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Call of Duty Modern Warfare 2 e il problema dello Skill Based Matchmaking

Lo Skill Based Matchmaking, il bilanciamento delle armi e il competitivo: ecco alcune riflessioni sul multiplayer di Call of Duty Modern Warfare 2.

Call of Duty Modern Warfare 2 e il problema dello Skill Based Matchmaking
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  • A poco più di due settimane dal debutto di Call of Duty Modern Warfare 2 (qui la recensione della campagna di Call of Duty Modern Warfare 2), Treyarch Studios ha annunciato tramite il suo profilo Twitter l'arrivo delle playlist classificate. Questa notizia arriva in un periodo non privo di problematiche per l'ultima produzione firmata Infinity Ward, che si ritrova nel pieno di un processo di limatura volto a risolvere una serie di bug e imperfezioni.

    Detto questo, vogliamo affrontare una questione che forse è passata un po' in sordina ma che crediamo abbia un'importanza rilevante nell'economia dell'esperienza ludica: la presenza dello Skill Based Matchmaking, una soluzione forse superflua nel contesto "casual" ma che potrebbe trovare il giusto spazio nella dimensione competitiva, in arrivo nel 2023.

    Il "problema" dello Skill Based Matchmaking

    In primis, lo Skill Based Matchmaking è un sistema utilizzato per abbinare i giocatori nelle lobby, che oltre a servirsi di parametri come la posizione geografica o la qualità della connessione, sfrutta anche dati qualitativi per cercare di formare stanze di gioco il più bilanciate possibile.

    Per capire esattamente quanto severo sia questo sistema e quanto profondi siano i valori presi in considerazione, sappiate che chi vi scrive ha incontrato più volte gli stessi avversari in "Tutti contro Tutti" in un periodo di circa tre giorni (il che dovrebbe essere pressoché impossibile in un titolo che vanta milioni di utenti). Pur non essendo la prima volta che il cosiddetto SBMM viene implementato - è presente anche nei capitoli precedenti - questa sembra essere senza dubbio la sua iterazione più restrittiva e precisa. È palese che per valutare l'abilità di un utente non venga utilizzato solo il rateo uccisioni-morti, ma anche statistiche come i punti generati al minuto, la precisione totale, la percentuale di colpi alla testa e tanti altri valori che danno l'idea dell'impatto che un giocatore possa avere su una partita. Lo scopo di tale metodo di creazione delle lobby è quello di uniformare l'esperienza, evitando che i meno esperti vengano dominati dalla presenza di avversari di livello superiore e impedendo di conseguenza a questi ultimi di inanellare uccisioni senza essere contrastati.

    Pur sembrando di nobili intenti, lo Skill Based Matchmaking fallisce nel garantire un ecosistema piacevole, poiché preclude ai neofiti la possibilità di migliorare - non potendo mai confrontarsi con una "concorrenza" di livello superiore - e impedisce ai giocatori più abili di vedere fruttare l'impegno profuso in partite dall'elevato numero di uccisioni.

    In definitiva, questa spasmodica ricerca dell'equilibrio ha appiattito il comparto online rendendo impossibile accendere la propria console o PC per farsi qualche partita in multiplayer rilassata, forzando chiunque a restare sempre concentrato perché costretto ad affrontare, in base al proprio livello, avversari sempre più forti. Non fraintendeteci, l'esperienza multigiocatore di Modern Warfare 2 è validissima - qui la nostra recensione di Call of Duty Modern Warfare 2 - ma è un peccato che venga limitata da un sistema di controllo oppressivo.

    L'arrivo della dimensione competitiva

    La soluzione a questa problematica potrebbe tuttavia giungere proprio nel 2023, con l'arrivo del circuito competitivo. Treyarch nello specifico ha comunicato l'introduzione di modalità classificate apposite, leghe da scalare che separeranno la community in fasce di punteggio, la possibilità di vedere le proprie statistiche, una classifica dei 250 migliori giocatori e tante ricompense da sbloccare al raggiungimento di determinati obiettivi.

    Se vi state chiedendo cosa abbia a che fare questo col discorso di cui sopra è presto detto: l'SBMM non è un concetto sbagliato di per sé, risulta semplicemente troppo aggressivo in quello che allo stato attuale è un titolo incentrato molto più sul divertimento che sulla competizione, a differenza di prodotti come Rainbow Six Siege o Halo Infinite.

    Con la possibilità di poter sfruttare un circuito competitivo invece, gli sviluppatori avrebbero l'occasione perfetta per far contenti tutti, riducendo di molto l'efficacia dello Skill Based Matchmaking nelle playlist "casual" e implementandolo a pieno regime in quelle classificate. Questo tipo di soluzione potrebbe rendere finalmente armonioso l'ecosistema multiplayer di Modern Warfare 2, offrendo soluzioni diverse che permettono di approcciare al titolo come si vuole.

    Tale aggiunta non è una novità assoluta per la saga: se infatti Modern Warfare 2019 ne era privo, Treyarch e Sledgehammer hanno già lavorato insieme in passato per portare le ranked su Cold War e Vanguard, ottenendo il favore della community. Proprio come in questi titoli, ci aspettiamo che in queste partite venga applicato il regolamento che viene seguito anche dai giocatori professionisti di Call of Duty durante la CDL (Call of Duty League).

    Il bilanciamento delle armi e i respawn

    Il 2023 potrà essere un periodo di rinascita per il multigiocatore di MW2 che beneficerà senz'altro di un'iniezione di contenuti stimolanti e capaci di offrire centinaia di ore di divertimento e sana competizione. I mesi che ci separano da queste novità inoltre rappresentano un tempo prezioso, che Infinity Ward potrà sfruttare anche per rivedere il bilanciamento di molti degli strumenti di morte che sono stati messi a disposizione.

    In generale non sono enormi i problemi che affliggono l'arsenale del titolo, tuttavia alcune categorie di armi come i fucili tattici e i fucili da battaglia risultano incredibilmente efficaci dalle corte distanze e vengono quasi utilizzati come dei fucili a pompa. Avere la possibilità di mirare quasi istantaneamente e poter eliminare con uno o due colpi gli avversari, ha reso queste bocche da fuoco a dir poco opprimenti, e spesso si ha la sensazione di perdere scontri a fuoco senza nemmeno avere la possibilità di ribattere. Unica altra criticità per quanto riguarda il bilanciamento è il Kastov 74u, a mani basse l'arma più dominante in quasi ogni contesto con un danno e una maneggevolezza che mettono in ombra sia i fucili d'assalto che le mitragliette. C'è poi la questione degli spawn, che merita di essere affrontata. Sebbene le arene presenti in questa iterazione della serie siano tutto sommato godibili, sorvolando sul caos di Santa Sena Border Crossing, è palese che il sistema di rinascita vada completamente rivisto. A prescindere dalla modalità giocata, è troppo frequente rientrare in azione in prossimità dei nemici o addirittura direttamente nei loro mirini.

    Trattandosi di difetti risolvibili tramite patch, speriamo che vengano sistemati quanto prima, perché per il resto ci troviamo di fronte a un comparto multiplayer d'alto profilo. Siamo sicuri che il supporto post lancio di Call of Duty Modern Warfare 2 non deluderà le aspettative dell'utenza, visti gli enormi investimenti alla base del progetto. È ormai giunta una nuova epoca per questo storico franchise, che si lascia alle spalle uno stile puramente arcade e frenetico per aprire le porte a vari tipi di estimatori degli sparatutto in prima persona.

    Activision Blizzard in sostanza ha lanciato un forte messaggio all'intera concorrenza, rilasciando modalità che strizzano l'occhio anche a giochi che un tempo non venivano considerati degli avversari diretti, si pensi a Battlefield ed Escape From Tarkov. Le mappe minuscole e un gameplay frenetico, si uniscono a scenari vasti e scontri su larga scala, in cui poter sfruttare veicoli e strategie che prima erano associate a prodotti di tutt'altra natura. Sebbene una fetta della community sia rimasta in parte scottata da questo cambio di direzione è anche doveroso accettare il cambiamento che ha reso Call of Duty ciò che è oggi: un colosso del settore che difficilmente potrà essere spodestato.

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