Da Suspiria a Phenomena: l'influenza di Dario Argento nei videogiochi

Il maestro del brivido italiano ha lasciato un segno profondo non solo nella nostra cinematografia, ma anche nel mondo del gaming.

L'influenza di Dario Argento nei videogiochi
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Lo chiamano "il maestro del brivido", e non senza una ragione. Pur con i suoi innumerevoli alti e bassi, Dario Argento è un nome scritto col sangue nella storia della cinematografia, sia nostrana sia internazionale. Una personalità talmente altisonante che - nei suoi primi anni di attività - venne addirittura accostata (con le dovute differenze) ad una divinità del cinema come Alfred Hitchcock. Al di là del paragone ardito, ed a prescindere dalle vostre preferenze personali, è indubbio che le opere del regista romano - soprattutto quelle iniziali - abbiano raggiunto lo status di veri e propri cult della settima arte.
Dotata di un'impronta autoriale così tanto potente da influenzare la creatività degli artisti anche oltre il medium filmico, la firma di Dario Argento ha lasciato il suo marchio persino nel settore videoludico, merito principalmente di tre produzioni quali Suspiria (il cui remake di Luca Guadagnino è attualmente nelle nostre sale), Phenomena e, ovviamente, Profondo Rosso. Film che hanno ispirato le menti di tanti sviluppatori, intenzionati ad estrarre dai lavori del maestro quella scintilla in grado di innestare negli animi dei giocatori il sentimento più primordiale dell'essere umano: la paura.

Attenzione: l'articolo contiene spoiler sulla trama di Clock Tower e Phenomena

Suspiria: Metroid e Silent Hill

Sembrerà quasi assurdo associare un horror come Suspiria ad un gioco sci-fi quale Metroid: ed invece le suggestioni orrorifiche di Argento hanno funto da modello di riferimento per l'ideazione dell'avventura Nintendo.

Come sostenuto dallo stesso creatore Yoshio Sakamoto, del resto, a risvegliare la sua sensibilità sono stati proprio Profondo Rosso e Suspiria: "Senza dubbio, Profondo Rosso è stata la più grande ispirazione durante il mio processo creativo. [...] Ed ho scoperto di voler creare le cose alla maniera di Argento". In sostanza, Sakamoto ha estrapolato la tecnica del regista nostrano, apprendendo il modo in cui l'autore controllava l'atmosfera, i tempi ed il contrasto dei suoi lavori al fine di spaventare il pubblico. In particolare, a suscitare l'interesse dello sviluppatore giapponese è principalmente l'uso che Argento ha fatto della soundtrack. Nello specifico, Sakamoto è rimasto estasiato dall'utilizzo del progressive rock, capace di provocare puro terrore nel pubblico, e che l'artista giapponese ritiene "molto più efficace della musica usata in qualunque altro film horror". L'abilità di Argento di gestire "l'atmosfera, il tempismo, ed il contrasto" è stata seminale per lo sviluppo delle opere di Sakamoto, Metroid compreso.

Pertanto, forse non è un caso se, come in molti hanno notato, lo schema di colori appartenenti alla tuta di Samus rispecchi i cromatismi che si possono ammirare nella splendida fotografia di Suspiria, dal rosso scarlatto al blu, passando per il giallo ocra.

E se l'operato di Argento ha condizionato persino l'ideazione di un gioco di fantascienza, si può solo ipotizzare quanto l'immaginario dei titoli horror abbia pescato (più o meno esplicitamente) dalla filmografia del maestro romano. Uno dei rimandi più evidenti si può notare all'interno della saga di Silent Hill, per la precisione nel terzo capitolo: visitando gli uffici in compagnia di Heather potremo imbatterci in una sala da ballo di proprietà di "Madame Blanc" un chiaro rimando all'omonimo personaggio di Suspiria, vicedirettrice della prestigiosa Accademia di danza di Friburgo alla quale si iscrive la protagonista Susy. Sempre rimanendo in tema Silent Hill, anche nel bistrattato Downpour si riscontra l'impronta di Dario Argento. A sostenerlo è il producer Devin Shatsky in una vecchia intervista datata 2011: rivelando le fonti di ispirazione del titolo, accanto a nomi quali "Qualcuno volò sul nido del cuculo", "Allucinazione Perversa" e "The Walking Dead", lo sviluppatore ha sussurrato proprio "Suspiria". Insomma, sembra proprio che la Mater Suspiriorum abbia messo a segno un incantesimo davvero molto potente per estendere la sua influenza al di là dei confini del grande schermo.

Phenomena e Clock Tower (Attenzione Spoiler!)

Se c'è un gioco che più di tutti gli altri si è apertamente ricollegato alla lezione di Argento, sotto stessa ammissione dei suoi ideatori, quello è senza dubbio l'immenso Clock Tower, avventura grafica a tinte survival horror, realizzata da Human Entertainment nel 1995 per il Super Famicom. Questa volta, però, negli appunti del team c'è Phenomena, che il cineasta italiano diresse alcuni anni dopo l'acclamato Suspiria.

Nel film, la giovanissima Jennifer Corvino (interpretata da una Jennifer Connelly appena 15enne), che possiede la facoltà di comunicare con gli insetti e di controllarli, dimora all'interno di un pensionato femminile, intorno al quale avvengono atroci delitti per mano di un "mostro" non identificato. In Clock Tower, alcune orfane in età adolescenziale vengono invece adottate dalla famiglia Barrows, e raggiungono un ampio maniero dove la quattordicenne Jennifer (il cui nome e le cui sembianze sono modellate palesemente su quelle della Connelly), dopo la misteriosa scomparsa delle amiche, è costretta a vagare per le stanze della villa nel tentativo di sopravvivere al massacro, e scoprire la verità che si cela tra le mura della sua nuova casa.

Oltre all'incredibile somiglianza tra le due Jennifer protagoniste del gioco e del film, ad accomunare le opere ci pensa anche una serie di riferimenti abbastanza lampanti. Il collegamento principale risiede nell'antagonista di Clock Tower: Bobby Barrows, figlio deforme e demoniaco di Mary Barrows, che - a soli nove anni - insegue le proprie vittime brandendo un paio di forbici giganti, una peculiarità che gli è valso il soprannome di Scissorman. Ugualmente, nel finale di Phenomena, Jennifer Corvino dovrà sfuggire dalle grinfie di un bambino dalle fattezze mostruose, sadico e necrofilo, parto di Frau Brückner, vicedirettrice del collegio in cui soggiorna la ragazza.

Phenomena

Clock Tower

Le forbici che utilizza Bobby, inoltre, sono un chiaro rimando all'arma con cui viene pugnalata la prima vittima del lungometraggio. Allo stesso modo, sia in Clock Tower che in Phenomena la figura materna viene dipinta con connotati abominevoli: Mary Barrows e Frau Brückner fanno di tutto pur di difendere la loro progenie, nascondendone i delitti ed anzi commettendo a loro volta azioni indicibili. Al termine della pellicola, poi, l'orrendo bambino scompare dalle scene mentre viene inghiottito dalle fiamme che si propagano in un laghetto: in Clock Tower, una sorte simile tocca a Dan Barrows, gemello di Bobby, ripugnante e crudele addirittura più di suo fratello, che muore dopo essere stato arso vivo.

Una voce da brivido

L'importanza di Argento nella cultura popolare del ventunesimo secolo è francamente indiscutibile. È per questo che in tanti sono portati ad individuare vari omaggi al regista anche in quelle che potrebbero essere semplici coincidenze.

I suoni della pauraSenza l'apporto musicale della progressive rock band Goblin, i film di Dario Argento non avrebbero avuto il medesimo impatto. Le sonorità di Suspiria e Profondo Rosso si sposano in modo estremamente peculiare con le immagini a schermo, garantendo un contrasto straniante, potente ed inquietante. Allo scopo di omaggiare la storica collaborazione tra il compositore Claudio Simonetti, fondatore dei Goblin, ed il nostro cineasta, l'artista Sofia Prantera, ideatrice del marchio Ares, e The Vinyl Factory hanno messo a punto un vinile intitolato Super Dario, un'edizione speciale limitata (acquistabile qui) che comprende sul lato A la track di Suspiria, e sul B-Side il motivo di Profondo Rosso. In copertina troviamo raffigurata l'estetica in 8-bit di Super Mario Bros. (per l'occasione ribattezzato Super Dario), dal momento che la mascotte Nintendo, al pari delle opere di Argento, ha avuto un grande influsso nella formazione artistica della Prantera.

In Resident Evil 3, ad esempio, uno dei superstiti si chiama Dario Rosso: in questo personaggio, molti fan hanno rivisto un richiamo al nome "Dario", a cui si affianca il cognome "Rosso" derivato dal film più famoso del cineasta, quel Profondo Rosso ricordato a più riprese. Fino ad ora, in ogni caso, abbiamo discusso delle citazioni che le opere videoludiche hanno carpito dalla filmografia di Argento: ma agli occhi o - per meglio dire - alle orecchie degli appassionati non sarà certo passata inosservata la sua partecipazione nel doppiaggio italiano di Dead Space, eccellente survival horror sci-fi di Visceral Games, in cui il regista ha prestato la voce al dr. Terrence Kyne, capo della divisione scientifica della navicella Ishimura. Una performance francamente dimenticabile, che ha avuto il solo scopo di sfruttare la risonanza mediatica di una personalità come quella di Argento a discapito della qualità interpretativa.
Per concludere, se è vero che, sul piano cinematografico, il "maestro del brivido" ha intrapreso una parabola discendente difficilmente reversibile, è altrettanto ovvio che la sua filmografia ha fatto scuola a diverse generazioni di artisti, giungendo fino ai lidi del Sol Levante ed estendendosi al mondo videoludico. Un'orma così tanto evidente da lasciare un segno indelebile all'interno del pensiero collettivo, nel quale, come una macchia rosso sangue, si è ormai radicata inesorabilmente e "profondamente".

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