E3 2019

Conferenza Bethesda E3: un 2019 all'insegna di DOOM, Wolfenstein e Fallout

DOOM Eternal, Ghostwire Tokyo, Deathloop e soprattutto tanta (troppa?) attenzione al presente: siamo sicuri che possa bastare così?

Analisi della conferenza Bethesda E3 32019
Speciale: Multi
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La quinta conferenza E3 targata Bethesda si apre, come ormai è tradizione, con un video emozionale dal taglio profondamente "corporate". Un montaggio che per l'occasione sceglie di celebrare l'oltre ventennale storia dell'azienda del Maryland focalizzandosi, forse un po' ruffianamente, su quello che viene considerato come il tesoro più prezioso per la società statunitense: il pubblico. Un leitmotiv, quello delle community, dei fan, dei milioni di utenti che da anni fanno la fortuna della compagnia, che non soltanto viene rimarcato con orgoglio dal Vice Presidente e Responsabile Marketing Pete Hines, ma che sarà recuperato a più riprese nel corso di uno show che è parso in effetti pensato più per i fan(atici) di Bethesda che non per gli amanti dei videogame a 360°.

Intendiamoci bene: è apprezzabile e anzi ha certamente senso rivolgersi in primis agli appassionati, ai fedelissimi, a chi quotidianamente supporta e sostiene quello che è a tutti gli effetti un colosso dell'entertainment videoludico - basti pensare all'impressionante portfolio di licenze sotto l'ombrello Bethesda, con pesi massimi leggendari del calibro di Fallout, Elder Scrolls o Quake. Giusto insomma tributare un sentito ringraziamento a chi decide di esserci nella proverbiale buona e nella cattiva sorte (ciao Fallout 76!), a chi investe tempo, soldi e passione negli innumerevoli universi creati da software house sparse per i quattro angoli del globo, con studi che spaziano dal Canada al Giappone. Eppure il confine tra il sentito omaggio e la stucchevole auto-celebrazione sa essere alle volte labile, e l'impressione globale è che Bethesda sia spesso e volentieri sconfinata a capofitto nella seconda. A cominciare dall'insopportabile claque presente in sala, con le primissime file monopolizzate da una legione di fan - o forse di dipendenti dei vari team? - pronti a schiamazzare in maniera assolutamente ingiustificata a qualsiasi possibile sollecitazione.

E quando scrivo "qualsiasi possibile sollecitazione" intendo letteralmente qualsiasi possibile sollecitazione, in un trionfo di continue interruzioni che hanno avuto un profondo impatto su un ritmo di per sé già tutt'altro che serrato. Per carità, poi i gusti sono gusti e non dovrebbero essere, almeno sul piano squisitamente concettuale, in alcun modo sindacabili. Tuttavia vedere gente esultare all'annuncio di un porting per Nintendo Switch di The Elder Scrolls Blades con lo stesso incontenibile entusiasmo di un goal segnato durante i minuti di recupero di una finale di Champions League non può non destare qualche perplessità sull'impatto che tanti degli annunci visti durante l'evento finiranno effettivamente per avere sul mondo reale. Lo stesso mondo reale che non si sarà verosimilmente strappato i capelli alla vista del logo di Fallout 76.

Don't stop me now

A livello complessivo, la conferenza può essere idealmente divisa in due tronconi: una parte, a dir la verità piuttosto preponderante (o per lo meno così mi è parso dal vivo, a causa dell'incedere non certo scorrevole...), rivolta al presente, con un occhio al supporto di titoli già usciti negli ultimi mesi, mentre un'altra con un ben più intrigante sguardo al futuro prossimo venturo.

Il sempre affabile Todd Howard è salito sul palco per discutere del già citato The Elder Scrolls Blades e di Fallout 76: entrambi i titoli continueranno ad essere aggiornati in forma completamente gratuita, con in particolare una seconda stagione di Fallout 76 dall'approccio nettamente più narrativo, oltre a Nuclear Winter, modalità Battle Royale che a giudicare dalle reazioni dello Shrine Auditorium farà la gioia della comunque fervente community del titolo (fra l'altro provabile gratuitamente proprio durante la settimana dell'E3).

Inalterato pure il sostegno a The Elder Scrolls Online: la Stagione del Drago entrerà nel vivo in questi giorni con Elsweyr, per poi concludersi con Scalebreaker e Dragonhold, due avventure in rampa di lancio rispettivamente previste per il terzo e quarto trimestre del 2019.

Se il segmento dedicato al card game mobile The Elder Scrolls Legends si è esaurito giusto nel tempo di uno spot live action, un divertente trailer dai surreali toni presi di peso dalla sigla di una sit-com anni '80 è servito per presentare Rise of the Ghosts, un'espansione gratuita di Rage 2 rimasta ancora senza una data di lancio. In questo DLC verranno inseriti nuovi veicoli, nuove location e un'inedita fazione di nemici, oltre alla possibilità di vivere scampoli di storia extra anche a bordo di un mech destinato a scatenare fuoco e fiamme nel vivace deserto post-atomico.

Solide conferme

Sono state ad ogni modo le nuove release a fare, comprensibilmente, la parte del leone, sollevando la conferenza da un'innegabile piattezza di fondo. A sorpresa, il franchise di Wolfenstein vedrà l'arrivo di non una ma addirittura due new entry: Cyberpilot è un gioco VR in arrivo durante l'estate di cui si è in realtà visto pochissimo, mentre Youngblood è l'eplosiva espansione stand-alone sviluppata in collaborazione con Arkane Studios.

Un'avventura cooperativa che ci immergerà nella Parigi degli anni '80, mettendoci al controllo delle figlie di B.J. Blazkowicz per massacrare nazisti con approcci creativi nel tentativo di scoprire, a partire dal prossimo 26 luglio, che fine avrà fatto lo storico protagonista della saga. A DOOM Eternal non poteva invece che essere riservata la roboante chiusura dello show: dopo il glorioso reboot del 2016, Id Software è più che mai pronta a premere a tavoletta sull'acceleratore del ritmo e della brutalità, scatenando l'Inferno non soltanto sulla Terra ma addirittura in altre dimensioni (incluso il Paradiso).

Se resta ancora da verificare con attenzione la direzione artistica - con evidenti scorci fantasy che si allontanano un po' dalla peculiare estetica perfettamente a cavallo fra futuro ed esoterismo di DOOM - il gameplay promette invece soluzioni a dir poco galvanizzanti, tra cruente esecuzioni da concatenare e inedite possibilità di deambulazione offerte da un gancio montato sulle armi del silente avatar. Il tutto in un contesto dalla scala evidentemente più ambiziosa, per quella che è stata definita dai suoi stessi creatori come la "ultimate power fantasy" di una saga che ha definito un intero genere.

La demo in game di DOOM è servita a mostrare la spettacolarità a tutto tondo di un'azione che si preannuncia senza pause: Eternal sembra un titolo ancor più viscerale, più istintivo e più propenso a massacri creativi del già ultra adrenalinico predecessore.

Senza contare la poderosa resa grafica di ambientazioni ricche di dettagli e di elementi di contorno, presentate in tutta l'appagante fluidità dei sessanta frame al secondo: il 22 novembre ci sarà davvero di che godere, tanto in single quanto forse anche in multiplayer (Id ha infatti nuovamente deciso di scommettere anche sul PVP online, introducendo una modalità denominata Battlemode che vede scontrarsi un giocatore nei panni del marine e due in quelli dei demoni). E per i veri DOOM-maniaci sarà disponibile una lussuosissima Limited Edition che includerà tra le altre cose una riproduzione indossabile del casco dell'ammazza-demoni, tanto per non farsi mancare proprio nulla.

Speranze all'orizzonte

Se The Elder Scrolls 6 e il misterioso Starfield sono purtroppo rimasti nell'ombra, in attesa di una next gen a quanto pare meno dietro l'angolo del previsto, il pre-E3 di Bethesda ha riservato anche due intriganti sorprese (lambite giusto di striscio dagli onnipresenti leak). La prima è Ghostwire: Tokyo, vale a dire la nuova creatura di Shinji Mikami e della sua Tango Gameworks: un gioco di cui resta fondamentalmente ancora tutto da scoprire, che pure si è distinto con un trailer in CG dall'innegabile impatto (lanciato sul palco dalla Creative Director Ikumi Nakamura, apparsa piuttosto adorabile nella sua improponibile attitudine da cartone animato vivente).

Lo stile ultra realistico e il contesto metropolitano sembrano dare vita a un contrasto suggestivo con gli elementi fantastici presi direttamente dal folklore del Sol Levante, e il particolare alone di mistero del reveal ha lasciato tanta curiosità di scoprire ulteriori dettagli.

Una sensazione veicolata pure da Deathloop, il prossimo progetto di Arkane Lyon: in questo caso il punto di partenza è un corto circuito temporale in stile Ricomincio da Capo / Edge of Tomorrow, per uno sparatutto dal fascino non comune in cui due personaggi cercano reciprocamente di uccidersi. Certo, anche in questo caso non siamo andati purtroppo lontani da una CG ben poco rappresentativa del prodotto finale, eppure se il buongiorno si vede dal mattino varrà indiscutibilmente la pena di tenere sott'occhio quel che avranno da dire gli autori di Dishonored.

Bethesda Bethesda si affaccia al carrozzone dell'E3 con una conferenza non priva di qualche importante sussulto, compromessa però da lungaggini evitabili e da una generale pesantezza di fondo: il tributo ai fan che ha fatto da fil rouge allo show è spesso parso, più che una captatio benevolentiae o un sincero omaggio, come un modo un po' goffo per auto celebrarsi, diluendo inutilmente un evento che con una struttura diversa avrebbe potuto fare probabilmente ben altra figura (anche perché gli annunci in sé e per sé - a cominciare ovviamente da Sua Maestà DOOM Eternal - sono sembrati solidi e promettenti).