Cyberpunk 2077: 6 romanzi da leggere in attesa del gioco di CD Projekt RED

Una raccolta di romanzi da recuperare assolutamente per preparare la mente alle atmosfere che riempono il mondo di Cyperpunk 2077.

speciale Cyberpunk 2077: 6 romanzi da leggere in attesa del gioco di CD Projekt RED
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  • La parola Cyberpunk appare per la prima volta in una serie di brevi storie scritte dall'autore statunitense Bruce Bethke e pubblicate sulle pagine della rivista Amazing Science Fiction Stories. Il ciclo sarebbe dovuto culminare in un romanzo con il medesimo titolo, ma l'editore di Bethke, che possedeva i diritti del libro, voleva un classico finale in cui l'eroe salva la ragazza dopo aver ridotto in frattaglie i suoi nemici. Lo scrittore trovava però questa soluzione inopportuna e rivoltante (il massacro avveniva in una scuola), così il libro non venne mai pubblicato.

    In fondo l'anima del cyberpunk è tutta qui: nel rifiuto delle convenzioni vigenti, in un senso di ribellione che spinge a tentare - spesso fallendo - di cambiare l'ordine delle cose. Il tutto sulle note del migliore (o peggiore, non importa) rock psichedelico, in mezzo a una folla di corpi al silicio sotto l'occhio onnipresente della grande rete. È questa l'atmosfera che ci aspettiamo di respirare sulle strade digitali di Cyberpunk 2077, la nostra nuova casa a partire dal prossimo 16 aprile. E proprio per prepararci al meglio per questa cavalcata selvaggia verso i confini della matrice, abbiamo deciso di comporre un piccolo elenco di classici letterari irrinunciabili: una sorta di prontuario del cyberpunk con tutto ciò che dovete sapere prima di affrontare i vicoli di Night City.

    Il cacciatore di androidi

    Seppur pubblicato oltre dieci anni prima della nascita ufficiale del movimento cyberpunk, l'opera più celebre di Philip K. Dick merita senza alcun dubbio un posto d'onore in questa lista.

    D'altronde tra le pagine de Il Cacciatore di Androidi (in originale "Do Androids Dream of Electric Sheep?") serpeggia uno dei tratti tipici dello scrittore statunitense: la sua capacità di costruire universi narrativi capaci di influenzare a diversi livelli tutta la produzione successiva. In questo senso, Dick può essere ritenuto - e a ragion veduta - uno dei precursori del cyberpunk, di quella corrente che sarebbe poi esplosa tra le maglie soffocanti dei labirinti metropolitani di Gibson e Sterling.

    Il romanzo narra la storia di Rick Deckard, un cacciatore di taglie incaricato di dare la caccia a sei replicanti fuggiti dalla colonia extramondo di Marte.

    All'ombra dei grattacieli di una San Francisco degradata e schiava dei dogmi corporativi, Dick delinea i tratti di un affresco postmoderno straordinariamente vivido e credibile, tanto opprimente quanto evocativo. Sotto la patina di pessimismo tipica dell'autore, si muove un racconto capace di tenere il lettore col fiato sospeso, in un tornado di colpi di scena sorprendenti e ben calcolati. Nella cornice urbana scolpita dallo scrittore trovano spazio profonde riflessioni sulla natura umana e sul concetto stesso di realtà, oltre ad alcuni dei temi ricorrenti di Dick come la religione, l'uso di droghe, la repressione governativa e la malattia mentale. Una lettura fondamentale, specialmente se amate le tinte più cupe del filone cyberpunk.

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    La trilogia dello Sprawl

    Se Philip K. Dick può essere considerato uno dei principali antesignani del cyberpunk, è al lavoro di William Gibson che dobbiamo la codifica di questo particolare filone. In questo senso, la trilogia dello Sprawl, inaugurata nel 1984 con Neuromante, rappresenta un'opera seminale, una vera e propria "Bibbia del cyberpunk", tanto influente da definire il gergo che sarebbe poi diventato la lingua ufficiale di un intero genere.

    A pochi anni dalla formazione del nucleo fondamentale di Internet, Gibson anticipava la nascita del World Wide Web con la sua "matrice", un colossale rete computerizzata estesa a tutto il globo, e profetizzava molti dei concetti che l'era dell'informazione avrebbe poi reso parte integrante della nostra quotidianità. Non è certo un caso se in Cyberpunk 2020 Mike Pondsmith, autore del gioco di ruolo cartaceo che ha ispirato il titolo di CD Projekt RED, attribuisce il nomignolo "Saint Willie" a tutti quelli che si dimostrano in grado di prevedere il futuro.

    A prescindere dal profondo impatto culturale dei suoi lavori, con la trilogia dello Sprawl Gibson dà vita a un immaginario caotico e decadente, che si snoda tra periferie fatiscenti e sovrappopolate, giganteschi complessi industriali e colossali arcologie dove l'elite corporativa esercita un potere senza limiti. Su questo palcoscenico di desolazione morale, Gibson colloca un manipolo di antieroi riluttanti, come il "cowboy del cyberspazio" Case o la "samurai della strada" Molly, protagonisti di storie che si intrecciano negli oscuri interstizi tra il mondo reale e la grande rete. La lettura dei romanzi della trilogia, un prerequisito praticamente inalienabile per una buona cultura cyberpunk, richiede una buona dose di dedizione e impegno: l'autore utilizza infatti una prosa densa di neologismi e termini utilizzati fuori dal loro contesto tradizionale, lasciandosi spesso andare a una sovrabbondanza descrittiva a tratti schiacciante. Inutile dire che il gioco vale la candela... di brutto.

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    Frontera

    Il primo romanzo di Lewis Shiner, uno dei fondatori del cyberpunk letterario, è anche uno dei più atipici esponenti del filone. Attingendo a piene mani dalla "golden age" della narrativa sci-fi, Shiner si lascia alle spalle molti dei canoni estetici del cyberpunk anni ‘80, senza però rinunciare alle sfumature politiche e sociali proprie della corrente. Frontera, pubblicato nel 1984, racconta la storia di Kane, un veterano delle guerre corporative spedito su Marte per raccogliere informazioni su una nuova tecnologia sviluppata dai coloni.

    Nel libro non ci sono luci al neon, auto volanti o abili "netrunner", ma si percepiscono chiaramente alcuni dei temi cardinali del genere: la profonda sfiducia nei confronti di futuro e autorità, il difficile rapporto tra uomo e tecnologia, gli effetti stranianti di una quotidianità piena di squallore e miseria. Il principale punto di forza di Frontera è l'incredibile lavoro svolto da Shiner nella definizione dei personaggi che popolano il racconto, tra angosce, drammi esistenziali e un constante senso di alienazione. Lineamenti di un intreccio che, malgrado i ritmi compassati, riesce comunque a tenere alta la tensione, trasmettendo al lettore le sensazioni che si provano a vivere in un ambiente oltre i confini dell'atmosfera terrestre, preda di un'ansia dilagante.

    La trilogia di Eclipse

    Definito da William Gibson il "paziente zero" del movimento cyberpunk, John Shirley è un altro degli autori presenti nella raccolta Mirrorshades, quelli che secondo "Saint Willie" sarebbero da ritenersi i padri fondatori del genere. Il suo contributo più significativo al filone è senza dubbio la trilogia di Eclipse, una raccolta che lo scrittore ha descritto come "una visione complessa e bizzarra del futuro prossimo, con un mix caleidoscopico di politica, cultura pop e paranoia".

    Una definizione piuttosto calzante, per una storia che affonda le radici in una distopia spaventosa, riflesso del particolare clima di tensione che si respirava nella prima metà degli anni ‘80. I tre libri sono ambientati in un ipotetico ventunesimo secolo dove il governo sovietico ha occupato gran parte dell'Europa, innescando una crisi globale senza precedenti. In risposta all'invasione, la NATO ha schierato in campo le forze della Second Alliance, un esercito di mercenari intenzionato a instaurare un regime di stampo neofascista.

    Oscuri propositi che gli uomini della New Resistance, i protagonisti del romanzo, intendono ostacolare a tutti i costi. Queste le coordinate narrative di un'opera che riprende alcuni degli elementi ricorrenti del cyberpunk (supremazia tecnologica, potenziamento cibernetico, cospirazioni su scala planetaria, droghe, sesso e rock and roll) per inserirli tra le pagine di un'epopea dai ritmi balistici, stracarica d'azione e valorizzata dalla capacità descrittiva di Shirley, che compone un quadro bellico credibile e sfaccettato.

    Snow Crash

    All'inizio degli anni ‘90, Neal Stephenson scrive un romanzo destinato a diventare uno dei primi manifesti del post-cyberpunk letterario. Da molti considerato una sorta di brillante parodia del genere nato dalla penna di Gibson e colleghi, Snow Crash è ambientato nella Los Angeles del ventunesimo secolo, che dopo il collasso socioeconomico degli Stati Uniti è diventata una delle tante enclavi sotto il controllo delle megacorporazioni.

    Il protagonista del racconto è Hiro, un hacker che lavora come fattorino delle pizze per la mafia. Ed è proprio durante una consegna - ben più problematica del previsto - che il giovane entra in possesso di un virus informatico sotto forma di droga sintetica: un avvenimento che darà il via a una catena di eventi con la quale Stephenson articola una trama carica di humor e situazioni sopra le righe. Pur recuperando molti degli elementi tipici del cybepunk classico, Snow Crash si allontana in maniera netta dalle note più fosche della corrente, calando i lettori in un universo narrativo a metà strada tra distopia e utopia. Il risultato è un romanzo brillante e particolarissimo, avveniristico sotto molti punti di vista. Vi basti considerare che una delle tecnologie presenti nel racconto ha offerto a uno dei cofondatori di Google Earth l'ispirazione per l'omonimo software, e che lo stesso è stato per qualche tempo una lettura obbligatoria per i membri del team di sviluppo di Xbox Live.

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    La trilogia di Altered Carbon

    A quasi un ventennio dalla pubblicazione di Neuromante, lo scrittore Richard K. Morgan pubblica Bay City, il primo capitolo di una trilogia che eredita i lineamenti distintivi dei grandi romanzi di genere, e li reinterpreta per appagare i gusti di una nuova generazione di lettori . Il risultato è Altered Carbon, una raccolta che mescola il cyberpunk con i modi tipici della narrativa noir e hard-boiled. Il protagonista della serie è Takeshi Kovacs, un ex soldato d'elite strappato a una lunga prigionia "mentale" per risolvere un misterioso crimine.

    Nel mondo di Altered Carbon gli esseri umani possono infatti trasferire la mente da un corpo all'altro, sfruttando una tecnologia in grado di digitalizzare la coscienza per inserirla artificialmente in "custodie" naturali o geneticamente modificate, con l'obiettivo di prolungare all'infinito la durata della vita. Un processo che porta l'autore a confrontarsi con una delle tematiche preferite da Masamune Shirow, che in Ghost in the Shell aveva già esplorato a fondo le estreme conseguenze del transumanesimo. Implicazioni filosofiche che lo scrittore affronta con uno stile riconoscibile ed efficace, tratteggiando un antieroe disilluso e affascinante, che conquista tra sequenze d'azione e battute al vetriolo. Attraverso gli occhi del protagonista il narratore, Morgan descrive un mondo dominato da forti disuguaglianze sociali, dove ai più ricchi è concessa un'eternità fatta di lusso e dove nulla è ciò che sembra. Un ottimo punto di partenza per i neofiti del cybepunk, utile ad aprire la strada verso le origini del filone.

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