Cyberpunk 2077: la class action contro CD Projekt spiegata nel dettaglio

La corte californiana competente ha approvato l'accordo raggiunto tra gli investitori e CD Projekt, che vede cambiamenti al vertice e nuove prospettive.

Cyberpunk 2077: la class action contro CD Projekt spiegata nel dettaglio
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  • Dopo anni di aspettative elevatissime e il coinvolgimento di una star amatissima dal grande pubblico come Keanu Reeves, il lancio di Cyberpunk 2077 è stato segnato da polemiche e difficoltà per CD Projekt RED su vari fronti. Innanzitutto, quello delle vendite, con il ritiro del gioco da PlayStation Store da parte di Sony ad appena una settimana dall'uscita e il rimborso di quanto speso dai consumatori; poi ci sono gli aspetti finanziari, con una discesa significativa delle quotazioni dei titoli di CD Projekt RED (che, lo ricordiamo, è una società quotata in borsa); e infine non sono mancate battaglie legali, avviate a stretto giro dopo la release e partite dagli Stati Uniti d'America.

    Sono stati anni molto complicati per la compagnia polacca, passata dall'essere la beniamina dei videogiocatori - soprattutto grazie all'acclamato The Witcher 3 - al diventare un'azienda a cui i mercati e la stampa prestano moltissima attenzione, specialmente a causa di una dirigenza che ha compiuto scelte discutibili e dal forte impatto sui lavoratori, provocando una massiccia perdita di fiducia da parte dei consumatori. Tra cambiamenti al vertice della governance societaria e la risoluzione ormai all'orizzonte di una importante class action avviata a cura della Rosen Law Firm, uno degli studi legali americani più affermati nell'ambito della difesa dei diritti degli investitori, cerchiamo di ricostruire i passaggi salienti, da un punto di vista finanziario e legale, vissuti dalla compagnia in questi anni, gettando lo sguardo a un futuro in cui - si spera - CD Projekt RED possa dimostrare di aver imparato dai suoi errori.

    Cultura dell'hype

    Sono passati ormai più di dieci anni dall'annuncio di Cyberpunk 2077, capace di destare l'interesse sia degli appassionati del celebre gioco di ruolo da tavolo creato da Mike Pondsmith, sia di coloro che desideravano esplorare Night City, una città che prometteva di regalare scorci indimenticabili, intrighi, combattimenti e un'immensa libertà nello sviluppo del proprio personaggio giocante. Almeno in parte, Cyberpunk 2077 è riuscito a cogliere nel segno, specie grazie agli aggiornamenti che il team di sviluppo ha realizzato nel corso del tempo a partire dalla tumultuosa release del 2020.

    Non si devono, però, dimenticare le azioni compiute dalla dirigenza della società che, sottostimando la grandezza del progetto e gestendo in maniera scorretta le tempistiche di sviluppo, ha causato notevoli problemi ai membri del team, sia come individui che come lavoratori. Lo ha sottolineato Jason Schreier in un report per Bloomberg, frutto di numerose interviste con sviluppatori che hanno lavorato al gioco e che - per ovvie ragioni di tutela del loro rapporto con la compagnia, oltre che per prevenire possibili azioni legali da parte di un colosso quotato in borsa - hanno comprensibilmente scelto di rimanere anonimi.

    Che vi siano stati errori da parte dei piani alti non è una teoria fantasiosa: lo stesso Marcin Iwinski, co-fondatore della compagnia e all'epoca suo Chief Executive Officer (CEO) si è assunto la personale responsabilità, insieme al resto della dirigenza, per il lancio disastroso di Cyberpunk 2077 su console, segnatamente su quelle appartenenti alla scorsa generazione. "Nonostante le buone recensioni della versione PC, le versioni console di Cyberpunk 2077 non hanno rispettato gli standard qualitativi che desideravamo", ha affermato Iwi?ski, "e per questo io e l'intero gruppo dirigente esprimiamo pubblicamente il nostro dispiacere, e con questo video intendo assumermi la responsabilità per l'accaduto".

    I consumatori non potevano essere consapevoli dello stato delle versioni console di Cyberpunk 2077 in quanto la stampa aveva ricevuto esclusivamente codici della versione PC del titolo, non segnata dalle problematiche che invece hanno afflitto a lungo i port del titolo, in particolar modo su PlayStation 4 e Xbox One. Grazie all'hype precedente al periodo di lancio, Cyberpunk 2077 ha venduto ben 13 milioni di copie nei dieci giorni successivi alla release, salvo poi ricevere un significativo backlash dal pubblico, una volta esposti i pesanti difetti e bug che interessavano il titolo.

    L'intervento di Sony e la class action negli Stati Uniti

    Ciò ha portato Sony a una decisione durissima: la rimozione di Cyberpunk 2077 dal PlayStation Store, con rimborso integrale a favore di chi aveva acquistato una copia del videogioco di CD Projekt RED. È stato necessario un cammino lungo sei mesi per riportare l'avventura di V e Johnny Silverhand sullo store PlayStation; solo il 21 giugno 2021, dopo una lunga lista di patch, il titolo è tornato disponibile nella vetrina digitale di Sony.

    Negli stessi, difficili giorni di dicembre 2020 che seguivano la release, sono arrivate notizie preoccupanti anche dal punto di vista legale per la compagnia. È stato fin da subito chiaro che l'uscita di Cyberpunk 2077 in condizioni disastrose su console, la conseguente uscita del titolo da PlayStation Store e il drastico taglio delle aspettative di vendita avrebbero avuto un forte impatto sulle quotazioni dei titoli della compagnia polacca, anche sul medio periodo. E infatti, a metà luglio 2022 è arrivata la notizia che molti analisti avevano previsto nei mesi precedenti: Techland, colosso creatore della serie Dying Light, aveva sorpassato CD Projekt RED e guadagnato il titolo di compagnia videoludica di maggior valore in Polonia. Bisogna precisare che la valutazione non è semplice, dato che Techland - diversamente da CD Projekt RED - non è una società quotata: a fronte di una stima piuttosto precisa del valore delle attività della società produttrice della serie The Witcher e di Cyberpunk 2077 (che, a luglio 2022, si aggirava intorno ai 10 miliardi di zloty), gli analisti di Puls Biznesu hanno stimato una valutazione implicita superiore per Techland.

    Quel che è impressionante è che a fine 2020 CD Projekt RED poteva vantare una valutazione intorno ai 40 miliardi di zloty, ben quattro volte superiore rispetto a quella raggiunta a luglio 2022, dopo un anno e mezzo decisamente difficile sui mercati. Una comunicazione trasparente è essenziale per rispettare le norme poste a regolamentazione dei mercati internazionali, e un gruppo di investitori, supportato da un importante studio legale newyorkese, ha ritenuto che CD Projekt RED non avesse rispettato i propri obblighi.

    Era il 24 dicembre 2020 quando la Rosen Law Firm, studio di spicco in ambito statunitense per la difesa dei diritti degli investitori sui mercati azionari, annunciava di aver proposto una class action per conto degli acquirenti di strumenti finanziari appartenenti a CD Projekt SA, la società per azioni che gestisce tutte le attività della compagnia polacca, impegnata sia nello sviluppo che nella vendita di videogiochi tramite il portale GOG.com.

    Le vicende della class action

    In cosa consiste un'azione di classe? Prevista in numerosi ordinamenti giuridici - tra cui anche quello italiano, che detta una disciplina dettagliata a tutela dei consumatori - la class action è volta a tutelare diritti individuali omogenei e interessi collettivi. La particolarità è che si tratta di un'azione aperta all'adesione di nuovi soggetti interessati anche in seguito alla presentazione del ricorso, e senza il bisogno di farsi assistere autonomamente a un avvocato. Il vantaggio evidente sta nel risparmio dei costi e nell'incentivo a proporre cause che risulterebbero eccessivamente onerose se avanzate da un unico ricorrente, peraltro pesantemente svantaggiato ove la parte convenuta sia una grande società, solitamente dotata di mezzi economici più consistenti rispetto a quelli di una persona fisica e, quindi, di migliori consulenti legali.

    Per aderire a una class action è necessario rispettare particolari requisiti. In questo caso, l'azione intentata tramite la Rosen Law Firm era destinata agli acquirenti di determinate categorie di strumenti finanziari tra il 16 gennaio 2020 e il 17 dicembre 2020; obiettivo principale era quello di ottenere un risarcimento dei danni ai sensi delle leggi federali sul tema. Secondo quanto riportato nel ricorso, CD Projekt RED SA avrebbe rilasciato dichiarazioni false o fuorvianti e compiuto importanti omissioni, non evidenziando lo stato di virtuale ingiocabilità di Cyberpunk 2077 su console PlayStation 4 e Xbox One, cosa che aveva portato alla rimozione del gioco da PlayStation Store nei giorni precedenti alla presentazione del ricorso stesso.

    Di conseguenza, CD Projekt SA ha sofferto danni sia dal punto di vista della reputazione che da quello finanziario, e il ricorso evidenziava i danni sofferti dagli investitori a causa delle dichiarazioni della compagnia sul suo stato e sulle prospettive future, considerate fuorvianti o prive di ragionevoli basi da parte dei ricorrenti. La notizia era di quelle che non potevano passare inosservate, ed è rimbalzata sulle pagine di testate di rilievo internazionale, quali The New Work Times e Bloomberg. Come previsto dalle normative regolatrici dei mercati, la compagnia polacca ha rilasciato regolari aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria che la vedeva protagonista.

    Nel dicembre 2021, la Corte Distrettuale del Distretto Centrale della California, competente sul caso, ha sospeso il procedimento per consentire alle parti di tentare di raggiungere un accordo sull'ammontare del risarcimento; CD Projekt SA ha precisato che "la decisione di intraprendere una negoziazione per un possibile accordo non deve essere intesa come un'ammissione di colpa da parte della compagnia o da parte dei membri del suo gruppo dirigente relativamente alle allegazioni dei ricorrenti".
    È passato appena qualche giorno per la pubblicazione dei termini concordati dalle parti: in particolare, il pagamento di una somma pari a 1.850.000 dollari, da corrispondersi alla classe di ricorrenti da parte di CD Projekt SA e della sua compagnia assicuratrice, Colonnade Insurance SA. Bisogna specificare - non essendovi sempre stata chiarezza sul punto da parte della stampa - che non si tratta di un risarcimento: la somma è volta a far sì che i ricorrenti rinuncino a tutte le pretese avanzate con la class action, tanto che il Term Sheet contenente tutti i dettagli dell'accordo espressamente prevede che il pagamento non implica ammissione di responsabilità da parte della compagnia o dei suoi dirigenti (alcuni dei quali direttamente citati da Rosen Law Firm).

    Come illustrato nel report rilasciato da CD Projekt SA sul punto, la decisione è stata motivata, tra l'altro, anche dalle previsioni di durata e di costi del procedimento legale, indipendentemente da quelle che sarebbero state le conclusioni della Corte; decisiva è stata la consulenza dello studio legale statunitense che ha assistito la compagnia, il quale ha raccomandato l'accettazione della proposta di accordo. Viene citata, inoltre, la "general practice" negli USA circa la conclusione di simili liti con accordi stragiudiziali.
    A questo punto, bisognava soltanto depositare presso il giudice competente il documento contenente i termini convenuti dalle parti: ciò è avvenuto il 27 gennaio 2022, congiuntamente a una mozione di approvazione preliminare da parte della Corte californiana.

    Poi, tutto tace: nessuna news per quasi un anno. Almeno fino al 5 gennaio, quando è stata annunciata l'approvazione preliminare dell'accordo, confermando l'importo di 1.850.000 dollari affinché i ricorrenti abbandonino ogni pretesa. La Corte, congiuntamente con la figura incaricata di gestire l'accordo tra le parti, proseguirà con ulteriori attività formali relative al caso, destinato a concludersi entro il 1 giugno 2023, con ogni probabilità con una conferma definitiva dei termini di negoziazione assunti dalle parti.

    Quale futuro per CD Projekt RED?

    Se questa spinosa questione legale sembra ormai vicina alla sua conclusione, i piani alti della società sembrano non aver ancora trovato pace. È recente la notizia dell'abbandono del ruolo di co-CEO da parte di Marcin Iwinski, che ha rimesso il suo incarico al consiglio d'amministrazione della compagnia alla fine del 2022. Come chiarito dal diretto interessato in un tweet del 4 ottobre 2022, è intenzione di Iwinski mantenere la titolarità di una consistente fetta dell'azionariato della compagnia ? stando all'ultimo aggiornamento, datato 4 gennaio 2023, il co-fondatore della società polacca detiene il 13 % delle azioni - e continuare a supportare dall'esterno gli amministratori nel suo nuovo ruolo non esecutivo.

    Nel Fact Sheet pubblicato da CD Projekt RED all'inizio di quest'anno possiamo constatare l'effettiva uscita di Marcin Iwinski dal consiglio d'amministrazione della società. Il ruolo di Presidente e di amministratore delegato spetta a Adam Kicinski, che lavora con la compagnia fin dalla sua fondazione nel 1994 e detiene il 4 % delle azioni. Dei sette membri del consiglio, solo uno non proviene dalla Polonia: si tratta di Jeremiah Cohn, dotato di una lunga esperienza nel consiglio d'amministrazione della sussidiaria nordamericana della società, CD PROJEKT Inc.

    Quali sono i piani di questo gruppo dirigente e della compagnia nel suo complesso? Le più recenti comunicazioni di CD Projekt RED confermano le voci sulla produzione di giochi per dispositivi mobile, serie televisive e film in associazione con partner esterni. Quanto ai contenuti video, la decisione appare centrata e niente affatto casuale: negli ultimi mesi dello scorso anno le vendite di Cyberpunk 2077 hanno registrato una decisa impennata grazie alla messa in onda dell'apprezzata serie TV animata Cyberpunk: Edgerunners, capace di catturare l'attenzione di un ampio ventaglio di utenti Netflix, molti dei quali hanno scoperto Cyberpunk 2077, oggi in uno stato decisamente migliore rispetto a quello in cui versava su console al momento del lancio (a proposito, ecco qui la nostra recensione di Cyberpunk Edgerunners).

    Inoltre, la compagnia è impegnata nell'avvio di un nuovo studio, denominato CD PROJEKT RED North America, con sede a Boston. Sotto i riflettori è, in particolar modo, la prima e unica espansione di Cyberpunk 2077, denominata Phantom Liberty, la cui uscita è prevista per quest'anno. Confermati i tre progetti a lungo termine relativi alla saga di The Witcher - ossia Project Sirius, una nuova trilogia e il remake del primo The Witcher - oltre al Project Orion dedicato all'universo di Cyberpunk (ecco qui un nostro speciale sui lavori di CD Projekt RED).
    CD Projekt RED ha avviato un cammino che si presenta lungo e impegnativo, e che vedrà la compagnia confrontarsi con un pubblico decisamente più attento alle azioni degli sviluppatori (e soprattutto dei suoi dirigenti) rispetto a quanto avveniva prima della release di Cyberpunk 2077. La nostra speranza è che i cambiamenti nel gruppo dirigente e le pubbliche assunzioni di colpa fatte dai piani alti dell'azienda portino a un futuro più sostenibile per i suoi lavoratori, allontanando le accuse di crunch mosse nei report pubblicati dalla stampa internazionale, e garantendo una piena tutela dei diritti degli sviluppatori e dei consumatori.

    Da un punto di vista personale, chi scrive auspica che un progetto ambizioso, affascinante e dotato di solide basi in uno dei giochi di ruolo da tavolo più celebri al mondo, quale è Cyberpunk 2077, riesca a realizzare con il suo DLC la visione originariamente pensata dai suoi sviluppatori, esaltando ancora di più i tanti lati positivi della produzione targata CD Projekt RED. Come sempre, vi aggiorneremo sugli sviluppi futuri relativi alla compagnia polacca e ai suoi progetti.

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