Call of Duty Black Ops Cold War: la storia della Guerra Fredda

In attesa di Call of Duty: Black Ops Cold War, cogliamo l'occasione per un breve viaggio lungo i grandi snodi dell'affascinante storia della Guerra Fredda.

Call of Duty Black Ops Cold War storia Guerra Fredda
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  • Nell'anticipare la presentazione ufficiale di Call of Duty: Black Ops - Cold War, Activision ha allestito un'intrigante campagna comunicativa, che ha avuto il suo fulcro nello slogan "Know your History" - "Conosci la tua Storia". Nel preparare il pubblico a un setting videoludico calato nei primi Anni '80, gli autori del nuovo COD hanno voluto evidenziare il valore della conoscenza di ciò che la Guerra Fredda ha concretamente rappresentato per sostanzialmente metà del Novecento. Con estremo piacere, in attesa del reveal del multiplayer di Cold War, vi proponiamo quello che speriamo essere un gradito resoconto di alcuni dei passaggi essenziali che hanno scandito il dispiegarsi della Storia del secondo dopoguerra.

    Guerra Fredda: un conflitto mai combattuto

    La fine del conflitto mondiale lasciava in eredità al genere umano un quadro a dir poco angosciante, dipinto dal sangue di oltre 40 milioni di morti, inaudite devastazioni materiali e la testimonianza del tremendo potenziale distruttivo della bomba atomica. Sulle macerie di un continente allo sbando, le tradizionali grandi potenze europee vedevano tramontare la propria capacità di influenza sul resto del mondo, mentre due sole superpotenze si trovavano nella posizione di definire gli equilibri che avrebbero caratterizzato i decenni successivi.

    La "Guerra Fredda" - espressione resa celebre dal giornalista Walter Lippmann - ha visto contrapporsi per quasi cinquant'anni gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica, in un confronto politico, ideologico, scientifico, economico e culturale. Un conflitto combattuto senza mai ricorrere allo scontro armato diretto, circostanza che il potenziale dirompente degli ordigni nucleari, detonati per la prima volta a Hiroshima e Nagasaki, aveva reso di fatto troppo pericolosa.

    Definire con precisione il momento esatto in cui la Guerra Fredda ebbe inizio è un processo semplice solo in apparenza. Le radici della contrapposizione USA/URSS iniziarono a correre nel sottosuolo della Storia già nel periodo 1945-'46. In questa fase, Winston Churchill iniziava a evocare l'immagine della "Cortina di Ferro", espressione con la quale sarebbe successivamente divenuto comune indicare il fronte europeo del conflitto, laddove le sfere d'influenza delle due superpotenze si sfioravano.

    Convenzionalmente, tuttavia, la dichiarazione formale delle ostilità viene fatta risalire al 12 marzo 1947, data in cui il Presidente USA presentava ufficialmente la Dottrina Truman. La visione si fondava a livello teorico sulla politica del contenimento, volta ad arginare l'espansione della sfera d'influenza URSS, e si concretizzava sul fronte pratico nel colossale Piano Marshall, programma di sostegno all'economia di mercato che vide fluire nell'Europa Occidentale circa 13 miliardi di dollari tra 1948 e 1951.

    Nel periodo successivo alla definizione della Dottrina Truman, i "Blocchi" occidentale e sovietico andarono a definirsi con crescente rigidità. La frammentazione dell'Europa in due sfere d'influenza veniva in particolare sancita dalla suddivisione della Germania in Repubblica Democratica Tedesca (DDR o Germania Est), in orbita sovietica, e la Repubblica Federale Tedesca (RFT o Germania Ovest), in orbita statunitense.

    Le tensioni degli Anni '50

    Gli Anni '40 si chiudevano con una serie di eventi che avrebbero contribuito a rendere il decennio successivo uno dei più turbolenti e instabili dell'intera Guerra Fredda. Da un lato, il blocco occidentale si consolidava in un'alleanza militare: il Patto Atlantico. Dall'altra, il monopolio nucleare degli USA si infrangeva, con la detonazione della prima bomba atomica URSS. Infine, il 1 ottobre 1949, il comunismo si affermava nel Paese più popoloso del mondo, con l'istituzione della Repubblica Popolare Cinese.

    L'evoluzione della situazione rese gli USA improvvisamente insicuri, in un clima che favorì l'affermarsi del cosiddetto Maccartismo, vera e propria caccia alle streghe interna al Paese, sempre più ossessionato dal timore di infiltrazioni sovietiche. Un irrigidimento delle posizioni che porterà a ricerche intensive volte allo sviluppo della bomba H e ad una visione del mondo che vedeva sparire la distinzione tra "aree strategiche" e "aree periferiche".

    Intanto, l'Estremo Oriente diveniva spettatore di un processo speculare a quanto accaduto in Germania: in assenza di un accordo tra USA e URSS sul destino della penisola coreana, quest'ultima si ritrovava spaccata in due, con la Corea del Nord in orbita comunista e la Corea del Sud sotto influenza occidentale. A differenza dell'Europa tuttavia, qui le forze di occupazione USA e URSS si ritirarono progressivamente, rendendo l'area paradossalmente più instabile. Come conseguenza, nel 1950 l'invasione della Corea del Sud da parte del Nord dava il via alla Guerra di Corea.

    Mentre il conflitto proseguiva, sia USA sia URSS scoprivano la devastante bomba H e incrementavano i propri bilanci militari. Solo nel 1953 le condizioni avrebbero consentito il termine delle ostilità. Con la morte di Stalin, la nomina di Nikita Chruscev alla guida del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e l'inizio della Presidenza Eisenhower, si inaugurava un periodo di miglioramento dei rapporti tra blocchi, noto anche come Piccola Distensione. In assenza di accordi migliori, USA e URSS riconoscevano lo status quo in Oriente, con le due Coree divise, esattamente come oggi, dal 38° parallelo.

    L'Unione EuropeaLe origini dell'UE hanno radici negli Anni '50. Per impedire il riemergere di tensioni tra Germania e Francia, nasceva una lungimirante visione. Il Ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, il 9 maggio 1950 pronunciava un discorso storico: la Dichiarazione Schuman. Per rendere una guerra "non solo impensabile, ma materialmente impossibile", si proponeva una gestione comune della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio, con adesione aperta anche ad altri Paesi. Francia, Germania Ovest, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo davano vita alla CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), ritenuta primo passo in direzione di una futura Federazione Europea.

    I restanti Anni '50, mentre il mondo occidentale danzava sulle note di ElvisPresley, conobbero ulteriori momenti di svolta. In particolar modo, nel 1956, le crisi di Suez e l'intervento dell'Armata Rossa in Ungheria sancivano le leadership indiscusse di USA e URSS all'interno delle rispettive aree di influenza. Contestualmente, tuttavia, la prima ondata di decolonizzazioni portava alla nascita del Movimento dei Non Allineati. Costituito da Paesi in via di sviluppo che rifiutavano l'adesione a uno dei due blocchi, quest'ultimo divenne presto noto come "Terzo Mondo".

    Guerra sfiorata: la crisi di Cuba

    L'inizio degli Anni '60 non fu meno turbolento, con due gravi crisi a dominare la scena. Sul fronte europeo, Chruscev si ritrovava a dover fronteggiare un costante deflusso di cittadini della DDR, determinati a migrare verso Berlino Ovest. Il fallimento delle trattative con Kennedy, nel frattempo divenuto Presidente USA, condurranno a una soluzione unilaterale: il 13 agosto 1961 veniva edificato il famigerato Muro di Berlino, destinato a divenire il simbolo per eccellenza della drammatica realtà della Guerra Fredda.

    Ma il momento di tensione più grande doveva ancora giungere. Nel 1961, Kennedy vedeva fallire il tentativo di rovesciare il governo rivoluzionario di Fidel Castro, insediatosi a Cuba nel 1959. L'intervento nella Baia dei Porci

    La scarpa di ChruscevTra i momenti più iconici dell'immaginario della Guerra Fredda rientra sicuramente la seduta dell'Assemblea Generale dell'ONU tenutasi il 12 ottobre 1960. Durante la discussione, il capo delegazione delle Filippine, Lorenzo Sumulong, accusava l'URSS di imperialismo nei confronti dei Paesi dell'Europa Orientale. Chruscev, dopo aver inutilmente richiesto al Presidente dell'Assemblea Generale di richiamare all'ordine il diplomatico, prese a brandire platealmente una scarpa, sbattendola sul tavolo. In ambiente diplomatico, non è mai stato chiarito se Chruscev si fosse davvero tolto una scarpa, se l'avesse chiesta in prestito a un altro membro della delegazione sovietica o se, ancora, ne avesse portata apposta una con sé.

    non solo non riusciva, ma apriva la strada a una reazione URSS. Nel maggio 1962, con l'Operazione Anadyr, i Sovietici intervenivano in segreto sull'isola con l'obiettivo di installarvi missili nucleari in grado di raggiungere gli USA. Scoperto dall'intelligence statunitense, l'atto apriva una gravissima crisi, che vide Kennedy ordinare un blocco navale intorno a Cuba. Dopo giorni in cui il mondo assistette al concreto rischio di un confronto militare diretto tra le due superpotenze, un accordo tra il Presidente USA e Chruscev poneva fine all'emergenza: il ritiro dei missili veniva scambiato con rassicurazioni sulla sicurezza dell'isola.

    Lo scampato pericolo rese improvvisamente palese uno degli elementi cardine della Guerra Fredda: il rischio di una "mutua distruzione assicurata" (indicato in inglese dall'eloquente acronimo MAD - Mutually Assured Distruction), espressione volta a evidenziare l'annientamento reciproco che avrebbe fatto seguito a un conflitto nucleare tra USA e URSS. Il post Cuba portò dunque con sé l'inizio della Grande Distensione e segnò l'avvio dell'era della regolamentazione nucleare, che vide le due superpotenze agire per limitare la diffusione di armamenti atomici nel resto del mondo. Nel 1968, grande successo, la comunità internazionale arrivava a siglare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare.

    Ma gli Anni '60 furono anche il periodo che vide emergere straordinari cambiamenti nell'opinione pubblica occidentale, sempre più critica nei confronti delle politiche USA. Mentre il Paese si trovava a fronteggiare l'assassinio del Presidente Kennedy e, in seguito, di Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani, cresceva l'impegno militare nella Guerra del Vietnam. Furono questi gli anni dell'apogeo del movimento hippie, delle grandi marce pacifiste, della diffusione dello slogan "Make love, not war". Un frangente storico irripetibile, che vide le giovani generazioni prendere posizione contro l'assetto internazionale definito dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre nelle strade risuonavano potenti gli echi della chitarra di Jimi Hendrix e del Festival di Woodstock.

    I complessi Anni '70

    Sul finire degli Anni '60, furono numerose le svolte che avrebbero dispiegato i propri effetti nel corso del decennio successivo. Tra queste spicca evidentemente la repressione sovietica della Primavera di Praga: l'intervento militare nella Cecoslovacchia in cerca di un "socialismo dal volto umano", realizzato con circa 300.000 soldati, segnava definitivamente la fine dell'attrattività del modello sovietico al di fuori del blocco URSS.

    Negli USA, l'elezione del Presidente Nixon avviava invece il processo che avrebbe condotto al ritiro degli USA dal Vietnam. In Europa, infine, il Cancelliere della RFT, Willy Brandt, accelerava il miglioramento dei rapporti tra le due frazioni di Germania: uno sforzo che gli varrà il Nobel per la Pace e che, soprattutto, condurrà allo storico ingresso di entrambi gli Stati all'ONU.

    Gli Anni '70, ad ogni modo, furono segnati da numerose crisi internazionali,

    La diplomazia dei pandaA volte, la diplomazia può ricorrere a canali comunicativi inaspettati. Ne è un esempio la cosiddetta "Panda Diplomacy", ovvero la consuetudine cinese di donare panda per favorire o celebrare l'instaurarsi di buoni rapporti con altri Paesi. Uno dei casi più celebri si colloca proprio nel cuore della Guerra Fredda: la ripresa di rapporti diplomatici tra la Cina comunista e gli USA di Nixon fu infatti celebrato con l'arrivo di Ling-Ling e Hsing-Hsing allo zoo di Washington. Ad accoglierli con tutti gli onori, fu nientemeno che la First Lady, Pat Nixon.

    nelle quali assumeva un sempre crescente rilievo lo scacchiere mediorientale. I continui conflitti tra Israele e i Paesi arabi spinsero questi ultimi a sfruttare il potere derivante da un'economia globale sempre più dipendente dal petrolio. Gli improvvisi aumenti del prezzo del greggio sfociarono in un vero e proprio shock petrolifero, con il conseguente conio di un'inedita espressione economica. In tutto il mondo occidentale iniziò a rimbalzare con preoccupazione l'espressione "stagflazione", volta a indicare un periodo in cui a disoccupazione e crisi si accompagnava l'aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo.

    Sullo sfondo di un'economia in caduta libera, l'esplodere dello scandalo

    Watergate portava il Presidente Nixon a rassegnare le dimissioni e conduceva Ford alla presidenza USA, mentre l'Europa si ritagliava un ruolo di primo piano nella gestione della pacificazione del continente, favorendo una crescente interazione tra blocco sovietico e occidentale. Un dialogo che divenne cruciale sul finire del decennio, quando la Distensione tra Stati Uniti e URSS ebbe definitivamente termine in seguito a un'escalation di contrasti tra le due superpotenze e all'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979.

    Reagan, Gorbacev e la Dottrina Sinatra

    Gli Anni '80 si aprivano dunque con la tensione internazionale alle stelle, condizione che si rifletteva negli USA con l'elezione alla presidenza di Ronald Reagan, profondamente ostile alla distensione e convinto della necessità di relazionarsi con l'URSS utilizzando la linea dura. Si inaugurava così una fase di forte attivismo statunitense in focolai giudicati suscettibili di un'avanzata ideologica sovietica, soprattutto in America Latina. L'amministrazione USA supportava inoltre apertamente le richieste di maggiori libertà da parte della Polonia, dove il movimento Solidarnosc, poi represso da Mosca, si faceva sempre più popolare.

    In questa fase, si arrestava il dialogo in materia di armamenti nucleari, mentre il tema del dispiegamento di missili atomici sul continente europeo diveniva centrale nel dibattito internazionale. Un clima sempre più complesso, in cui Reagan non esitava a riferirsi all'URSS come all' "Impero del Male", evocando la necessità di edificare il cosiddetto "Scudo Spaziale", un colossale e futuristico sistema di difesa in grado di tutelare il territorio statunitense da attacchi condotti con missili a testata nucleare. Si trattò senza dubbio di uno dei periodi più tesi dell'intera Guerra Fredda, destinato a concludersi solamente a metà Anni '80.

    Il secondo mandato di Reagan, maggiormente improntato al dialogo, e la contestuale nomina di Gorbacev alla guida del Partito Comunista sovietico segnarono le svolte essenziali in direzione della fine delle ostilità. L'URSS, ormai in grave crisi economica, avviava un percorso di ristrutturazione interna, mentre riprendeva il via il dialogo in materia di contenimento della minaccia nucleare. Un pericolo che divenne tragicamente evidente il 26 aprile 1986, col verificarsi in Ucraina dell'incidente di Cernobyl. Nel 1987, gli sforzi congiunti di Reagan e Gorbacev portavano alla distruzioni dei missili a corto e medio raggio dislocati in Europa: per la prima volta, si metteva al bando un'intera categoria di armamenti atomici.

    Impossibilitata a sostenere ancora i costi della guerra in Afghanistan, l'URSS annunciava il ritiro dal Paese mediorientale, mentre Gorbacev acconsentiva a garantire maggiori libertà ai Paesi satelliti. Si inaugurava così quella che ben presto sarebbe stata definita "Dottrina Sinatra", in omaggio al celebre brano "My Way" - "A modo mio": gli Stati dell'Europa Orientale potevano finalmente iniziare a decidere del proprio destino.

    Si avviava così un processo disgregativo interno inarrestabile, esemplificato dall'elezione in Ungheria di un governo non comunista nell'estate 1989. Ormai irreversibili, gli effetti dell'apertura si riflettevano anche nel punto più caldo della Cortina di Ferro: nella notte del 9 novembre '89, il muro di Berlino veniva abbattuto, liberando il cuore del Vecchio Continente dal simbolo per eccellenza della Guerra Fredda e aprendo la strada alla successiva riunificazione della Germania. Gli albori degli Anni '90, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, vedevano infine calare il sipario del conflitto decennale.

    Call of Duty Black Ops Cold War I decenni della Guerra Fredda rappresentano uno specchio essenziale in cui riflettersi per comprendere il mondo che ci circonda oggi. Un'epoca di incredibili contraddizioni, apertasi con l'utilizzo di armi atomiche la cui scoperta contribuì paradossalmente a rendere impossibile un conflitto diretto tra USA e URSS. Tra declino delle singole potenze europee e crescente rilievo dell'oggi Unione Europea, tra nascita dell'ONU e confronto bipolare, tra decolonizzazione e tremende violenze belliche, tra movimenti di affermazione dei diritti umani e società sempre più articolate: la Guerra Fredda è stata testimone tanto di atrocità quanto di progresso umano. Un'epoca così vicina eppure ancora così ardua da comprendere in tutto il suo valore, ma nella cui trama affondano profonde le radici della complessità contemporanea.

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