PSVR

Come sarà PSVR 2? Cosa vorremo vedere nel visore per la Realtà Virtuale PS5

Sony non ha ancora annunciato PlayStation VR 2, cerchiamo però di capire dove potrebbe surclassare l'attuale modello.

speciale Come sarà PSVR 2? Cosa vorremo vedere nel visore per la Realtà Virtuale PS5
Articolo a cura di

La realtà virtuale è finita in una sorta di limbo. Se tornassimo indietro di qualche anno, la parola "VR" sarebbe sulla bocca di tutti: questa tecnologia infatti veniva utilizzata per spingere le vendite di PC, schede video e periferiche di ogni tipo, non ci è voluto nemmeno molto tempo prima che Sony decidesse di portarla anche su console, grazie a Playstation VR. Oggi la situazione è molto diversa, la VR su PC si sta diffondendo a rilento e anche in campo console non mancano gli scettici, tanto che Microsoft non sembra volerla supportare su Xbox Series X.
Proprio Playstation VR rappresenta però un caso interessante per l'intero settore, visto che Sony ha piazzato oltre 5 milioni di visori nelle case dei giocatori, un risultato che lascia a bocca aperta.
Rispetto alle controparti PC tuttavia, la realtà virtuale su console deve sottostare a limiti tecnici importanti, che fortunatamente non ne hanno frenato le vendite. Ecco perché speriamo di vedere una nuova versione di PS VR, più evoluta tecnologicamente, da sfruttare in coppia con PS5, un binomio che farebbe certamente bene alla diffusione della realtà virtuale.

Tutta una questione di prezzo

Lo sviluppo di un nuovo Playstation VR non è ancora stato confermato, non ci sono quindi informazioni ufficiali in merito. Nonostante il successo della sua prima incarnazione, non sarà facile per Sony migliorarla, non tanto perché mancano le tecnologie per farlo, quanto più perché il fattore prezzo sarà fondamentale per il suo successo.
Già oggi sono disponibili visori come il Pimax 8K, un piccolo mostro con una risoluzione di 3840x2160 pixel per occhio e un campo visivo di ben 170° in orizzontale e di 115° in verticale. Un visore di questo tipo permette di immergersi totalmente negli ambienti virtuali, il tutto con una definizione incredibile, ma servono poco più di 1400$ per portarselo a casa. HTC e Oculus hanno soluzioni più abbordabili sul fronte del prezzo, ma anche in questo caso il modello più economico costa 449€. PS VR arrivò sul mercato nel 2016 a 399€, prezzo poi sceso a 299€, un ribasso che ha contribuito non poco al successo di questo headset.

Sony potrebbe bissare simile strategia, proponendo un nuovo visore a un costo iniziale di 399€, per poi abbassarlo progressivamente ampliando il bacino di utenza. Andare oltre questa soglia di prezzo sarebbe rischioso, perché taglierebbe fuori buona parte del pubblico interessato. Molto poi dipenderà dal ciclo di vita di PS5. La realtà virtuale è un settore in continua evoluzione, con miglioramenti tecnologici di anno in anno.

Nulla impedirebbe a Sony di lanciare due versioni di PS VR nel corso del tempo, a distanza di qualche anno l'una dall'altra, abbassando così progressivamente il costo di accesso alla tecnologia, mantenendo a listino due visori con specifiche e prezzi differenti. Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, molto dipenderà dalla diffusione che raggiungerà nei prossimi anni la VR e dall'effettiva richiesta del mercato.

Come potrebbe essere PS VR 2?

Nell'immaginare un ipotetico Playstation VR 2 bisogna fare i conti con la realtà e con i tempi di lancio. Se Sony dovesse decidere per una release entro il 2020 è alle caratteristiche degli attuali visori per PC che bisogna guardare per cercare di delinearne le specifiche. PS VR offre una risoluzione più bassa e un campo visivo inferiore rispetto al Rift S, il visore entry level di Oculus (Oculus Quest gioca una partita a parte, essendo stand-alone). Il campo visivo è molto importante per favorire l'immersione nei mondi virtuali e i 100° di PS VR non bastano a coprire interamente quello dell'occhio umano. PS VR 2 potrebbe quindi adattarsi agli standard raggiunti su PC, dove una visione orizzontale a 110° è impiegata ormai da tempo (Rift S arriva a 115°). Questa basta a coprire interamente il campo visivo? Assolutamente no, tuttavia si tratta di un compromesso necessario per contenere i costi.

Altro aspetto che deve essere migliorato è la risoluzione. L'attuale 960x1080 pixel per occhio utilizzata da PS VR pone diversi limiti alla qualità visiva, almeno se rapportata a quella impiegata nei visori per PC. Sony potrebbe quindi aumentarla fino a raggiungere i 1280 x 1440 pixel del Rift S, si potrebbe salire ancora ma questo comporterebbe un aumento dei costi non indifferente. Comunque vada, meglio non aspettarsi miracoli, dal momento che anche con questa risoluzione un eventuale PS VR 2 mostrerebbe ugualmente il reticolo di pixel. In modo molto meno accentuato, ma sarebbe comunque visibile.

Per quanto riguarda il refresh rate invece, l'attuale PS VR può funzionare a 90 o a 120 Hz ed è quindi già in linea con gli standard visti su PC, superandoli anche nel caso del Rift S, che funziona a 80 Hz. In questo caso sarà PS5 a far fare il salto di qualità, perché attualmente i giochi per PS4 non possono superare i 60 fps, un frame rate che non può sfruttare al meglio l'elevato refresh del display di un visore. Il binomio 90 Hz - 90 fps (o 80 Hz - 80 fps) è importante per offrire un'esperienza virtuale di qualità, limitando anche possibili malori durante l'uso. Fino ad oggi Sony ha utilizzato una tecnica chiamata "Reprojection" su PS VR per ovviare al problema: questa non fa altro che prendere gli ultimi due frame creati dalla GPU, ne analizza le differenze e da qui ricava i dati per la creazione di un terzo frame artificiale, influenzato anche dai movimenti della testa dell'osservatore.

Questa tecnologia, praticamente identica all'Asynchronous SpaceWarp vista su PC, ha però il difetto di aumentare l'input lag, visto che l'elaborazione dell'immagine richiede tempo. Tutta una questione di millisecondi, ma con PS5, che potrà gestire una risoluzione e un frame rate più alto, non sarà più necessaria, almeno non in tutti i giochi. Il suo utilizzo potrebbe comunque risultare efficace per i titoli più pesanti, in cui nemmeno l'hardware di Playstation 5 garantirebbe un frame rate adatto alla realtà virtuale.
Difficile invece prevedere oggi la quantità dei cavi necessari all'uso del caschetto. Una VR libera da connettori è possibile con le tecnologie attuali, sul mercato ci sono già accessori che rendono wireless i visori, ma il costo è indubbiamente salato.

Ad esempio, l'adattatore wireless per HTC Vive è venduto a 299$. Se questa tecnologia fosse integrata su PS VR 2 porterebbe il suo prezzo a salire inesorabilmente, aumentando anche quello di PS5, che dovrebbe includere al suo interno uno standard Wi-Fi ad altissime prestazioni come il WiGig di Intel, utilizzato proprio da HTC per l'adattatore wireless del Vive. L'ipotesi di un PS VR 2 senza fili appare quindi improbabile, almeno con i costi delle tecnologie oggi disponibili.

Possibile invece l'abbandono di Playstation Camera per la rilevazione dei movimenti. Tutti gli ultimi visori usciti su PC integrano due piccole videocamere che hanno preso il posto dei sensori esterni, precedentemente utilizzati per tracciare lo spostamento del corpo.In definitiva, gli standard qualitativi raggiunti oggi su PC dimostrano come Sony potrebbe creare davvero un PS VR 2 migliore, mantenendosi comunque in un range di prezzo paragonabile a quello visto all'uscita del suo predecessore. La potenza di PS5 farebbe il resto, per offrire un'esperienza virtuale di qualità anche agli utenti console.