Call of Duty Modern Warfare 1 e 2: riassunto definitivo prima di COD MW3

In vista dell'arrivo del nuovo sparatutto Activision, ripercorriamo gli eventi che hanno caratterizzato i due giochi della serie reboot iniziata nel 2019.

Call of Duty Modern Warfare 1 e 2: il riassuntone
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  • Pronti per Call of Duty Modern Warfare 3? Il reboot di Activision ha rivisitato la storia della serie affiancando a personaggi iconici come il Capitano Price e Simon ‘Ghost' Riley anche qualche nuovo volto come Farah e Graves. Dal momento che il nuovo episodio è un sequel diretto del recente Modern Warfare 2 (qui la recensione di COD Modern Warfare 2), abbiamo deciso di riassumere gli eventi principali che hanno caratterizzato i primi due episodi del reboot.

    Call of Duty Modern Warfare (2019)

    Tutto ha inizio nel 2019, in quel di Verdansk. Alex Keller, un agente della CIA, viene incaricato di recarsi con il suo team in territorio russo per scoprire la collocazione di un pericolosissimo composto chimico, che va assolutamente sottratto al nemico prima che possa essere consegnato in Urzkistan, una nazione di fantasia creata appositamente per il gioco e situata sulla costa est del Mar Nero.

    Quando tutto sembra andare per il verso giusto, un gruppo di soldati con indosso maschere anti-gas coglie di sorpresa Alex e i suoi, soffiandogli il prezioso bottino e massacrando ogni membro del team, ad eccezione dell'agente della CIA. Con il gas perso e un bel po' di morti, la situazione per gli americani diviene piuttosto scomoda e c'è bisogno che entrino in gioco i migliori in assoluto per correre ai ripari ed evitare uno scontro con la Russia. E così il superiore in comando Kate Laswell chiama in causa l'unico che ha le capacità per gestire qualcosa di tanto delicato, ossia il leggendario Capitano John Price della SAS.

    Trascorrono solo 24 ore e l'azione passa in Inghilterra, più nello specifico al Piccadilly Circus di Londra, dove Price e i suoi stanno operando. Qui si prende il controllo del sergente della SAS Kyle ‘Gaz' Garrick, che con il contributo del resto del team riesce nell'impresa di limitare quanto più possibile i danni di un attentato suicida.

    Gli autori di questo gesto sono affiliati ad Al-Qatala, terroristi particolarmente pericolosi che sono comunque riusciti a colpire i cittadini londinesi. Mentre Price e Gaz tengono a bada i terroristi, Alex è volato in Urzkistan, territorio nel quale ha trovato nuovi alleati: il capo dei ribelli Farah Karim e suo fratello Hadir, entrambi contatti del capitano. Le due parti stringono un patto che obbliga Alex e la sua squadra a liberare l'area dal controllo russo in cambio di un importante contributo nella ricerca del gas scomparso. Il primo passo verso l'eliminazione dei russi in Urzkistan consiste nell'occupazione di una base aerea, un'operazione che riesce con successo ed infligge un duro colpo al generale Roman Barkov. Nel frattempo, a Londra, proseguono le indagini sui terroristi da parte della SAS, che individua una base di Al-Qatala in quel di Camden Town, dove Price e Gaz irrompono per neutralizzare gli ostili e acquisire informazioni di rilievo. A tal proposito, la missione permette di scoprire la posizione di Omar Sulaman, il boss della cellula terroristica conosciuto anche come il Lupo. Le coordinate finiscono dritte nelle mani della squadra in Medio Oriente, dove Alex e il gruppo del sergente Marcus Griggs danno il via all'infiltrazione nel nascondiglio del Lupo: un ospedale. L'incursione termina con la cattura del vertice di Al-Qatala, ma non trascorre molto tempo prima che la situazione prenda ancora una volta una brutta piega.

    Nel corso della stessa notte della cattura, arriva la risposta dei terroristi per mano del braccio destro del Lupo, un sanguinario conosciuto con lo pseudonimo di Macellaio. L'uomo prende di mira l'ambasciata americana in Uzbekistan con i suoi alleati, mettendo con le spalle al muro le forze speciali, costrette a liberare il prigioniero in accordo con Farah e i ribelli.

    La giovane guerriera ha infatti un piano, poiché sa che il Lupo sarà obbligato ad attraversare l'autostrada della morte per mettersi in salvo e organizza quindi un'imboscata per stanarlo durante la sua fuga nel deserto. Nel bel mezzo dell'operazione accade però l'imprevedibile: l'esercito russo si frappone tra i terroristi e i ribelli, facendo fuoco su entrambi senza alcuna distinzione. L'arrivo dei russi non è l'unico colpo di scena, dal momento che spunta dal nulla un camion che pone freno all'avanzata della Russia con un attacco chimico. Nel camion c'è il gas rubato e alla guida vi è Hadir, il fratello di Farah che si scopre l'autore dell'imboscata ad Alex. Mentre il gas è in azione e sta per far fuori chiunque si trovi nell'area, Hadir trae in salvo sia sua sorella che Price, per poi fuggire via.

    È qui che l'incedere della trama si interrompe per lasciare il passo ad un importante flashback, il quale fa chiarezza sul passato della coppia di fratelli ribelli. Siamo nel 1999, nel bel mezzo dell'invasione dell'Urzikstan da parte della Russia. L'approdo delle truppe russe semina il caos tra la popolazione, che in parte viene eliminata brutalmente e in parte rapita: fra i civili portati via contro la loro volontà troviamo sia Farah che suo fratello Hadir.

    La giovane donna prova a fuggire con tutte le sue forze e, malgrado l'eliminazione di alcune guardie, il suo tentativo di sottrarsi al rapimento fallisce miseramente quando l'uomo a capo dell'operazione, il generale Roman Barkov, cattura sia Farah che suo fratello per poi condurli in un campo di prigionia, dove verranno torturati per ben 10 anni. In questo periodo, la ragazza non si arrende e con un geniale stratagemma, si finge il braccio destro di un ribelle immaginario di nome Karim, così da assumere la guida di un piccolo esercito. Sarà solo grazie al contributo di un giovane John Price, all'epoca tenente, che i ribelli riusciranno a sfuggire alla morsa di Barkov.

    Terminato lo sguardo ai trascorsi dei ribelli, si ritorna al presente. Alex, Gaz, Farah e Price scoprono che Hadir si è unito alle forze di Al-Qatala e decidono di intervenire immediatamente con un'importante operazione atta a mettere a soqquadro il nascondiglio del Lupo. Sebbene non vi siano tracce del giovane traditore, la missione va a buon fine e il capo dei terroristi viene assassinato da Alex e Farah, che riescono a trovarlo nel complesso sistema di tunnel che caratterizza il suo rifugio segreto.

    Malgrado tutto, la conclusione dell'incursione non è delle più felici: Laswell viene a conoscenza delle azioni di Hadir e, di conseguenza, ordina ai suoi di considerare Farah e i suoi ribelli come ostili. Ovviamente Alex non ci sta e decide di disertare, restando al fianco della soldatessa in Urzikstan per contribuire alla sua causa.

    Ci si sposta quindi in Russia, per la precisione a San Pietroburgo. Price e Gaz hanno appreso che Hadir sta organizzando qualcosa di grosso e che il Macellaio è stato avvistato tra le strade della città. Con l'aiuto di Nikolai, nome in codice di un contatto russo del capitano, i due SAS partono all'inseguimento del pezzo grosso di Al-Qatala e, non senza difficoltà, riescono ad acciuffarlo e ad interrogarlo. È così che si apprende quali siano i piani di Hadir, che è intenzionato ad irrompere nella villa di Barkov in Moldavia per dargli una lezione e vendicarsi.

    Grazie alle informazioni del Macellaio, il gruppo riesce a individuare Hadir ed elimina tutti i terroristi che lo proteggono fino a raggiungerlo. Il giovane confessa di aver scoperto il nascondiglio in cui il generale Barkov tiene nascosto il gas chimico, ma la conversazione viene bruscamente interrotta dall'arrivo dell'esercito russo che mette tutti in fuga. Fortunatamente, Hadir e i SAS riescono a trovare un luogo sicuro, ma ancora una volta Laswell mette i bastoni tra le ruote a Price e i suoi: la donna ordina al capitano di consegnare Hadir, che accetta solo dopo aver convinto il suo superiore ad attaccare il luogo in cui Barkov tiene il gas.

    Avviene quindi una reunion del team di Price con Alex e Farah: la squadra al completo si mette subito all'opera per attaccare il generale russo con il supporto di Laswell, dei ribelli e persino di Nikolai, che procura alla squadra gli esplosivi per fare irruzione nella fortezza in Georgia in cui si è barricato il nemico. Purtroppo l'assedio non procede nel migliore dei modi ed uno scontro con un corazzatissimo Juggernaut fa sì che il detonatore a distanza degli esplosivi si danneggi. Messo alle strette, Alex decide di sacrificarsi per attivare gli esplosivi manualmente e Farah parte all'inseguimento di Barkov. Il bersaglio, conscio del pericolo che sta correndo, si è messo in fuga a bordo di un elicottero, senza accorgersene che la ribelle è riuscita ad intrufolarsi sul velivolo: mentre Barkov è distratto, Farah lo raggiunge furtivamente e lo accoltella, finendolo dopo una breve colluttazione. Sullo sfondo, Alex attiva gli esplosivi e con il suo sacrificio viene posto fine anche al pericolo rappresentato dal gas.

    Chiuso questo capitolo, si presenta già all'orizzonte un altro pericolo: si tratta di un terrorista russo che prende il nome di Imran Zakhaev. Per questo motivo, Price e Laswell organizzano un incontro con l'obiettivo di dare vita alla Task Force 141, un gruppo di soldati scelti per fronteggiare minacce come queste. A far parte della squadra saranno Kyle ‘Gaz' Garrick, John ‘Soap' MacTavish e Simon ‘Ghost' Riley.

    Spec-Ops e Warzone

    Gli avvenimenti della campagna di Call of Duty Modern Warfare non hanno realmente posto fine ad Al-Qatala, che dopo aver perso il Lupo ha già un altro leader pronto a raccoglierne l'eredità. Poiché i terroristi rappresentano una grave minaccia per il mondo intero, Laswell ed il generale Kamarov dell'FSB russo decidono di stringere un accordo chiamato l'Armistizio.

    Tale patto prevede che entrambe le nazioni spediscano a Verdansk alcuni soldati per ottenere informazioni (si tratta delle partite della modalità Spec Ops): si scopre così che Khaled Al-Asad è ora al comando di Al-Qatala e che la cellula è coinvolta nel traffico di armi nucleari con Imran Zakhaev.

    L'Armistizio inizia a scricchiolare quando i terroristi colpiscono Verdansk con attacchi nucleari che diffondono il gas tossico in zona, costringendo i soldati superstiti a farsi la guerra per poter fuggire tutti d'un pezzo a bordo di un elicottero (stiamo parlando ovviamente dei match di Warzone). Nel bel mezzo del caos si ritrova anche Ghost, la cui richiesta di soccorso viene presto esaudita: nel giro di poco tempo, arrivano in quel di Verdansk il Capitano Price, Farah, Nikolai e Lerch, un esponente della Shadow Company, compagnia militare privata creata dal generale Shepherd. L'obiettivo comune è quello di stanare Viktor Zakhaev, un pericoloso terrorista che sta sfruttando la rete della metropolitana che giace sotto la città per trafficare armi nucleari. Il fine ultimo di Zakhaev è quello di lanciare un missile nucleare per scatenare una nuova guerra mondiale, ma il tentativo di far partire l'arma da un bunker fallisce miseramente quando Price fa irruzione nella struttura sotterranea ed elimina il terrorista.

    Nel capitolo conclusivo di Verdansk entra in gioco anche John ‘Soap' MacTavish, che si riunisce con l'intera squadra nell'area a sud della città, dove sta per accadere qualcosa di inaspettato. La Vodianoy, un'imbarcazione di grandi dimensioni scomparsa nel lontano 1984, riappare come per magia e raggiunge la costa meridionale di Verdansk, dove rimane bloccata. Si scopre molto presto che parte del carico della nave consisteva in composti chimici che hanno trasformato i passeggeri in una sorta di zombie, i quali hanno preso d'assalto la città.

    La situazione degenera al punto da costringere l'esercito russo ad organizzare un'evacuazione da Verdansk, seguita dal lancio di un missile nucleare atto a radere al suolo la città e abbattere in via definitiva la potenziale minaccia che avrebbe potuto colpire il mondo intero.

    Call of Duty Modern Warfare 2

    A poco più di un anno dalla distruzione di Verdansk, ci ritroviamo a prendere il controllo di un membro della Task Force 141, il celebre soldato mascherato Simon ‘Ghost' Riley. Siamo ad Al-Mazrah, nuovo scenario di guerra fittizio che si rifà all'Iraq.

    Qui viene condotta una particolare operazione: mentre in lontananza si osserva uno scambio che coinvolge il generale iraniano Ghorbani, Ghost ordina un attacco missilistico aereo che spazza tutti via. Tale evento scatena la reazione di Hassan Zyani, il secondo in comando di Ghorbani che prende le redini della Forza Quds e si dà al terrorismo per vendicarsi della morte del superiore scomparso.

    I traffici di questo nuovo nemico finiscono inesorabilmente per catturare l'attenzione degli Stati Uniti. Il generale Shepherd e il caposezione della CIA Kate Laswell decidono così di dare il via ad un'operazione in quel di Al-Mazrah che prevede la partecipazione del sergente John ‘Soap' MacTavish e del tenente Simon ‘Ghost' Riley: l'obiettivo è quello di fare irruzione nel territorio di Zyani per catturarlo. Purtroppo il bersaglio si è già dato alla macchia quando i soldati arrivano sul posto, ma le ricerche condotte nell'area conducono ad un'importantissima rivelazione, ossia che Al-Qatala è in possesso di un missile balistico prodotto in territorio americano. La caccia ad Hassan diventa quindi sempre più importante e le tracce del nemico conducono Laswell, Gaz e Price fino ad Amsterdam. Nella città olandese è stata scoperta la presenza di un corriere del nemico, il quale viene catturato e scortato in un luogo sicuro dai tre membri della Task Force 141. Una volta interrogato, il corriere svela che Hassan ha trovato nuovi alleati negli esponenti di Las Almas, un pericoloso cartello messicano.

    Non a caso, Hassan viene rintracciato al confine tra Stati Uniti e Messico, dove Alejandro Vargas e Rodolfo ‘Rudy' Parra dei Los Vaqueros (ovvero le forze speciali messicane) provano a fermarlo senza successo. Il duo segue il bersaglio oltre il muro che delimita il confine e, in seguito a un agguato da parte di Hassan e dei suoi scagnozzi, riesce miracolosamente ad uscirne vivo.

    Con l'uomo in fuga, Alejandro e Rudy chiamano in aiuto Ghost, Soap e il numero uno della Shadow Company, Philip Graves. Si dà così il via a una speciale operazione che prevede la presenza sul campo dei Los Vaqueros e della Task Force 141, mentre Graves vigila su di loro a bordo di un elicottero pesantemente armato. Pur con l'intromissione dell'esercito messicano, corrotto da Las Almas, la squadra riesce finalmente a catturare Hassan.

    Il tentativo di estorcere informazioni dall'uomo non va a buon fine e Laswell fa notare a Shepherd che Hassan è un potenziale pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti: tenerlo prigioniero sarebbe illegale e ucciderlo corrisponderebbe a un atto di guerra. Pertanto, il prigioniero viene liberato dopo l'inserimento di un dispositivo per tracciarlo nel suo smartphone.

    Fortunatamente, i dati raccolti dal cellulare di Hassan consentono al gruppo di procedere con le indagini. Questa volta si fa tappa a Capo Vilan, in Spagna, dove Gaz e Price, con la supervisione di Laswell, si introducono furtivamente in un vivaio appartenente al cartello di Las Almas.

    Mentre i due SAS sono sul posto e scoprono che i criminali messicani sono in possesso di GPS russi utili per controllare i missili rubati, la nave in cui si trova Laswell viene attaccata dai membri di Al-Qatala, che catturano la donna.

    Per correre ai ripari, la Task Force 141 si divide per breve tempo. Gaz e Price si dirigono infatti in Urzkistan, dove ad attenderli ci sono Nikolai e Farah. I vecchi alleati del capitano organizzano una spettacolare operazione sulle strade del deserto che condurrà al salvataggio di Laswell. Nel frattempo, il quartetto formato da Alejandro, Soap, Ghost e Graves tenta l'impossibile, dando il via ad una missione con lo scopo di trovarsi faccia a faccia con il misterioso capo di Las Almas, un sanguinario conosciuto come El Sin Nombre. Non si tratta però della classica infiltrazione, ma di un'operazione ben studiata dal gruppo. Sfruttando un evento nella villa di Diego Salgado, luogotenente del cartello, Alejandro si traveste da guardia e finge di aver catturato Soap, conducendolo nella cantina dell'edificio, dove verrà interrogato dalla sicaria di nome Valeria circa i recenti attacchi contro Las Almas. Riuscito a scamparla per aver mostrato tutte le prove alla carceriera, Soap viene affidato nuovamente ad Alejandro, il cui travestimento non è ancora stato scoperto. I due decidono quindi di far fuori Diego e poi di salire all'ultimo piano, dove si nasconde El Sin Nombre. Una volta dentro, si scopre che il pericoloso capo del cartello messicano non è che Valeria Garza, la sicaria che poco prima ha estorto informazioni a Soap e che Alejandro conosce molto bene, visto che era la sua compagna di squadra nell'esercito.

    Isolato dai suoi sottoposti, il capo del cartello viene catturato ed interrogato. È così che Valeria stringe un accordo con Graves: la donna fornisce al gruppo le indicazioni sulla posizione dei missili, promettendo che al loro ritorno svelerà anche l'ubicazione di Hassan in cambio della libertà.

    Si scopre quindi che un missile è a bordo di una grossa piattaforma petrolifera abbandonata e, in una notte di pioggia, un'operazione congiunta tra la Shadow Company e la Task Force 141 fa sì che l'arma venga messa al sicuro, impedendone il lancio all'ultimo istante.

    Al ritorno dalla missione assistiamo al più grande colpo di scena della campagna di MW2. per ordine di Shepherd, Phillip Graves assume il controllo della base operativa dei Los Vaqueros e prova a catturare quelli che fino a pochi istanti prima erano i suoi alleati.

    Alejandro finisce in manette, ma Ghost e Soap si danno alla macchia. I due soldati, pur lontani, collaborano per sopravvivere tra le strade popolate dai soldati della Shadow Company che danno loro la caccia ed infine salgono su un veicolo che li porterà al nascondiglio di Alejandro. Ad attenderli lì c'è Rudy, che mostra tutto l'arsenale nascosto che i Los Vaqueros tengono al sicuro per le situazioni d'emergenza. Si chiamano quindi in soccorso anche Laswell, Price e Gaz per far evadere Alejandro, tenuto prigioniero in un carcere di massima sicurezza. Lo sforzo di tutti i membri della squadra fa sì che l'irruzione vada a buon fine e che il buon Vargas sia tratto in salvo.

    Durante l'evacuazione a bordo di un elicottero, riviviamo un importante flashback che aiuta a comprendere importanti dinamiche che coinvolgono Shepherd e la Shadow Company. Laswell rivela che due mesi prima i mercenari di Graves erano in viaggio con i missili, i quali dovevano arrivare agli americani in Medio Oriente per

    fornire loro supporto contro l'esercito russo. Il trasporto viene però interrotto da un'imboscata del gruppo Konni, mercenari russi che riescono ad impossessarsi dei missili. Coperti dalla vergogna, Graves e Shepherd provano a insabbiare tutto. Appresa la notizia, un furibondo capitano Price contatta Shepherd per fargli una promessa: quando tutto sarà finito, gli darà la caccia. Fortunatamente per il generale, il prossimo nome sulla lista è quello di Phillip Graves. Il team pianifica un assalto all'enorme base dei Los Vaqueros, finita sotto il controllo della Shadow Company. La missione si conclude con un feroce scontro che vede Soap distruggere il mezzo corazzato pilotato da Graves, che muore nell'esplosione. Conclusa l'operazione, il team ritrova il container nel quale Valeria era ancora tenuta prigioniera dal gruppo di mercenari. Come promesso, il numero uno di Las Almas spiffera la posizione di Hassan: l'uomo è a Chicago, dove sta organizzando un attentato tramite il quale vuole colpire Washington D.C. con uno dei missili rubati.

    È all'interno di un enorme grattacielo della città americana che si svolge la missione conclusiva della campagna. Soap si infiltra nella struttura e riesce a farsi largo tra i terroristi e, con un'azione eroica, riesce a far detonare il missile in un momento successivo al suo lancio, ponendo fine ad attimi di terrore. Laswell era infatti in possesso di uno dei dispositivi russi sottratti in Spagna da Gaz e Price poco prima del suo rapimento. Sistemato il missile, non resta che dare una lezione ad Hassan, con cui Soap ha un violento scontro.

    Privo di un'arma, il soldato della Task Force 141 usa le sue abilità nel crafting per costruire una lama e abbattere tutti i terroristi, per poi scontrarsi con Hassan. Quando la lotta sembra volgere a favore del nemico, Ghost invita Soap a posizionarsi in corrispondenza di una finestra: posizionato su un edificio adiacente, il militare con la maschera preme il grilletto del suo fucile di precisione e dà il colpo di grazia ad Hassan.

    La dipartita del nemico non segna però la fine dei problemi, visto che Shepherd è ancora in fuga ed emergono nuovi dettagli sul furto dei missili. Laswell e Price hanno messo le mani su alcuni filmati e giungono alla conclusione che a capo dell'incursione russa vi fu Vladimir Makarov.

    Ed è proprio questa figura che nel filmato che segue i titoli di coda ordina ai suoi di dirottare un aereo e di non parlare mai in russo (citazione alla celebre missione ‘No Russian' dell'originale Modern Warfare 2)

    Atomgrad

    La trama prosegue grazie all'arrivo dei raid di Call of Duty Modern Warfare 2. Tutto inizia con le ricerche di Alex Keller, ex ufficiale della CIA che è scomparso durante un'infiltrazione all'interno di un bunker sovietico in Urzikstan. Farah, che era al fianco di Alex, si unisce quindi a Price e Gaz per trovare l'alleato.

    L'operazione conduce i tre sul luogo della scomparsa, dove vengono eliminati numerosi terroristi di Al-Qatala e si scopre che la struttura sotterranea nasconde un pericolosissimo missile termonucleare sovietico. Addentrandosi nei meandri del bunker, il trio riesce finalmente a trovare Alex, che fa un'importante rivelazione: il fratello di Farah, Hadir, è il nuovo capo di Al-Qatala. Mentre Gaz si allontana per fare rapporto a Laswell, il resto della squadra prosegue fino a trovare il numero uno della cellula terroristica, che si mostra pacifico e prova a stringere un'alleanza con la Task Force 141. Ma Price e i suoi non ci stanno, quindi si liberano dalle grinfie di Hadir e sottraggono al nemico il nucleo della testata sovietica. Arriva quindi il momento del confronto tra la squadra ed il capo di Al-Qatala, che viene ferito gravemente. Prima di esalare l'ultimo respiro, il fratello di Farah dichiara che una grave minaccia incombe sull'Urzikstan e che i ‘veri russi' sono in procinto di attaccare, riferendosi a Makarov e ai suoi.

    Call of Duty Warzone 2.0

    Come profetizzato da Hadir al termine dell'incursione di Atomgrad, da lì a qualche mese iniziano ad approdare in Urzikstan le forze del gruppo Konni, compagnia militare privata ultranazionalista. La criticità della situazione spinge i membri della Task Force 141 ad incontrare Phillip Graves ed il suo braccio destro Osmund ‘Oz' Ryan. Con grande stupore, quindi, scopriamo che il capo della Shadow Company è ancora vivo e vegeto: all'epoca dello scontro nella base dei Los Vaqueros finse di essere nel carro, facendo credere a tutti di essere deceduto con l'esplosione.

    Viene quindi stretto un momentaneo accordo di tregua fra i mercenari, il gruppo di Alejandro e quello di Price per fronteggiare questo nemico comune. Le azioni contro i russi si concretizzano con l'Assedio Shadow in quel di Al Mazrah, un'operazione organizzata dal generale Shepherd ed affidata ai soldati di Graves. La missione prevede che i mercenari si impadroniscano di postazioni lanciamissili degli ultranazionalisti, le cui munizioni vengono tutte scaricate sull'Osservatorio Zaya, struttura nella quale sono state occultate bombole contenenti un pericoloso gas.

    Dopo l'assalto missilistico, i membri della Shadow Company si intrufolano nella rete di bunker in cui giacciono le bombole, che vengono estratte con successo dai soldati mentre i terroristi continuano ad attaccare in tutti i modi, inviando sul posto persino alcuni Juggernaut. Depositate tutte le bombole sugli elicotteri, si dà il via alla fase di fuga, momento in cui sembra che l'operazione abbia avuto grande successo. Purtroppo, però, si viene a scoprire che su uno dei velivoli si sono insinuati due esponenti del gruppo Konni travestiti da mercenari della Shadow Company, Ivan e Nolan, che eliminano senza pietà gli avversari e si impadroniscono del carico per contro di Makarov, che è il loro capo.

    In Modern Warfare 3 scopriremo quindi il piano del terrorista russo e, soprattutto, capiremo in che modo è finito nel gulag (durante l'Assedio Shadow sentiamo proprio Shepherd affermare che Makarov dovrebbe marcire in un gulag) e perché la Task Force 141 decide di andare a recuperarlo. Volete saperne di più? Recuperate la recensione della campagna di Modern Warfare 3.

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