Come funziona Project Stream, lo streaming di videogiochi secondo Google

Google Yeti potrebbe essere una console basata su Project Stream: scopriamo come funziona il servizio di gaming streaming di Big G.

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Pochi mesi fa Google ha annunciato ufficialmente Project Stream, servizio di streaming videoludico che - al pari di PlayStation Now - permetterà di giocare ai titoli più in vista del mercato sfruttando la potenza del Cloud. Non abbiamo nessun dettaglio su quelle che saranno le caratteristiche distintive della proposta di Google, come ad esempio il prezzo dell'abbonamento o il catalogo di titoli a cui potremo accedere, ma nella sua conferenza alla Game Developers Conference di San Francisco il colosso di Mountain View potrebbe svelare finalmente tutte queste informazioni.
Un'idea sulle prestazioni del servizio, tuttavia, possiamo già farcela, dal momento che Project Stream è stato testato qualche tempo fa grazie ad una beta chiusa disponibile sul territorio americano. Purtroppo non potremo darvi impressioni di prima mano, ma grazie alle molte testimonianze registrate oltre oceano è possibile delineare un quadro abbastanza chiaro delle prerogative dello streaming secondo Google.

Richieste Tecniche e Avvio

La prima cosa importante da segnalare è che Project Stream funziona, su PC e Mac, tramite Chrome. Sfruttando, quindi, il browser più diffuso al mondo, installato sulla quasi totalità dei computer e con un'interfaccia semplice e riconoscibile. In pratica, si tratta di una modalità d'accesso al servizio che risulterà familiare e immediata sostanzialmente per chiunque, ed è chiaro che si tratti di un grande punto di forza del servizio.

La beta di Project Stream è stata effettuata su un titolo discretamente recente, ovvero Assassin's Creed Odyssey, ultimo episodio della serie Ubisoft. La comunione d'intenti con Ubisoft potrebbe dar credito alle voci che vedono il colosso francese in prima linea, assieme a SEGA e idSoftware, per supportare il nuovo servizio (o la nuova console) che Google presenterà il 19 marzo. Per accedere al gioco, fra le altre cose, era necessario possedere un account Uplay, e questo ci dice che anche i publisher che metteranno a disposizione i propri prodotti potrebbero avere un qualche ritorno, nella forma di nuovi iscritti alle proprie piattaforme di distribuzione o raccolta dati.

Una volta avviato Project Stream, la prima schermata in cui incapperà l'utente sarà quella del test di connessione. Il servizio promette di gestire un flusso video a 1080p e 60 frame al secondo, ma richiede una connessione minima di 25mbit al secondo.

Ed è proprio grazie a questi dati che si comincia a capire quale sia il target di Google. È chiaro che pretendere una connessione così performante renderà Project Stream inarrivabile per moltissimi utenti, soprattutto in Europa e in Italia. Ricordiamo che secondo gli ultimi rilevamenti la velocità media delle connessioni casalinghe degli italiani è di circa 14mbit/s.

Forse è proprio per la pretesa di essere un servizio più "universale" che PlayStation Now ha deciso di fermarsi a 720p e 30 fps, minimizzando le richieste in termini di banda e fissando la soglia minima a 5mbit/s (anche se dobbiamo ammettere che per usufruire al meglio del servizio serve una connessione veloce almeno il doppio).
Quello che non riusciamo esattamente a capire è come mai quasi nessun servizio proponga ad oggi una sorta di selettore che permetta agli utenti di scegliere la qualità del flusso video. L'unico che ha un'opzione del genere è GeForce Now, ancora in beta, in cui è possibile scegliere fra 1080p a 60fps o 720p a 120fps (opzione, quest'ultima, secondo noi abbastanza superflua).

Prestazioni Video e Audio

Tornando a Project Steam, sostanzialmente tutti gli utenti che hanno partecipato alla beta sono concordi nell'affermare che, in presenza di una connessione a banda larga che superi le richieste minime, la qualità del servizio è ottima, almeno dal punto di vista della responsività e della latenza. Il problema principale del gioco in streaming è infatti rappresentato dal lag, il ritardo nella risposta agli input impartiti tramite controller. Per fortuna su questo fronte Project Stream reagisce benissimo, anche in un action in cui la prontezza d'esecuzione non è un elemento secondario.

Sul fronte della qualità video c'è qualche restrizione in più. Anzitutto specifichiamo che la schermata delle opzioni grafiche, nella versione in streaming di AC Odyssey, è stata letteralmente svuotata, e contiene solamente un selettore per regolare la luminosità. Google sostiene che tutte le opzioni grafiche siano state impostate su "Ultra", per massimizzare la qualità del colpo d'occhio. A giochi fermi, quando si appoggia il controller e si osservano i dettagli del mondo di gioco, la qualità di texture, ombre e shader sembra confermare questa impressione. D'altro canto è facile imbattersi in altre problematiche, alle volte molto evidenti.

Parliamo ovviamente degli artefatti di compressione, con cui avrete sicuramente dimestichezza se guardate con regolarità video su YouTube o utilizzate lo streaming di Netflix. Capita spesso e volentieri di osservare delle zone in cui i dettagli si impastano, gli oggetti diventano poco definiti e si presentano grossi blocchi disomogenei di colore. Nel contesto di un flusso video a 60fps e di un gioco con determinate impostazioni grafiche difetti del genere risultano a tratti molto vistosi, e nonostante resti la meraviglia di poter giocare ad Odyssey su hardware estremamente datati, è chiaro che Project Stream potrebbe scontentare gli utenti più esigenti.

Da questo punto di vista il già citato GeForce Now mostra risultati migliori, anche se deve cedere di fronte alla latenza. Pure in questo caso verrebbe naturale pensare ad un sistema per far scegliere ai giocatori l'elemento a cui dare la priorità: responsività oppure dettaglio grafico. Crediamo però che non sia una strada facilmente percorribile, dal momento che i servizi dovrebbero fare affidamento su diversi algoritmi di compressione a seconda della selezione.

A proposito di compressioni, da sottolineare le prestazioni audio non sempre al top: in certi momenti Project Stream sembra sacrificare la pulizia del comparto sonoro, e l'ascolto in cuffia ha lasciato a molti giocatori sensazioni contrastanti. È chiaro che il servizio debba in qualche modo "tagliare" tutte le sfumature che si apprezzano con un buon impianto, accontentandosi di ottimizzare la sua qualità per le casse stereo del monitor.

Speriamo, con questo breve resoconto, di avervi dato un'idea delle funzioni e delle prestazioni di Project Stream. Il test effettuato su Assassin's Creed Odyssey era ovviamente una beta, ed è probabile che il colosso di Mountain View abbia speso gli ultimi mesi a migliorare i suoi algoritmi di compressione e trasmissione dati. Presto sapremo quale sarà il futuro del servizio, e capiremo se e come potrà essere interessante anche per gli utenti italiani.