COD

Call of Duty Modern Warfare: analisi della Campagna e delle Spec Ops

Dopo avervi parlato approfonditamente del multiplayer, è giunta l'ora di passare in rassegna l'offerta in singolo ed in cooperativa del nuovo COD.

Call of Duty Modern Warfare
Recensione: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il ritorno della Campagna single player in Call of Duty: Modern Warfare è stato accolto con discreto entusiasmo dalla maggior parte del pubblico interessato al progetto. Nonostante la saga di Activision si voti da sempre al multiplayer competitivo, lo story mode spettacolarizzato e trascinante che il brand ha proposto fin dalle origini è stato decisamente importante per la memoria storica dei giocatori. Se l'originale Modern Warfare è riuscito a far breccia nel cuore di tanti il merito è anche dei suoi personaggi: delle spietate macchinazioni di Makarov, della risolutezza di Price, del character design di Ghost. Ecco quindi che l'operazione di rilancio del franchise non poteva fare a meno di un racconto che recuperasse i valori dei "vecchi tempi": una storia di guerra e di soldati, che strizza l'occhio ai migliori War Movie e prova, stavolta, ad inquadrare il conflitto moderno da una prospettiva più interessante del solito.

    Nelle sei ore spese in compagnia del single player di Modern Warfare abbiamo vissuto una impressionante varietà di situazioni, incontrato vecchi protagonisti e nuovi eroi ben caratterizzati, e ci siamo ricordati senza mezzi termini dei motivi che aveva reso grande la proposta di Infinity Ward. Dopo aver analizzato il comparto multiplayer nella recensione di Call of Duty: Modern Warfare, in questo articolo vi raccontiamo le nostre impressioni sulla campagna, assieme a quelle suscitate dall'esperienza cooperativa Spec Ops: un altro (gradito) ritorno che prova (non senza qualche tentennamento) a sostituire la gloriosa modalità Zombie.

    Una nuova guerra moderna

    Il momento in cui entra in azione il capitano Price, a breve distanza dall'inizio della campagna, è di quelli che lasciano il segno. La situazione è critica, le strade di un'affollata capitale europea sono state trasformate in un campo di battaglia da un attacco vile e spietato. I suoni delle sparatorie riecheggiano potenti nella piazza, il giocatore quasi stordito dall'eco tremenda di ogni colpo. E all'improvviso, nonostante lo scompiglio dell'emergenza, John Price dimostra tutta la sua freddezza, prendendo una decisione logica ma terribile che ribadisce il suo inflessibile autocontrollo.

    È proprio in questo istante che si capisce quanto mancasse la caratterizzazione decisa dei vecchi protagonisti che hanno fatto la storia di Modern Warfare, e quando piacevole sia una sceneggiatura energica e decisa, che riesce a mescolare le influenze dei migliori war moviews con un pizzico di hard boiled. Il Single Player del nuovo Call of Duty è pieno di momenti così, intensi e memorabili, che riescono a valorizzare in maniera convincente l'evidente passione per le armi, per il militarismo patriottico e per le storie di guerra. Sono tematiche per certi versi delicate, soprattutto in questo momento storico, ma a parte qualche lieve caduta di stile, COD riesce a declinarle in maniera convincente, con sufficiente rispetto e decisa convinzione.

    Il racconto di Modern Warfare segue le gesta di quattro soldati, le cui storie si intrecciano durante una crisi su scala globale. La minaccia del terrorismo di matrice mediorientale che incombe sulle grandi città europee innesca infatti una reazione violenta da parte di un gruppo separatista dell'esercito russo, e il poker di protagonisti dovrà trovare il modo di gestire entrambi questi fronti. Si dirà che ancora una volta una produzione di stampo americano ricade nei classici cliché quando deve identificare i nemici della società occidentale, ma è anche vero che Modern Warfare prova ad allargare i suoi punti di vista: ci mette al controllo di ribelli che si oppongono al regime del terrore e ribadisce che non è sempre facile distinguere il bene del male, tracciare una linea netta e definita. Tutto sommato la storia riesce a far capire che ogni decisione militare è questione di prospettive, di interessi nazionali, di tensioni politiche e sociali, e sebbene il racconto sia comprensibilmente indulgente con il punto di vista dell'America, lo sforzo narrativo per costruire personaggi più sfaccettati e situazioni eticamente più sfumate è sicuramente apprezzabile.

    Un giro sulle montagne russe di proiettili e granate

    Oltre la trama, raccontata in maniera molto chiara da cut scene eccezionali per impatto grafico e solidità espressiva degli attori digitali, la campagna è ovviamente tenuta in piedi dalla varietà di situazioni e dal mission design. Da questo punto di vista, Modern Warfare riesce a stupire fin quasi alla fine, presentandoci una serie di missioni letteralmente memorabili.

    Si comprende fin da subito, anzitutto, che l'obiettivo del team di sviluppo è stato quello di rendere l'avanzamento generalmente più vivace e meno scriptato, eccezion fatta per alcuni momenti opportunamente "controllati" dal punto di vista registico e del ritmo. In generale le arre di gioco sono più ampie, il level design permette approcci più diversificati, il campo di battaglia va saputo leggere, interpretare, utilizzare a proprio vantaggio.
    C'è da dire che questa piacevole apertura (già operata in alcuni dei vecchi capitoli ma adesso ancor più valorizzata) non viene accompagnata da un miglioramento dell'intelligenza artificiale dei nemici.

    Mentre i compagni controllati dall'IA sembrano avere più consapevolezza degli spazi e delle linee di tiro, gli avversari hanno sempre la loro solita funzione: quella di bersagli mobili. Non cercate tattiche di aggiramento raffinate o capacità di reagire alle vostre strategie, perché non ne troverete: Call of Duty resta fedele a sé stesso. È quello che potremmo definire un "theme park shooter": un vertiginoso giro su delle "montagne russe" tutte proiettili e granate.
    Ciò detto, di sequenze indimenticabili ce ne sono a bizzeffe: c'è ad esempio una meravigliosa missione in cui bisogna fuggire da un'ambasciata sotto attacco, che recupera immaginario e situazioni dall'esplosivo 13 Hours di Michael Bay, per finire poi con un assedio in notturna che vi metterà addosso una pressione inarrivabile. Ci sono fughe al cardiopalma fra le strade di città Russe, e c'è una missione nei panni di un cecchino che vi farà correre un brivido di soddisfazione sulla schiena per ogni colpo andato a segno: qui, finalmente, al giocatore verrà chiesto di calcolare l'alzo e la deviazione del vento sulla base dei riferimenti ambientali, e dovrete gestire in totale autonomia la compensazione di ogni tiro. La "botta di adrenalina" del colpo di Pryp"jat' resta ancora lontana (chi ha giocato al Modern Warfare originale sa di cosa stiamo parlando), ma insomma l'esaltazione per un headshot ben piazzato sarà tangibile.

    Le missioni più affascinanti sono però rappresentate dai due raid in notturna, nelle aree in cui si nascondono cellule terroristiche. Complice anche il nuovo motore di gioco, che renderizza in tempo reale la luce infrarossa e rende molto più credibili le sequenze con i visori notturni, queste scene sono avvolgenti, tese dall'inizio alla fine, e richiedono sangue freddo e attenzione. Dopo un paio di occasioni in cui siamo accompagnati da un manipolo di soldati alleati, questa attenzione per i livelli al buio esplode letteralmente sul finale, quando siamo chiamati, in solitaria, ad ispezionare gli edifici disseminati in un'area incredibilmente più vasta rispetto agli standard della serie. Qui possiamo sparare a tutte le luci per far calare un velo di tenebre che ci protegga, ed esplorando con attenzione possiamo persino trovare i generatori per togliere la corrente all'interno dei palazzi, facilitandoci non poco il compito di procedere non visti.

    Già solo da questo elenco di situazioni dovreste aver capito quale sia la caratura della campagna, che si posiziona probabilmente sul podio dell'intera saga. Se il Modern Warfare originale ed il bellissimo Black Ops sono ancora una spanna sopra (non fosse altro perché hanno ridefinito il canone narrativo degli FPS), il nuovo lavoro di Infinity Ward guadagna una terza posizione che, dopo i molti scivoloni della serie, è una boccata d'aria fresca per tutti gli appassionati del brand.

    Resta forse un po' di rammarico per un finale non proprio all'altezza, un po' frettoloso e soprattutto raccontato in una missione più generica di tante altre. Ma del resto basta vedere la scena "post credit" per capire quale sia l'obiettivo di questo COD: lo scopo degli sceneggiatori è quello di rifondare un immaginario, raccontando le origini di un gruppo paramilitare che vedremo nuovamente in azione. Modern Warfare è l'inizio di un nuovo arco narrativo, che fra le altre cose coinvolgerà, oltre a nuovi protagonisti, un altro paio di nomi ben noti ai fan di lungo corso.

    Una campagna in cooperativa

    Se ci troviamo a parlare delle Spec-Ops in stretta correlazione con la campagna, è perché nell'ottica di Infinity Ward queste dovrebbero rappresentare una sua diretta prosecuzione. Sbloccate immediatamente dopo l'avventura, le Spec-Ops vengono sostanzialmente introdotte dal filmato finale del single player: le forze speciali supervisionate da Price dovranno raccogliere informazioni sulle attività delle cellule terroristiche residue, disinnescando poi i loro piani.

    La modalità cooperativa dovrebbe quindi essere una sorta di appendice alla campagna, estesa progressivamente da un supporto post lancio che aggiungerà nuovi scenari e nuove missioni.
    In verità i legami con la trama principale si esauriscono fin troppo in fretta, così che le due esperienze restino sostanzialmente separate e indipendenti. Un vero peccato che l'idea di base, potenzialmente molto interessante, venga disinnescata così in fretta.
    Anche a livello strutturale le nuove Spec Ops sono meno gratificanti del previsto. Modern Warfare introduce infatti le cosiddette "Operazioni": missioni ambientate in aree aperte, con una serie di obiettivi che si sbloccano progressivamente. Il team composto da quattro giocatori comincia lavorando sul suo loadout, e poi procede al recupero di informazioni sensibili o all'eliminazione di bersagli d'alto grado, seguendo gli ordini impartiti dal quartier generale. È gradevole il fatto che Spec Ops e Multiplayer condividano in larga parte il sistema di progressione, così che i giocatori abbiano a disposizione le armi, le ottiche e i perk sbloccati giocando online. Al posto delle Killstreak, in Spec Ops è possibile selezionare una classe, che determinerà bonus attivi e passivi, fra proiettili ad alto calibro in grado di fermare i Juggernaut avversari, e la possibilità di rianimare più velocemente i propri compagni (che è ovviamente una prerogativa del "medico").

    In fase di preparazione una squadra ben affiatata potrebbe anche decidere di propendere per un approccio completamente furtivo, installando silenziatori su tutte le armi e scegliendo di equipaggiarsi con fucili da cecchino per eliminare le minacce dalla distanza. Purtroppo la libertà concessa al giocatore è solo apparente, visto che in un modo o nell'altro sarà necessario gestire situazioni molto movimentate, ed uno svolgimento completamente stealth è sostanzialmente impossibile. E proprio quando si entra in azione cominciano a manifestarsi alcuni problemi, legati non tanto alla difficoltà decisamente elevata delle Operazioni (tra l'altro, nella campagna di Call of Duty è tornata la difficoltà specialista), quanto alla gestione delle ondate nemiche che siamo chiamati ad affrontare.

    Sembra quasi che le mappe più aperte ed estese siano una scusa per far arrivare avversari da ogni direzione, quasi senza coerenza, con il solo obiettivo di accerchiare e mettere in difficoltà il gruppo. É vero che questa scelta impone al team di coordinarsi e tenere d'occhio tutti i punti cardinali, ma d'altro canto l'accanimento con cui il gioco continua a lanciarvi addosso soldati e Juggernaut appare un po' iniquo e finisce per generare un po' di confusione. Ci sono Operazioni più riuscite di altre, per fortuna: sono quelle che vi spingono a fare incursioni in ambienti interni, mentre la guerriglia in campo aperto è sostanzialmente da evitare.

    In generale le nuove Spec Ops di Call of Duty ci sono sembrate riuscite solo a metà: abbiamo preferito invece l'offerta classica, fatta di Missioni e modalità Sopravvivenza (l'inevitabile Orda); è proprio questo tipo di contenuti a rappresentare il giusto sfogo per chi vuole dedicarsi con costanza ad un'esperienza cooperativa di buon livello.

    Call of Duty Modern Warfare La chiave di volta di Modern Warfare, così come di tutti i Call of Duty, resta indubitabilmente la componente multigiocatore, ma in questo caso è davvero impossibile considerare la campagna single player come un corollario secondario e rinunciabile. Sebbene la durata dello story mode sia in linea con quella dei capitoli storici, in grado quindi di tenervi incollati allo schermo per poco più di sei ore, ritmo, intensità e varietà delle situazioni di gioco sono più che ottimi. Modern Warfare costruisce un racconto che tocca tematiche importanti, prende ispirazione dai più celebri film di guerra, recupera e reinventa le sequenze tradizionali rimaste da molto tempo nel cuore dei giocatori. Ne esce un'esperienza ritmata e interessante, capace persino di dare spessore e carattere allo scenario fantapolitico tratteggiato dal team. Un po' meno bene le missioni Spec Ops, che tuttavia rappresentano evidentemente un terreno di sperimentazione per i ragazzi di Infinity War. Speriamo in questo caso che il supporto post-lancio possa rimettere in ordine le cose, aggiungendo anche qualche missione e qualche mappa in più.Per concludere, un consiglio spassionato a chi è interessato soprattutto ad uno sparatutto Single Player. La campagna di Modern Warfare è ben costruita ed esaltante, ma in nessuna maniera può essere l'elemento più rappresentativo della produzione. Call of Duty è un brand dedicato in primis al multiplayer competitivo, e questo capitolo non cambia le carte in tavola. Se siete dei “lupi solitari” valutate attentamente il rapporto fra il biglietto d'ingresso e la consistenza dell'offerta. I fan di un certo cinema militaresco possono serenamente lanciarsi nei panni di Price e della sua squadra, sicuri di trovare un'esperienza esplosiva e trascinante, ma è chiaro che senza lo sfogo dei campi di battaglia online vi state perdendo un enorme pezzo dell'equazione.

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