Da Mass Effect 3 a Skyrim: le più stravaganti campagne marketing dei videogiochi

La pubblicità rappresenta uno degli elementi chiave per il successo di un videogioco: scopriamo le campagne marketing più originali e stravaganti...

speciale Da Mass Effect 3 a Skyrim: le più stravaganti campagne marketing dei videogiochi
Articolo a cura di

Se hai per le mani un progetto su cui è stata investita una montagna di tempo e denaro, allora non puoi esimerti dal pubblicizzarla nella maniera più roboante, folle e impattante possibile. È una legge ferrea alla base delle strategie di mercato: se sono in grado d'imbastire un melodioso coro di sirene per attirare potenziali acquirenti, allora con molta probabilità avrò successo. Con l'avvento di internet e dei social network, poi, i meccanismi di marketing si sono fatti sempre più stratificati, mirati e multiformi. Ormai ci abbiamo fatto il callo, ma pensate alla pioggia d'avvisi e pop up che costantemente funesta il nostro peregrinare internettiano.
Fortuna che c'è anche chi interpreta il marketing in maniera più creativa della media, si allontana dall'archetipo (generalmente gramo) di "messaggio pubblicitario", e prova pure a strappare qualche sorriso. Se seguite il calcio, avrete di certo udito che durante il derby Lazio-Roma si sono palesati due ospiti d'eccezione: nientemeno che Kratos ed il suo pargolo Atreus. Dalle immagini scattate sembrava quasi che il dinamico duo si stesse annoiando nel contemplare uno spettacolo così parco di sangue e frattaglie varie, ma la loro presenza è riuscita ad accendere ulteriormente l'interesse verso l'imminente uscita del nuovo God of War. La trovata della divisione italiana di Sony, tuttavia, è niente se confrontata con i guizzi e le bassezze di altre campagne ancor più fuori di testa (se vi dicessimo che per God of War II è stato organizzato un party con tanto di baccanti in topless ed una capra - vera - decapitata?). Ci siamo quindi avventurati nell'interstizio tra genio e follia, pescando alcune delle strategie pubblicitarie più eccentriche di recente memoria.

Mass Effect 3

Quando si parla di Mass Effect, e si accantonano i dubbi sulle "doti" dei Krogan e sulle fattezze dei Quarian, è impossibile non spostare la mente sui viaggi interstellari in compagnia del ronzio dei motori della Normandy. Per l'uscita del capitolo conclusivo della trilogia di Shepard, Electronic Arts ha pensato quindi ad un vero e proprio "lancio" a tema. Come? Spedendo fisicamente il gioco nello spazio, ovviamente.

Partiti da sei città diverse, i palloni sonda che custodivano una copia di Mass Effect 3 hanno fatto un lungo tour intorno al mondo, costantemente monitorati grazie a telecamere e ad un sistema di GPS integrato. Giunti di nuovo sulla terraferma è scattata poi la caccia: il primo ad arrivare sul luogo dell'atterraggio avrebbe infatti potuto giocare al titolo di BioWare con una settimana d'anticipo.
L'iniziativa ha riscosso molto successo, ma gira voce che un Razziatore abbia rubato una copia del gioco, inondando poi i profili Twitter degli sviluppatori con delle lamentele in merito al finale.

Resident Evil 5

Resident Evil 5 non sarà di certo ricordato come il più riuscito capitolo della serie: non possiamo dire lo stesso, però, sulla campagna pubblicitaria attuata per celebrarne l'uscita nel Regno Unito. I simpaticoni del reparto marketing di Capcom avevano infatti organizzato una caccia al tesoro molto speciale: sparsi per tutta Trafalgar Square erano stati nascosti degli arti di manichino da trovare seguendo degli indizi inviati per email.

Una volta rinvenuti andavano portati, entro un tempo limite, al ponte di Westminister, dove bisognava gridare la parola "Kijuju" ed aspettare che un membro dello staff prelevasse la "refurtiva". Come se non ci fossero già abbastanza stranezze.In più, per rendere il tutto più realistico, gli arti erano stati sporcati con del sangue finto e cosparsi con del fegato di pollo, in modo da emettere quella gradevole fragranza di cadavere in putrefazione. Fortunatamente erano stati avvertiti tutti della cosa. Perché se vedi un braccio mozzato nel cortile di casa tua, è difficile che tu rimanga impassibile.

BioShock 2

La campagna pubblicitaria di BioShock 2 impiegò moltissimo il reparto marketing di 2K, ma è ad ora ricordata come una delle più riuscite ed intriganti. Tutto partì con la creazione del sito "Something in the Sea", un portale dedicato ai fan più "accaniti" che scatenò una valanga di commenti sui social e sui forum dedicati ai videogiochi. Fino al lancio del prodotto, 2K continuò a titillare l'attenzione del pubblico diffondendo piccoli indizi, finché non diede il via all'evento principale.

Nascose su una decina di spiagge in tutto il globo delle bottiglie di vino con una particolarità: sull'etichetta erano impressi alcuni fantastici artwork ispirati all'universo di BioShock. L'unico modo per raccoglierle era interpretare correttamente una serie di informazioni diffuse dalla campagna virale. Un coinvolgimento così ampio della community trasformò BioShock 2 nel gioco più venduto del febbraio 2010. L'unico problema? Le bottiglie erano vuote.

Watch Dogs

Non è chiaro cosa stesse pensando l'agenzia di PR che, in concomitanza dell'uscita di Watch Dogs, decise di spedire ad una news station australiana un finto pacco bomba. "Era nera, pesante ed abbastanza inquietante" riportò chi ricevette la misteriosa confezione. Si trattava di una cassaforte a cui era stata allegata una lettera che suggeriva al diretto interessato di controllare i suoi messaggi vocali.

In comprensibile stato d'agitazione, il tipo si accorse di non avere nessuna registrazione audio, e cominciò quindi a pigiare a casaccio i bottoni per tentare di aprire la cassaforte. Improvvisamente l'oggetto iniziò ad emettere strani bip ritmici, mettendo in subbuglio l'intero ufficio. Insomma, alla fine l'edificio fu evacuato: venne contattata una squadra d'artificieri che aprì il pacco e, a sorpresa, non trovò un quintale di tritolo, ma dei simpatici cappellini ed una copia di Watch Dogs. Una trovata "esplosiva".

The Elder Scrolls V Skyrim

Scegliere quale nome dare al proprio pargolo può essere una decisione che non conduce a nessuna sofferenza, quando entrambe le parti si trovano in comune accordo, oppure che scatena una battaglia senza in caso di opinioni discordanti. Proprio per disinnescare qualsiasi disputa prenatale, Bethesda ha pensato ad una particolare iniziativa che entrò in vigore con l'arrivo di The Elder Scrolls V Skyrim su PC, PlayStation 3 e Xbox 360. In palio c'era la totalità dei prodotti del publisher: passati, presenti e futuri. Tuttavia in cambio - e qui sembra si stia parlando di un patto col demonio - i genitori di un fanciullo nato lo stesso giorno dell'uscita del gioco (11 novembre 2011) avrebbero dovuto dargli un nome... inusuale: Dovahkiin.

Non è chiaro se qualcuno abbia accettato l'accordo, ma pare che esista una coppia con un figlio che condivide lo stesso nome del Sangue di Drago. Alla fine possiamo capirli: chissenefrega se quel poveraccio passerà tutta la sua esistenza a farfugliare spiegazioni attendibili per giustificarsi, se si può avere una collector's edition di DOOM o di Wolfenstein 2. E poi, chissà se è in grado di aprire le porte gridando Fus-Ro-Dah!