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Come si è evoluto PlayStation Plus? Dai giochi gratis ai salvataggi Cloud

Dal 2010 ad oggi, PlayStation Plus è cambiato più volte per adattarsi alle richieste degli abbonati e ai nuovi trend del mercato.

La storia di PlayStation Plus
Speciale: PlayStation 5
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Con l'obiettivo di assecondare le esigenze del mercato moderno, ormai per gran parte digitale e avvezzo ai servizi in abbonamento, nonché dotato di una lunga memoria storica, PlayStation Plus è ufficialmente entrato in una nuova era. Gli utenti di casa Sony possono ora scegliere fra tre differenti sottoscrizioni, da quella classica opportunamente rinominata Essential, fino ad arrivare ai tier più prestigiosi Extra e Premium. Prima di arrivare a questo punto, in ogni caso, PlayStation Plus ha percorso una strada piuttosto lunga, costellata da molti cambiamenti dettati dall'avanzare inesorabile del tempo, della tecnologia e delle esigenze dei videogiocatori. La sua storia comincia molto tempo addietro, ben due generazioni di console fa, esattamente il 29 giugno 2010. Ripercorriamo insieme i momenti salienti dell'evoluzione di uno dei servizi di maggior successo del gaming contemporaneo.

Quando PlayStation Plus non serviva per giocare online

All'inizio degli anni dieci, i giocatori di casa Microsoft erano ormai abituati a pagare per giocare in rete. Xbox Live godeva senz'altro di un'ottima fama e contraccambiava i propri utenti con un'infrastruttura solida e funzionale. Piuttosto che seguire le orme di Microsoft, Sony ha tuttavia scelto di offrire alla propria utenza un servizio differente e di mantenere l'accesso al gioco in rete su PS3 del tutto gratuito.

Approfittando della prestigiosa vetrina mediatica garantita dall'E3 di Los Angeles, il 15 giugno 2010 l'allora presidente di Sony Computer Entertainment America Jack Tretton è salito sul palco per presentare PlayStation Plus. Con un lancio fissato appena due settimane più tardi, il nuovo servizio premium puntava a offrire ai propri abbonati contenuti e funzionalità aggiuntive sotto forma di giochi, versioni di prova, download automatici, sconti esclusivi ed extra come avatar e temi dinamici. Al suo debutto, il 29 giugno 2010, PlayStation Plus è stato accompagnato dai nuovi Firmware ver. 3.4 per PlayStation 3 e ver. 6.3 per PSP, presentandosi con una selezione di titoli di tutto rispetto composta da LittleBigPlanet (PS3), Wipeout HD (PS3), i Minis Field Runners ed Age of Zombies (PS3 e PSP) e il classico PS1 Destruction Derby (PS3 e PSP). Questa è stata solo la prima di una moltitudine di line-up i cui annunci vengono attesi ancora oggi con trepidazione da milioni di abbonati.

Nel giro di pochi mesi arrivarono anche Ratchet and Clank: Alla Ricerca del Tesoro, Zen Pinball, Super Street Fighter II Turbo HD Remix, Cuboid e Tomb Raider: Underworld. All'epoca, i giocatori potevano scegliere tra una sottoscrizione annuale a 49,99 euro e una trimestrale a 14,99 euro, prezzi rimasti invariati per diversi anni a venire, dal momento che i primi ritocchi sono stati effettuati solamente nel pieno della generazione PlayStation 4.

Nel 2011, anche PlayStation Plus ha subito i contraccolpi del il pesante attacco hacker inferto tra il 17 e il 19 aprile all'infrastruttura del PSN, rimasta offline per un mese intero. Con l'intenzione di scusarsi per l'accaduto, alla riaccensione dei server Sony ha istituito il programma Welcome Back, che ha interessato anche PlayStation Plus: gli utenti già iscritti al momento dell'attacco hanno ottenuto un'estensione di due mesi, mentre tutti gli altri hanno ricevuto un mese gratis.

L'iniziativa, nonostante sia nata da un evento infausto, ha comunque avuto il pregio di far conoscere le gioie del Plus a giocatori che non avevano mai considerato la sua sottoscrizione, inducendo molti di essi a proseguire a pagamento nei mesi successivi.

PlayStation Plus ha continuato ad esistere in questa forma per molto tempo, limitandosi ad adeguarsi laddove e quando necessario, come ad esempio con l'ovvia e naturale introduzione dei giochi per PlayStation Vita all'interno della Instant Game Collection, avvenuta a partire dalla fine del 2011.

In quegli anni il livello delle produzioni offerte agli abbonati si è sempre mantenuto piuttosto alto: memorabili, in tal senso, i mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013, che hanno visto l'arrivo di giochi come Virtua Fighter 5: Final Showdown, Deus Ex Human Revolution, Dead Space 2, Red Dead Redemption, Bulletstorm, Resident Evil 5: Gold Edition, Uncharted Golden Abyss, Bioshock 2, Sleeping Dogs, Mass Effect 3, Catherine, Ico & Shadow of the Colossus Collection e Battlefield 3, giusto per citarne alcuni. Per la prima grossa rivoluzione bisogna spostare gli orologi fino al novembre 2013, quando è stata lanciata PlayStation 4...

L'avvento di PS4, l'online a pagamento e i primi aumenti di prezzo

Con la promessa di un potenziamento dell'infrastruttura del PlayStation Network, che invero non aveva mai brillato per la sua robustezza e che vedeva il suo principale pregio proprio nella sua gratuità, in concomitanza del lancio di PS4 Sony ha deciso di rendere l'accesso all'online a pagamento vincolandolo ad una sottoscrizione a PlayStation Plus.

Il servizio, fino a quel momento pensato per offrire solamente giochi e contenuti aggiuntivi, divenne quindi indispensabile anche per giocare al multiplayer online. L'obbligo era valido per tutti i giochi premium su PS4, mentre continuava a non sussistere su PS3 e PS Vita, oltre che sui titoli free-to-play, una "regola" valida tuttora.

PlayStation Plus ha accolto i primi possessori di PS4 con giochi come Contrast e, soprattutto, Resogun, eccezionale shoot-em-up di Housemarque, ricordato come uno dei simboli del lancio della console. Da lì a qualche mese si è poi instaurato il format che ha caratterizzato la Instant Game Collection per la quasi totalità della generazione, che prevedeva due giochi per PlayStation 4, due per PS3 e due per PS Vita.

L'utenza delle vecchie console è stata supportata fino al febbraio del 2019, quando ha preso il via un periodo di transizione proseguito fino al debutto di PS5 e caratterizzato da una Instant Game Collection formata da solamente due giochi per PlayStation 4. La vecchia era si è conclusa in grande stile con un gioco per PS3 del calibro di Metal Gear Solid 4, ancora oggi un'esclusiva assoluta per quella console, non essendo mai ritornato sotto forma di remaster o remake.

In tutto questo tempo, PlayStation Plus non ha mai tradito la sua natura, continuando ad offrire sconti esclusivi, spazio cloud per i salvataggi, l'accesso riservato a versioni di prova e Beta, e contenuti aggiuntivi per titoli selezionati in aggiunta ai giochi "in omaggio". Tra alti e bassi, anche la lunga generazione di PlayStation 4 è stata caratterizzata da giochi di alto livello: nel corso degli anni si sono avvicendati titoli del calibro di The Binding of Isaac: Rebirth, inFamous: First Light e Second Son, Metal Gear Solid V Ground Zeroes e Phantom Pain, Transistor, Journey, Tearaway Unfolded, Until Dawn, Deus Ex Mankind Divided, Bloodborne, Ratchet & Clank (2016), Mad Max, XCOM 2, Destiny 2, Batman Arkham Knight, The Last of Us Remastered, Nioh, Uncharted The Nathan Drake Collection e Uncharted 4.

Una menzione speciale va sicuramente a Rocket League, che nel luglio del 2015 ha anticipato di gran lunga i tempi entrando nel catalogo di PlayStation Plus immediatamente al day one: le sue indiscusse qualità, unitamente alla spinta propulsiva garantita da un servizio che all'epoca contava più di dieci milioni di abbonati, hanno dato il via ad un fenomeno che prosegue ancora ai giorni nostri. Mossa replicata anni più tardi anche da Fall Guys, con risultati sicuramenti ragguardevoli ma non comparabili a quelli del gioco di Psyonix.

Rocket League ha usato PlayStation Plus come un trampolino di lancio per diventare un vero e proprio fenomeno videoludico, che persino al giorno d'oggi occupa le prime posizioni delle classifiche dei titoli più giocati

Già che ci siamo, continuiamo a parlare di numeri affidandoci ai dati offerti da Statista.com. Come facilmente immaginabile, PlayStation Plus è esploso davvero solamente con l'introduzione dell'online a pagamento. Durante l'era PS3 il numero degli abbonati era relativamente basso, mentre nell'ottobre del 2014, a meno di un anno dal lancio di PlayStation 4, era già salito a 7,9 milioni. A gennaio 2015 erano 10,9 milioni, per poi raddoppiare a marzo 2016 raggiungendo quota 20,8 milioni.

Ci sono voluti altri quattro anni per un ulteriore raddoppio: a marzo 2020 se ne contavano 41,5 milioni, diventati poi 45,9 milioni nel trimestre che ha preceduto il lancio di PlayStation 5. A contribuire all'enorme crescita ci hanno pensato anche il successo incredibile di PS4, che ha facilmente superato le vendite della console che l'ha preceduta, e l'affermazione decisiva del digitale.

Assieme alla base utenti, durante l'era PlayStation 4 sono lievitati anche i prezzi. Il primo aumento dal lancio del servizio è stato attuato nell'agosto del 2015, quando la sottoscrizione trimestrale è passata da 14,99 euro a 19,99 euro. La vera stangata è tuttavia arrivata nell'agosto del 2017, con un incremento a tappeto di tutti i piani. Il mensile, che costava 6,99 euro fin da quando era stato introdotto in occasione del lancio di PS4, è passato a 7,99 euro, mentre il trimestrale, già oggetto di un aumento due anni prima, è cresciuto fino a 24,99 euro.

A completare il quadro ci ha pensato l'annuale, salito da 49,99 euro a 59,99 euro. Per fortuna, Sony non si è mai dimostrata avara con le offerte, e nel corso degli anni ha ripetutamente incentivato le iscrizioni proponendo sconti più o meno sostanziosi, in particolare sul piano annuale. L'ultimo ritocchino al listino è infine avvenuto nel 2019, quando il prezzo del tier mensile è cresciuto fino all'attuale 8,99 euro.

PS5, la PlayStation Plus Collection e la grande rivoluzione

L'arrivo di PS5 è stato salutato con l'introduzione di un ulteriore, nonché ricchissimo bonus per tutti gli abbonati, la PlayStation Plus Collection, ossia una selezione di 20 tra i migliori giochi dell'era PS4 liberamente giocabili sulla nuova console grazie alla funzione di retrocompatibilità.

La raccolta, equamente suddivisa tra esclusive e produzioni terze parti, include giochi come Days Gone, God of War, The Last Guardian e Bloodborne tra le prime, e titoli come Persona 5, Resident Evil 7 e Crash Bandicoot N.Sane Trilogy tra le seconde.

Attualmente, la next-gen viene adeguatamente rappresentata mese dopo mese con l'inclusione di almeno un videogioco per PlayStation 5, spesso e volentieri anche al suo debutto sul mercato (nell'ultimo anno e mezzo sono stati molteplici i giochi PS5 aggiunti alla Instant Game Collection subito al day-one, tra cui Bugsnax, Destruction AllStars e Oddworld Soulstorm). Ad affiancarlo ci sono sempre almeno due giochi per PS4, tra i quali non possiamo non citare prodotti accolti con entusiasmo come Final Fantasy 7 Remake, Persona 5 Strikers e A Plague Tale Innocence.

Dopo questo lungo viaggio nel tempo, arriviamo infine ai giorni nostri, nel bel mezzo di quella che abbiamo definito come la più grande rivoluzione di PlayStation Plus dal lancio ad oggi. Dal 23 giugno sono ben tre i piani d'abbonamento a disposizione dei videogiocatori. Il primo, Essential, mantiene tutti i benefici e i prezzi del servizio che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare finora.

Gli altri due, invece, sono pensati per inglobare ed espandere PlayStation Now, che di conseguenza cesserà di esistere: Extra (€13,99 al mese - €39,99 ogni tre mesi - €99,99 all'anno) aggiunge un catalogo di giochi scaricabili per PS4 e PS5, mentre Premium, il più completo e costoso (€16,99 al mese - €49,99 ogni tre mesi - €119,99 all'anno) include anche i classici originali per PS1, PS2 e PSP, i giochi PS3 rimasterizzati e l'accesso in streaming ai giochi originali per PS1, PS2, PS3, PSP e PS4 (lo streaming, oltre che su console, è possibile anche su PC).

È evidente che con queste importanti novità Sony intende svecchiare il servizio e asseconda le richieste del mercato odierno, nella speranza di aumentare l'appeal di un servizio che in questa generazione di console ha in più occasioni fatto registrare un calo degli abbonati (guardate il grafico sopra), forse anche a causa della lentezza con la quale si sta diffondendo PlayStation 5. Ci riuscirà?