Control 2 è realtà: cosa ci aspettiamo da storia, personaggi e gameplay

Remedy Entertainment ha finalmente annunciato l'esistenza di Control 2, che vedrà la collaborazione con 505 Games e un budget di 50 milioni di dollari.

Control 2 è realtà: cosa ci aspettiamo da storia, personaggi e gameplay
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  • PS5
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  • Conosciuto fino a qualche tempo fa con il nome di Project Heron, il sequel dell'ultima odissea paranormale di Remedy è stato finalmente annunciato. Stiamo naturalmente parlando di Control 2 che - stando alle dichiarazioni del Game Director Mikael Kasurinen - si configura fin da subito come un successore completo del titolo che nel 2019 segnò il grande rilancio indipendente dello studio finlandese. D'altra parte il primo Control ha rappresentato senza ombra di dubbio il coronamento di un percorso di crescita per certi versi sorprendente, grazie al suo mondo peculiare, alla direzione artistica e ai suoi combattimenti "esplosivi" (per approfondire, qui la recensione di Control). Cosa possiamo aspettarci, quindi, dal suo diretto sequel?

    Lo stile Remedy

    Iper cinetico shooter in terza persona, Control era e resta a oggi un autentico manuale di narrativa sperimentale. Allo stile peculiare che metteva in rilievo scelte registiche degne di un ottimo registro televisivo - e che è d'obbligo aspettarsi anche per questo progetto - Remedy aveva affiancato un world building che potremmo definire multidimensionale, dove i momenti principali del racconto si fondevano in un intreccio caotico di sotto-trame.

    La narrativa decentrata messa a punto dalla penna di Sam Lake portava così il giocatore ai confini di uno scenario surreale: una dimensione a metà tra l'onirico lovecraftiano e il paranormale à la David Lynch, lasciando che la tentazione di esplorare gli strani ambienti della Oldest House sfociasse nel continuo ritrovamento di documenti governativi in parte censurati, stralci di conversazioni e filmati misteriosi. Il risultato era quello di sentirsi alieni persino vestendo i panni della protagonista, Jesse Faden, anche in rapporto al sovvertimento del principio causa/effetto che la vedeva assumere in breve il ruolo di nuova direttrice del Federal Bureau of Control per volere di forze misteriose.

    Al momento i dettagli su Control 2 sono veramente pochissimi, tanto che non abbiamo indizi circa il coinvolgimento creativo di Sam Lake. Se lo storico autore dovesse effettivamente lavorare al progetto, allora il sequel avrebbe le carte in regola per dimostrarsi narrativamente all'altezza delle migliori aspettative. Tanto più nel solco lasciato da un finale criptico e allusivo, dove la sconfitta dell'Hiss, il "sibilo" che ha corrotto gli impiegati del Bureau a partire dall'ex direttore, e costretto Jesse a farsi strada tra di loro con la forza, sembra dischiudere altri interrogativi.Cosa vuole davvero Polaris, l'entità extra-dimensionale che alberga dentro Jesse da quando utilizzò la diapositiva 36 nel proiettore ritrovato a Ordinary? Se è vero che si tratta di un essere benevolo, come lei stessa sembra sostenere, perché allora non ha impedito che il Bureau catturasse suo fratello Dylan? Forse non è un caso che proprio quest'ultimo cerchi di mettere in guardia la nostra eroina, suggerendo in uno dei suoi discorsi deliranti che Polaris la stia in qualche modo usando per un secondo fine.

    Domande alle quali non possiamo certo rispondere ora, visto il laconico epilogo di Control: quello che sappiamo è che Jesse rimane in un mondo che deve evidentemente fare i conti con chissà quanti altri oggetti alterati, mentre sul destino del fratello incombono numerose incertezze dato lo stato di coma in cui sprofonda poco prima dei titoli di coda.

    Il Multiverso

    È proprio sul fronte narrativo che si gioca la sfida forse più importante per il sequel di Control. Sebbene ludicamente insipido, Altered World Event - il DLC pubblicato nell'agosto del 2020 - ha infatti esplicitato il già intuibile collegamento con l'universo di Alan Wake (a proposito, qui trovate la nostra recensione di Alan Wake Remastered), al quale si deve tutta una pletora di speculazioni sulla strada che potrebbe prendere la nuova avventura di Remedy.

    Durante l'esplorazione del dipartimento investigativo della Oldest House, la figura del noto romanziere compariva più volte a schermo, in una strana visione che lo rappresentava dinanzi alla sua macchina da scrivere mentre raccontava le gesta di un'eroina alle prese con una qualche oscura entità sovrumana. In un primo momento abbiamo tutti pensato che le vicende di Control fossero a quel punto da intendersi come frutto dell'estro creativo di Alan, e che quindi l'intera storia della neo direttrice del Bureau costituisse il plot di un suo nuovo romanzo, magari quel Return cui si accennava nel titolo rilasciato per Xbox 360 e PC.

    Se così fosse, però, dovremmo accettare che Alan abbia avuto un'idea quantomeno avanguardistica per la sua ultima opera, poiché gli eventi di Bright Falls che lo coinvolgono vengono più volte riportati tra i dossier sparsi per la Oldest House, e la stessa Jesse dimostra di essere a conoscenza della scomparsa dello scrittore.

    Siamo di fronte ad un sagace esperimento letterario di un autore tormentato, oppure il rapporto che c'è tra Alan e Jesse è più complesso e si basa su un paradosso temporale tanto affascinante quanto inestricabile? Insomma, il mondo di Control va collocato nella cornice diegetica di Alan Wake, o le due realtà appartengono invece a dimensioni contigue, arenate in un viluppo di piani esistenziali dove l'una determina l'altra e viceversa? Remedy si è ben guardata dal fornire ulteriori spiegazioni, rimanendo fedele a quell'ermetismo stilistico che ha fatto di ogni sua opera - e in particolare proprio di Control - un cult per palati fini. Quello che ci aspettiamo è che questo seguito porti ad un nuovo livello espressivo il Remedy Connected Universe - costruendo cioè una storia autonoma la cui comprensione non possa tuttavia prescindere dalla conoscenza delle precedenti produzioni - e che la compresenza di alcuni personaggi iconici degli altri franchise sia fondamentale per la riuscita dell'intera operazione.

    Una nuova ambientazione?

    Se da un lato è abbastanza scontato che la protagonista sarà di nuovo Jesse, che dovrà assolvere i propri doveri di direttrice, dall'altro speriamo di poter vedere maggiormente il misterioso custode Ahti e altri personaggi del primo episodio. In ogni caso, per quanto l'incipit del nuovo capitolo non possa slegarsi in maniera netta dalla conclusione del precedente, il concept art rilasciato in sede di annuncio promette già un cambio di ambientazione quantomeno incisivo.

    L'immagine pubblicata mostra una strada con uno di quei "nodi" che nel gioco precedente fungono da checkpoint, oltre a un gruppo di corpi levitanti legati al marciapiede da una corda e delle attrezzature standard del Bureau accatastate caoticamente, suggerendo che Control 2 potrebbe essere all'aperto. Non ci aspettiamo un totale passaggio all'open world, che forse rischierebbe di segnare un distacco eccessivo dallo stile metroidvania che aveva fatto della Oldest House un dedalo sorprendente di diramazioni con luoghi ben celati, tutti da scoprire.

    Piuttosto un adattamento di quel canone a un setting open-map più ampio, recuperando magari l'intelaiatura sandbox inizialmente prevista per Alan Wake e poi scartata in favore di una progressione più lineare. Città natale del celebre scrittore, nonché sede centrale del Bureau, New York potrebbe essere un setting papabile: un diorama di strade e palazzi dove crediamo di poter ritrovare un level design finemente articolato e un accento particolare sulla narrativa ambientale.

    La transmedialità

    Tra le caratteristiche che meglio contraddistinguono Remedy c'è poi l'approccio, per certi versi pionieristico, alla transmedialità. Nella parabola evolutiva tracciata dalle produzioni dello studio con base a Espoo possiamo infatti ravvisare un utilizzo sempre più audace di diversi media: il seminale Max Payne sfoggiava delle graphic novel al posto delle cutscene; Alan Wake mutuava uno stile episodico dalle serie TV; mentre l'ambizioso Quantum Break affiancava direttamente una serie live action alle sessioni di gioco (per saperne di più date un'occhiata al nostro speciale sulla storia di Remedy).

    Se in Control questa tendenza alla transmedialità veniva in parte accantonata, risultando meno esplicita, non è detto che il suo seguito vi rinunci in toto. Del resto, le possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione come le piattaforme streaming stanno iniziando ad essere colte anche nell'ambito videoludico, segnando una convergenza tra diversi media potenzialmente molto interessante. Già Hideo Kojima ha annunciato di voler ricorrere alla tecnologia Cloud di Microsoft per creare qualcosa di unico nel suo genere, e d'altro canto anche Silent Hill Ascension si propone come un'esperienza basata sull'interazione collettiva. Per questo motivo non escludiamo che un team come quello di Remedy, da sempre attento alla sperimentazione mediale, possa prendere in considerazione idee del genere, magari accompagnando il lancio del titolo con una companion app. A maggior ragione se è lo stesso Mikael Kasurinen ad affermare: "Con Control 2 faremo un altro salto nell'ignoto. Sarà un viaggio inaspettato. Ci vorrà un po', ma per usare un eufemismo, questo è il progetto più entusiasmante su cui abbia mai lavorato. Siamo ancora all'inizio, ma varrà la pena aspettare".

    Esperienza next-gen

    Dal punto di vista strettamente ludico non ci aspettiamo grandi stravolgimenti, proprio per via della tendenza che il team ha dimostrato nel rifarsi sempre all'assetto tipico da sparatutto in terza persona. Detto questo è ragionevole pensare che ci saranno preziose aggiunte al gameplay, che già nel primo capitolo si fondava su di un dinamismo pronunciato (complici i tanti e vari poteri a disposizione della Faden).

    D'altro canto il titolo del 2019 è stato lautamente incensato anche per una presentazione visiva d'impatto e un utilizzo del ray tracing davvero magistrale su PC, e il fatto che si sia parlato soltanto di console di nuova generazione per questo sequel fa ben sperare circa il suo comparto grafico. Un'aspettativa corroborata anche dall'intenzione di ricorrere ancora una volta al Northlight Engine - il motore proprietario del team finlandese - e da un budget iniziale fissato a 50 milioni di dollari.

    In aggiunta, immaginiamo che l'accurata riproduzione della fisica in-game avrà un ruolo centrale. Trattandosi di un successore a tutti gli effetti diamo infatti per assodato che tanto il combat system quanto gli enigmi ambientali saranno realizzati a partire da un'idea di realismo fisico, oltre che grafico, degno della next-gen, a partire dalla distruttibilità ambientale.

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