Da Prey a Dishonored 2: i giochi Bethesda da riscoprire su Xbox Game Pass

Tanti nuovi giochi Bethesda sono arrivati su Xbox Game Pass, ma quali sono i titoli che vale la pena riscoprire assolutamente?

Xbox Game Pass: 5 giochi Bethesda da recuperare
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Con l'acquisizione di ZeniMax e Bethesda, Microsoft ha fatto la storia: con una spesa di ben 7,5 miliardi di dollari la casa di Redmond non si è assicurata solo una grande casa di produzione, bensì una folta famiglia di creativi che negli ultimi decenni ha dato alle stampe alcuni dei migliori giochi attualmente in circolazione. Gli effetti a lungo termine di questa mossa sono ancora tutti da scoprire, ma mentre in rete ancora tiene banco il dibattito sull'esclusività dei futuri giochi Bethesda, Microsoft ha già calato il primo asso rimpolpando il già folto catalogo di Xbox Game Pass con una selezione di giochi di Bethesda in grado di offrire il meglio del meglio nell'ambito degli sparatutto, dei giochi di ruolo, degli immersive sim e non solo. Nomi altisonanti come DOOM e Skyrim non hanno affatto bisogno di presentazioni, ma Bethesda non è solo questo: per celebrare l'arrivo dei titoli della casa del Maryland in Xbox Game Pass, abbiamo ben pensato di selezionare una serie di giochi - alcuni appena arrivati, altri già disponibili da qualche mese - che a nostro parere fareste meglio a non sottovalutare.

Dishonored 2 (PC, console e Android)

Se ci chiedessero di pensare ad un seguito perfetto, allora tra i primi nomi che ci verrebbero in mente ci sarebbe Dishonored 2. Il secondo episodio della serie creata da Arkane Lyon raccoglie e valorizza l'eredità ludica del già eccellente capostipite, rivelandosi un gioiello di game design e una fonte inesauribile di sorprese.

La storia si apre quindici anni dopo la sconfitta dell'ammiraglio Havelock: Emily Kaldwin, quella che ricordavamo come una bambina indifesa, è divenuta un'imperatrice matura e risoluta, mentre il protagonista del primo capitolo Corvo Attano continua a ricoprire il ruolo di Protettore Reale. Un colpo di stato, tuttavia, getta nuovamente Dunwall nel caos, ponendo i giocatori dinanzi alla scelta del personaggio da interpretare: Emily o Corvo? Nei loro panni è possibile vivere la medesima avventura da due differenti punti di vista e impiegando poteri estremamente differenti tra loro, un espediente che, unitamente alla libertà di approccio, incentiva fortemente la rigiocabilità.

È dopo la prima missione, quando la plumbea Dunwall lascia il posto a Karnaca, l'assolata capitale dell'isola di Serkonos, che il talento dei designer e degli artisti di Arkane esplode definitivamente. Nel creare "il Gioiello del Sud" si sono ispirati alle atmosfere e alle architetture mediterranee, perlopiù di matrice italiana, spagnola e greca, dando forma ad un mondo di gioco piacevole da guardare e da esplorare, oltre che estremamente coerente sotto il punto di vista narrativo. L'eccellenza assoluta Dishonored 2 la raggiunge nel design dei livelli, progettati con una cura maniacale tale da incentivare gli stili di gioco più disparati. Le due "ville", una composta da ingranaggi in costante mutamento e l'altra sospesa a cavallo di due piani temporali, rappresentano quanto di meglio è in grado di offrire l'intero medium videoludico. Leggete la nostra recensione di Dishonored 2.

Fallout New Vegas (console)

Provate a chiedere ad un fan di Fallout di lunga data qual è il suo capitolo preferito: ci sono buone probabilità che la sua risposta sia New Vegas, il che è doppiamente ironico. Primo, perché si tratta di uno spin-off che Bethesda ha commissionato ad un team esterno, Obsidian Entertainment. Secondo, perché anche quest'ultimo, qualche anno fa, è entrato a far parte della famiglia degli Xbox Game Studios.

Fallout: New Vegas è ancora oggi ricordato come uno dei migliori esponenti della serie. Nonostante non abbia apportato una rivoluzione paragonabile a quella del terzo capitolo, con il quale condivide l'impostazione ludica e il motore grafico, il lavoro di Obsidian brilla per la qualità della narrazione, delle quest e del mondo di gioco, brulicante di storie affascinanti e attività da affrontare.

L'azione si sposta dalla Zona Contaminata di Washington D.C. all'area di Las Vegas, rinominata New Vegas dopo l'apocalisse nucleare che ha sconvolto il mondo intero. Il protagonista è un corriere assalito, derubato e ridotto in fin di vita da un misterioso uomo con una giacca a scacchi. Salvato da un robot Securitron e curato a Goodspings dal dottor Mitchell, comincia un viaggio alla ricerca del suo assalitore, un'avventura ricca di cose da fare e, come da tradizione, valorizzata da ampia libertà decisionale, sia negli snodi della trama che nello sviluppo del personaggio. Fallout New Vegas ha parecchi anni sul groppone e si vedono tutti: la versione del gioco in Xbox Game Pass è quella per 360, retrocompatibile con One e Series X|S, ma un giro nel Nevada post-apocalittico lo consigliamo a tutti.

Prey (PC, console e Android)

Se avessimo a disposizione una sola riga per descrivere Prey, riassumeremmo la sua intera essenza descrivendolo come l'incontro perfetto tra Dishonored, Bioshock e Deus Ex. Sviluppato da Arkane Austin sotto la guida di Raphael Colantonio (in quello stesso periodo la divisione francese di Harvey Smith stava curando il già citato Dishonored 2), Prey è un immersive sim profondo e stratificato caratterizzata da un level design sopraffino, marchio di fabbrica della casa.

Talos I, la stazione spaziale in orbita intorno alla Luna sulla quale si svolgono le vicende del gioco, è un immenso e labirintico parco divertimenti che offre innumerevoli opportunità di gameplay. Grazie agli stravaganti dispositivi, Pistola Gloo su tutti, e all'articolato sistema di sblocco dei poteri (alcuni possono essere appresi dai nemici) potete sperimentare soluzioni improvvisate, cercare percorsi alternativi, tentare nuovi approcci e influenzare il destino del protagonista, oltre a quello degli altri sopravvissuti.

Se siete amanti della fantascienza e dell'horror, due generi che hanno già ampiamente dimostrato di essere fatti l'uno per l'altro, vi appassionerete senz'altro alla storia di Morgan Yu, che dopo essersi risvegliato privo di ricordi è costretto a vedersela con i minacciosi Typhon, una razza aliena in grado di mutare forma e che infesta l'intera struttura. Prey è un'avventura spaziale fatta di scelte dolorose e momenti indelebili, che si conclude con un finale spiazzante che ancora oggi fa discutere. Leggete la nostra recensione di Prey.

The Evil Within (PC, console e Android)

Concepito da Shinji Mikami, leggendario autore che ha messo la sua firma su progetti del calibro di Resident Evil, Resident Evil 4, Dino Crisis e Vanquish, e sviluppato dal talentuoso team di Tango Gameworks, The Evil Within incarna il significato del puro dei survival horror in terza persona, accompagnando i giocatori in una realtà disturbata e contorta. Nonostante non abbia ottenuto il consenso unanime della stampa all'epoca della sua uscita, il titolo è riuscito a conquistare una folta schiera di appassionati che da anni aspettavano un degno erede della serie Resident Evil, ed ha anche ricevuto un seguito che purtroppo non è ancora stato inserito in Xbox Game Pass.

Il protagonista dell'avventura è il detective Sebastian Castellanos: mentre indaga assieme ai suoi colleghi sulla scena di un raccapricciante omicidio, si scontra con una forza misteriosa e potente che gli fa perdere conoscenza. Al suo risveglio si ritrova intrappolato in un mondo impazzito e opprimente, nel quale bestie deturpate e creature sibilline vagano tra i cadaveri. Da quel momento in poi prende piede un'esperienza survival horror pura, nella quale l'ansia e la paura crescono in maniera inesorabile durante l'esplorazione, mentre le risorse per sopravvivere scarseggiano costantemente. L'intreccio narrativo è un collage di follia e sofferenza, con colpi di scena ben dosati e un registro che spazia intelligentemente dal gore all'introspezione e all'intimismo angoscioso tipici dei Silent Hill.

The Evil Within non è un gioco perfetto. Il sistema di controllo esacerba fin troppo la sensazione di pesantezza, mentre il backtracking non è dosato sapientemente come nei migliori episodi di Resident Evil. Eppure il fascino dell'opera di Mikami è innegabile, e se siete degli amanti del genere non dovete assolutamente lasciarvela sfuggire. Ne saprete di più leggendo la nostra recensione di The Evil Within.

Wolfenstein Youngblood (PC, console e Android)

Abbiamo tessuto le lodi del nuovo corso di Wolfenstein in più di un'occasione, apprezzando notevolmente il perfetto amalgama tra un gameplay old-school viscerale e un intreccio narrativo di alto livello. Adesso però v'invitiamo a scoprire anche Wolfenstein Youngblood, spin-off che fa tesoro delle conquiste dei suoi predecessori calandole in un'inedita esperienza cooperativa per due giocatori.

Ambientata 19 anni dopo Wolfenstein II: The New Colossus, la storia segue le vicissitudini di Jess e Soph, le figlie gemelle di Blazkowicz, impegnate a soccorrere il padre disperso a Parigi durante una missione contro i Nazisti, che negli anni '80 ancora dominano l'Europa. Collaborando con un amico (o giocando da soli) potete esplorare, salire di livello e completare le missioni per sbloccare nuove abilità, armi, gadget e oggetti cosmetici con cui modificare lo stile di gioco e personalizzare l'aspetto delle due eroine. Per maggiori dettagli potete leggere la nostra recensione di Wolfenstein Youngblood.

Gli Elder Scrolls di una volta: Morrowind e Oblivion

Nonostante siano trascorsi quasi dieci anni dall'uscita, The Elder Scrolls V: Skyrim è ancora attuale. Nelle gelide lande del nord di Tamriel sono cresciute almeno due generazioni di videogiocatori, molti dei quali sono ancora lì in cerca d'avventure. Le radici della saga di Elder Scrolls affondano tuttavia ancor più indietro, e grazie a Xbox Game Pass è ora possibile riscoprire parte del suo illustre passato, nella forma di The Elder Scrolls III: Morrowind e The Elder Scrolls IV:Oblivion, entrambi in edizione Game of the Year.

Lanciato per la prima volta nel 2002 su PC e Xbox, Morrowind deve gran parte del suo successo al genio di Todd Howard, che all'alba del nuovo millennio ereditò le redini del progetto da Peterson e Lefay. Forte di un nuovo motore grafico, il GameBryo, l'autore scelse di limitare l'estensione dell'open world (che aveva raggiunto dimensioni sconfinate in Daggerfall grazie ad un sistema di randomizzazione) per offrire un'esperienza più condensata, ma non meno ricca.

La cura per i dettagli e la densità dell'Isola di Vvardenfell lasciarono di stucco i videogiocatori, ancora una volta liberi di affrontare la propria avventura con il ritmo a loro più congeniale e un personaggio creato su misura. Oblivion proseguì nel solco del suo predecessore, traghettando la serie nella generazione Xbox 360 e PlayStation 3 e riuscendo ancora una volta a stupire i fan della saga, grazie ad un motore grafico ulteriormente raffinato e una mappa di gioco ancor più estesa che copriva l'intera Cydorill.

Su console girano in retrocompatibilità le versioni originali per Xbox e Xbox 360, e anche su PC i due giochi hanno fatto il loro corso graficamente parlando. Ancora oggi, tuttavia, Oblivion e Morrowind sono una fonte inesauribile di storie indimenticabili. E queste, si sa, non invecchiano mai.