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Dalla sordità al ProAm di Fortnite: la storia di Soleil Wheeler

Non solo bravissima su Fortnite: la giovane Ewok, oltre alla partecipazione al Pro AM è la nuova paladina dei gamer con disfunzioni uditive.

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  • Immaginate di avere tredici anni, di amare i videogame e di voler condividere la vostra passione con il pubblico. Giocate a Fortnite e iniziate a trasmettere le vostre partite in streaming su Twitch. Inizialmente i viewer non sono molti, si aggirano tra le decine e picchi di poche centinaia. D'altronde Fortnite è ormai inflazionato come contenuto media e riuscire a distinguersi tra la massa è una vera impresa. Soleil Wheeler, nome d'arte "Ewok" come i coccolosi orsetti di Star Wars (è vero, non sono orsetti e non sono coccolosi), è una di loro, una di quelle rimasta folgorata dal gioco di Epic Games e dalla possibilità di diventare famosa grazie allo streaming. Vive nel Midwest nordamericano, tra la scuola e le ore passate a giocare.

    La sua vita cambia lo scorso marzo quando Timothy "TimTheTatman", uno degli streamer più popolari del gaming, competitivo e non, alla fine della trasmissione "hosta" la giovane Soleil sul proprio canale, indirizzando migliaia di spettatori nel seguirla. Nei tre mesi successivi il canale di Ewok cresce a dismisura raccogliendo più di 100.000 follower su Twitch. La sua particolarità, oltre la bravura, è un'altra: è sorda. Un aspetto della sua personalità che la rende una vera icona per tutti i videogiocatori con sordità o difficoltà uditive. L'invito ricevuto per il Pro-Am di Los Angeles per domenica 16 giugno, evento benefico organizzato da Epic Games, la pone come la paladina di tutti i giocatori con la sua stessa barriera fisica.

    Dalla cameretta ai live

    Dalla sua cameretta Soleil passa così al suo primo evento dal vivo, affrontando giganti del gaming e dello streaming come Tyler "Ninja" Blevins e Imane "Pokimane" Anys, ma anche celebrità dello star-system americano come Brendon Urie, cantante dei Panic! at the Disco, o Josh Hart, guardia dei Los Angeles Lakers. Al suo fianco, invece, Kurt Benkert, quarterback degli Atlanta Falcons. Tutti accomunati dalla stessa passione per Fortnite, al di là di qualsiasi barriera.

    "Alcuni di questi streamer sono stati dei miei modelli comportamentali ed è pazzesco pensare che li incontrerò di persona e li sfiderò. Ero abituata a guardarli online giocare tra di loro, sperando un giorno di ritrovarmi nei loro stessi panni. A ottobre scorso, finalmente, ho ricevuto un PC da gaming e ho iniziato con lo streaming. Quanti spettatori facevo? In media due, tre." - Soleil Wheeler, intervistata su ESPN.

    Dal momento in cui si è fatta conoscere, Soleil ha iniziato a giocare sempre più spesso con Ninja e altri streamer come Benjamin "DrLupo" Lupo e Ryan "Chap" Chaplo. Un rapporto speciale di vera amicizia è nato invece con il già citato Kurt Benkert: soprattutto in vista della sfida di coppia al Pro-Am, hanno iniziato ad allenarsi insieme per lungo tempo con Benkert che si è prodigato per imparare al meglio il linguaggio dei segni. All'evento hanno comunicato via video, scambiandosi le indicazioni sulle posizioni degli avversari e su quali strategie adottare proprio attraverso l'unico linguaggio con cui la giovane Ewok può esprimersi.

    "Anche io sono capitato nello streaming di Wheeler quando Tim l'ha ospitata, insieme a migliaia di altri spettatori. Fui subito colpito da questa ragazzina intenta a esprimersi con il linguaggio dei segni e quando suo padre, un insegnante scolastico, mi propose di impararne di più accettai subito. Pensai che potesse essere realmente interessante uscire dalla mia tipica e comune visione del mondo, imparando qualcosa di assolutamente nuovo. Lei e la sua intera famiglia mi hanno aiutato in modo egregio, aprendosi totalmente alla mia curiosità. Con Soleil e la sua famiglia ci sentiamo quasi ogni giorno: è un'amicia vera ed è un piacere conoscere una famiglia e le sfide che giornalmente devono affrontare." - Kurt Benkert, intervista a ESPN.

    In un mondo come quello dei videogame in cui i suoni giocano un ruolo determinante, ancor di più nei Battle Royale, sembra quasi che la tredicenne Ewok parta con uno svantaggio ben più che significativo. Eppure la Wheeler non la pensa affatto così. Fortnite, che ha tanti difetti ma non si può dire che sia senza pregi, ha un sistema interno di "visualizzazione dei suoni" realizzato proprio per i giocatori con problemi uditivi.

    "Forse è addirittura meglio. Riesco a compensare l'impossibilità di ascoltare la chat in modo molto semplice, scrivendo e mandando segnali in video. Anche lo schermo mi aiuta molto rispetto ad altri giocatori: anziché stare attenta a due diversi impulsi sensoriali, per me è sufficiente utilizzare solo la vista per avere pieno controllo di cosa succede attorno a me. Questa proprietà di inclusività è uno dei principali fattori che mi fanno amare Fortnite, capace di non escludere nessuna comunità di videogiocatori. Discorso simile per Twitch: la community è come una grande famiglia che sa sostenerti e mettersi anche nei tuoi panni. Alcuni streamer, anche i più popolari, ormai sanno la mia condizione e per salutarmi usano il movimento delle mani anziché la voce o scrivono in chat per rispondermi. Taluni hanno addirittura imparato qualcosa del linguaggio dei segni." - Soleil Wheeler, intervista a ESPN.

    Ewok ha raggiunto una popolarità immensa grazie a Fortnite ma sembra rimanere una ragazzina con la testa sulle spalle. Lo streaming, a cui dedica circa quattro ore al giorno, è per ora ancora un passatempo e lo sa bene, così come ne è consapevole la sua famiglia che fin da subito l'ha sostenuta in questa sua avventura. Priorità, come sempre, alla scuola. Poi i compiti, qualche commissione e, finalmente, un'intera serata da dedicare a Fortnite e allo streaming. Per non sentirsi diversi o ostacolati ma per vivere come parte integrante della community che ama.
    E un piccolo sogno nel cassetto: conoscere LeBron James e i BTS. E se non conoscete i BTS, è arrivato per voi il momento di scoprire il KPOP.

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