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Cyberpunk 2077: le leggende di Night City

Le cronache di Night City racchiudono le storie di un gran numero di leggende, tutte meritevoli di un posto d'onore nel menu dell'Afterlife.

speciale Cyberpunk 2077: le leggende di Night City
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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Bes Isis, l'ex tastierista dei Samurai, era solita dire che "nessuno lascia mai Night City, tranne che in una sacca per cadaveri". La creatura di Richard Night è un'amante voluttuosa e crudele, una ninfa di cemento pronta a soddisfare ogni tuo desiderio, perfino a concederti l'immortalità, ma ad un prezzo che in pochi sono disposti a pagare. Per diventare una leggenda di Night City è necessario morire o andarci dannatamente vicino, dopo essersi lasciati alle spalle una scia di cadaveri e una storia che valga la pena raccontare. Dare il proprio nome a uno dei drink dell'Afterlife non è certo un'impresa facile, e riuscire a sorseggiarlo lo è ancor meno, ma in fondo a Night City tutto è possibile. Queste sono le storie di chi ce l'ha fatta e di chi ci era quasi riuscito, di finali esplosivi e vite che meritano di essere ricordate. In alto i bicchieri!

    Rogue Amendiaries

    Se diventare una leggenda di Night City - preferibilmente dopo un finale esplosivo - è l'unico modo per finire nel menu dell'Afterlife, Rogue Amendiaries merita sicuramente di dare il nome a uno dei drink più inebrianti del locale. Una mistura complessa, dal carattere deciso e con un retrogusto piacevolmente dolce, quasi nascosto tra le sfumature più robuste di un drink da sorseggiare tutto d'un fiato, prima di imbracciare le armi per scrivere col piombo una nuova pagina della storia di Night City.

    Nel 2013, trent'anni prima di aprire l'Afterlife e diventare la regina dei fixer, Rogue era già una delle mercenarie più pericolose e rispettate della città, nota tanto per la sua abilità con la pistola quanto per le sue straordinarie doti strategiche. Bella, letale e indomabile, Rogue era inoltre in cima alla lista delle donne più desiderate di Night City, con un lungo elenco di spasimanti tra i migliori edgerunner della megalopoli.

    Tra questi c'era anche il suo partner in affari Santiago, il mitico Mogan Blackhand, Andrew "Boa Boa" Weyland e ovviamente Johnny Silverhand, probabilmente l'unico ad aver lasciato un segno indelebile nel gelido cuore della "solitaria".

    Non è certo un caso se le più celebri imprese di Rogue sono la diretta consueguenza dell'odio di Johnny per il dominio corporativo: parliamo ovviamente dell'assalto all'Arasaka Tower del 2013 (organizzato per salvare Alt Cunningham dalle grinfie della compagnia) e della successiva incursione nel 2023, che portò al disastro nucleare noto come "Night City Holocaust", segnando l'ultimo atto dell'epopea punk del leader dei Samurai. Un evento luttuoso che ha lasciato una cicatrice indelebile nell'anima tormentata di Rogue, costringendola a percorrere una strada lastricata di amari compromessi. D'altronde Night City è un'amante crudele, ma nemmeno lei è riuscita a sopire le fiamme che bruciano dietro gli occhi di ghiaccio della signora dell'Afterlife, pronte a travolgere ancora una volta le strade della città.

    Johnny Silverhand

    Nei primi anni del 2000, Robert John Linder era solo uno dei tanti giovanissimi schierati in prima linea sul fronte della seconda guerra centroamericana, blanditi dalla vuote promesse di un governo corrotto fino al midollo, pronto a sacrificare i suoi soldati per assecondare gli interessi economici di politicanti senza scrupoli e colossi corporativi.

    Dopo aver contribuito a svelare gli sporchi segreti dietro la cortina di propaganda delle autorità statunitensi, Robert si unì alla folla dei disertori sfuggiti al conflitto, tornando a Night City con un braccio in meno e una nuova consapevolezza sul vero nemico da combattere. Deciso ad alimentare le fiamme della ribellione con la sua musica, il giovane iniziò una nuova vita col nome di Johnny Silverhand e, assieme all'amico di sempre Kerry Eurodyne, divenne una presenza fissa nei peggiori club underground della città. Durante l'ennesima serata di rock e stravizi in una di queste bettole, il Rainbow Cadenza, il talento di Johnny attirò le attenzioni di Jack Masters, un pezzo grosso della Universal Recording, che offrì ai Samurai il loro primo contratto discografico.

    Nel giro di un anno, Johnny era già diventato uno dei musicisti più famosi e celebrati dell'ultimo secolo: il suo sound crudo e viscerale, i suoi testi taglienti e sovversivi divennero la fonte d'ispirazione del movimento "rockerboy", il grido di rabbia di chi - come lui - aveva deciso di dire basta ai soprusi dell'elite di Night City. Dopo lo scioglimento dei Samurai nel 2008, l'impegno anticorporativo di Johnny (in particolar modo contro l'Arasaka Corporation) assunse sfumature ancora più estreme, fino a sfociare in veri e propri atti di terrorismo (potrete approfondire ancora di più grazie al nostro speciale sulla storia di Johnny Silverhand). L'attacco all'Arasaka Tower del 2013 e il ritrovamento del corpo senza vita di Alt Cunningham, la sua ragazza (una delle tante, in effetti), rappresentano in questo senso un punto di svolta per la seconda vita di Johnny, che avrebbe dedicato il successivo decennio a infliggere colpi sempre più duri all'establishment della megalopoli.

    Nel 2023, assieme a un manipolo di professionisti del calibro di Rogue, Morgan Blackhand, Shaitan e Spider Murphy, Johnny prese nuovamente d'assalto la torre, con l'intento di liberare lo spettro digitale di Alt e distruggere il quartier generale dell'Arasaka, in modo da mettere la parola fine alla quarta guerra corporativa.

    Dato per morto dopo l'esplosione dell'ordigno nucleare piazzato nel cuore dell'edificio, Johnny Silverhand continua a essere un simbolo della ribellione contro i potenti di Night City: un faro di speranza per gli oppressi, che ancora sperano di vederlo riapparire - chitarra in mano - per guidare una folla urlante contro i palazzi di cristallo di Corpo Plaza.

    Altiera Cunningham

    Nel 2013 Altiera "Alt" Cunningham era una delle migliori netrunner di Night City, un genio informatico con una comprensione profonda dei segreti nascosti tra le maglie del codice. La sua fama di hacker eccezionale le valse un contratto in esclusiva con l'ITS Corporation, che le offri le risorse per portare avanti una ricerca rivoluzionaria sul trasferimento e il contenimento delle coscienze, sia umane che artificiali.

    Alt sviluppò un programma che permetteva di separare corpo e mente per esplorare senza vincoli gli spazi sterminati della grande rete: una tecnologia che l'ITS rielaborò nel primo prototipo del Soulkiller, un demone in grado di imprigionare l'intelletto in una gabbia digitale inespugnabile. Determinata a mettere le mani sul programma, l'Arasaka rapì Alt e ridusse in fin di vita il suo fidanzato di allora, nientemeno che il leggendario rocker Johnny Silverhand.

    Costretta a ricostruire il Soulkiller nei laboratori dell'Arasaka Tower, fece in modo di inserire nel codice una subroutine progettata per garantirle una via di fuga nel caso in cui la compagnia avesse usato il demone contro di lei.

    Uno scenario che si verificò quanto Johnny prese d'assalto l'edificio con un manipolo di edgerunner di razza, poco prima che Alt - libera di muoversi tra i sistemi della torre - friggesse i cervelli dei netrunner al soldo di Toshiro, il capo della divisione americana dell'Arasaka. Non sapendo nulla del piano della donna, e convinto di avere di fronte solo un involucro vuoto, Johnny separò definitivamente la coscienza di Alteria dal suo corpo, condannandola a passare i successivi dieci anni all'interno del mainframe della megacorporazione. Durante l'attacco del 2023, l'hacker Spider Murphy riuscì infine a trasferire in rete la mente di Alt, che nel tempo sarebbe diventata una delle più potenti entità digitali del mondo di Cyberpunk.

    Morgan Blackhand

    Dopo una brillante carriera al servizio dello Zio Sam, Morgan Blackhand tornò a Night City solo per scoprire che le abilità sviluppate sotto le armi lo rendevano solo uno dei tanti emarginati della città: veterani "inoccupabili" condannati all'oblio dall'indifferenza di un governo tutto chiacchiere e propaganda. Le cose cambiarono quando, a un paio di settimane dal suo ritorno, Morgan finì coinvolto in un'accesa disputa col capo di una delle peggiori "boostergang" della città, che culminò in uno scontro particolarmente cruento. Costretto ad affrontare da solo una torma di scagnozzi armati fino ai denti, Blackhand eliminò i suoi avversari con un'efficienza tale da lasciare letteralmente di stucco tutti testimoni presenti sul posto. Tra questi c'era anche un reclutatore di alto rango della Militech, che nel giro di qualche ora fece di Morgan uno dei mercenari più pagati della costa occidentale. Esperto in demolizioni e tecnologia, tiratore impareggiabile e ottimo combattente corpo a corpo, Morgan Blackhand divenne rapidamente il "solitario" numero uno di Night City, l'asso nella manica dei migliori fixer della megalopoli.

    Blackhand è particolarmente apprezzato per la sua discrezione, per la sua capacità di contenere i danni collaterali e catturare vivi i suoi bersagli, qualora il contratto lo richieda. Un approccio agli antipodi rispetto a quello del suo rivale di sempre, il famigerato Adam Smasher, con il quale il mercenario si è scontrato in più di un'occasione.

    L'ultima volta è capitato durante l'assalto all'Arasaka Tower del 2023, un'operazione pianificata e coordinata dallo stesso Blackhand (sebbene le memorie digitalizzate di Silverhand sembrino sostenere tutt'altro) su richiesta della Militech e del presidente Elisabeth Kress, culminata nella tragedia del "Night City Holocaust". Nessuno sa con certezza cosa ne sia stato di Morgan dopo i fatti del 20 agosto 2023, ma diverse testimonianze lo collocano in diversi scenari "caldi" fino al 2045.

    Adam Smasher

    Cresciuto nei peggiori sobborghi di New York, all'inizio degli anni 2000 Adam Smasher non era altro che l'ennesimo scagnozzo con un insano appetito per la violenza indiscriminata, messa al servizio dell'esercito dopo l'annientamento della sua gang da parte delle forze governative. Dopo essere stato congedato con disonore a causa della sua tendenza a trasformare ogni missione in un terrificante bagno di sangue, Smasher tornò nella Grande Mela dove si fece un nome come uno dei più brutali sicari della città. Durante uno dei soliti lavoretti "sporchi", Adam finì sulla traiettoria di una coppia di razzi, che lo trasformarono in un ammasso sanguinolento di membra straziate e cattiveria. Si dice che a salvarlo fu nientemeno che un pezzo grosso dell'Arasaka, che gli offrì due semplici opzioni: morire tra atroci sofferenze o servire la compagnia con un nuovo corpo d'acciaio. Sette anni dopo il cyborg Adam Smasher era ancora su piazza, pronto ad accettare qualsiasi contratto che non fosse una missione suicida e che gli permettesse di dare libero sfogo alla sua fame di distruzione, senza limiti di sorta per quanto riguarda danni collaterali e vittime civili.

    Nel 2022, a un anno dall'inizio della quarta guerra corporativa, Smasher tornò a lavorare esclusivamente per l'Arasaka: un imposizione che il mercenario accettò di buon grado sapendo che sul fronte opposto c'era il suo rivale Morgan Blackhand, come sempre al soldo della Militech.

    I due si ritrovarono sul tetto dell'Arasaka Tower durante la notte del "Night City Holocaust", dopo che Smasher - con indosso una possente armatura DaiOni - aveva ridotto in fin di vita Johnny Silverhand e il cyborg Shaitan. Nessuno sa quale sia stato l'esito del duello, ma entrambi sparirono dai radar subito dopo l'esplosione delle testate nucleari piazzate dal team di Blackhand. Nel 2077 Adam Smasher è ancora al servizio dell'Arasaka, in attesa che qualcuno arrivi a scrivere col sangue l'ultimo atto di una delle più oscure leggende di Night City. Volete approfondire ancora di più la storia della città in cui è ambientato il gioco? Date un occhio al nostro speciale sulla storia di Night City.

    Shaitan

    Nessuno sa chi fosse Shaitan prima che il suo cervello venisse sigillato all'interno di un guscio cibernetico della Militech, né quali siano le ragioni alla base del suo profondo odio per l'Arasaka Corporation. Alcuni dicono che sua madre si sia suicidata dopo gli abusi subiti da un dirigente di spicco della compagnia, altri che lo stesso Shaitan sia il frutto di questa violenza, addirittura il figlio illegittimo di Saburo Arasaka in persona.

    L'unica cosa certa è che il cyborg ha trascorso almeno tre anni a portare avanti una crociata solitaria contro la corporazione giapponese, addestrando la sua mente e modificando il suo corpo per quest'unico scopo. Noto tra i fixer per la sua implacabile determinazione, Shaitan è solito offrire i suoi servizi di mercenario a chiunque sia in grado di soddisfare due specifiche condizioni: l'obiettivo del contratto deve essere l'Arasaka, e non devono esserci limiti ai "danni collaterali" inflitti alle proprietà dell'azienda. Regole che hanno reso Shaitan un candidato perfetto per l'assalto all'Arasaka Tower del 20 agosto 2023, una missione che è gli è quasi costata la vita. Dopo la notte del "Night City Holocaust" Shaitan ha fatto perdere le sue tracce, sebbene il suo nome continui ad apparire nei registri dell'Arasaka con la nota "bersaglio prioritario".

    Rache Bartmoss

    Largamente considerato il miglior netrunner di tutti i tempi, Rache Bartmoss è l'autore del più grande attacco informatico mai concepito, la mente dietro al cataclisma del DataKrash, l'evento che ha provocato il collasso quasi totale della rete. Paranoico e geniale oltre ogni dire, nel 2020 Bartmoss era l'uomo più ricercato dalle corporazioni di mezzo mondo, colpite a più riprese da assalti digitali tanto sofisticati quanto inarrestabili. Il suo capolavoro fu appunto il R.A.B.I.D.S./DataKrash virus, un demone progettato per violare i mainframe di tutte le compagnie del pianeta e rendere pubblici i loro più sporchi segreti. Perfino Bartmoss aveva però sottovalutato la potenza del suo codice, che nel giro di qualche mese aveva infettato il 78,2% della rete, devastando i mercati azionari e trasformando le IA militari in incontrollabili agenti di distruzione. I danni furono così estesi che governi e compagnie private si trovarono costrette a riesumare la tecnologia delle schede perforate per tenere in piedi le proprie operazioni.

    Fu proprio in questo periodo che la NetWatch creò il Blackwall, un'IA sviluppata appositamente per arginare la virulenza delle intelligenze artificiali fuori controllo. Se prima del DataKrash la rete era un sistema globale unificato e rigidamente regolamentato, dopo la liberazione del virus questa divenne frammentata e parzialmente inaccessibile, composta da una costellazione di network privati senza alcun controllo da parte delle autorità pubbliche.

    In buona sostanza, Bartmoss cambiò il volto del web, finendo suo malgrado per favorire i suoi acerrimi nemici. Questo non lo salvò da una lunga serie di ritorsioni, alcune delle quali entrate nella leggenda. Si dice che nel 2022 l'Arasaka utilizzò un cannone gravitazionale in orbita stazionaria per scagliare un meteorite contro un edificio che, stando alle fonti della società, ospitava il covo dell'hacker.

    Un gesto tanto plateale quanto inutile, visto che Bartmoss era già morto da un anno. Per sfuggire ai suoi aguzzini, il netrunner si era infatti nascosto all'interno di un'unità d'ibernazione camuffata da frigorifero, senza però svelare a nessuno la sua esatta collocazione. A causa di un malfunzionamento, il dispositivo smise di funzionare dopo qualche mese, causando la prematura dipartita del povero Rache, caduto vittima della sua stessa paranoia.

    Andrew Weyland

    Andrew "Captain Boa Boa" Weyland è stato per lungo tempo il leader di una delle unità "black ops" più temute del mondo: i Water Leopards. Famoso per il suo cinismo e la sua crudeltà, Weyland ha passato buona parte della sua vita al servizio degli interessi di Angus Youngblood, da prima ancora che l'imprenditore australiano sfruttasse le sue ingenti risorse economiche per diventare uno degli azionisti di maggioranza della Petrolchem, la principale compagnia energetica del mondo. Da allora Boa Boa e i suoi lavorano quasi esclusivamente per la corporazione, sebbene l'uomo non disdegni qualche lavoretto da mercenario di tanto in tanto, specialmente se ai danni delle altre megacorporazioni. Il nomignolo di Weyland deriva dal tatuaggio a foggia di pelle di serpente che lo ricopre per intero, compreso il volto sul quale brillano i sinistri riflessi di due protesi oculari di un giallo intenso e inquietante. Deceduto prima del 2077 per ragioni sconosciute, Boa Boa ha lasciato al figlio Crispin il compito di portare avanti il "buon nome" della famiglia: pur essendo altrettanto letale sul campo di battaglia, "Squama" Weyland non sembra però aver ereditato i tratti peggiori del carattere paterno.

    Santiago Aldecaldo

    Nato in un ospedale militare nei pressi di Berlino, dove il padre era di stanza durante un breve periodo come impiegato del Dipartimento di Stato americano, Santiagò passo gli anni dell'infanzia a viaggiare per gli Stati Uniti assieme alle prime comunità nomadi. Una scelta obbligata per i genitori di Santiago, costretti ad allontanarsi dalle città per sfuggire alla cosiddetta "Epurazione degli avvocati", una grande sommossa popolare che, a metà degli anni ‘90, aveva condotto al linciaggio di numerosi avvocati e dignitari, accusati di aver favorito l'impennata dei tassi di criminalità nelle principali metropoli americane. Poco prima di aver raggiunto la maggiore età, Santiago si allontanò dalla sua famiglia per dedicarsi a lavori malvisti tra le file dei clan nomadi: fece il soldato, la guardia del corpo e perfino il roadie per un gran numero di band, tra cui i Samurai di Johnny Silverhand.

    Fu in questo periodo che Santiago conobbe Rogue e divenne il suo partner in affari, scoprendo di avere un talento innato per il mestiere del mercenario. Dopo l'assalto all'Arasaka Tower del 2013, fu proprio Santiago a suggerire alla squadra di nascondersi tra i nomadi delle Badlands, dopo essere rimesso in contatto con i membri del suo vecchio clan, ora guidato dall'anziano Juan Aldecaldo. In questo periodo Santiago divenne uno stimato membro della comunità, contribuendo a modellarne i valori e gli obiettivi fino alla morte di Juan, che lo nominò suo erede. Da allora Santiago è a capo della seconda più grande Nazione dei nomadi, un clan che comprende decine e decine di famiglie in giro per il Paese. Infine, se ve la foste persa, vi rimandiamo alla nostra recensione di Cyberpunk 2077!

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