Come gira Dead Island 2 su PS4? Abbastanza bene!

Ci siamo fiondati nuovamente nella Los Angeles invasa dai non morti di Dead Island 2, ma stavolta su PS4: come è andata? Piuttosto bene.

Dead Island 2
Speciale: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo avervi parlato a fondo di tutte le caratteristiche di questa crociata anti-zombie a firma Dambuster Studios (qui la recensione di Dead Island 2), siamo tornati a Hell-A su PlayStation 4, così da potervi raccontare come si comporta il gioco sulle macchine old-gen. Complice una direzione artistica di livello, che ha saputo donare una personalità ben distinta ai quartieri della Los Angeles infestata dai non morti, coloro che non hanno ancora compiuto il balzo generazionale potranno tuffarsi in una divertente mattanza di abomini, pur dovendo accettare alcuni compromessi in termini grafici e prestazionali.

    Caricamenti, frame rate, FLASH System e illuminazione

    Partiamo coi caricamenti. Se per il passaggio dal menu principale al filmato iniziale - quello che presenta i personaggi selezionabili per intenderci - bisogna attendere meno di 10 secondi, la finestra di tempo che separa il salto da una location all'altra nel caso del viaggio rapido è di circa un minuto e mezzo.

    Proprio come per le console dell'attuale generazione, Dead Island 2 su PS4 vanta una singola opzione grafica, che per forza di cose deve rinunciare all'alta risoluzione e alla fluidità garantita dai 60 fotogrammi al secondo. Eppure, questo dobbiamo dirlo, i 30 fps sulla console old-gen di Sony sono tutto sommato accettabili, sia perché gli scontri riservano un grande spazio all'uso delle armi da mischia, sia perché le fluttuazioni - che pur si verificano - non sono di seria entità.

    Occasionalmente, siamo incappati in qualche fenomeno di stuttering ma non ce ne siamo preoccupati più di tanto: le truculente meraviglie del FLASH System, ossia il sistema di smembramento procedurale messo a punto dagli addetti ai lavori, rubano prepotentemente l'attenzione e mantengono alta la piacevolezza di queste lotte per la vita.

    Le ferite localizzate inferte ai non morti - dalle lacerazioni, fino alle mutilazioni nette - restano uno spettacolo anche su PS4 e spingono ad alternare spesso gli strumenti per il corpo a corpo, guidati dalla volontà di macellare i nemici in decomposizione in modi sempre differenti.

    Al netto della minor risoluzione rispetto alla controparte actual gen, l'immagine si mantiene abbastanza pulita e gradevole, soprattutto grazie a quello che si è confermato un buon sistema di illuminazione, sia in interni che in esterni. Ciò risulta ben evidente sin dalla sezione iniziale alla villa di Bel Air, con la luce naturale che ne "accende" le pareti gialle o che filtra progressivamente nel garage dell'abitazione. Il macabro luccichio del sangue nel soggiorno e in modo in cui il sole alto del tardo mattino colora il pianoforte e il mobilio della casa (non manca peraltro un piacevole contrasto con le zone in ombra delle stanze) sono solo alcuni dei particolari che ci hanno spinto a promuovere l'operato del team di sviluppo, che ha ben reso a schermo tutte le differenti condizioni di luce.

    Nel cuore di Hell-A

    Per quanto concerne il comparto texture, le rinunce rispetto alla versione actual gen si fanno più evidenti. Visti a una certa distanza, gli elementi e i materiali che compongono gli scenari non mostrano particolari segni di cedimento, e contribuiscono a farne dei validi teatri per ospitare le continue mattanze di marcescenti avversari. Basta però avvicinarsi a una parete, alla corteccia di un albero o a un quadro interruttore per scovare superfici in bassa definizione e necessarie semplificazioni.

    Anche la gestione del LOD lavora per preservare la potenza di calcolo e ciò lo si evince in particolar modo sugli oggetti situati a grande distanza dal protagonista o sul fronte vegetazione, caratterizzata da dettagli ridotti e privata delle movenze ondeggianti dovute al vento. Le differenze rispetto ai risultati visivi ottenuti sulle moderne piattaforme, si pensi anche alla qualità delle ombre, però non devono ingannare: il gioco di Dambuster Studios regala alcuni panorami notevoli su PS4 e, soprattutto su pannelli Full HD, resta un bel vedere.

    A ciò dobbiamo aggiungere la grande varietà in fatto di non morti, che si distinguono tra loro per età, tipologia, vestiario e... parti dell'organismo esposte. Zombie con la mandibola penzolante, o con un bulbo oculare che dondola a briglie sciolte, sono la norma in Dead Island 2, le cui vicende ci vedono entrare in contatto con comprimari ben caratterizzati e discretamente dettagliati.

    I lampi di elettricità, le particelle provenienti dalle fiamme ardenti e il rendering dell'acqua sono certamente altri punti a favore del comparto grafico, al contrario di riflessi sin troppo approssimativi (un limite questo che a dirla tutta caratterizza anche la versione PlayStation 5). Una cosa quindi è certa: se non volete aspettare di passare all'attuale generazione di console per giocare a Dead Island 2, potete serenamente dare inizio alla stagione di caccia ai non-morti su PS4.

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