Come gira God of War Ragnarok su PS4? La grafica è pazzesca!

God of War Ragnarok è disponibile non solo su PS5 ma anche su PS4 e PS4 PRO: una versione minore per contentino? Assolutamente no!

God of War Ragnarok: come gira su PS4?
Speciale: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • PS5
  • La recensione di God of War Ragnarok si basa sulla versione PlayStation 5 dell'opera di Sony Santa Monica ma non potevamo non prendere in esame anche quella PS4. D'altra parte, per stessa ammissione degli addetti ai lavori, il nuovo viaggio di Kratos e Atreus è stato pensato sin dall'inizio per l'hardware della scorsa generazione, con gli sviluppatori che hanno dato il massimo per sfruttarne pienamente le potenzialità.

    Ebbene, possiamo affermare senza timori di smentita che l'incarnazione "old-gen" dell'avventura offre un grande spettacolo visivo che, al netto di alcuni compromessi, trova di certo un posto tra i più efficaci di sempre sulla piattaforma uscita nell'ormai lontano 2013. E adesso bando alle ciance: è tempo di recarci nelle terre innevate di Midgard, ora stravolte dal gelo perenne del Fimbulwinter.

    La bellezza dei Nove Regni

    Sin dai primi istanti di gioco, col fuoco da campo che - crepitando - illumina il volto stanco di colui che una volta era conosciuto come il Fantasma di Sparta, God of War Ragnarok mostra fieramente i muscoli in materia di presentazione visiva: le rughe del viso di Kratos, le splendide animazioni facciali e la stessa illuminazione, che riproduce fedelmente il comportamento della luce naturale, donano al principio del lungo piano sequenza un valore artistico e comunicativo con pochi eguali.

    Poi, è chiaro, la risoluzione a 1080p impasta i contorni dei peli di barba, mentre la pelliccia e gli altri elementi costitutivi degli abiti del guerriero non appaiono definiti come su PlayStation 5 ma l'impatto complessivo dell'immagine è tale da catturare completamente l'attenzione del giocatore, in modo che questa non indugi a lungo sui singoli elementi che la compongono.

    Per quanto concerne i tanti personaggi al centro degli eventi narrati, ne abbiamo trovati alcuni più dettagliati e rifiniti d'altri ma, ancora una volta, i modelli con differenze qualitative più marcate rispetto a quello del barbuto protagonista sono comunque basati su di un character design di indiscutibile efficacia, che li cala perfettamente nel mondo che abitano. Anche quando il controllo dell'azione passa al giocatore, che è chiamato a esplorare le variegate ambientazioni dei Nove Regni, la piacevolezza dell'esperienza non viene minimamente intaccata dai possibili singhiozzi dell'hardware. Prendiamo ad esempio Svartalfheim, il maestoso regno dei nani. Sorvolando sul rendering dell'acqua, non certo rifinito quanto quello della versione PlayStation 5, o su alcune semplificazioni in materia di texture mapping, il sole battente colora d'arancio i terreni rocciosi e fa risaltare l'effetto bagnato delle assi di legno, non mancando di rendere ancor più evocative le viste panoramiche e le sezioni in barca, che permettono di osservare porzioni generose dello scenario. Sul fronte della gestione dei riflessi - lo si nota ad esempio sulle pavimentazioni lucide della casa di Sindri - i compromessi non mancano ma visto che una buona parte del mondo di gioco non presenta superfici riflettenti, parliamo di un problema molto relativo.

    Scontri all'ultimo sangue e compromessi

    Non solo di passeggiate ed enigmi è composta la ricetta ludica: come e più del predecessore God of War Ragnarok offre degli scontri intensi, che si combattono fronteggiando un bestiario ampio e ben diversificato. Che dia sfogo alle fiammeggianti Lame del Caos o alla possente Ascia del Leviatano, non importa.

    La danza di morte dello spartano si basa su di un comparto animazioni sopraffino, che include brutali esecuzioni e generosi fiotti di sangue. La ridotta definizione dell'immagine tende a "spegnere" un po' alcuni effetti particellari ma tra le sensazioni restituite dai singoli colpi inferti - anche merito dell'ottima sonorizzazione degli scontri - le movenze dei protagonisti e le convincenti reazioni dei nemici ai colpi, la piacevolezza della battaglia resta inalterata.

    La vera rinuncia legata alla versione PS4 base del gioco è di certo la mancanza dell'impostazione per valorizzare le performance, col frame rate che in sostanza non oltrepassa la soglia dei 30 fotogrammi al secondo. Su PlayStation 4 Pro invece è disponibile una soluzione col frame rate sbloccato, che si spinge oltre i 30 fps a fronte di una risoluzione che oscilla tra i 1080p e i 1656p.

    Da citare è anche la modalità che favorisce la qualità dell'immagine, che propone un target di 30 fps e una risoluzione che oscilla tra i 1440p e i 1656p. Detto questo, nel corso del nostro viaggio non ci siamo imbattuti in fluttuazioni evidenti in termini di fluidità, a riprova dell'ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Sony Santa Monica nell'ottimizzare l'esperienza ludica su PlayStation 4 base. Accompagnate da una colonna sonora firmata da un Bear McCreary in grande spolvero, le vicende narrate in God of War Ragnarok si fregiano di un comparto audio d'alto profilo, che rende le lotte più adrenaliniche e l'esplorazione più avvolgente, tra i venti gelidi del Fimbulwinter, i versi di fatica e un ottimo doppiaggio in lingua italiana (che però non raggiunge le vette delle interpretazioni originali). Non potremmo che lodare nuovamente il team di sviluppo per la gestione dei caricamenti, che una volta in partita si verificano nel "dietro le quinte", grazie alle soluzioni di level design pensate per non spezzare la magia. Per riprendere il viaggio dal menu principale a tal proposito occorrono in media poco più che una trentina di secondi, un tempo accettabile considerata l'avventura "senza interruzioni" proposta ai giocatori.

    God of War Ragnarok Al netto dei limiti imposti dalla risoluzione a 1080p, God of War Ragnarok resta un gran bel vedere su PlayStation 4 base, anche per merito di una direzione artistica di livello altissimo. Inoltre, seppur legati allo standard dei 30 fotogrammi al secondo, gli scontri al centro dell'avventura si sono confermati fluidi e adrenalinici, viste le curatissime movenze dello spartano e le reazioni degli avversari ai suoi colpi furiosi. Se a ciò aggiungiamo un comparto audio al livello della presentazione visiva, diventa davvero difficile non promuovere pienamente l'operato del team di sviluppo, che ha fatto del nuovo viaggio di Kratos e Atreus una delle esperienze più spettacolari disponibili per la scorsa generazione di PlayStation.

    Che voto dai a: God of War Ragnarok

    Media Voto Utenti
    Voti: 76
    8.6
    nd