Da Batman Arkham City ad Outlast: trofei e obiettivi a prova di blasfemia

Quali sono gli achievement videoludici più complessi, originali e folli degli ultimi anni? Scopriamolo insieme!

speciale Da Batman Arkham City ad Outlast: trofei e obiettivi a prova di blasfemia
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Sin da quando sono stati introdotti, i trofei hanno consentito di estendere il ciclo vitale dei videogiochi. Non esiste una vera ragione per ottenerli, ma i più lo fanno per due motivi: vivere appieno un'esperienza, ottenere una sorta di gratificazione videoludica, o scalare le classifiche dei completisti. Conquistare l'agognato Platino - in molti lo sapranno - può rivelarsi un'impresa a dir poco ardua o, in casi particolari, condurre i meno avvezzi alla follia. Ci sono poi quei premi che non fanno leva sulla difficoltà bruta, bensì sull'importanza delle date. Per fare un esempio, The Stanley Parable ha costretto i giocatori (onesti) ad attendere secoli prima di poter essere completato. Nello specifico, dal 17 ottobre è possibile reclamare "Go Outside", il trofeo che chiede di non giocare al titolo per cinque lunghi anni. Illuminati da questa fulgida stramberia, vi proporremo un quintetto di achievement altamente insidiosi. Sia chiaro: in quanto alfieri del cazzeggio, abbiamo estromesso i più classici "uccidi millemila leprecauni" o "termina il gioco a livello palestra d'ardimento". La nostra attenzione è invece ricaduta sulle richieste più infami e cervellotiche, quelle capaci d'interdire dalla Santa Messa fino a data imprecisata. Senza ulteriori indugi, iniziamo il nostro viaggio ai confini della conoscenza.

Batman e il "bardo" di Arkham (Batman: Arkham City)

Bruce Wayne non è il tipo d'uomo che si fa sopraffare dalle avversità. Forgiato dal dolore e baciato dai miliardi, è abituato a beffarsi dei nemici, i quali finiscono per incontrare le dolci nocche dei suoi pugni. In questa sede non parleremo delle scazzottate di Batman Arkham City ma di un particolare esemplare della relativa trophy list: "Storyteller". Il trofeo impone di far regolare visita all'Uomo Calendario, un affabile signore con la faccia da maniaco.

Il Pipistrello dovrà ascoltare le storie del criminale, il quale - fuori come un balcone - non risparmierà i più sordidi aneddoti sulle festività: da Halloween al Ringraziamento, fino a San Patrizio, Batman lo incontrerà per ben dodici volte (una per ogni mese dell'anno). Badate bene, dimenticarsi di un singolo appuntamento costituirebbe un bel problema, quindi sarebbe meglio dotarsi di un elegante calendario di Moana Pozzi, in modo da restare concentrati... sull'obiettivo. Certo i furbetti potrebbero optare per una soluzione più semplice: cambiare la data nel sistema della propria console. Non nascondiamo che si possa fare ma alcuni utenti sono incappati in un'infausta quanto giusta corruzione dei salvataggi, quindi siete avvertiti.

Operazioni chirurgiche: le stai facendo male (Surgeon Simulator)

Surgeon Simulator è estraneo al concetto di ordinario. I giocatori sono chiamati a eseguire improbabili operazioni chirurgiche, anche in condizioni estreme: si parla - chiaramente - di una valida alternativa agli studi di medicina, ormai troppo lunghi e faticosi. Scherzi a parte, il prodotto di Bossa Studios non ha niente di simulativo ma di certo riesce a strappare un sorriso in più occasioni. Spesso gli interventi, che dovrebbero in teoria essere precisi e ragionati, si tramutano in una mattanza di bestiame per l'esclusiva gioia dei pazienti.

Detto questo, il divertimento non è l'unico obiettivo dell'offerta ludica, capace di mettere a dura prova i giocatori ignari: è tempo di parlare di "I Can See for Miles... per Hour". Da una parte vorremo stringere la mano all'ideatore di un compito tanto sadico ma dall'altra vorremmo fosse maledetto come Imhotep ne "La Mummia". Ma in che cosa consiste l'assurda richiesta? Molto semplice: bisogna effettuare un trapianto di bulbi oculari in meno di due minuti e dieci secondi, il tutto mentre la "sala operatoria" sfreccia in autostrada (si, è un'ambulanza). Sebbene assistere a tale scena possa migliorare la giornata, trovarsi a superare la sfida in prima persona è un incubo a occhi aperti. L'alta velocità del veicolo provoca il continuo sobbalzo degli strumenti operatori, per non parlare del sistema di controllo, volutamente sensibile e impreciso. Quei pochi maestri che sono riusciti a guadagnarsi la pagnotta considerano "I Can See for Miles... per Hour" uno dei più difficili time trial della storia videoludica, in barba alle reliquie di Crash.

Il potere dei Khan e la sfida 269 (Mortal Kombat)

Il Mortal Kombat del 2011 non necessita di presentazioni. È stato uno dei picchiaduro più influenti della scorsa generazione, nonché il solito tripudio di sangue e arti mozzati. Del titolo di Netherrealm si parla tutt'oggi e spesso per un paio di ragioni: l'esilarante doppiaggio in Italiano e il ben noto trofeo "Il Mio Kung Fu è più Forte". Di quest'ultimo, legato sostanzialmente alla padronanza del roster ed all'ottenimento di un gran quantitativo di vittorie con tutti i lottatori, si è già discusso a sufficienza nel corso degli anni, ecco perché abbiamo pensato di virare sulla Torre. Costituita dal ragguardevole numero di trecento sfide, quest'ultima è una delle modalità più solide dell'intera produzione.

Tra le tante, abbiamo optato per la numero 269. Tanto ostica quanto odiata dai "kombattenti", ci viene richiesto di abbattere ben tre Shao Khan di fila con il solo Stryker. Ora, il discorso è questo: l'imperatore del Regno Esterno è una forza della natura, con i suoi attacchi devastanti e difficili da schivare, mentre Stryker...beh diciamo che il termine che ci viene in mente per etichettarlo indica un utensile per affettare il legno. Le sue mosse corpo a corpo, al massimo, riescono a solleticare il nerboruto avversario che, di contro, può spedire l'eroe al creatore con un peto ben assestato. Coloro che hanno terminato la sfida si potrebbero dividere in due categorie: disonorevoli e bugiardi. Difatti, il modo migliore per sconfiggere i Khan resta quello di barare, ripetendo fino allo stremo il "Gun Shot" del poliziotto. Ricorrere a tale asso nella manica non vi risparmierà comunque decine di game over, se non altro utili a imparare i pattern d'attacco del nemico. Chi volesse provare a cimentarsi, farebbe bene ad armarsi di tanta pazienza e di un buon numero di pad di ricambio.

Incubi da centinaia di pezzi (World of Guns: Disassembly)

C'è da scommetterci: World of Guns: Disassembly sarà un paradiso per i sostenitori di Trump. Più in generale, parliamo di un'esperienza a metà tra il gioco e l'enciclopedia, creata da appassionati di armi per appassionati di armi. Il titolo di Noble Empire offre le riproduzioni certosine di oltre 165 modelli di pistole e fucili, per un totale di 20.500 pezzi. Tale completezza è tutt'altro che fine a se stessa: avremo l'occasione di "entrare" in un'arma da fuoco, capirne il funzionamento e studiarla attentamente. A proposito dell'attenzione, il prossimo trofeo impone l'assemblare gli strumenti di morte con la maestria di Forrest Gump, il quale aveva un talento naturale per queste cose.

"90 Day Streak" risponde pienamente alla frase "il nome è tutto un programma", poiché una volta al giorno, per una durata di tre mesi, saremo chiamati a completare un puzzle-arma casuale. Un conto è la pistolina ad acqua del cuginetto Alfredo, un altro è ritrovarsi tra le mani un MG 34 da 191 pezzi. Ogni singolo componente andrà riposizionato con attenzione e memoria ferrea, pena il fallimento del test e l'azzeramento del contatore. Sarebbe un vero peccato dover perdere tutti i progressi dopo una lecita dimenticanza, non è vero? Leggendo i commenti su Steam, ci siamo trovati faccia a faccia con un uomo distrutto, il quale si è visto sfuggire il trofeo dalle mani a causa del proprio matrimonio. Non scherziamo, roba da suicidio.

Batterie? No grazie (Outlast)

I deboli di cuore non dovrebbero mai e poi mai avvicinarsi ad Outlast. Red Barrels ha confezionato un'avventura horror intelligente e spaventosa, arricchita da alcune trovate davvero efficaci. Nei panni di un giornalista freelance, verremo intrappolati in un orrendo manicomio popolato da autentiche mostruosità. Ciliegina sulla torta, non avremo alcun modo per difenderci dai nemici, potendoci solo nascondere sotto ai letti o negli armadietti. L'unica vera alleata sarà la fida telecamera, con annessa visione notturna. A rigor di logica, questo prezioso gadget andrà alimentato con le batterie sparse per tutta la mappa. Non farne scorta significherà restare al buio totale, rischiando un infarto del miocardio in più occasioni. La mente che ha partorito "Energiser" ben conosceva tale eventualità, ecco perché ha deciso di portarla all'estremo.

Sebbene siano molti i trofei a chiedere di completare le sfide al massimo livello, nel caso di Outlast bisognerà fare di più: per conquistare "Energiser", l'avventura andrà conclusa a difficoltà Insano e senza mai ricaricare la telecamera. Più o meno è come se ci venisse chiesto di sconfiggere Sephiroth in Kingdom Hearts con un Calippo alla cola. Le run dei più esperti su YouTube potrebbero far pensare a un obiettivo semplice ma possiamo garantirvi che non è così. La batteria in dotazione alla telecamera andrà gestita con la parsimonia di Paperone, pena la sicura dipartita durante le sezioni di platforming. Per il resto della gita all'istituto di Mount Massive, sarà necessario affidarsi alla propria memoria: raggiungere una zona significherà tuffarsi nel buio pesto, tra le perlustrazioni dei pazzi, i percorsi da imboccare e i pochi nascondigli a disposizione. Per avere una reale possibilità di vittoria bisognerebbe conoscere le insidie del gioco a menadito e - anche in quel caso - il trionfo sarebbe tutt'altro che assicurato. Davvero allucinante.

Videogiochi Gravemente segnati dai trofei/obiettivi appena esaminati, ci apprestiamo a concludere il nostro cammino, caratterizzato da qualche sorriso e da una folta schiera di traumi. Come falene attratte da una lampadina rovente, ci siamo confrontati con sfide assurde, superate solo da chi ha sacrificato millenni del proprio tempo libero e, forse, la stessa sanità mentale. Tra calendari appiccicaticci, interventi da ergastolo e matrimoni a rischio, il mondo degli achievement ci ha mostrato il suo lato oscuro, offrendoci in dono un ciclo dallo psicoterapeuta con tutti gli optional. Siamo ben consci del fatto che i succitati siano solo cinque esempi di una lista sconfinata, quindi non possiamo fare altro che chiedervi: quali sono stati i vostri trofei a prova di blasfemia?