Bravely Default 2: alla riscoperta della saga e della sua mitologia

In attesa della recensione di Bravely Default 2, ripercorriamo l'importanza del primo episodio e i fondamenti della grande mitologia della serie.

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  • Switch
  • Seguendo le orme del suo diretto predecessore, durante il proprio ciclo vitale il Nintendo 3DS è divenuto una sorta di Eden per gli appassionati di giochi di ruolo nipponici. La piattaforma portatile di Kyoto ha infatti accolto nella sua scuderia svariati episodi appartenenti alle gettonatissime saghe di Dragon Quest, Fire Emblem e Shin Megami Tensei. Di tutti i molteplici JRPG pubblicati su 3DS, quello che più di ogni altro è rimasto impresso nella nostra memoria è però Bravely Default: Flying Fairy, ossia il titolo che a suo tempo venne giustamente considerato come il "sequel spirituale" di una gemma old-school come Final Fantasy: The 4 Heroes of Light.

    A quasi un decennio dall'esordio nipponico del primo Bravely Default, che ricordiamo approdò in Europa solo dopo il completamento della riedizione aggiornata e intitolata "Bravely Default: For The Sequel", il mercato globale si prepara all'imminente pubblicazione di Bravely Default II, che a partire dal prossimo 26 febbraio monopolizzerà le nostre Nintendo Switch. Dal momento che il titolo di questo nuovo episodio ha generato un po' di confusione, poiché non solo non è un sequel del capostipite, ma a dispetto del numeretto posto subito dopo il nome si tratta a tutti gli effetti del terzo gioco della serie (o addirittura del quarto, se si tiene conto di Bravely Archive per dispositivi mobile), vi proponiamo uno speciale incaricato di far luce sui collegamenti esistenti tra le varie incarnazioni del brand e "iniziarvi" alla sua affascinante mitologia.

    Riunitevi, Eroi della Luce!

    Come spiegato nella recensione di Bravely Default, il titolo sviluppato da Silicon Studio era un prodotto inedito e indipendente, che tuttavia recuperava vari aspetti del già menzionato Final Fantasy: The 4 Heroes of Light (altra creatura di Tomoya Asano), come ad esempio il tema dei cristalli, il ruolo di eroi assegnato a quattro giovani guerrieri e addirittura le meccaniche principali del rodato job system.

    Ambientato nella terra immaginaria di Luxendarc, Bravely Default trascinava appunto il giocatore in un reame armonioso e governato dalle forze dell'Acqua, del Fuoco, della Terra e del Vento, il cui potere era racchiuso all'interno di giganteschi cristalli elementali custoditi e venerati in veri e propri templi.

    Poiché da questi dipendevano l'equilibrio e la pace del mondo intero, le cosiddette Vestali, selezionate dal culto noto come Ortodossia dei Cristalli, erano tenute a riversarvi costantemente le loro preghiere, affinché i preziosi Cristalli non fossero in qualche modo corrotti e consumati dall'oscurità dilagante: una terribile eventualità che avrebbe generato innumerevoli calamità naturali e gettato il mondo nel caos più totale, sancendone la fine.

    Uno scenario tutt'altro che ipotetico, se consideriamo che la campagna di Bravely Default iniziava proprio dopo l'avvenuta corruzione del Cristallo del Vento: un evento senza precedenti che, oltre a decretare l'inizio della fine, fece sì che tutti i Cristalli smettessero di risplendere.

    Come conseguenza, non solo il vento smise di soffiare, ma la terra cominciò a spaccarsi e a tremare un po' ovunque, numerosi vulcani eruttarono a più riprese e il mare finì per imputridirsi. Seppur braccata come una criminale e considerata alla stregua di un'eretica da coloro che avevano riposto la propria fede nell'Ortodossia dei Cristalli, per poi perderla dinanzi ai funesti e recenti episodi, l'affascinante e schiva vestale del vento Agnés Oblige non poté far altro che mettersi in viaggio per raggiungere e purificare di volta in volta i quattro Cristalli elementali, nella speranza che le sue preghiere riuscissero in qualche modo a porre fine alle catastrofi naturali avvenute ai quattro angoli di Luxendarc, come ad esempio l'apertura della grande voragine che inghiottì l'intero villaggio di Norende ed i suoi sventurati abitanti.

    Un peregrinaggio disperato, alquanto lungo e soprattutto irto di pericoli, in quanto svariate forze operavano in parallelo per conseguire i rispettivi fini, ostacolando o addirittura manipolando la generosa fanciulla che si era caricata sulle spalle il destino del mondo.

    Un fardello che, non senza opporre resistenza, la graziosa vestale dovette condividere coi tre volenterosi sconosciuti che pian piano sposarono la sua stessa causa: il giovane Tiz Arrior, nonché unico superstite della tragedia di Norende, la bellissima e testata Edea, unica figlia del Gran Maresciallo delle forze di Eternia, e non ultimo il misterioso Ringabel, un uomo affetto da amnesia e ossessionato dalle donne. Un party ben amalgamato e magistralmente caratterizzato, che già dopo poche ore di gioco spingeva gli utenti a provare empatia e a prenderne a cuore le sorti.

    Senza entrare troppo nel dettaglio, per non sottrarvi il privilegio di poter eventualmente scoprire da soli l'ottimo intreccio narrativo su cui era stato ricamato Bravely Default, lo strabiliante titolo confezionato da Silicon Studio segnò una sorta di rinascita per il genere, in quanto l'intera produzione trasudava l'irrefrenabile e incantevole magia che fino a qualche anno prima aveva caratterizzato la serie di Final Fantasy e che era da tempo andata perduta.

    Bravely Second e oltre

    Ambientato due anni e mezzo dopo la sconvolgente conclusione di Bravely Default, Bravely Second: End Layer è al momento il solo e unico sequel del capostipite, dal quale ereditò sia l'affascinante mondo di gioco che le mai troppo elogiate componenti ruolistiche e strategiche.

    Come prevedibile, il titolo ricevette dunque il compito di esplorare le conseguenze delle scelte compiute dai quattro Eroi della Luce, esaminare le profonde ferite ancora aperte che la calamità aveva inflitto alla sfera socio-politica dell'irresistibile e martoriata terra di Luxendarc, e soprattutto presentare una nuova minaccia in grado di infrangere ancora una volta i già fragili equilibri su cui a stento si reggevano intere nazioni.

    Un motivo più che valido per riportare in prima linea Edea e Tiz, che questa volta sarebbero stati affiancati dagli indiscussi protagonisti inediti del sequel: Yew Geneolgia, temerario e ingenuo cavaliere assegnato alla guardia personale della Papessa Agnès, e l'incantevole Magnolia Arch, risoluta e al tempo stesso romantica guerriera venuta dalla Luna per dare la caccia alle mostruose creature note come Ba'al.

    In perfetto equilibrio tra vecchio e nuovo, più che un sequel vero e proprio Bravely Second: End Layer è stato quasi un'espansione dell'originale, in quanto il team di sviluppo non si discostò granché dai ritmi del primo episodio per imboccare strade non ancora battute (per tutti i dettagli leggete la nostra recensione di Bravely Second).

    Al netto di qualche contenuto riciclato, come un singolare espediente narrativo che già nel primo Bravely Default non era andato a genio a tutti, la seconda incarnazione del brand si rivelò comunque un successo, in quanto poneva sulla bilancia un racconto dall'innegabile potenza stilistica e diverse classi inedite che spalancavano le porte ad abilità e tattiche in precedenza non attuabili, andando quindi ad impreziosire una componente strategica già assuefacente e ineguagliabile.

    A Bravely Second: End Layer andrebbe infine riconosciuto il merito di aver gettato delle ottime basi su cui edificare il mai realizzato Bravely Third, un titolo che lo stesso Tomoya Asano ha più volte menzionato nel corso degli anni e che stando ad alcune sue recenti dichiarazioni potrebbe anche vedere la luce nel caso in cui Bravely Default II riscuota il successo sperato.

    Un'eventualità che noi accoglieremmo con gioia, specie se teniamo presente che gli indizi nascosti in Bravely Second e nel teaser posto dopo i titoli di coda portavano il giocatore a sospettare che la storia della fantomatica "terza chiave" sarebbe stata incentrata sulla leggendaria Bravely Sword più volte menzionata nel corso della campagna, nonché sull'amatissimo personaggio di Ringabel, che nel secondo episodio ricevette meno spazio dei suoi ex-compagni di disavventure.

    Un nuovo inizio

    In attesa di scoprire se Bravely Third entrerà mai in produzione, il director Tomoya Asano ed il producer Masashi Takahashi hanno specificato che la scelta di utilizzare un'indicazione numerica nel titolo di Bravely Default II - che a quanto pare non includerà nessuno dei personaggi apparsi nei precedenti episodi - va attribuita alla volontà di evidenziare la natura innovativa del prodotto.

    Come spiegato nella nostra recente prova di Bravely Default II, l'ultima fatica di Square Enix si presenta pertanto come un capitolo nuovo e completamente slegato dalle altre incarnazioni del franchise, e come tale mira a offrire un'esperienza accessibile sia ai fan storici che a chiunque non abbia alcuna familiarità col brand. Le similitudini col primo episodio, in ogni caso, sono innegabili, in quanto il gioco ripescherà alcune tematiche fondamentali della serie, come appunto il ruolo svolto dai Cristalli Elementali nel preservare la pace nel mondo. Ambientato nel continente di Excillant, Bravely Default II ci catapulterà in un mondo inedito, ma in buona parte regolamentato dalle medesime leggi già viste in Luxendarc. Protetti sin dai tempi antichi dalla famiglia reale di Musa e custoditi nell'omonimo regno, i Cristalli del Vento, dell'Acqua, della Terra e del Fuoco - che a questo avranno dimensioni ridotte - saranno invero al centro di una profezia e il loro furto innescherà una serie di devastanti fenomeni naturali, la quale preannuncerà a sua volta l'inevitabile avvento della catastrofe nota come "Oblio della Notte".

    Allo scopo di evitare il disastro e ripristinare l'equilibrio tra le forze della natura, i quattro volenterosi combattenti scelti dagli stessi Cristalli dovranno quindi ereditare il titolo di Eroi della Luce, rimettere al loro posto le gemme trafugate e sventare i piani di coloro che vorrebbero far sprofondare il mondo nel caos.

    Qualora non abbiate ancora giocato Bravely Default e Bravely Second, il nuovo episodio della serie rappresenta a maggior ragione un'occasione perfetta e irrinunciabile per scoprire una mitologia affascinante e coinvolgente, in cui si mescolano tradizione e innovazione.

    Se a questo aggiungiamo un sistema di combattimento pregevole e ulteriormente perfezionato (di cui parleremo nel dettaglio in uno speciale di prossima pubblicazione), Bravely Default II potrebbe avere tutte le carte in regola per conquistarsi un posto di rilievo tra i migliori JRPG finora pubblicati sull'ibrida di Kyoto.

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