Da Robin Williams a Stan Lee: mondi videoludici e frammenti d'immortalità

C'è vita oltre la morte? Impossibile dare una risposta a questa domanda ma certamente la memoria può restare viva grazie (anche) ai videogiochi...

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C'è vita oltre la morte? L'interrogativo da "notte dei tempi" che prima o poi tutti arriveremo a porci, è spesso protagonista di taglienti dibattiti, figli di posizioni contrastanti. È inevitabile che da tale domanda ne scaturisca un'altra, animata da una curiosità tanto sincera quanto ben riposta: ma tutto ciò cosa ha a che fare coi videogiochi? Ebbene, il nostro medium preferito ha il potere di calarci in vasti mondi di fantasia, pregni di storie da vivere e personaggi da conoscere. Alcuni di questi, come spesso accade ai giorni nostri, sono trasposizioni digitali di persone reali, ottenute tramite la fotogrammetria e altre soluzioni. È come se un pezzetto di un individuo se ne distaccasse per entrare a far parte di un nuovo universo, un mondo capace di ospitarlo per un tempo indefinito. Ne consegue che i videogiochi siano un ottimo modo per donare "frammenti d'immortalità", preservando il ricordo di qualcuno anche quando questi ha lasciato i lidi terreni. Incuriositi dal singolare caso di Shirley Curry e The Elder Scrolls VI, abbiamo pensato anche a Mike Forgey, Robin Williams, Stan Lee e Christopher Lee, i cui alter ego - permetteteci il termine - continuano a "esistere" nel reame videoludico.

Una voce per domarle tutte: Christopher Lee

Parlare di Christopher Frank Carandini Lee in poche righe è assolutamente impossibile. Londinese fino al midollo ma discendente dalla nobiltà italiana, è stato un uomo d'elevata statura e non solo nel senso metaforico del termine. Cugino di Ian Fleming, l'ideatore di 007, e conoscente di Tolkien, ha fatto della poliedricità uno stile di vita, provando gli orrori della guerra, il brivido dell'agente segreto, la fama della star di Hollywood e la potenza del metal sinfonico. Tralasciando le sue apparizioni "cubettose" nei tie-in dedicati ai film di Peter Jackson o a Star Wars, sarebbe meglio concentrarsi su quello che è stato il suo contributo più significativo nel mondo dei videogiochi.

L'idea di recitazione di Christopher Lee si fondava in buona parte sull'impostazione vocale del personaggio interpretato, in grado - da sola - di definirne la personalità. Pur senza donargli le proprie sembianze, è così che Lee ha conferito un'anima ad Ansem il Saggio, uno dei più importanti comprimari della saga di Kingdom Hearts.

Governatore di Radiant Garden e studioso dei cuori, Ansem è affamato di conoscenza, una condizione che lo porterà a favorire nolente la nascita dell'Organizzazione XIII. Distrutto dalla colpa, sostituisce la ricerca del sapere con la necessità di redimersi, assumendo l'identità del misterioso DiZ. Inutile dirlo, Christopher Lee ha consentito al personaggio di brillare in Kingdom Hearts II, interpretandolo in modo magistrale. Presentandolo ai giocatori come un uomo i cui fini giustificano i mezzi, l'attore ci ha fatto ricredere quando abbiamo visto Ansem compiere l'ultimo sacrificio dinanzi agli eroi del keyblade.

Nel suo "discorso d'addio" percepiamo l'antica follia, l'arrivo della consapevolezza e un pentimento sincero, che lo porta a dare la vita per salvare i suoi amici. Non ce ne voglia Corey Burton, che l'ha ottimamente doppiato nei capitoli più recenti, ma l'Ansem di Lee aveva una marcia in più. Insomma, è bello sapere che il nostro mondo conservi un frammento della grandezza di quest'uomo.

Robin Williams: tributo a un hardcore gamer

Robin Williams ha influenzato le vite di molti, regalando grasse risate e intense emozioni. Attore, doppiatore, comico e produttore, ci ha lasciati tragicamente nel 2014, rendendo il mondo un po' più spento. Oltre a essere un noto volto del cinema, lo Sean McGuire di Will Hunting era un videogiocatore nel vero senso del termine e non un novizio dell'ultima ora. A riprova di ciò, ha chiamato Zelda la sua secondogenita, in onore della principessa di casa Nintendo.

Oltre alla passione per i brand del colosso giapponese - il figlio Zachary avrebbe potuto chiamarsi Mario - amava gli sparatutto come Battlefield e Call of Duty, essendo un patito dei war movie. Da gamer incallito soleva intraprendere lunghe sessioni di gioco, non mancando di esplorare una vasta gamma di generi. Ha adorato le serie di Valve come Portal e Half-Life, almeno quanto i mondi di casa Blizzard, spendendo decine di ore su Warcraft III e lo stesso World of Warcraft. Innamorato della lore e dei personaggi di quest'ultimo, ha ricevuto uno speciale tributo a seguito di una petizione da migliaia di firme.

"Grazie Robin. Ci hai dato così tanta gioia in vita. Speriamo che tu ti sia goduto il tuo tempo nel mondo. Ci vediamo in-game".

È in questo modo che la pagina Twitter di World of Warcraft ha ufficializzato il suo arrivo nel gioco, che si è verificato con l'uscita dell'espansione Warlords of Draenor. Difatti, visitando un'isola ai margini della mappa, ci si può imbattere nella lampada tanto cara ai fan della Disney. Basta darle una leggera sfregatina per evocare il genio Robin, che può pronunciare epiche frasi come "fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale". Per completezza, nonostante l'edizione italiana di Aladdin abbia visto Gigi Proietti doppiare l'essere mistico, è stato proprio Robin a impersonarlo nell'originale. Sempre nella medesima area ci sono altri piccoli Easter Egg legati a Mrs. Doubtfire e ad altri film di Williams. Un vero peccato che questo "soldato del sorriso" non abbia potuto giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Mike Forgey e la nascita di Forthog, l'Ammazzaorchi

Finora abbiamo parlato di due grandi del cinema, di come un frammento di Lee viva attraverso Ansem il Saggio e dell'accorato tributo di Blizzard a Robin Williams. In ogni caso, le terre verdeggianti dei mondi virtuali sono aperte a chiunque, a prescindere da chi egli sia. Nei titoli di coda di un videogioco non è raro trovare una schermata dedicata al ricordo di uno sviluppatore, magari scomparso durante il ciclo di produzione. C'è chi poi ha deciso di spingersi oltre, omaggiando un collega in un modo tanto singolare quanto sorprendente.

È questo il caso di Mike Forgey, il producer di Gears of War 2 e La Terra di Mezzo: l'Ombra di Mordor. Scomparso il 3 marzo 2016 a causa di un glioblastoma, aveva preso parte attiva allo sviluppo de l'Ombra della Guerra, affrontando un difficile periodo a causa della malattia. Venuto a mancare ad appena 42 anni, ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore dei suoi compagni di viaggio, i quali - testuali parole - gli hanno donato un frammento di immortalità nelle lande di Mordor.

Modellato a immagine e somiglianza di Mike, Forthog l'Ammazzaorchi è piombato nel mondo di Monolith come un misterioso salvatore, pronto a lottare assieme a Talion contro le forze del male. Quando il ricettacolo di Celebrimbor viene sopraffatto dagli Uruk, infatti, l'alter ego di Forgey potrebbe correre in suo aiuto, liberandosi degli assalitori senza troppe cerimonie. Accompagnato dalle note di un brano composto da Mike in persona, il trailer dedicato al suo personaggio è un misto tra epicità e malinconia, perché annuncia la nascita di un eroe virtuale e allo stesso tempo saluta una persona molto amata.

Il caso di Forgey è a dir poco emblematico in quanto dimostra l'unicità del medium videoludico. Sebbene sia possibile far "rivivere" chi non c'è più anche in un film - si pensi alla principessa Leia di Carrie Fisher - nei videogiochi il limite delle cutscene può essere superato, realizzando un personaggio/tributo dotato di un'IA e un proprio schema comportamentale. Ci è sembrato doveroso fare tale precisazione, perché torneremo presto a parlare dell'argomento.

Stan Lee: l'ultimo saluto ai videogiocatori

Scomparso da nemmeno un anno, Stanley Martin Lieber era una persona davvero speciale, che ha dedicato la vita alla celebrazione dei valori positivi, insiti in tutti i supereroi che la sua mente ha partorito. Ripercorrere quella che è stata una carriera costellata di successi ci pare superfluo, così come è inutile elencare i meriti che l'hanno reso un'icona. Con l'uscita di Avengers: Endgame, la pellicola che chiuderà un'era del Marvel Cinematic Universe, arriverà anche l'ultimo cameo di Stan Lee.

E già, perché le sue apparizioni nei film della Marvel - la casa editrice che il fumettista ha elevato a leggenda - sono diventate una tradizione che si protrae da diversi anni. In realtà, l'amichevole Stan di quartiere è comparso anche in serie tv come Agents of Shield, Daredevil e The Punisher, non mancando di stampare sorrisi sui volti dei telespettatori. Abbiamo tirato in ballo la consuetudine dei cameo perché sarebbe stato oltraggioso non parlare del suo approdo in Spider-Man PS4.

Dimostrando di essere un estimatore del mondo videoludico - nel 2004 ha premiato Kojima vestito da Revolver Ocelot - Lee ha preso parte anche all'opera di Insomniac Games, partecipando a una scena cruciale: il ritorno di fiamma tra Peter e Mary Jane.

I due ex fidanzati si incontrano al pub dopo mesi di lontananza, aggiornandosi sui loro trascorsi. È chiaro che vorrebbero tornare insieme, fare progetti e recuperare quanto di bello c'è stato. D'improvviso, una macchina della polizia sfreccia per la strada, forse per sventare un crimine. L'irreprensibile Parker deve andare e Mary Jane lo saluta, dissimulando la gioia di aver rivisto il suo grande amore. La giornalista sta per lasciare il fast food ma viene fermata da Stan Lee, il quale - riprodotto sin nei minimi dettagli - la saluta calorosamente: "che bello vedervi di nuovo insieme. Siete sempre stati i miei preferiti".

Col suo peculiare timbro vocale, l'attempato fumettista interrompe brevemente il racconto, scatenando reazioni a cavallo tra l'ilarità e lo stupore. Rivedere la scena ora che "Mister Excelsior" non è più tra noi fa ancora più effetto ma una cosa è certa: un grande artista continua a vivere attraverso le proprie opere e, senz'ombra di dubbio, i supereroi di Stan Lee non abbandoneranno il cinema e i videogiochi nel prossimo futuro.

Shirley Curry: la "nonnina" di Skyrim

Chi ha detto che i videogiochi non sono fatti per gli anziani? Giungiamo finalmente a parlare di Shirley Curry, l'arzilla vecchina che ci ha invogliato a realizzare questo speciale. La storia che vogliamo raccontarvi ha inizio in una calda mattinata nel 2015, un giorno come tanti per l'attempata signora. Quando la settantanovenne ha consultato la casella di posta elettronica, si è ritrovata più di 11.000 email inviatele da perfetti sconosciuti. Dopo alcuni attimi di sincero sgomento, ha iniziato a rispondere a ciascuna lettera, tentando di capire che cosa fosse successo.

Tra innumerevoli complimenti, attestati di stima e le domande dei più curiosi, ha realizzato di essersi trasformata in una celebrità del web, avendo aperto poco tempo prima un canale YouTube dedicato al gaming. Madre di quattro figli e nonna di nove nipoti ha visto la sua famiglia crescere in modo esponenziale, "accogliendo" a oggi più di 500.000 iscritti. Il fatto che chiami "nipoti" i suoi fan, non è un modo come un altro per attirare il pubblico ma, molto banalmente, è ciò che farebbe ogni donna della sua età, desiderosa di affetto e compagnia.

Grande appassionata del mondo di The Elder Scrolls - è ai video su Skyrim che deve il successo - è rimasta senza fiato quando Bethesda ha annunciato il sesto capitolo della serie, non nascondendo al contempo un pizzico di sconforto. Benché goda di ottima salute, la signora Curry ha 82 anni e potrebbe non riuscire a giocarlo dati i lunghi tempi di sviluppo.

Da tale, lucida, preoccupazione è partita una petizione su change.org, per permetterle di entrare a far parte di TES VI in via definitiva. Con più di 50.000 firme all'attivo, l'iniziativa è giunta sulla scrivania di Todd Howard, che non ha esitato a contattarla. In un filmato dedicato al venticinquesimo anniversario di The Elder Scrolls, Bethesda ha svelato che utilizzerà la fotogrammetria per creare il personaggio della nonnina, che andrà a portare un pizzico d'allegria nel mondo di gioco: "questo significa molto per me. Sono felice di sapere che le persone interagiranno col mio personaggio nel prossimo Elder Scrolls", ha dichiarato nel video.

Videogiochi e Dintorni Che sia attraverso un’interpretazione vocale, un filmato o la creazione di personaggi ad hoc, i videogiochi sono uno scrigno perfetto per conservare il ricordo di qualcuno. Ancora una volta la forza del medium supera i confini audiovisivi e risiede nella possibilità di interagire con gli alter ego virtuali, come i casi di Mike e Shirley ben dimostrano. Il primo è stato un grande guerriero in vita, sia quando c’era bisogno di sostenere la propria squadra, sia durante la difficile malattia ed è con questi presupposti che Forthog è venuto al mondo. Crediamo e speriamo che la simpatia e la purezza di nonna Shirley verranno trasmesse anche al suo personaggio, augurandole di poterlo scoprire in prima persona.