Cosa vogliamo dai remake di Metal Gear Solid e MGS 3

Le voci si fanno sempre più numerose. Tra indizi e rumor, riflettiamo su cosa vorremmo vedere dai remake di due grandi Metal Gear Solid.

Metal Gear Solid e MGS3 Remake
Speciale: Multi
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Con un evento atto a dissipare tutti i dubbi dell'utenza, Konami ha svelato al pubblico i suoi grandi piani per l'avvenire di Silent Hill, che col remake del secondo capitolo firmato da Bloober Team vuole dare lustro a un'esperienza orrifica indimenticabile (volete saperne di più? Eccovi la nostra anteprima su Silent Hill 2 Remake). Oltre chiaramente a Castlevania, il colosso giapponese possiede un'altra IP di altissimo profilo, partorita dal leggendario game designer Hideo Kojima. Forti di tematiche importanti, personaggi memorabili e capaci di valorizzare come poche altre le unicità in seno al medium videoludico, le avventure di Metal Gear non hanno di certo preso la polvere nelle menti di milioni di appassionati (fermatevi un attimo a leggere il nostro speciale sui contenuti tagliati della serie Metal Gear Solid)
    Basta infatti incappare in una citazione a Gray Fox in Kong Skull Island, o al riferimento allo scontro con Psycho Mantis in High on Life o, ancora, rivedere uno qualsiasi dei trailer dedicati alla serie per ricordare quanto sia stata influente, non solo entro i confini del mondo dei videogiochi. Tra report, voci di corridoio e dichiarazioni di personaggi legati al franchise, pare proprio che in qualche forma potremo riabbracciare Snake (se Naked o Solid, lo scopriremo in futuro), il che ci ha spinto a riflettere sui possibili scenari legati al ritorno della saga e su come vorremmo fossero gestiti un paio di rifacimenti di importanza cruciale.

    Gli indizi non mancano

    Del fatto che Konami voglia riportare la sua IP sotto ai riflettori non siamo certo i soli a parlare. Stando a un report dei colleghi di VGC, i ragazzi di Virtuos - team che ha contribuito alla realizzazione di Star Wars Jedi Fallen Order e Shadow of the Tomb Raider (giusto per fare un paio d'esempi) - starebbero lavorando al remake di Metal Gear Solid 3, una dichiarazione questa corroborata dalle parole di un membro dello studio. Secondo il creativo infatti la software house è impegnata proprio sul rifacimento di un action adventure tripla A.

    In base alle informazioni fornitegli da una fonte non meglio specificata, il sito spagnolo AreaJugones invita ad aspettarsi l'annuncio del remake del primo Metal Gear Solid entro maggio 2023. Ad aggiungere benzina sul fuoco ci ha pensato Noriaki Okamura di Konami, coinvolto nello sviluppo di MGS Ground Zeroes, The Phantom Pain e Peacewalker, nonché producer di altri giochi della serie. L'anno appena cominciato sarà pieno di annunci targati Konami e per lui la parola chiave dei prossimi dodici mesi sarà "lungamente atteso".
    Da non sottovalutare sono anche le parole di due volti noti dell'universo di Metal Gear Solid, ossia quelle dei doppiatori che hanno prestato la voce a Solid Snake/Naked Snake e Raiden: David Hayter e Quinton Flynn. Nel corso di un'intervista risalente a circa due anni fa, il primo si è lasciato sfuggire qualcosa sulla versione restaurata del capostipite della saga, dicendo di aver avuto conferma del fatto che non si trattasse di un semplice rumor.

    Ben più recente invece è l'intervento di Flynn, che ha risposto a un fan in relazione al decimo anniversario di Metal Gear Rising Revengeance, l'action game pubblicato nel 2013 con protagonista Raiden e sviluppato da Platinum Games (dopo che Kojima abbandono l'idea di realizzarlo con la sua stessa squadra). Il doppiatore e attore ha consigliato all'appassionato di "restare sintonizzato per gli annunci che arriveranno nelle prossime settimane". In sostanza, senza voler in alcun modo esprimerci con toni di certezza, crediamo in ogni caso di poter ipotizzare l'esistenza di un'iniziativa su ampia scala di Konami, che potrebbe avere l'intenzione, comprensibilissima, di riportare in vita Metal Gear Solid in modo efficace, proprio come sta facendo - ormai alla luce del sole - con Silent Hill.

    Il ritorno di Snake Eater

    Oltre alla possibile esistenza di semplici edizioni rimasterizzate dei capitoli principali, si pensi anche solo a quella (desideratissima) di MGS4: Guns of the Patriots, siamo proprio curiosi di scoprire delle eventuali novità sui ritorni del primo e del terzo episodio che - se esistessero - sarebbero certamente i progetti di punta di Konami in relazione alla serie.

    L'idea di sviluppare un'avventura ex novo senza Kojima e i suoi veterani, trattandosi di un franchise di stampo fortemente autoriale in ambito ludico e prettamente registico, resta di difficile concretizzazione ed è per questo che allo stato attuale delle cose ci sembra più opportuno soffermarci sui succitati remake. Partiamo dal gioco che, tra molte virgolette, potrebbe essere il più "semplice" da modernizzare. Metal Gear Solid 3, specie se guardiamo alla sua versione Subsistence dotata di visuale in terza persona liberamente orientabile, offre un'esperienza ancora valida sul fronte ludico e, una volta applicate eventuali rifiniture al sistema di controllo e in materia di animazioni, potrebbe sorgere a nuova vita senza troppi problemi. In questo caso insomma la totale fedeltà all'esperienza originale potrebbe ripagare pienamente gli sforzi di Virtuos o chi per esso, se a braccetto con un intervento importante sul fronte audiovisivo s'intende.

    La missione di Naked Snake in terra sovietica si distinse fortemente rispetto a quelle che l'avevano preceduta, complici il periodo storico, la predominanza dell'elemento naturale e la presenza di una più marcata componente survival. Il discepolo di The Boss si ritrovava a esplorare aree paludose, piene di alligatori e pericoli d'ogni sorta, che poteva sfruttare anche a suo vantaggio. Poteva aizzare i calabroni contro i soldati, conservare del cibo avariato per darlo in pasto ai nemici - si pensi al memorabile scontro con The Fear - e cambiare abiti e pittura facciale per mantenere alto il suo livello di mimetizzazione.

    Tra l'utilizzo di particolari "assi nella manica", come l'indimenticabile Pillola della Morte Apparente e strumenti di morte d'ogni sorta, l'avventura costituiva una vera lezione di game design, che secondo il parere di chi scrive merita di subire il minor numero possibile di cambiamenti. La vera sfida semmai consiste proprio nel far procedere di pari passo modernizzazione e preservazione, che dovrebbero prevalere l'una sull'altra solo in specifiche occasioni. Nel caso della battaglia di logoramento con The End, ad esempio, sarebbe più che lecito ambientarla in un'area forestale interconnessa e priva di caricamenti, con alture per darsi al cecchinaggio, capanne e luoghi in cui riposare e nascondersi.

    Col supporto all'audio 3D e in generale una sonorizzazione degna degli standard attuali, questo iconico confronto sarebbe ancor più spettacolare e memorabile ma, coloro che lo volessero, dovrebbero poter ricorrere al trucchetto del cambio di data per veder perire il temibile ma attempato avversario di morte naturale, senza particolari sforzi.

    Per quanto concerne l'impianto grafico, la sola idea di vivere la missione di infiltrazione in tutta la gloria di Unreal Engine 5 e, in generale, di soluzioni tecnologiche allo stato dell'arte è di per sé allettante, soprattutto perché le cutscene della versione pachinko di Metal Gear Solid 3 ci hanno fornito una chiara idea di come queste potrebbero mostrarsi ai nostri occhi.

    La sfida di Shadow Moses

    Passiamo quindi al capostipite della saga, facendo una premessa che riteniamo essere piuttosto importante. Silent Hill 2 Remake sarà un'esclusiva temporale console per PS5 e, almeno stando alla fonte di Areajugones, anche Metal Gear Solid remake dovrebbe uscire solo sulla macchina di Sony (non sappiamo se poi arriverà anche su altre piattaforme). Ad ogni modo, senza girarci troppo attorno, le piattaforme centrali per la serie sono sempre state quelle del colosso giapponese, che verosimilmente potrebbe essersi adoperato in prima persona per riportare in vita questo grande classico.

    In un nostro precedente speciale su Metal Gear Solid abbiamo già esposto le ragioni per cui Bluepoint Games potrebbe essere il collettivo perfetto per il progetto, vista anche la sua esperienza pregressa con le edizioni rimasterizzate di altri capitoli principali (potete leggere qui il nostro speciale su Metal Gear Solid Remake). Detto questo, al netto della bravura del team coinvolto, rinnovare la missione di Solid Snake in quel di Shadow Moses comporterebbe delle sfide non da poco, sia per quanto concerne il gameplay, sia in materia di cutscene.

    Sul primo fronte, dai controlli alla telecamera, fino allo shooting e alle animazioni, ci troviamo dinanzi a una ricetta ludica da ripensare quasi in toto ma con grande accortezza: introdurre una libertà d'azione simile a The Phantom Pain, tra la rapidità delle movenze e il livello di controllo del personaggio, mal si sposerebbe con gli spazi chiusi e talvolta angusti del complesso invaso dai soldati di Liquid, con le telecamere di sorveglianza e i nemici di pattuglia nelle varie zone che dovrebbero continuare a rappresentare una concreta minaccia per il clone di Big Boss.

    Una soluzione in tal senso potrebbe giungere dal passato recente di Metal Gear Solid e nello specifico dall'ultima missione di Old Snake. Il soldato leggendario infatti torna a Shadow Moses in una delle sezioni più iconiche del suo viaggio, che lo vede esplorare alcune aree della base ormai in rovina e battagliare contro nemici robotici.
    Ebbene, l'impostazione della visuale, il ritmo della progressione e lo stesso sistema di shooting del gioco potrebbero fornire delle preziose indicazioni su come procedere per ridefinire il gameplay di Metal Gear Solid Remake, che dovrebbe cavalcare il confine tra classico e moderno per mantenere alta l'efficacia in relazione a questo particolare tipo di avventura. Ancor più delicata è la questione legata alle sequenze filmate, perché già sappiamo cosa è successo quando un altro creativo - nel caso di Twin Snakes si parla di Ryuhei Kitamura - ha provato a reinterpretarle e modernizzarle col proprio stile. Anche la scelta di limitarsi a riproporre quelle originali non sarebbe il massimo vista l'importanza dell'operazione, a testimonianza dell'evidente difficoltà di questo compito.

    Se Sony fosse coinvolta direttamente nel progetto, si potrebbe quantomeno ipotizzare una consulenza esterna di Kojima ma al momento non siamo che nel regno delle remote possibilità. Quel che è certo è che il ritorno di Metal Gear Solid farebbe la felicità di un numero incalcolabile di appassionati e permetterebbe a schiere di giocatori più giovani di riscoprire una leggenda che ha lasciato un segno indelebile nei cuori e nelle menti di tutti coloro che l'hanno vissuta.

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