Da Soul Reaver a Crash Team Racing: i remake che vorremmo (ri)giocare

Mentre attendiamo l'uscita di Resident Evil 2 e Spyro Reignited Trilogy, fantastichiamo sulle riedizioni dei grandi classici che ci piacerebbe giocare...

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  • PS4 Pro
  • Guardare al futuro è fondamentale. Occorre infatti orientare le proprie attenzioni verso lo sviluppo di idee sempre inedite, entusiasmanti ed innovative, che permettano al medium videoludico di evolversi fino ad orizzonti di creatività finora mai sfiorati. Tuttavia, non bisogna sottovalutare, per nessun motivo, la lezione del passato. Anzi, è necessario - di tanto in tanto - tuffarsi a ritroso negli anni, e studiare fin nel minimo dettaglio quei grandi classici che, all'epoca della loro uscita, sono stati in grado di dettare nuovi standard qualitativi. Ed alle volte, per dare uno scossone al mercato, c'è bisogno persino di rispolverare queste pietre miliari del settore che - a causa dell'azione corrosiva del tempo - potrebbero risultare sempre meno fruibili dalle nuove generazioni di giocatori. A patto, ovviamente, di adeguarle alle rinnovate regole del panorama attuale.
    Oggi come oggi, i remake dei capolavori "vecchia scuola" proliferano come funghi, modificando radicalmente l'aspetto grafico della versione originaria senza però mutare il sostrato ludico, come nel caso della N.Sane Trilogy di Crash e del nuovo Resident Evil 2, premiato addirittura come miglior gioco all'E3 2018. E mentre attendiamo ritorni di un certo spessore come quelli di Spyro: Reignited Trilogy, di System Shock e di Final Fantasy VII, la nostra mente ha già iniziato a fantasticare, immaginando quali opere sarebbero perfette per una corposa operazione di rilancio. Eccovi quindi una breve cinquina dei nostri remake più ambiti: non dimenticate di farci sapere nei commenti quali sono, invece, i vostri sogni nel cassetto. Da sognare rigorosamente in alta definizione.

    Chrono Trigger

    Lontano dalle intemperie degli anni, impassibile allo scorrere dell'età e immune alle rughe del passato, Chrono Trigger non è solamente una delle massime incarnazioni del jrpg, ma anche uno dei più grandi videogiochi che siano mai stati realizzati. Sin dal suo esordio su SNES nel 1995, il capolavoro della "fu" SquareSoft ha conosciuto un numero esponenziale di conversioni, dall'edizione PlayStation fino a quella per Nintendo DS, passando per le versioni iOS ed Android e per un raffazzonato port su PC. L'immortale avventura di Crono e Marle conserva oggi una profondità invidiabile, che annichilisce tantissimi esponenti, ben più moderni, della stessa categoria: frutto di un team in stato di grazia, nel quale unirono le forze Akira Toriyama (la ben nota matita di Dragon Ball) e Yuji Horii (la mente dietro Dragon Quest), Chrono Trigger si fa portavoce di un piacevolissimo fascino vintage, espressione più pura delle meraviglie del retrogaming.

    Eppure, a dirla tutta, non ci dispiacerebbe poter mettere le mani su un remake che riveda integralmente il comparto grafico, in modo tale da sublimare il vastissimo immaginario dell'opera, magari ricostruito con il medesimo motore di Dragon Quest XI, il cui cel shading ha dato prova di adattarsi alla perfezione allo stile del maestro Toriyama. Siamo consapevoli che rimaneggiare un simile prodigio ludico potrebbe essere imputabile di blasfemia, specialmente se si vanno ad intaccare i capisaldi del gameplay. Ma, in fondo, non si poteva dire lo stesso di Final Fantasy VII, prima che ne annunciassero la riedizione? Dal canto nostro, non ci aspettiamo neppure una rivoluzione del sistema di gioco - che, di contro, sembra essere stata attuata nella settima fantasia finale - bensì la preservazione del battle system appositamente riadattato alla terza dimensione ed alla rinnovata veste tecnica. Guai, invece, a cambiare di una virgola la sceneggiatura. Dite che sia una follia, un rischio troppo grande che nessuno oserà mai portare a compimento? Può darsi. Ma a darci conferma sarà, come sempre, solo il "tempo".

    Tombi!

    Una continua scoperta, ed un interminabile divertimento: questo era Tombi!, uno dei platform game più rappresentativi della prima PlayStation. Molto rara da trovare al momento del suo esordio nel 1998, ed ancor più preziosa oggigiorno, questa perla del team Whoopee Camp seppe conquistare le simpatie del pubblico e della critica sia per un tocco artistico colorato e brillante, sia per soluzioni ludiche mutuate dal genere dei Metroidvania. Tra side-quest, sequenze dedite al puzzle solving ed una progressione che donava al protagonista sempre nuove abilità, le peripezie del nostro selvaggio eroe dai capelli rosa sono riuscite a ritagliarsi un posticino nel cuore di molti appassionati più attempati, che vorrebbero assistere al ritorno di questa leggendaria proprietà intellettuale.

    Che sia ora di riportarla in vita? Tombi! non è certo un titolo invecchiato nel migliore dei modi, e la ruvidezza dei controlli e della formula di gioco rischierebbe di scoraggiare gli utenti più giovani. È per questo che riproporlo con una sostanziosa rinfrescata in alta definizione potrebbe non essere del tutto sufficiente: non sarebbe allora forse più adatto un bel remake che ripulisca a dovere la formula originale da tutte le impurità degli anni? Ci piacerebbe assistere insomma ad una rivisitazione simile a quella - impeccabile - subita da Wonder Boy: The Dragon's Trap, ossia una riverniciatura visiva che mantenga comunque inalterata la bellezza della versione "primitiva".

    TimeSplitters

    Il tempo non è stato clemente con la serie TimeSplitters. Nonostante abbia partorito ben due sequel (TimeSplitters 2 e Future Perfect), lo shooter di Free Radical Design non ha avuto gran fortuna negli anni a venire: un'IP sfortunatamente perduta nei recessi della memoria, rannicchiata nel ricordo di chi, al momento del suo esordio, ebbe il piacere di cimentarsi in quel mondo bizzarro, folle e terribilmente spassoso. Il punto di forza del brand non consisteva certo nelle sue meccaniche sopraffine o rivoluzionarie, ma nel suo lungimirante focus sia sulla componente multiplayer (prima in cooperativa tramite split screen e poi nei meandri della rete) sia sulla creazione di un universo fuori di testa che, con l'escamotage dei viaggi temporali, metteva in scena una direzione artistica tanto stravagante quanto appariscente.

    Allo stato attuale, il marchio è nelle mani di Crytek, mentre una sorta di remake semi-amatoriale, TimeSplitters Rewind, è in lavorazione dal 2012, sviluppato tramite il supporto del CryEngine. Peccato solo che, alla fine dello scorso anno, del progetto si siano perse le tracce. Che lo studio tedesco abbia deciso di riconvertire quest'opera non ufficiale in una rinascita a tutti gli effetti della saga? Se così fosse (e noi lo speriamo ardentemente), il "futuro" di TimeSplitters potrebbe davvero essere "perfetto".

    Soul Reaver

    Giunge infine il momento di risvegliarsi, Raziel, di riaprire gli occhi da un sonno durato troppo a lungo. Legacy of Kain merita una seconda possibilità: una delle saghe più apprezzate dalla generazione degli anni '90 si troverebbe di certo a suo agio in un periodo nel quale gli action-adventure in single player stanno vivendo una seconda giovinezza.

    E Soul Reaver potrebbe spiegare le sue "ali" e tornare in pompa magna grazie ad un remake per mano dei suoi creatori originali, quei Crystal Dynamics che, salutato il reboot di Tomb Raider, dovrebbero - come obbligo morale - resuscitare anche un altro dei personaggi più iconici del settore videoludico. Il suo indimenticabile fascino gotico ed il suo level design dislocato tra due piani alternativi dell'esistenza (quello materiale e quello spettrale) farebbero infatti scuola a molte avventure ben più attuali. E chissà: magari una simile rinascita comporterebbe anche - di conseguenza - la ripartenza dell'intera serie. Al solo pensiero, ci ribolle il sangue.

    Crash Team Racing

    Ben più di un semplice clone di Mario Kart, Crash Team Racing (per gli amici CTR) si annovera, di diritto, tra i corsistici arcade che hanno fatto la storia del genere. Ennesima prova di forza e versatilità da parte di Naughty Dog, CTR ha rappresentato una delle punte di diamante della line-up di PlayStation, nonché la valvola di sfogo pomeridiana di innumerevoli adolescenti armati di multi-tap. Un level design calcolatissimo, un manipolo innumerabile di segreti, un cast di personaggi che attingeva a piene mani dall'universo del marsupiale ed una difficoltà davvero ben calibrata erano gli elementi fondanti di un titolo capace di prendere quanto di buono fatto dall'idraulico italiano e reinterpretarlo in modo eccellente.

    Dopo lo straordinario successo della N.Sane Trilogy, di recente approdata anche su Xbox One, PC e Nintendo Switch, un remake di Crash Team Racing calzerebbe a pennello: potrebbe anche risultare l'ultimo, importante test da superare prima che i Vicarious Visions si prodighino nella creazione di un capitolo che sia tutta farina del loro sacco. Forza ragazzi, mettetevi al lavoro: il pubblico lo brama. Non costringeteci a tirarvi addosso qualche cassa di Nitro...

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