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Cosa aspettarsi dal 2018 eSportivo di PlayerUnknown's Battlegrounds?

Bluehole sta continuando a supportare PlayerUnknown's Battlegrounds con tanti contenuti e per il 2018 sono previste novità anche sul fronte eSport.

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  • Il 2018 sarà, con tutta probabilità, l'anno della grande sfida tra i due battle royale che continuano a tenere banco da inizio anno: Fortnite o PlayerUnknown's Battlegrounds? Ne abbiamo già parlato, qualche giorno fa, analizzando le ragioni dell'immenso successo che in questo momento sta riscuotendo il titolo targato Epic Games. Una guerra, però, non si combatte mai su un unico fronte. In dominio di Twitch e del mercato non basta più. Adesso, gli due schieramenti si stanno preparando per invadere e dominare anche il framework competitivo. Di Fortnite, per la verità, sappiamo ancora poco (nonostante qualche timido evento organizzato da terze parti), dato che Epic Games sembra volerci andare davvero cauta. Attualmente, infatti, sta concentrando i propri sforzi ad aggiornare costantemente il titolo e ad ampliare le mire espansionistiche sul mercato mobile. In casa PUBG, invece, pare abbiano tutta l'intenzione di scatenare l'artiglieria pesante, dopo un 2017 traballante.

    PUBG Corp. si sta attrezzando: al via le prime assunzioni

    Pochi giorni fa un ex dipendente di Blizzard, Alex Penn (Senior League Operations Specialist a MLG), in un Tweet ha mostrato ai propri follower il suo primo giorno al nuovo lavoro. Nulla di particolarmente eccitante, direte voi. Ebbene, Alex Penn, quel giorno, stava iniziando la sua avventura negli studi di PUBG Corp. a Santa Monica.

    Un professionista di eSport (ricordiamo che il ragazzo è stato anche coach dei Cloud9 in passato) che si trasferisce da Blizzard a lavorare su PlayerUnknown's Battlegrounds potrebbe - già così - suscitare la curiosità degli utenti. Ciò che emerge nel tweet, però, è un'altra cosa: ovvero la posizione che Penn andrà a ricoprire.
    Alex Penn è stato assunto per essere il responsabile delle operazioni della lega di esports della compagnia, il che solleva l'ovvia questione: PUBG Corp. è al lavoro per formare una lega eSport dedicata al battle royale Bluehole Inc. e gestita dagli stessi sviluppatori?
    I fan di PUBG l'hanno sempre chiesto, persino durante la primissima fase Early Access e, in larga parte, sono stati accontentati con alcuni esperimenti tra alti e bassi, come in agosto a Colonia. Il titolo era (ed è?) infatti ancora in una fase di piena crescita e assestamento e tutto il baccano creatosi per far diventare PUBG un esport ha costretto addirittura lo stesso Greene a placare gli animi dichiarando che il titolo (e il team di sviluppo) non erano ancora pienamente maturi per sostenere la scena esport.
    Nel mentre, però, grosse organizzazioni professionistiche molto importanti come Team Liquid, Cloud9 e Team SoloMid hanno reclutato interi squadroni per esser pronti all'azione. ESL, ad esempio, ha già ospitato numerosi eventi, tra cui il più recente (e prestigioso) IEM di Katowice. La Corea del Sud, sempre avanti in tutti i sensi, vede già due leghe attive e vitali, la Apreeca (PlayerUnknown's Battlegrounds League) e la PUBV Survival Series (PSS). All'inizio di questo mese, inoltre la piattaforma StarLadder ha ospitato il PUBS i-League PUBG, un altro evento in formato Invitational.
    Sia PUBG Corp. che Bluehole, ovviamente hanno sempre dato il loro benestare alla nascente scena esportiva ma non hanno mai svelato i loro piani per il futuro, preferendo glissare con dichiarazioni vaghe e, in qualche modo, svianti. Qualche giorno fa, Brendan "PlayerUnknown" Greene ha reso pubblica la roadmap che caratterizzerà il 2018 di PUBG, parlando anche di eSport: "Non siamo ancora pronti, ma lo saremo". Stando alla dichiarazione d'intenti espressa nella roadmap, ci saranno anche altre importanti novità che permetteranno al titolo di diventare finalmente fruibile e "leggibile" in occasione dei tornei competitivi. Ciò significa, prima di tutto, un decisivo miglioramento della regia e delle nuove possibilità date agli operatori per monitorare le azioni di gioco e raccontarle.

    A questo servirà l'implementazione di un sistema di replay 3D che potrà essere utilizzato durante le partite in diretta. Ciò migliorerà notevolmente le opzioni per i caster e la regia dei tornei, sia per mostrare i replay live sia per evidenziare i momenti chiave a metà o post partita. Le organizzazioni professionistiche saranno anche tra i primi in grado di accedere al nuovo portale dedicato agli sviluppatori Bluehole, cosa che includerà l'accesso API per ottenere dati relativi ai giocatori e alle partite. Oltre a questo non è ancora possibile contare su dettagli ufficiali. L'assunzione e il background di Penn, però, potrebbero suggerirci una possibile strada che la compagnia (chiaramente sotto l'egida di Tencent) intenderà intraprendere.

    Il futuro sarà "proprietario"?

    Penn ha iniziato la sua carriera negli esport nella League of Legends Championship Series (LCS), prima come analista/coach di Cloud9 e poi come head coach di Team Coast. Da quel momento (si parla del 2013-2014) è stato ingaggiato dalla Major League Gaming, successivamente acquisita da Activision Blizzard. Penn ha lavorato per Blizzard come specialista delle operazioni fino a questo mese quando, come dicevamo, è entrato nelle fila di PUBG Corp.

    Riot Games e Blizzard si sono sempre focalizzate sull'accentramento dei campionati e dei circuiti competitivi sotto uno stretto controllo da parte degli stessi sviluppatori. Dato il background di Penn, è possibile che PUBG Corp. possa pensare di adottare una strategia simile, favorendo la nascita e lo sviluppo di un campionato strettamente controllato. Se, effettivamente, sarà così lo scopriremo molto presto. Il dubbio sulle modalità, però, rimane. Sia la North American LCS che la Overwatch League hanno adottato un sistema basato sulle franchigie, che ha coinvolto molteplici investitori esterni che hanno sborsato fior fiore di quattrini per acquistare la possibilità esclusiva di partecipare ai campionati. Questa, ovviamente, potrebbe essere una via molto interessante per la futura PUBG League.
    Certo, stiamo parlando di uno scenario futuro e, forse, ancora abbastanza distante nel tempo. Come sappiamo permangono ancora molti problemi legati al puro e semplice sviluppo del titolo da risolvere, incluse le correzioni di bug, miglioramenti alla modalità spettatore e, soprattutto, trovare dei rimedi efficaci per combattere i cheater. Per ciò che concerne la modalità spettatore, invece, con così tanti giocatori all'inizio della partita stare dietro a tutto risulta molto difficoltoso (se non oggettivamente impossibile) ed è proprio questo, al momento, a frenare la nascita di una vera e propria scena competitiva. Il primo obbiettivo per gli sviluppatori, secondo il nostro punto di vista, dovrebbe essere prima di tutto quella di creare una coinvolgente esperienza visiva per gli utenti che osservano l'azione di gioco.

    Bisogna risolvere i problemi

    PUBG Corp., prima di pensare a tutto il resto, deve assolutamente risolvere i problemi che abbiamo elencato (e creare un ecosistema sano), prima di poter pensare di sobbarcarsi addirittura il peso di una lega esport dedicata. Basta tenere a mente tutte le difficoltà che ha avuto Blizzard per la sua Overwatch League (peraltro rinviata di quasi un anno prima di poter partire con la stagione inaugurale), per comprendere che il cammino sarà tutt'altro che semplice. PUBG Corp, comunque, sembra avere tutta l'intenzione di procedere con passo spedito. Il team anche recentemente annunciato l'acquisizione di Madglory, un developer che si occupa di servizi online, e questo per "migliorare l'esperienza di gioco di PUBG". Madglory, in passato, ha lavorato con Riot Games Bethesda, Psyonix, WB Games e Super Evil Megacorp., team responsabile di quel fenomeno mobile che risponde al nome di Vain Glory, MOBA ultimamente messo in ombra da Arena of Valor.

    Oltre a migliorare le funzionalità di gioco come il matchmaking, la regia e la chat vocale, il team dietro Madglory si occuperà di un programma di miglioramento che coinvolgerà sviluppatori e giocatori professionisti. I primi, osservando i giocatori, potranno razionalizzare gli interventi, capendo immediatamente i problemi che affliggono il titolo. Insomma, la strada per il futuro esport di PUBG sembra tracciata, tutto sta nel capire in che modo verrà intrapresa. L'ingresso della potentissima Tencent, la sicurezza sotto il profilo economico e l'appoggio dei team professionistici potrebbero garantire un percorso in relativa discesa. E, questo, indipendentemente dalla natura che avrà la futura lega.

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