dedica al grinding ripetere missioni sempre uguali può alla lunga risultare soporifero. Ci rendiamo conto, tuttavia, che si tratta di un elemento che richiede uno sforzo notevole per essere sviluppato in maniera consona.

    Un utilizzo assennato delle microtransazioni

    Visto l'attuale andazzo del mondo dei videogiochi è oltremodo improbabile che Borderlands 3 non sfrutti un sistema di microtransazioni. E allora tanto vale sperare che gli sviluppatori lo implementino in maniera non invasiva ed assennata.

    Niente armi acquistabili né pacchetti in cui trovare equipaggiamento, solo elementi estetici come skin, aspetti per i vari personaggi e, eventualmente, delle emote. In questo modo si avrebbe anche occasione di curare un aspetto che nei precedenti capitoli era stato quasi del tutto tralasciato.

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