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COD Modern Warfare Stagione 3: continua il supporto post lancio gratuito

La terza stagione Call of Duty Modern Warfare conferma la buona strategia di supporto adottata da Activision per il suo sparatutto.

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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • L'esordio della terza stagione di Call of Duty: Modern Warfare ha segnato ufficialmente l'inizio della seconda metà del ciclo vitale dell'ultimo capitolo della saga bellica di Activision. Un titolo presentato al pubblico come la manifestazione di una volontà ben precisa: recuperare gli storici punti di forza della serie per proporre ai giocatori una nuova pietra miliare del genere, capace di segnare una vera e propria ripartenza per il brand. Coerente con la filosofia alla base dello sviluppo, anche il supporto post lancio del gioco segue una rotta molto più convincente di quella degli ultimi anni, disegnata per assecondare le esigenze di fan vecchi e nuovi tra le maglie di un'offerta contenutistica efficace e ben congegnata.

    Un supporto a misura di fraggatore

    Con l'esordio della terza stagione di Call of Duty: Modern Warfare, arrivata a quasi sette mesi di distanza dalla pubblicazione del titolo, il team di Infinity Ward torna a ribadire le qualità di una produzione che ha segnato un significativo passo avanti rispetto agli standard degli ultimi capitoli della serie.

    Un miglioramento che non riguarda esclusivamente il pregio dei contenuti inclusi nel gioco base, ma interessa in senso più ampio la strategia produttiva e commerciale di Activision, che nel corso dei mesi si è manifestata con un'offerta post lancio ben più virtuosa e apprezzabile di quella del precedente Black Ops 4. L'abbandono del Season Pass in favore di un modello di supporto gratuito, accompagnato da un Battle Pass opzionale, ha eliminato del tutto il rischio di frammentare la community con contenuti esclusivi, valorizzando ulteriormente la scelta di unificare il sistema di avanzamento dell'intero comparto online.

    L'aggiunta di Warzone come modalità free-to-play a sé stante ha poi contribuito a fornire al grande pubblico un buon incentivo per valutare l'acquisto del titolo, e ha esteso il richiamo del Battle Pass oltre i confini della community degli irriducibili. A questo proposito, anche la gestione della progressione stagionale appare più efficace rispetto al passato, sia per quanto riguarda lo sblocco (sempre gratuito) delle nuove armi, sia per la scelta di escludere dall'equazione le odiate loot box.

    Va inoltre precisato che le ricompense riservate al pubblico pagante (skin, progetti, emblemi, spray, bonus temporanei all'esperienza, ecc.) hanno un impatto sostanzialmente nullo sugli equilibri del gameplay, e pertanto non esiste alcuna concreta discriminazione per gli utenti che decidono di non acquistare il pass, visto che tutti gli elementi realmente importanti possono essere ottenuti semplicemente giocando.

    Qualche tempo fa si era fatta strada in rete una polemica - giustificata - circa l'eccessiva efficacia di un progetto per armi chiamato Line Breaker, disponibile esclusivamente per i titolari di Battle Pass, ma il team di sviluppo è intervenuto tempestivamente per rettificare il problema, frutto di un involontario errore di bilanciamento.

    La reazione a questo inconveniente sottolinea un altro punto cardinale nella rotta segnata da Activision col supporto a Modern Warfare: la capacità di intercettare tempestivamente il feedback offerto dalla platea, per offrire un'esperienza sempre appagante. Basti pensare alla prontezza con la quale il team di sviluppo è tornato a inserire - a grande richiesta - la Battle Royale a tre giocatori tra le opzioni disponibili per Warzone, temporaneamente sostituita da una modalità speciale con solo armi da tiratore e fucili a pompa. L'aggiornamento stagionale ha inoltre introdotto la possibilità di affrontare le battaglie in gruppi da quattro, l'ultima tappa di un percorso segnato dalla volontà di garantire ai giocatori una gamma sempre più ampia di opportunità di sfogo balistico.

    Mille e uno modi per dire "sei morto"

    Con questo obiettivo in mente, e per arginare l'inevitabile senso di déjà vu innescato dalle routine ludiche del titolo, nel corso dei mesi lo studio ha provveduto a rimpolpare l'assortimento delle partite disponibili, sia in Warzone che nel multiplayer classico, con un buon numero di variazioni sul tema del massacro poligonale, con playlist speciali come Follia Pura (un mix di istanze 10 vs 10) e modalità aggiuntive come Zona di lancio (una variazione del classico Dominio) e Denaro Sporco (una versione di Malloppo che permette di guadagnare denaro con ogni uccisione, a prescindere dalle risorse accumulate dalla vittima).

    Non mancano ovviamente all'appello nuove mappe pubblicate a intervalli regolari per tutti gli utenti, tra graditi ritorni (l'ultimo è Talsik Backlot, remake di una delle arene del primo Modern Warfare) e scenari completamente inediti (come Hovec Sawmill, un'area di medie dimensioni suddivisa in tre "corsie" con linee di tiro medio-lunghe). Anche la decisione di passare a un modello di supporto più lento e costante, con un buon numero di contenuti distribuiti a ritmi regolari durante le stagioni, contribuisce a dare solidità alla proposta di Activision, articolata per fornire al pubblico uno stimolo costante ad imbracciare le armi.

    Tra le note positive rientrano anche i frequenti interventi di bug fix e bilanciamento operati da Infinity Ward, al fine di limare le asperità ludiche del proprio figlioletto. Il più recente riguarda la rimozione del camion corazzato dalle partite in solitaria di Warzone, a causa dagli eccessivi vantaggi offerti da questo mezzo, capace di inanellare senza sforzi un gran numero di uccisioni stradali: un provvedimento "d'emergenza" che potrebbe aprire a una revisione più profonda del meta veicolare della Battle Royale di Call of Duty.

    Con l'ultimo aggiornamento è stata inoltre aumentata la varietà del loot disponibile in Warzone e alzato a 10.000 il costo dei loadout personalizzati, in modo da rendere più arduo l'accesso a questo importante vantaggio bellico. L'unico aspetto del pacchetto che continua a mostrare una certa debolezza è rappresentato dalle Spec Ops, che dopo un semestre di aggiustamenti e migliorie di vario genere non ha ancora raggiunto la sua forma ideale. Di fatto, il titolo offre ben pochi incentivi a frequentare assiduamente le playlist cooperative, che in genere vengono abbandonate dopo il primo completamento delle missioni. Consci dello scarso interesse della community nei confronti di questa specifica modalità, gli sviluppatori hanno silenziosamente escluso le Spec Ops dal supporto post lancio già a partire dalla seconda stagione (almeno in termini contenutistici), e non è difficile prevedere che il trend continuerà anche per i mesi a venire.

    Per quanto spiacevole sia questa circostanza, c'è da dire che il bilancio complessivo di Call of Duty: Modern Warfare non ne risente più di tanto, con un'offerta in continua espansione capace di appagare gli appetiti guerreschi di una platea sempre più ampia.

    In definitiva, volendo fare il punto della situazione, non possiamo che dirci soddisfatti dal lavoro svolto finora dall'accoppiata Activision/Infinity Ward, autori di una strategia di supporto continuo che pare finalmente aver trovato un ottimo equilibrio, dopo gli innumerevoli passi falsi degli ultimi anni. Un ritrovato stato di grazia che lascia intravedere ottime prospettive per il futuro, sia per quanto riguarda il ciclo vitale di Modern Warfare che per quel concerne l'esordio next-gen di una saga che, tra alti e bassi, occupa un posto di tutto negli annali delle sparatorie videoludiche.

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