Cinquanta sfumature di Nemesis: identikit del Tyrant di Resident Evil 3

Nemesis è uno dei personaggi più affascinanti dell'universo di Resident Evil, approfondiamo la sua storia scoprendone origine ed evoluzione.

Resident Evil 3: la storia di Nemesis
Speciale: Multi
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  • Sapere che un frammento di Resident Evil 3 sia stato inserito nel remake del predecessore - con una lettera di Jill Valentine a Robert Kendo - fa di certo piacere, ma poter udire l'urlo del Nemesis all'interno della nuova demo di Resident Evil 2 è tutt'altra storia. Senza girarci intorno, il celebre mostro partorito dalle menti di Capcom è stato e resta uno dei più iconici antagonisti della storia dei videogiochi, al punto tale da mettere quasi in ombra le gesta di Jill e Carlos.

    Non a caso il temibile Tyrant sovrasta la coppia di combattenti nella key art ufficiale del rifacimento, e basta osservarlo anche per un istante per provare un misto tra fascino e puro terrore. Siccome non vediamo l'ora di (ri)affrontare l'orrida creatura targata Umbrella Corporation, abbiamo pensato di ingannare l'attesa offrendovi un vero e proprio identikit del Nemesis che, oltre a contenere i più macabri dettagli sulla sua creazione, si concentrerà sulle sue più celebri apparizioni videoludiche, cinematografiche e letterarie: chiaramente non avremmo potuto esimerci dall'analizzarne il nuovo character design, che a nostro avviso, per buona pace delle lamentele di alcuni, ha tutto il senso di esistere.

    Il primo terrore non si scorda mai: alla scoperta del Nemesis originale

    Battezzato così in onore della dea greca della vendetta, Nemesis T-Type è nato dalla volontà di creare un mostro intelligente, inarrestabile e capace di utilizzare armi come mai era stato fatto dai Tyrant dei capitoli precedenti. Nel corso dello sviluppo di Resident Evil 3, la celebre arma biologica è andata incontro a diversi cambiamenti: in origine, per dirne una, avrebbe dovuto essere nuda come il T-002 del primo gioco e non lasciare alcun dettaglio all'immaginazione.

    Fortunatamente invece è stata ripensata con una veste costrittiva, in modo da consentire al giocatore di svelarne progressivamente la mostruosità. Per quanto concerne la lore, Nemesis è il fiore all'occhiello della divisione europea dell'Umbrella Corporation - nello specifico parliamo del Laboratorio n.6 - che ha infettato un esemplare di T-103 (la specie di Mr.X) con il parassita "NE-alfa".

    A differenza degli esperimenti sulla povera Lisa Trevor, il cui corpo ha rigettato il parassita, la macabra operazione nel Vecchio Continente ha avuto successo, aprendo le porte di Raccoon City a un demone infernale. A infezione completata, il NE-alfa ha preso il controllo del sistema nervoso del Tyrant, costituendo di fatto un cervello capace di recepire gli ordini ed eseguire istruzioni precise in modo continuativo.

    La sutura di fortuna che ne sfigurava il volto, l'occhio vitreo, i giganteschi vasi sanguigni in bella mostra e i tentacoli acuminati, facevano del Nemesis un mostruoso capolavoro di character design e ne evidenziavano con maestria la natura di "prototipo", eppure impallidivano dinanzi alla sua caratteristica più spaventosa: oltre a emettere versi terrificanti, la creatura pronunciava il nome del suo obiettivo prima di abbattersi come una furia su di esso.

    Grazie all'essenziale ma iconica interpretazione di Tony Rosato, l'attore italo-canadese che ha prestato la voce anche a Dario Rosso, l'urlo del mostro ("S.T.A.R.S.") ha scritto - da solo - un'indimenticabile pagina di storia videoludica. Sebbene si stia parlando di un ammasso di poligoni poco definito, almeno in-game, Nemesis riusciva a scuotere anche gli animi dei più coraggiosi, complici le sue incredibili capacità rigenerative e le sue temibili abilità.

    Oltre a saper maneggiare un lanciarazzi, aveva una velocità senza pari ed era in grado di oltrepassare le porte e inseguire Jill per tutta la mappa. A chiudere il cerchio vi erano le immancabili mutazioni che, se possibile, ne acuivano la già incredibile ferocia.
    Oltre a essere più efficace di Mr.X sul campo - come abbiamo già evidenziato in uno speciale dedicato al boss di RE2 - il "Pursuer" veniva presentato al giocatore in modo più graduale e d'impatto, come ben ricorderanno tutti coloro che l'hanno affrontato vent'anni or sono. Indimenticabile a tal proposito è la scena del bar, in cui un terrorizzato Brad Vickers informava Jill dell'esistenza di Nemesis: "He's coming for us. We both gonna die!". Valentine e il giocatore non capivano a cosa si stesse riferendo, almeno fin quando non oltrepassavano i cancelli del dipartimento di polizia.

    Ormai in procinto di entrare nell'edificio, la donna assisteva impotente alla morte di Brad per mano di Nemesis, che irrompeva sulla scena con un balzo poderoso. Dopo aver messo all'angolo il poliziotto, il gigantesco mostro l'afferrava per poi trafiggerlo con uno dei suoi viscidi tentacoli. Ancora impietriti, Jill e il suo controllore dovevano decidere in una manciata di secondi se affrontare l'orrido Tyrant o fuggire all'interno della centrale, dando il via a una lotta per la vita che si sarebbe protratta fino ai titoli di coda. A seguito dell'uscita di Resident Evil 3, Nemesis è entrato di diritto tra i personaggi più importanti della serie e grazie alla sua popolarità ha oltrepassato i confini del mondo videoludico, come stiamo per vedere.

    La fama di un mostro assassino: dal manhua al grande schermo

    Paragonato al T-1000 di Terminator 2 e inserito tra i migliori boss di tutti i tempi, Nemesis è tornato sulla carta stampata poco dopo il suo debutto videoludico, a partire dal famoso manhua di Lee Chung Hing: Biohazard 3 Last Escape. Trattasi di una serie da 27 numeri ispirata agli eventi del gioco, che faceva luce sulle origini del mostro con dovizia di particolari. Pur trattandosi di una versione non canonica della storia, vale davvero la pena di parlarne perché l'abbiamo trovata decisamente interessante.

    Le pagine del fumetto cinese ci mostrano tutte le fasi della creazione del Tyrant, che scopriamo essere un pugile professionista dal tragico passato. Gli esperimenti per amplificarne la resistenza al dolore o il momento in cui il NE-alfa penetra nell'ospite sotto lo sguardo vigile del Dr. Mark: le pubblicazioni massimizzano il concetto di "mostruosità esplicitata" e non mancano di accontentare i lettori con alcuni tra i "dream fight" più tamarri di sempre.

    Nemesis ad esempio si trova a combattere contro Birkin-G in più occasioni e nel farlo ricorda alcuni frammenti della sua vita precedente. Tra varie tipologie di Tyrant per le strade di Raccoon, la tragica storia della famiglia di Dario Rosso e l'apparizione di numerosi personaggi iconici, il manhua forniva i più macabri dettagli sul Nemesis Project, inclusa l'uccisione di un esemplare che non voleva sottomettersi al volere dei suoi creatori.

    Edito da Simon & Schuster nel 2000, il Resident Evil: Nemesis di S. D. Perry non differiva poi molto dal videogioco a cui si ispirava: la bestia veniva immediatamente indentificata come una versione modificata del Tyrant ed era la stessa Jill a battezzarla col nome di "Nemesis". Per la donna, la creatura era l'incarnazione dell'odio dell'Umbrella nei confronti dei sopravvissuti della S.T.A.R.S, coinvolti pochi mesi prima nel famoso "Incidente della Villa". Nel romanzo inoltre è il mostro a decidere volontariamente di mutare, mentre la celebre forma con tentacoli esposti è, più banalmente, il suo vero aspetto al di sotto delle vesti costrittive.
    Per quanto concerne il grande schermo, Paul W. S. Anderson (potete ripercorrere la saga cinematografica nel nostro speciale sui film di Resident Evil) ha fatto sì che diventasse il nemico principale di Alice in Resident Evil: Apocalypse, riservando un ruolo ben meno importante a figure come Jill e Carlos.

    Nella pellicola del 2004 Nemesis altri non è che l'attivista Matt Addison, strappato alla protagonista dall'Umbrella Corporation nel film precedente. In Apocalypse i due si rincontrano sul campo di battaglia ma, sebbene sia mutato in modo irreversibile, Matt ritrova la coscienza e si ribella ai suoi padroni, lottando al fianco dell'eroina.

    Indossando un costume da 30 kg, l'attore Matthew Gordon Taylor - che ha interpretato l'arma biologica - si è impegnato in estenuanti sessioni di arti marziali, connesse ovviamente alla sequenza del combattimento con Alice: peccato che l'inverosimile scontro alla Matrix e gli attimi di romanticismo tra il mostro e la bella guerriera abbiano totalmente stravolto la figura di Nemesis, che tolto l'aspetto fisico ben poco aveva in comune con la controparte poligonale.

    La sovraesposizione mediatica

    La fama del villain non ha fatto altro che crescere negli anni, complici i suoi numerosi cameo in una moltitudine di produzioni videoludiche. Tale sovraesposizione mediatica, che a nostro avviso ha finito per svilire la carica orrorifica del mostro originale, potrebbe aver spinto gli sviluppatori a optare per il chiacchierato nuovo design, il cui compito - visto in quest'ottica - sarebbe quello di ridare lustro al mostruoso cacciatore del ‘99. A un paio d'anni di distanza da Resident Evil 3, Nemesis è tornato in Gun Survivor 2 nelle vesti di un boss invincibile che spingeva il giocatore ad abbandonare i livelli in tutta fretta.

    Sorvolando su Project X Zone, un gioco di ruolo tattico che l'ha visto comparire tra i nemici principali, è poi apparso in Under The Skin ma in chiave parodistica: a causa delle goffe movenze e del suo aspetto cartoonesco, Nemesis non faceva più paura a nessuno e anzi l'idea di utilizzare le tracce audio originali per realizzare la parodia si è rivelata, col senno di poi, un clamoroso autogol.

    Ad ogni modo, con RE: Umbrella Chronicles il Tyrant ha fatto sfoggio del suo vecchio sé per l'ultima volta, complice la riproposizione degli eventi e delle atmosfere di Raccoon City. Lo sparatutto a scorrimento dedicava alle tribolazioni di Jill un intero scenario principale e la vedeva combattere l'implacabile abominio con ogni mezzo possibile: dalla trasformazione tentacolare sino ai più piccoli particolari, il modello poligonale del 2007 si presentava come una versione più moderna di quello classico e rievocava le antiche sensazioni di terrore tanto care ai fan di lunga data.

    Impossibile a questo punto non citare il Resident Evil: Operation Raccoon City di Slant Six Games, una produzione che forse ha assestato il colpo decisivo al carisma del personaggio. Mossi dall'idea di calare il giocatore nel cuore del disastro di Raccoon, tra gli Hunter, i T-103, Birkin-G e lo stesso Nemesis, gli sviluppatori non sono riusciti a gestire efficacemente un pool di mostruosità così importanti, come ben dimostra la figura del Pursuer.

    Questi infatti sembrava essere un connubio tra l'antesignano del '99 e la creatura del film, giacché da quest'ultima ha preso in prestito un bel po' di caratteristiche. La visione in realtà aumentata dall'occhio sfigurato e l'utilizzo della minigun - si pensi alla scena in cui decima un manipolo di militari con la potente arma - sono solo alcuni dei tratti condivisi con "il fu Matt Addison".

    Complice un timbro vocale deludente nei filmati, che quasi lo faceva sembrare il gigante cattivo di un cartone animato, la B.O.W. non impressionava neanche in-game, perché ben lungi dall'idea di assassino letale, intelligente e terrificante. Dapprima considerato troppo grottesco e disgustoso per entrare nel roster, Nemesis è giunto in Ultimate Marvel vs Capcom 3, l'edizione definitiva del famoso picchiaduro, per poi tornare nel recente Infinite nelle vesti di boss della A.I.M.brella.

    Il trailer di debutto... del nuovo Nemesis

    "Impegno, onestà, integrità... questi sono i valori fondamentali dell'Umbrella Corporation."

    Mentre udiamo queste parole, forse legate a un discorso di facciata o a uno spot televisivo della casa farmaceutica, assistiamo sgomenti al perpetrarsi di un crimine. Sovvertendo qualsiasi legge naturale e dimenticando almeno due dei succitati valori, gli scienziati dell'Umbrella armeggiano intorno a un gigantesco tavolo operatorio: in una manciata di istanti vediamo le fattezze di un essere enorme, con i tessuti muscolari in bella mostra e un grande dispositivo sul petto, probabilmente teso a preservare o a favorire l'attività cardiaca.

    Le scene in ospedale s'avvicendano al trasporto della creatura che - dopo essere stata posta in una capsula per armi biologiche - viene caricata su un elicottero per essere spedita a Raccoon City. Sull'immensa bara d'acciaio leggiamo chiaramente "CODENAME: NEMESIS", un funesto appellativo che a differenza del T-103 non ha né una serie, né un lotto di riferimento. Si tratta, in altre parole, di un modello unico, pensato e venuto al mondo per un solo scopo: eliminare Jill Valentine e i superstiti della S.T.A.R.S. Risvegliatosi da un lungo sonno, il Tyrant apre il suo occhio sinistro, ormai pronto a eliminare i suoi obiettivi.

    È in questo modo che Capcom ci presenta la sua creatura, che - pur avendo sembianze diverse dall'originale - è riuscita a trasmetterci le stesse sensazioni di vent'anni fa. A volte, come ben insegna il buon Kojima, è necessario tradire le aspettative dell'utenza per sorprenderla realmente, una regola questa che la software house giapponese ha già seguito nel realizzare il Mr.X del "nuovo" Resident Evil 2.

    Le poche immagini ufficiali che ritraggono Nemesis mostrano una serie di dettagli interessanti, che ci hanno lasciato piacevolmente impressionati. In primo luogo, questi sembra effettivamente discendere da un T-103 come esposto nella lore classica, complice il colore grigiastro della pelle e più d'ogni altra cosa, la presenza di un naso.

    Sebbene questo appaia quasi spalmato sul volto della bestia, gioca un ruolo importante nel definirne le origini che, siamo pronti a scommetterlo, verranno esposte non solo nei documenti (come già accadeva in Resident Evil 3) ma anche in alcune cutscene nuove di zecca, per la gioia degli appassionati. Insomma, in tal senso l'opera di Capcom e M-Two sembra strizzare l'occhio alla pellicola del 2004, ma in modo decisamente più pertinente e consapevole.

    A rendere davvero terrificante l'imponente nemico non è solo la lunga dentatura nuova di pacca - con tanto di gengive rigorosamente esposte - ma il fatto che lo strato superiore della pelle sia stato strappato da un'orrenda mutazione, che potrebbe aver avuto luogo a seguito dell'infezione del parassita NE-alfa.

    A chiudere il cerchio troviamo l'armatura cardiaca di cui sopra, che sembra proteggere anche un gigantesco vaso sanguigno. I nastri gialli con su scritto "CAUTION" giocano un ruolo importante nel dare l'idea che si tratti di un modello sperimentale, possente, semi-invulnerabile ma in qualche modo anche fragile.

    C'era poi da rinnovare un altro aspetto caratteristico di Nemesis, e cioè la sua capacità di parlare. Ebbene, non c'è molto da dire su quando abbiamo udito la parola "S.T.A.R.S." nella demo di Resident Evil 2: ci ha fatto gelare il sangue nelle vene. Curiosi di scoprire di cosa sia capace l'abominio dell'Umbrella, dal possibile ritorno dei tentacoli fino al lanciarazzi e, perché no, alla minigun, ci teniamo a ribadire quanto sia promettente il percorso creativo intrapreso dagli sviluppatori, che hanno già dimostrato di preferire le rivisitazioni sorprendenti a delle copie insipide.

    Resident Evil 3 Remake Complice il suo character design d’alta classe, il temibile Nemesis ha trovato un posto tra i villain più iconici del videogioco con relativa facilità, eppure - tra parodie, film non esattamente a fuoco, fenomeni del web e videogiochi poco ispirati - la sua carica orrorifica ha cominciato ad affievolirsi. La scelta di chiamarci a fronteggiare un mostro per certi versi “inedito” nel remake di Resident Evil 3 è perciò da accogliere a braccia aperte, giacché, visti gli incredibili risultati, sembra essere stata presa con coscienza e assoluto rispetto del materiale originale.

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