Da Zelda a MediEvil: i giochi che vorremmo trasformati in film d'animazione

Zelda, Rayman, MediEvil, Star Fox, Ori: cinque videogiochi che vorremmo vedere sotto forma di lungometraggi animati...

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Una caratteristica peculiare della mascotte Nintendo è il suo carattere fortemente transmediale, che negli anni ha portato Mario ad abbattere i limiti del medium di provenienza, segnando il suo sbarco su tutti i mezzi di comunicazione esistenti: due programmi televisivi, un lungometraggio in live action, che ancora brucia nei ricordi di chi è cresciuto negli anni '80, e perfino una comparsa alle Olimpiadi. Non stupisce dunque l'annuncio dei lavori ad un nuovo film d'animazione, firmato Illumination (gli autori di Cattivissimo Me e de I Minions), in arrivo nel 2022. Siamo anzi consapevoli che l'attenzione verso il videogioco, e l'intera industria, ha raggiunto un livello tale da obbligare chiunque desideri cimentarsi in queste operazioni a non commettere il minimo errore, pena l'esecuzione in pubblica (e virtuale) piazza.

Con un'attesa di almeno tre anni ad attenderci, abbiamo scelto di volare con la fantasia, elaborando una lista che comprende quelli che sono, per noi, i candidati migliori che potrebbero varcare i confini del panorama ludico per raggiungere i lidi cinematografici. Cercheremo tuttavia di associare i singoli personaggi ad altrettanti registi (o case di produzione), che nel tempo si sono contraddistinti per uno stile particolare, o per la capacità di trattare determinate tematiche. Senza indugiare oltre, prendiamo posto nel nostro cinema mentale ed accendiamo il proiettore dei nostri sogni.

The Legend of Zelda - Studio Ghibli

Se il pretesto dietro questa fantasiosa lista nasce dal celebre idraulico, la mente non può far altro che raggiungere uno dei suoi colleghi più celebri. La vera scintilla, tuttavia, nasce nel momento in cui immaginiamo le firme dello Studio Ghibli impegnate al lavoro su una nuova avventura di Link. L'associazione poi troverebbe numerosi punti di contatto: l'occhio attento di Miyazaki e soci verso i paesaggi naturali riuscirebbe a costruire una Hyrule immersa nel verde, ora pacifica ed avvolta nelle sue grandi vallate, ora rigogliosa e selvaggia mentre si attraversa la foresta dei Kokiri.

Sarebbe tuttavia un errore ridurre tutto ai soli luoghi, perché tramite un rapido confronto con il celebre film Principessa Mononoke troveremmo, sfruttando i primi minuti del lungometraggio, una serie infinita di assist ad un'operazione del genere. A partire dallo stesso scontro tra Ashitaka e il demone che ha corrotto il cinghiale: questo spirito malefico ricorda non poco la calamità Ganon che affligge Hyrule in The Legend of Breath of the Wild, e lo scontro che ne consegue vede il protagonista ideato dallo Studio Ghibli affrontare il famelico mostro a cavallo del suo destriero, attirandolo lontano dal villaggio con rapide frecce scoccate dal suo arco.

La stessa Mononoke, poi, insieme al suo gigantesco lupo ricorda vagamente il personaggio di Midna in Twilight Princess. Ma in generale tutte le rappresentazioni della natura incontrastata, miscelate alla magia e l'innocenza che da sempre caratterizza l'operato dello studio di Miyazaki, incarnerebbero un mix perfetto per eventuali trasposizioni cinematografiche della serie Nintendo. È bastato un piccolo esempio per convincerci che un Legend of Zelda firmato Ghibli potrebbe essere un felice matrimonio concettuale, perché alla fine un Goron è solo un Totoro che ha perso il pelo lungo la via.

MediEvil - Henry Selick

In attesa del suo ritorno sulle nostre console, il caro vecchio Sir Daniel Fortesque entra meritatamente in questa classifica grazie alla sua tragicomica simpatia, che potrebbe fondersi magistralmente con le capacità di Henry Selick, il regista dietro la macchina da presa di Nightmare Before Christmas e Coraline. È indubbio come Jack Skeletron ed il nostro cavaliere trapassato condividano lo stesso physique du rôle: ed allora perché non ipotizzare un MediEvil totalmente realizzato in stop motion, pronto magari a conquistare le sale cinematografiche? In fondo non sarebbe un'operazione troppo lontana da quella che ha visto Ratchet and Clank, tornati in contemporanea con un reboot della serie ed un lungometraggio dedicato.

Certo, la tecnica dello stop motion ha vissuto anni migliori, ma se l'industria del videogame è pronta ad accogliere il ritorno di uno dei suoi beniamini, perché non prevedere un comeback simile anche per il cinema? Magari Sir Daniel non ha lo stesso carisma trascinante di Jack (considerando anche che senza una mascella è difficile immaginarlo in prodezze canore), ma non temiamo nel ritenere il suo espressivo "occhio" uno specchio della sua pura anima, pronta a guadagnarsi una volte per tutte l'ingresso nel Salone degli Eroi.

Ori and the Blind Forest - Don Bluth

Quando la mente viaggia verso gli incipit più struggenti della storia dei media, uno in particolare è capace di incrinare anche il cuore più coriaceo: quello di Ori and the Blind Forest. Fin dalla sua poderosa sequenza iniziale, talmente malinconica da reggere il confronto con produzioni del calibro di Up, l'indiscutibile capolavoro made in Pixar. Non importa quanti anni segni la vostra carta d'identità, se darete il via alla vostra avventura, come primo impatto finirete quasi sicuramente per piangere fiumi di lacrime.

Per rappresentare le delicate fattezze del piccolo Ori, la nostra mente è corsa verso Don Bluth, regista ed animatore (ormai un po' attempato) che tra Fievel, Charlie Anche i cani vanno in paradiso e Anastasia è sempre riuscito a trovare il giusto equilibrio tra innocenza e dramma. In aggiunta, non dobbiamo dimenticare anche la presenza di uno stile vagamente oscuro nelle opere di Bluth: pertanto tra "denti aguzzi" e magia, un Kuro (il villain principale di Ori) ricreato sotto la sua guida beneficerebbe di un'aura del tutto nuova. Se avete già vissuto l'avventura del gioiello di Moon Studio, sapete già che si tratta di un intenso racconto di perdita, di impressioni a volte sbagliate, e sotto questo aspetto sono molteplici i punti di contatto con l'innocente topo ebreo di nome Fievel.

Star Fox - Dean DeBlois

Torniamo però a pescare dal roster Nintendo per chiamare in causa Fox McCloud, uno dei migliori piloti della galassia. In Star Fox possiamo distinguere due elementi imprescindibili alla base del suo forte carisma: le adrenaliniche battaglie spaziali e l'indissolubile legame tra i membri dell'equipaggio di Fox. La nostra fantasia quindi è balzata subito in direzione della fucina creativa di Dean DeBlois, che in Dragon Trainer è riuscito a gestire magistralmente gli scontri aerei ed il significato dell'amicizia, perseguita e preservata ad ogni costo. Certo, tra il mondo vichingo e la fantascienza il divario è imponente, ma l'epicità di fondo potrebbe tranquillamente sopportare il cambio di atmosfera.

Altro fattore da non sottovalutare è la cura di DeBlois verso i fan: in più di un'occasione l'uomo ha rilasciato dichiarazioni in merito al "non deludere" gli appassionati della sua serie, e potrebbe davvero essere la persona giusta per ereditare un personaggio così ingombrante. In poche parole, un eroe che non merita di tradire le aspettative della sua community.

Rayman - John Lasseter

Per concludere questa carrellata di personaggi che ben si presterebbero al mondo dell'animazione, abbiamo scomodato un eroe che, con modestia e pazienza, nel corso del tempo si è ritagliato una fama più che meritata. La storia di Rayman è praticamente avvolta nel mistero, ma è curioso come abbia mutato forma in oltre vent'anni di carriera: nato in 2D ha da subito abbracciato la tridimensionalità, per poi tornare ad uno stile più familiare nella purezza dello scorrimento orizzontale. Queste sue trasformazioni ci hanno quindi suggerito il nome di John Lasseter come tramite per un suo insperabile approdo in un lungometraggio.

Lo ricorderemo sempre come uno degli ideatori di Toy Story, ma Lasseter ha anche preso per diversi anni il timone dell'intera Walt Disney Company, scegliendo una strategia di corti realizzati tramite l'animazione classica ed il 3D, ed in certi casi unendo perfino queste due tecniche. Senza contare, inoltre, che è stato uno dei membri fondatori di Pixar, ed è quindi da sempre abituato ad affrontare grandi sfide: un vero pioniere della computer graphic nel suo settore. Chi meglio di lui potrebbe dare lustro all'eroico Rayman per la conquista del grande schermo?

Lo sappiamo: la nostra carrellata è fatta di sogni difficilmente realizzabili, e mancano ancora diversi anni prima di rivedere un certo idraulico baffuto nei cinema. Magari Mario potrebbe riuscire nella sua prossima impresa, segnando così un nuovo punto di svolta per l'industria, e dando il via ad un nuovo punto di incontro tra cinema e videogioco. In attesa del 2022, insomma, non ci resta che sperare che accada qualcosa di magico. In fondo, citando l'indimenticato Walt Disney, "è quasi divertente fare l'impossibile".