Bravely Default 2: le caratteristiche vincenti, a un passo dalla recensione

Riassumiamo tutte le caratteristiche vincenti di Bravely Default 2, l'ultima esclusiva per Nintendo Switch, in attesa della recensione.

Bravely Default 2: gli aspetti vincenti
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Manca solo qualche giorno all'esordio di Bravely Default II su Nintendo Switch, ragion per cui Square Enix e la casa di Kyoto hanno divulgato in rete il cosiddetto "final trailer" del titolo, incaricandolo negli ultimi minuti di far notare brevemente al pubblico e agli appassionati del genere i motivi principali per cui non dovrebbero lasciarsi sfuggire la nuova esclusiva in arrivo sulla console ibrida. Seguendo il loro esempio e in attesa di potervi parlare in maniera approfondita del prodotto, attraverso l'imminente recensione di Bravely Default II, anche noi abbiamo deciso di accogliere l'ultima fatica di Tomoya Asano e del suo team con un articolo che possa riassumere e al contempo mettere in mostra le caratteristiche distintive e più interessanti del nuovo JRPG. Mettetevi dunque comodi e partite assieme a noi in un breve viaggio atto a scoprire quelli che, a nostro avviso, sono i punti di forza del nuovo progetto targato Square Enix.

    Quattro destini che si intrecciano

    Fatta eccezione per The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III, il remake di Trials of Mana (qui trovate la nostra recensione di Trials of Mana) e un paio di rimasterizzazioni, il 2020 ha riservato pochissimi JRPG ai possessori di Nintendo Switch, che tuttavia potranno rifarsi nel corso dei prossimi mesi. Bravely Default II in particolare strizza l'occhio agli appassionati di avventure classiche, nonché ispirate ai primi episodi dell'immortale saga di Final Fantasy.

    Non a caso, i quattro protagonisti della campagna erediteranno il titolo di "Eroi della Luce", e come tali saranno chiamati a esplorare il mondo intero per sottrarlo al suo infausto destino. Con la misteriosa distruzione del Regno di Musa, avvenuto tre anni prima dei fatti raccontati in Bravely Default II, i Cristalli del Fuoco, dell'Acqua e della Terra sono stati sottratti all'unica superstite della famiglia reale, che grazie all'intervento di un anziano cavaliere è purtroppo riuscita a salvare soltanto il Cristallo del Vento.

    Come se la caduta della nazione di Musa non fosse già abbastanza grave, il furto delle preziose reliquie ha innescato in tutto il globo una serie di disastri naturali, come terremoti, tempeste ed eruzioni vulcaniche, che secondo le profezie anticipano l'ineluttabile avvento della catastrofe nota come "Oblio della Notte". Selezionati dagli stessi Cristalli, che difatti possono concedere grandi poteri ai propri prescelti, quattro volenterosi avventurieri avranno innanzitutto il compito di rintracciare e recuperare le pietre preziose, per poi respingere le forze del male con ogni mezzo possibile. Eccessivamente abusato sin dagli albori del gioco di ruolo à la giapponese, ma mai obsoleto, in questo caso il tema del salvataggio del mondo farà sì che i destini di quattro perfetti sconosciuti si intreccino in maniera indissolubile, permettendo al giocatore di esplorarne i rispettivi background e lasciarsi coinvolgere da quattro sottotrame diversissime, che siamo certi ci riserveranno innumerevoli colpi di scena.

    Uno dei migliori sistemi di combattimento di sempre

    Se la serie di Bravely Default si è conquistata un posto d'onore nell'Olimpo del JRPG, il merito non va attribuito alle sue seppur intriganti trame, bensì a un sistema di combattimento incredibile e articolato. Rigorosamente a turni, ma privo degli scontri casuali che caratterizzavano gli episodi per Nintendo 3DS, il combat system di Bravely Default II vedrà infatti il ritorno dell'acclamata meccanica del "Brave & Default", che a suo tempo ha permesso al capostipite della serie e al suo altrettanto illustre sequel di offrire una componente strategica ineguagliabile e assai difficile da padroneggiare.

    Questo perché, se la seconda voce consente di trascorrere un turno in fase difensiva per mettere da parte un prezioso Punto Brave, la prima prevede invece il dispendio dei PB per compiere nel medesimo turno un numero di azioni extra pari a quello dei punti sacrificati o comunque uguale al numero di turni (per un massimo di tre) cui il personaggio controllato dovrà rimanere immobile, allo scopo di saldare il proprio debito. Come spiegato in una nostra precedente anteprima di Bravely Default II, le suddette funzioni, se usate con astuzia, tendono a ribaltare persino l'esito di uno scontro all'apparenza già perso, poiché la possibilità di eseguire ben quattro azioni in un solo turno può essere sfruttata, ad esempio, per rianimare i compagni caduti, rimuovere qualsiasi stato alterato, ricorrere a incantesimi di protezione o ripristinare in un attimo la salute di tutto il party. Un'operazione che, in altri giochi, richiederebbe l'impiego di più turni o comunque di diversi guaritori.

    Viceversa, un abuso scellerato del Brave tende invece a velocizzare la sconfitta del giocatore, anche perché il brand di Square Enix è sempre stato contraddistinto da un livello di difficoltà ben al di sopra la media, che di conseguenza tende a punire severamente il benché minimo errore.

    Se da un grande potere derivano grandi responsabilità, gli sbalorditivi vantaggi offerti dalla continua alternanza tra Brave & Default richiedono molta attenzione, studio e qualche sessione di trial & error, anche perché persino i boss e i mostri più comuni sono in grado di ricorrervi. Una sfida allettante e a tratti proibitiva a cui nessun vero appassionato di JRPG dovrebbe mai sottrarsi.

    Gli Asterischi e il Job System

    Un fondamentale elemento caratteristico di Bravely Default è il job system che la serie ha ereditato da Final Fantasy III e Final Fantasy: The 4 Heroes of Light, e che permette ai personaggi giocabili di specializzarsi in una moltitudine di classi diverse (attualmente le classi confermate sono "soltanto" 23, ma dal momento che Bravely Second ne includeva addirittura 30, è lecito aspettarsi che stavolta ve ne siano di nuove).

    Ma cosa rende così interessante il job system della serie Bravely Default? A differenza dei due titoli cui il Team Asano si è ispirato durante la realizzazione del capostipite, che appunto permettevano ai personaggi giocabili di utilizzare un'unica classe alla volta, limitando molto la personalizzazione del party, ai protagonisti di ciascun episodio di Bravely Default è invece possibile assegnare una classe principale e una secondaria. In questo modo, non solo ogni combattente ha accesso a due diversi set di skill, ma soprattutto può compensare le lacune della classe principale coi bonus conferiti dalla secondaria.

    Con un po' accortezza, questa preziosa caratteristica del job system favorisce la personalizzazione delle proprie unità, nonché la concreta possibilità di sviluppare dei guerrieri molto bilanciati e quindi privi di gravi punti deboli. Tra l'altro, se per poter ricorrere a un determinato incantesimo o una tecnica di combattimento è necessario utilizzare la classe correlata, tutte le abilità passive delle varie classi, una volta apprese, possono essere equipaggiate indipendentemente dal job in uso.

    Disponendo di cinque slot cui assegnare altrettante skill passive, Seth e compagni sono quindi in grado di equipaggiare e godere in ogni momento di altrettante abilità passive precedentemente apprese, i cui vantaggiosi effetti spaziano dall'autoguarigione all'immunità a determinati attacchi, senza dimenticare le utilissime skill che rivelano il numero di forzieri presenti nelle vicinanze o addirittura incrementano i punti esperienza ottenuti al termine di una battaglia.

    Una serie di effetti, insomma, che ripagano abbondantemente le fatiche sopportare dal giocatore durante il recupero dei preziosi Asterischi, ossia gli oggetti necessari per sbloccare le varie classi e che in genere vengono ceduti dai boss costretti a bere dall'amaro calice della sconfitta.

    Splendidi paesaggi disegnati a mano

    Artisticamente parlando, la serie di Bravely Default è sempre stata una gioia, grazie ai frizzanti e briosi paesaggi disegnati a mano e alle magnifiche musiche composte dal maestro Revo (che purtroppo non contribuì a Bravely Second).

    Che si tratti di una città sommersa dall'acqua, di un meraviglioso villaggio nascosto tra i rami di un albero gigantesco o di un luminoso ponte di ghiaccio, ogni luogo di Bravely Default II trabocca di colori e vitalità, che di tanto in tanto invogliano il giocatore a compiere brevi pause per guadarsi meglio attorno e notare il benché minimo dettaglio del fantasioso ambiente circostante. Con un modo così vivace e variopinto, le lunghe fasi esplorative e il ritrovamento dei molteplici forzieri nascosti non corrono mai il rischio di annoiare, ma al contrario persino il backtracking richiesto dalle tantissime missioni secondarie si traduce il più delle volte in passeggiate spensierate e piacevoli.

    Prima di salutarci, e darvi appuntamento al verdetto finale, vi invitiamo a leggere anche il nostro speciale Bravely Default 2: alla riscoperta della saga e della sua mitologia: così facendo, potrete giungere più preparati all'incontro con gli Eroi della Luce e partire con maggior consapevolezza per una nuova avventura.

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