Da 4A Games a Milestone: i migliori team di Embracer Group

Milestone, Gunfire Games, 4A Games, Embracer Group è un vero e proprio colosso con oltre 43 team al suo attivo. Ecco quelli da tenere d'occhio.

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Lars Wingefors ha fondato Nordic Games all'età di soli 16 anni, con l'intento di vendere videogiochi di seconda mano in tutta la Svezia. Quella che era una piccola attività si è trasformata in una catena di negozi nel corso degli anni '90 e al netto delle difficoltà economiche ha aperto a Lars le porte della game industry. Dopo una cocente bancarotta e un periodo di difficoltà, Wingefors ha dato il via a un'altra Nordic Games, stavolta interamente concentrata sulla produzione di videogiochi con un certo grado d'unicità. Tale scelta ha permesso alla compagnia di espandersi e intraprendere un intricato processo evolutivo che l'avrebbe portata a diventare una holding.

L'acquisizione di JoWooD Entertainment nel 2011 e di gran parte di THQ nel 2013 non sono stati che i primi passi di una crescita esponenziale, che ad oggi non mostra segni di cedimento. Da Koch Media a Saber Interactive - peraltro legate a studi di sviluppo come Warhorse, Volition e Gunfire Games - l'odierno Embracer Group è da considerarsi un vero e proprio colosso, che di recente ha accolto in famiglia anche 4A Games, a cui dobbiamo la serie Metro. Da qui l'idea di scoprire alcuni dei più promettenti tra i 43 team in seno al gruppo, di cui con ogni probabilità sentiremo parlare spesso in futuro.

Tarsier Studios

Fondato nel 2004 a Malmo, in Svezia, il Team Tarsier si è tuffato nello sviluppo del mai finito The City of Metronome, un'avventura che a un certo punto avrebbe dovuto raggiungere la settima generazione di console. I primi successi sono arrivati nel periodo del cambio di nome in Tarsier Studios, e cioè quando il collettivo ha realizzato i DLC di Little Big Planet 1 e 2, assieme alla versione PS3 del non troppo brillante Rag Doll Kung Fu.

Dopo aver lavorato a Little Big Planet 3 al fianco di Sumo Digital e al remake espanso di Tearaway, Tarsier ha dedicato tutti i suoi sforzi a codename Hunger, annunciato nel 2014 ma giunto sul mercato soltanto 3 anni dopo col titolo di Little Nightmares.

Risvegliatasi in una valigia nelle profondità de "Le Fauci", un resort degli orrori costruito nelle profondità del mare, la piccola Six doveva sopravvivere alle mostruosità che abitavano il complesso e imboccare il cammino che l'avrebbe portata fino a La Signora, una malvagia donna in kimono che rapiva i bambini per condannarli a un atroce destino.

Grazie a una struttura ludica piuttosto semplice ma di grande effetto, composta da enigmi, fughe al cardiopalma e lotte per la vita, Little Nightmares ha saputo accontentare anche i fan delle esperienze alla Tim Burton, superando il milione di copie vendute. Non stupisce quindi che Tarsier Studios stia lavorando al suo sequel, che per la fine del 2020 ci farà vestire i panni del coraggioso Mono in un nuovo viaggio dell'incubo.

Fishlabs

Costituita da ben 80 persone, l'odierna Deep Silver Fishlabs è stata fondata nel 2004 da Michael Schade e Christian Lohr e si è fatta conoscere in pochi anni grazie a Galaxy On Fire, una serie mobile fondata su adrenaliniche battaglie spaziali che nel tempo si è espansa con numerose incarnazioni. Dopo aver sviluppato Rally Master Pro e Snowboard Hero per iOS, il team di Amburgo ha debuttato nel mondo delle avventure grafiche con Secret Files: Sam Peters e SF: Tunguska, più o meno nel lasso di tempo in cui è stato acquisito da Koch Media.

Da qui in poi ha cominciato a crescere in numero e ambizione, dirigendosi oltre i confini del mercato mobile per approdare su Nintendo Switch con Saints Row: The Third e Saints Row IV Re-Elected. Il progetto più promettente di Fishlabs però resta senza dubbio Chorus, l'ispirato space combat shooter presentato nel corso dell'Inside Xbox di maggio.

Diretta anche su Xbox Series X e PS5, la tetra avventura spaziale calerà i giocatori nei panni di Nara, una ex adepta del culto Circle intenzionata più che mai ad annientarlo per redimersi. Affiancando le cellule ribelli sparse in una galassia pregna di lore e mistero, la combattente governerà la sua navicella "senziente" (Forsaken) in emozionanti scontri spaziali in 4K a 60fps, che promettono d'offrire una elevata distruttibilità delle corazzate nemiche e un pool di spettacolari soluzioni offensive.

Warhorse Studios

Sebbene abbia pubblicato un singolo gioco, non avremmo potuto non includere Warhorse Studios nella nostra lista, perché questo gioco è Kingdom Come: Deliverance. Peraltro il fondatore dello studio è nient'altri che Daniel Vávra, che è stato director e sceneggiatore di Mafia. Dopo aver lavorato a Wings of War e a Mafia II, Vávra ha lasciato 2K Czech per aprire Warhorse Studios assieme a Martin Klíma, un ex Producer di Bohemia Interactive. Agli inizi la compagnia ha avuto non pochi problemi a trovare i fondi per quel che sarebbe diventato Kingdom Come Deliverance ed è solo con la campagna di crowdfunding del 2014 che il suo sviluppo ha imboccato la direzione giusta.

Siglato un accordo con Koch Media nel 2016, il team di Vávra ha potuto dar seguito a un progetto da quasi 37 milioni di dollari ma che al contempo avrebbe superato la soglia dei 3 milioni di copie vendute.

Complice l'estrema fedeltà storica, che gli ha permesso di varcare le porte della Muzi University in Repubblica Ceca, KC: Deliverance vantava una trama intessuta tra le maglie di un conflitto fratricida, tra il dominatore del Sacro Romano Impero Venceslao e suo fratello Sigismondo. Al centro degli eventi narrati c'era il giovane Henry, assetato di avventure e pronto a esplorare un mondo avvolgente in un'esperienza ruolistica a dir poco inebriante, che meriterebbe l'arrivo di un sequel.

Volition

Discendente diretta della Parallax Software di Mike Kulas and Matt Toschlog, Volition ha mosso i primi passi nel campo degli space combat simulator con Descent: FreeSpace - The Great War e FreeSpace 2 (legati alla serie di Parallax). Oltre ai due capitoli di The Summoner, gli action GDR nati nel periodo dell'acquisizione da parte di THQ, Volition è entrata nel nuovo millennio con Red Faction, che si sarebbe trasformato in una delle sue IP di punta.

Basato sul Geo-Mod Engine, l'FPS capostipite della serie era caratterizzato da un'acuita distruttibilità ambientale, che nel TPS Red Faction: Guerrilla del 2009 ha raggiunto vette inesplorate. Nei panni di Alec Mason, il giocatore combatteva al fianco della Red Faction per liberare Marte dalla crudele morsa della EDF, un compito questo che doveva portare a termine grazie a un vasto arsenale composto da fucili a termite, cannoni termobarici e una sequela di diavolerie da demolizione.

Ogni singolo palazzo ed elemento dello scenario poteva essere distrutto in modo realistico, il che acuiva l'elemento strategico e il fattore divertimento. Sorvolando sul violentissimo e tutto sommato discreto The Punisher, passiamo alla serie simbolo di Volition: Saints Row.

Votato al giocazzeggio più puro, il primo capitolo ha posto le fondamenta per l'uscita di un successore ispirato ai capolavori di Quentin Tarantino, ambientato in una Stilwater ricca di missioni e governata dalla Ultor, che aveva fatto del quartiere dei Saints il proprio distretto finanziario. Diventando sempre più folli col passare degli anni, questi gangster game hanno continuato a prosperare e noi non vediamo l'ora di giocare al quinto episodio.

Milestone

Parte integrante della branca di Koch Media ma ancora guidata dalla CEO Luisa Bixio, Milestone è una celebre software house italiana che ad oggi conta più di 200 impiegati. Fondata da Antonio Farina nel lontano '94 col nome di Graffiti, si è votata alla produzione di corsistici su due e quattro ruote sin dalla prima ora. Orientati verso il mondo del Rally, i giochi di Screamer hanno affiancato Superbike 2000 e 2001, per poi lasciar spazio a esperienze brand oriented come Alfa Romeo Racing Italiano.

Qualche anno più tardi sono nati SBK: Superbike World Championship e Superstar V8 Racing, mentre i titoli legati a MotoGP hanno intrapreso una lenta evoluzione che li avrebbe condotti fino alle vette di MotoGP 20, un'esperienza contenutisticamente ineccepibile e impreziosita dalla presenza di un'articolata carriera manageriale.

Sempre restando sulle due rote, citiamo la serie Ride ormai giunta alla quarta incarnazione - che dovrebbe vedere la luce tra pochi mesi - MXGP e chiaramente Monster Energy Supercross, che dopo una seconda edizione all'insegna dell'eccellenza è tornata con un successore più conservativo di quanto ci si aspettasse.

Gunfire Games e Black Forest

David Adams - fondatore della Vigil Games di Darksiders - ha lasciato il suo studio quando la vecchia THQ è andata in bancarotta e dopo una breve esperienza in Crytek ha aperto Gunfire Games assieme a Matthew Guzenda. Con l'intento di crescere rapidamente, il team si è dedicato a progetti su commissione per Oculus Rift e Samsung Gear VR tra cui Herobound: Spirit Champion, Herobound Gladiators e Dead and Buried.

Presi i contatti con Nordic Games, che sarebbe poi diventata THQ Nordic, Gunfire ha realizzato la remaster di Darksiders II e ha siglato un accordo per creare un vero e proprio terzo capitolo del gioco. Forte di ben quattro forme differenti e della sua fida frusta, Furia si è abbattuta sui propri nemici con inaudita violenza, in un'avventura godibile ma forse non all'altezza dell'era Vigil Games. Probabilmente già al lavoro sul quarto episodio di Darksiders, nel frattempo lo studio ha pubblicato Remnant: From The Ashes, un'avventura post-apocalittica che, nonostante i problemi in ambito tecnico, mixa con efficacia elementi tipici dei soulslike e dei looter-shooter.

Sorta dalle ceneri di Spellbound Entertainment nel 2012, Black Forest Games si è concentrata sulla serie Giana Sisters per poi spostarsi su Bubsy: The Woolies Strike Back, che ha decretato il ritorno dell'IP al platform 2D a scorrimento.

A seguito del non troppo brillante Fade to Silence - nato quando l'acquisizione dello studio da parte di THQ Nordic era già avvenuta - Black Forest si è dedicata anima e corpo all'apprezzato remake di Destroy All Humans, l'action adventure di Pandemic che ha portato alla notorietà il folle alieno Cryptosporidium. A fronte di un design delle missioni a dir poco datato, il gioco si è distinto per un evidente e calzante ammodernamento grafico, che ha piacevolmente colpito i fan di lungo corso.

4A Games

Con l'acquisizione di 4A Games, Embracer Group ha espanso una già imponente famiglia di software house con un team di raro talento, che negli anni ha dato vita a opere largamente apprezzate da stampa e pubblico.

Fondata da un gruppo di ex sviluppatori di GSC Game World - parliamo del core team che ha realizzato il mai dimenticato S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl - la compagnia con base a Kiev (ora trasferitasi a Sliema, Malta) ha annunciato di star lavorando a Metro 2033 nel 2009, con l'intento di regalare ai giocatori il degno adattamento del romanzo di Dmitry Glukhovsky.

Ambientata in una Mosca devastata da un conflitto nucleare su vasta scala, l'avventura del prode Artyom chiamava il giocatore a raggiungere il capitano degli Spartani Miller per sferrare l'offensiva finale ai danni dei Tetri, gli esseri dotati di capacità psichiche destinati a ereditare la Terra. Incoraggiati dal successo del capostipite, i ragazzi di 4A Games sono riusciti a produrne il sequel grazie all'intervento di Koch Media, che ne ha acquisito i diritti dall'ormai morente THQ.

A seguito dell'uscita di Redux, un pacchetto includente le versioni rimasterizzate ed espanse di Metro 2033 e Metro: Last Light, gli sviluppatori si sono dedicati all'ambizioso Metro Exodus, che poi è stato svelato all'E3 2017 sul palco di Microsoft.

Grazie al solido sistema di shooting e a una trama fondata sul "viaggio della speranza" di Artyom e compagni, Exodus si è rivelato essere un valido successore di Last Light e, stando a nuove dichiarazioni, riceverà un sequel di stampo multiplayer. In aggiunta, dobbiamo ancora conoscere l'identità della nuova IP dello studio, che speriamo possa raggiungere il medesimo successo di Metro.

Videogiochi e Dintorni Tramite compagnie sussidiarie del calibro di Koch Media, Saber Interactive e THQ Nordic, Embracer Group gestisce una sconfinata famiglia di studi, che supera di gran lunga gli 8 esempi da noi riportati. Pensiamo a Experiment 101, gli sviluppatori di Biomutant, a Coffe Stain Studios - autori del folle Goat Simulator - a Piranha Bytes (Gothic e Risen) e via discorrendo. In ogni caso, che si tratti di realtà più giovani come Gunfire Games o di compagnie navigate come Volition, il gruppo nato dalle coraggiose idee di Lars Wingefors potrebbe riservarci delle grandi sorprese in futuro, soprattutto in vista dell’arrivo della next-gen.