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Call of Duty WW2: alla scoperta della modalità Guerra

Guerra è una delle più interessanti novità del comparto multiplayer di Call of Duty WW2. Scopriamo insieme questa nuova modalità di gioco.

speciale Call of Duty WW2: alla scoperta della modalità Guerra
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

La nuova iterazione del franchise è giunta oramai da qualche giorno e i fan si sono gettati a capofitto nel fango del martoriato suolo transalpino, rivivendo alcuni momenti cruciali della seconda fase della guerra grazie a una campagna di discreta fattura. Come di consueto, accanto al single player l'offerta ludica del titolo firmato da Sledgehammer Games propone una corposa e stratificata modalità multiplayer e l'immancabile zombie mode, di cui vi parleremo in un articolo dedicato. L'esperienza di gioco multigiocatore, ovviamente, strizza l'occhio all'ambiente competitivo grazie all'inaugurazione della stagione classificata che prenderà il via il prossimo primo dicembre e le MLG Gamebattles che permettono, invece, di dimostrare il proprio valore nella nuova stagione della World League. Non manca, naturalmente, la possibilità di scendere immediatamente sul campo di battaglia grazie alle partite pubbliche.

Le novità del multiplayer

Riguardo a questo ultimo punto, Call of Duty WWII va oltre quello a cui il franchise ci ha abituati presentandoci alcune novità di rilievo che vanno ad aggiungersi alla tradizionale offerta composta da Deatchmatch, Dominio, Cattura e Distruggi, Uccisione Confermata e Cattura la bandiera. Anzitutto, il Quartier Generale, nuovo HUB di gioco, seppur non innovativo nella sua cornice, ci consente di trascorrere liberamente il tempo che intercorre tra un match e l'altro, ad esempio accettando incarichi oppure acquistando oggetti dal Furiere. Uno spazio in cui possiamo personalizzare il nostro soldato (magari aprendo le casse rifornimento acquistate o guadagnate) e provare al poligono i nuovi armamenti sbloccati con i punti ricevuti salendo di livello.
Una volta pronti e equipaggiati a dovere è possibile cimentarsi con la bellezza di nove modalità di gioco diverse. Come abbiamo accennato poco fa, oltre alle gradite conferme, ci sono alcune novità molto interessanti che rendono le sessioni di gioco molto divertenti e varie rispetto al recente passato. Football, ad esempio, si pone come una variante abbastanza leggera della modalità Uplink in cui l'obiettivo è quello di portare un pallone di cuoio nella "porta" avversaria per segnare dei punti. Il nome, probabilmente, deriva dalla tipologia di punteggio prevista che ricorda molto da vicino lo score del football a Stelle e Strisce: tre punti per il lancio e sette per la meta.

Si parte per la Guerra!

La seconda modalità di cui vogliamo parlarvi più approfonditamente, invece, è la nuovissima modalità Guerra. Quest'ultima non è altro che uno scontro in cui le due squadre si affrontano per conquistare o, al contrario, difendere obiettivi specifici. Certo, Call of Duty WWII non è il primo titolo a introdurre una modalità del genere nel comparto multiplayer, basti pensare al rivale Battlefield. Guerra, però, possiede il grande pregio di infondere l'esperienza di gioco di ulteriore dinamismo e rendere i match piacevoli, ancor più frenetici e, soprattutto, "leggeri". In questo senso, e per tranquillizzare tutti i fanatici delle statistiche, la modalità non conteggia nei parametri le performace relative a uccisioni e morti (anche perché si passa a miglior vita con una frequenza imbarazzante). Inoltre, l'assenza dei killstreak è davvero un toccasana e permette di godersi uno scontro alla vecchia maniera. Ciò rende le sessioni di gioco decisamente rilassate ma, allo stesso tempo, ancor più frenetiche. Senza l'assillo della statistica, infatti, ci si getta nel carnaio senza tante preoccupazioni. Ed è proprio divertente.

Guerra, comunque, rimane una modalità di gioco fortemente incentrata sulla collaborazione tra i giocatori per la conquista e la difesa dei vari obiettivi. Su questo ci sentiamo di muovere un appunto: il team di sviluppo dovrebbe introdurre degli incentivi per il completamento degli obiettivi, perché molto spesso i giocatori tendono a ignorarli, conducendo a ovvie e rapide sconfitte. Ad ogni buon conto i match, dalla durata variabile si suddividono in due sezioni alternate e ben distinte tra loro, di attacco e difesa. Lo scopo consiste semplicemente nel proteggere, oppure assaltare obiettivi progressivi, che variano di mappa in mappa. Attualmente, la modalità Guerra permette ai giocatori di affrontarsi su tre mappe: Breakout, Neptune e Griffin. Ogni "Operazione" propone delle interazioni specifiche, come scortare i carri armati, conquistare un punto di controllo, rubare del carburante per rifornire i mezzi oppure far saltare un deposito di munizioni. Ogni fase è ben articolata e scandita nel suo svolgimento: i difensori possono costruire barriere che sbarrano la strada o nidi di mitragliatrice per fornire fuoco di sbarramento, mentre gli aggressori sono in grado di demolirli con qualche granata ben assestata o una carica di dinamite. Proprio le elementari meccaniche di costruzione e di interazione ambientale rappresentano una gradevole aggiunta al

Operazione Breakout

Questa mappa era già disponibile durante le beta e gli eventi di prova antecedenti l'uscita del titolo nei negozi. In questa operazione, la più varia in termini di gameplay, le forze alleate devono mettere a tacere le batterie antiaeree tedesche sul lato estremo della mappa di gioco. Per riuscirci, la squadra deve anzitutto conquistare un punto di comando tedesco, così da consolidare l'avanzata e proseguire verso un ponte che deve essere ricostruito. Ciò consente allo Sherman che entrerà in gioco di proseguire e dirigersi verso la batteria di cannoni posta dietro una cattedrale in macerie.

Questa seconda fase è sempre molto delicata per gli attaccanti, poiché richiede un buon coordinamento e un gran quantitativo di granate fumogene per impedire ai cecchini avversari di bersagliare chi si trova esposto sul ponte. La terza fase, invece, ricorda molto da vicino la modalità "Demolizione" in cui è necessario far saltare (o difendere) un deposito di munizioni. L'avanzata finale, infine, può essere accostata al classico payload, con i giocatori che devono rimanere incollati al cingolato per farlo avanzare (o farlo arretrare, a seconda della fazione di appartenenza). La mappa cittadina, così come le altre di cui vi parleremo a breve, non è molto grande - come da tradizione del brand - ma il suo design, oltre a porsi come uno dei migliori, risulta esser ben studiato e armonioso nel suo complesso.

Operazione Neptune

Questa operazione ripercorre le evocative fasi iniziali del D-Day, con gli alleati che devono conquistare la spiaggia, farsi largo nei bunker e aprirsi la strada verso l'entroterra dove i restanti obiettivi, sostanzialmente, si ripetono in modo abbastanza omogeneo e poco fantasioso. Come potete immaginare, conquistare la spiaggia non è assolutamente un'impresa semplice, soprattutto se non avete dei compagni di squadra coordinati in grado di coprirvi mentre correte a perdifiato verso le dune.

I difensori possono, infatti, contare sul vantaggio di trovarsi trincerati in luoghi ben protetti con postazioni fisse e su spot perfetti per i cecchini da cui riuscire a bersagliare la spiaggia scoperta. Se gli attaccanti riescono a passare le prime difese, però, possono riuscire a far crollare il castello di carte nazista in breve tempo e passare alle successive fasi del match. Queste consistono, rispettivamente, nella distruzione del centro comunicazioni del distaccamento delle truppe dell'Asse (dieci obbiettivi da far saltare) e nella distruzione dei due obici che bersagliano le navi alleate al largo. La seconda fase si caratterizza per una spiccata propensione alla staticità e al combattimento ravvicinato all'interno del bunker, mentre l'ultima e decisiva fase è invece molto più dinamica. In questo caso, infatti, gli attaccanti devono risalire le due collinette dove si trovano i cannoni e piazzare cariche di dinamite (quattro ciascuno) per farli saltare. I difensori devono, invece, riuscire a impedirlo o, al massimo, essere in grado di disinnescare le cariche prima che queste esplodano.

Operazione Griffin

La mappa, chiaramente ispirata all'offensiva delle Ardenne, presenta un terreno impervio ricoperto di neve dove gli attaccanti hanno il compito di scortare almeno due dei tre carri armati lungo un percorso ricco di insidie. La prima fase, insomma, non è molto complicata: basta stare al riparo dietro ai cingolati, stare attenti alle viuzze laterali e far saltare le barriere fisse per far procedere i mezzi. Una volta che gli attaccanti avranno raggiunto il checkpoint si aprirà una nuova fase, profilata sul classico "Cattura la bandiera".

In questo caso, però, la bandiera è sostituita dal carburante (bisogna recuperarne tre taniche), necessario ai carri per proseguire la corsa sino al ponte che i difensori devono difendere a tutti i costi sino a farlo saltare. Ci sono due possibili depositi da cui recuperare la scorta. In questo caso è bene capire dove la squadra in difesa risulta più debole e attaccarla con tutte le forze a disposizione. Una volta rifornito il corazzato è necessario scortarlo nuovamente sino all'ultimo metro del fronte. Il match, dunque, si accende solo nell'ultima, concitata fase in cui i difensori possono contare su postazioni fisse molto efficaci per il fuoco di sbarramento e buone coperture per i cecchini. L'Operazione Griffin, però, per quanto sia divertente e frenetica a nostro avviso sembra essere la più "debole" delle tre mappe, sotto il profilo del design.

Call of Duty WWII La nuova modalità Guerra rappresenta una piacevole aggiunta al già corposo comparto multigiocatore del titolo firmato da Sledgehammer Games. Pur non innovando la formula "a obiettivi dinamici", Guerra riesce comunque a dare quel tocco di freschezza che mancava da un po' di tempo. Inoltre, grazie all'assenza dei killstreak e al fatto che tale modalità non registra le statistiche relative a uccisioni e morti, l'esperienza di gioco appare davvero piacevole e molto divertente. In aggiunta, tale modalità di gioco sembra essere perfetta per tutti coloro che non hanno familiarità con la frenesia che da sempre caratterizza il gameplay del franchise e, soprattutto, temono il confronto impietoso con le statistiche. Possiamo muovere solo due appunti al lavoro degli sviluppatori. Prima di tutto, la presenza di tre sole operazioni potrebbe portare gli utenti a stancarsi presto e ad abbandonare progressivamente una modalità di gioco che, invece, merita e fornisce (in minor tempo) lo stesso quantitativo di ricompense e punti esperienza di altre modalità più competitive. La speranza, quindi, è che almeno qualche nuova mappa venga aggiunta in futuri DLC. In seconda battuta, visto che Guerra è una modalità fortemente incentrata sulla collaborazione, manca un incentivo (ad esempio ordini giornalieri o settimanali) a raggiungere gli obiettivi prefissati. Molto spesso, infatti, i giocatori tendono a ignorarli concentrandosi sulle uccisioni, conducendo chiaramente il team alla sconfitta.

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