Da The Witcher a Cyberpunk 2077: un giro negli studi di CD Projekt Red

Dietro le quinte di uno degli studi più amati dell'industria dei videogiochi: CD Projekt RED ci ha aperto le porte sul suo mondo.

speciale Da The Witcher a Cyberpunk 2077: un giro negli studi di CD Projekt Red
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Il contrasto più marcato, quello che è proprio impossibile non notare facendo visita al quartier generale di CD PROJEKT RED, sta tutto nella differenza piuttosto clamorosa tra interno ed esterno. Da fuori lo studio, situato in una grigia zona industriale appena fuori dal centro di Varsavia, sembra una costruzione anonima, squadrata e identica a mille altre: non fosse per l'insegna con l'inconfondibile cardinale rosso - curiosamente quasi invisibile dalla strada, perché posta sulla sommità dell'edificio - si potrebbe scambiare la sede per quella di una qualsiasi altra compagnia a caso, certo non pescata all'interno del panorama videoludico. Eppure, una volta varcato il cancello che dà sulla strada e passato un edificio all'interno di un cortile identico a mille altri, ecco arrivare il primo sussulto: un murales con il già citato uccellino che fa bella mostra di sé nel logo segnala dalla distanza che il posto è quello giusto, che la magia deve essere finalmente al di là di una porta.

    Welcome

    E in effetti, non appena ti lasci l'entrata alle spalle, ti ritrovi investito dalla meraviglia, con così tanti stimoli improvvisi da non saper neanche bene dove guardare: davanti hai un ampio bancone di legno sormontato da schermi TV e stracolmo di pacchi di ogni dimensione, sulla sinistra una statua gigantesca con l'action figure della Collector's Edition di Cyberpunk 2077 riprodotta a grandezza naturale, sulla destra Geralt in scala 1:1 che combatte contro un mostro.

    Basterebbe quello per non rimanere affatto indifferenti, eppure le centinaia di copertine di riviste specializzate appese ai muri, le decine di premi in bella vista e l'incredibile operosità della gente - con un costante passaggio di persone che fanno pensare a una sorta di pulsante formicaio impazzito - trasmettono ulteriore colore, energia ed entusiasmo. Insomma, quella pulsione creativa che decisamente ti aspetteresti da una fabbrica di sogni. È nella hall che incontro Alessandro Fileni, PR & Community Manager per l'Italia che ha gentilmente deciso di organizzare questa visita grazie a un semplice scambio di tweet, e il Serior Event Manager Pawel Panasiuk: le mie due guide, destinate ad accompagnarmi per un giro di sessanta minuti nel cuore di una realtà che con un'ascesa vertiginosa è arrivata a diventare in pochi anni una delle software house più rispettate in tutto l'universo del gaming.

    A proposito della costante espansione della compagnia polacca: lo stabile - in origine nato per la produzione di materiale medico, con soffitti altissimi e occasionali gruppi elettrici lasciati come retaggio di un'epoca lontana - è curiosamente rimasto lo stesso di sempre, dalla fondazione nel 1994 a oggi.

    La crescita di CDPR ha comunque dapprima spinto fuori dall'edificio le piccole compagnie che lo occupavano in condivisione con i creatori di The Witcher (aziendine di ogni genere, tra cui un'impresa di pulizie!), e poi costretto gli stessi a espandersi anche al di fuori di una costruzione che in origine sembrava gargantuesca.

    Una futuristica realtà

    Oggi, con ben ottocento dipendenti - che diventano novecento se si sommano anche quelli di gog.com, servizio di distribuzione digitale di proprietà di CD PROJEKT RED con sede nello stesso luogo - lo stabile appare al massimo della sua capacità, e non si esclude una riorganizzazione degli spazi per il 2021: un'esigenza con cui fare i conti per una compagnia che negli ultimi tempi si è trovata ad assumere fino a centocinquanta persone all'anno.

    L'intenzione è ad ogni modo quella di non muoversi assolutamente da lì, ed è proprio in quest'ottica che sono stati acquistati alcuni degli edifici confinanti (uno dei quali già trasformato in un teatro di posa per il motion capture, giusto per non farsi mancare nulla e per avere sempre a disposizione una risorsa preziosa, atta alla produzione di contenuti tecnologicamente avanzati).

    Ma com'è l'atmosfera che si respira in un posto simile? A sorpresa incredibilmente rilassata, amichevole, a misura d'uomo. Fuor di dubbio che il recente rinvio di Cyberpunk 2077 al 17 settembre 2020 abbia influito tantissimo sulla cosa, trasformando un periodo di possibile crunch time esasperato in mesi decisamente più vivibili, ma tant'è: quel che ho avuto modo di vedere coi miei occhi è parso uno scenario stimolante, organizzato per certi versi in maniera non convenzionale.

    Partiamo dagli orari: la compagnia è aperta 24/7 con accesso libero per i dipendenti, mentre per quel che riguarda le tempistiche di lavoro l'ingresso deve idealmente avvenire tra le 8 e le 10 del mattino. L'importante è che tutta l'azienda risulti operativa dalle 10 alle 16: sei ore in cui chiunque deve essere presente, per poter interagire al meglio fra i diversi reparti. Un'interazione che può avvenire sia in modo tradizionale, tramite le classiche riunioni nelle meeting room, sia in modo non convenzionale, sfruttando ad esempio le due cucine disponibili per ciascun piano: l'idea è infatti quella di creare un ambiente non troppo ingessato, dove anche prendersi un caffé o mangiarsi uno spuntino al volo può trasformarsi in un'occasione di scambio o di discussione più o meno seria (non a caso fra pensili e banconi ho notato una certa vivacità).

    Se per mangiare a quanto pare non ci sono attese interminabili (anche grazie alla possibilità di ordinare il menu direttamente dal proprio posto, mentre si lavora), la lotta per il parcheggio finisce per essere piuttosto serrata

    Riguardo ai reparti: i dipendenti sono divisi per stanze, microcosmi che esistono in maniera abbastanza indipendente. Le pareti sono sempre di vetro, e sulla porta campeggia ben visibile l'indicazione delle cosiddette "quiet hours": quattro preziosissime ore in cui il team deve essere lasciato in pace, per lavorare con la massima concentrazione senza poter essere distratto da stimoli esterni (per capirci, un level designer non può andare come se nulla fosse da un concept artist durante le quattro ore di sacro isolamento).

    A fare da contraltare ai comparti stagni delle quiet hours c'è però l'impostazione molto personale del proprio spazio di lavoro, su cui si è quasi incentivati a esporre action figure, collector's edition e memorabilia vari provenienti anche da altri giochi - perché CD PROJEKT RED è con orgoglio una compagnia di gamer, dove quasi tutti giocano e si appassionano anche alle meraviglie prodotte dagli altri.

    Senza contare un aspetto che mi ha lasciato davvero a bocca aperta, ovvero la possibilità di portare in ufficio il proprio cane (a patto che i compagni di stanza diano l'OK e che l'animale si sappia comportare): capita così di vedere spessissimo cani di qualsiasi taglia che passeggiano per i corridoi, che sonnecchiano sotto le scrivanie o che si concedono rapide sessioni di coccole. Una trovata per rendere la compagnia un luogo ancor più vivibile, abbassando lo stress e portando del sano calore scodinzolante, con una media giornaliera di venti/trenta ospiti a quattro zampe.

    Il lavoro, altamente specializzato e innegabilmente impegnativo, rimane com'è ovvio la parte principale del discorso, eppure CD PROJEKT RED si preoccupa anche del benessere dei suoi impiegati, e in diversi modi. L'edificio per prima cosa contiene due mense, una 100% vegetariana (curiosamente inaugurata per prima) e una a quanto pare più gettonata che serve anche carne di tutti i tipi.

    C'è una palestra a disposizione, aperta come il resto ventiquattro ore su ventiquattro, con tanto di personal trainer in loco. Sparse qua e là si trovano delle piante, un tocco di verde pensato per contrastare il grigiume e il forte inquinamento di Varsavia: un giardiniere si occupa quotidianamente di tenerle in salute, e gli sviluppatori possono portarne a casa qualcuna per decorare i loro appartamenti. Per stimolare e nutrire la creatività c'è invece un catalogo con film, artbook, fumetti, libri e ovviamente videogiochi: i dipendenti possono noleggiarli come se fosse una libreria, in modo da approfondire sfumature estetiche o semplicemente per il proprio intrattenimento a 360°.

    Dopo aver girato un po' ovunque, passando anche per gli ascensori/montacarichi non riscaldati - un retaggio peculiare delle origini "industriali" del posto - il nostro giro arriva a una naturale conclusione: nel mezzo tanti sorrisi, migliaia di occhiate fugaci a qualsiasi monitor mi capitasse a tiro (come mi ha confermato lo stesso Panasiuk CDPR è ancora impegnata solo e soltanto su Cyberpunk 2077, oltre chiaramente al supporto a Gwent) e in generale un clima assai piacevole.

    L'impressione finale che deriva da un tour simile è quella di uno studio massiccio, strutturato per essere fondamentalmente indipendente - perché a parte la CG usata nei trailer ormai lì dentro ci si occupa di tutto in prima persona, dal montaggio dei video al supporto alla community, passando per marketing, studio di eventuali gadget e gestione dello shop online - eppure comunque dall'aria amichevole, con una certa attenzione all'aspetto più squisitamente personale. Insomma, a quanto pare CD PROJEKT RED non si limita soltanto a creare dei videogame pazzeschi, ma è pure un posto speciale dove faticare. Hai capito quei cazzutissimi Polacchi?

    Quanto attendi: Cyberpunk 2077

    Hype
    Hype totali: 741
    89%
    nd