Darksiders: storia di una serie dal destino tormentato

Da Darksiders a Darksiders 3: storia di una serie tormentata, nata dall'idea di Joe Madureira e segnata dal fallimento del publisher THQ.

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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Darksiders III. Ovvero, quel che si dice un fulmine a ciel sereno. In THQ Nordic, bisogna darne atto, sono stati bravi a mantenere il riserbo sino ad ora. Prima che si scatenasse il tifone ribattezzato "Amazon" per l'occasione, infatti, nessuno sospettava l'imminente reveal di un nuovo capitolo del franchise. Beh, potremmo anche riformulare l'affermazione dicendo che nessuno se lo aspettava, un nuovo capitolo. Almeno, non nel breve periodo. Il tam tam della rete ha fatto rimbalzare immediatamente la notizia ai quattro angoli del globo terraqueo trasformando quello che doveva essere un semplice aggiornamento di listino in una bomba sensazionale. Assecondando gli eventi, il publisher si è visto "costretto" a rendere pubblico l'annoucement trailer scatenando il giubilo e le sempre sfaccettate reazioni dei fan.
    Probabilmente non erano questi i modi e i tempi in cui avrebbero voluto annunciare il loro titolo, ma crediamo che la presentazione sarebbe comunque potuta avvenire da un giorno all'altro. Blogger, influencer e varia altra fauna selvatica che popola la rete, si sono tutti affrettati a postare selfie in cui indossano le T-shirt brandizzate col logo del titolo, quindi qualcosa già bolliva nella pentola del publisher con base a Vienna. Insomma, nel corso di questi ultimi giorni è accaduto tutto così in fretta che non abbiamo avuto tempo e modo di riordinare le idee. La terza iterazione del franchise, come abbiamo visto, porta in dote non solo un'avventura inedita - probabilmente prequel del primo capitolo - ma anche un nuovo protagonista. O, meglio, una nuova eroina: Furia. In attesa di saperne di più, ripercorriamo velocemente le tappe fondamentali di questo tormentato franchise e la storia delle menti creative che hanno dato vita al progetto.

    Business is business

    THQ e l'Apocalisse: col senno di poi, il rapporto tra la società californiana e il concetto di "Apocalisse" assume contorni sinistri. Sappiamo tutti come è andata a finire la decennale storia di THQ. Non è bastato possedere alcune tra le proprietà intellettuali e le licenze più interessanti del panorama videoludico dell'epoca. Il mercato è spietato e raramente perdona. Dopo un periodo relativamente florido e produttivo, già nel 2009 la società iniziò a navigare in cattive acque e cercò di contenere le falle attraverso la cessione di rami dell'azienda. Lo smembramento di alcune parti dell'organico, comunque, non sembrò intaccare lo sviluppo dei molti progetti in cantiere, alcuni dei quali riuscirono a raggiungere gli scaffali grazie all'intervento di altri colossi del settore. Questi ultimi, banchettando con le povere spoglie mortali di una società oramai fallita, acquisirono la maggior parte degli studi di sviluppo spartendosi anche i diritti sui franchise di punta come Metro, Company of Heroes, Saint Row e le altrettanto importanti licenze: su tutte, quelle relative a South Park, Disney Pixar, Warhammer 40.000 e WWE.

    Insomma, anche per ciò che concerne l'industria dell'intrattenimento digitale la legge della conservazione della materia trova la sua piena conferma: "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Così è stato per THQ, il cui nome rivive grazie al publisher Nordic Games (ora THQ Nordic, grazie all'acquisizione del trademark), così è oggi per la saga Darksiders. Prima di essere acquisiti da THQ Nordic, infatti, i diritti relativi al brand furono oggetto di diverse avances. In molti, come Platinum Games e Crytek, si interessarono al prodotto firmato da Joe Madureira e soci, segno inequivocabile del suo enorme successo. Ad ogni modo, l'acquisizione della proprietà intellettuale dedicata ai Cavalieri dell'Apocalisse non è stata che l'ultima, intelligente, mossa commerciale portata a buon fine dal publisher austriaco.
    Abbiamo appena visto che Nordic Games è giunta persino ad acquistare il marchio THQ. Sotto questo profilo, non crediamo che sia stata solo un'operazione nostalgica, o di pura ammirazione per i risultati ottenuti dalla società statunitense. "Business is business", si dice di solito. Ebbene, con il cambio di nome Nordic Games ambisce a raggiungere due obbiettivi estremamente importanti: la "visibilità" e l'immediata "riconoscibilità" del nome. Quest'ultimo, tra l'altro, è giunto a comprendere I.P. del calibro di Desperados (chissà se vedremo mai un nuovo capitolo di Cooper e compagni), Jagged Alliance, Spellforce (la terza iterazione dovrebbe esser completata proprio quest'anno) e Red Faction.

    Art of Darksiders

    Guerra e Morte, dicevamo, nonostante l'indubbio successo commerciale non hanno avuto vita facile, proprio come i loro creatori: Joe Madureira e David Adams, fondatori di Vigil Games. Joe è forse il più conosciuto tra i due, nonché il più eclettico, vista l'estrema versatilità e abilità con cui da vent'anni si cimenta tanto sul tavolo da disegno (sua prima passione e occupazione) quanto nell'industria videoludica. Riguardo a quest'ultima avventura, dopo la chiusura di Vigil Games, Joe non si è dato per vinto e, dopo averlo fondato Airship Syndicate, ha potuto assaporare il successo della campagna Kickstarter del suo nuovo progetto ludico dedicato a Battle Chaser.

    La proprietà intellettuale, interamente dedicata al fumetto da lui creato verso la fine degli anni '90, dovrebbe vedere la luce entro fine anno e - a quanto pare - potrà contare anche su una piccola featurette: un crossover con Indivisible, opera di Lab Zero Games di cui vi parlammo qualche tempo fa.
    Ad ogni modo, la prodigiosa matita di "Mad!", come ama firmarsi, inizia a farsi notare molto presto, mentre è ancora sui banchi di scuola. In men che non si dica il giovane artista entra in Marvel, dove inizia a bruciare le tappe attraverso un fulgido percorso di crescita che lo vedrà lavorare a fasi alterne ad alcune tra le più importanti serie targate Marvel (X-Men, Spider-Man, Wolverine, Inhuman). Il suo tratto artistico si nota per essere molto personale e riconoscibile: segno che, all'indiscutibile talento, si mescola una buona dose di originalità e capacità di assimilare nonché, ovviamente, l'esperienza dei grandi maestri che l'hanno preceduto. Joe Madureira, infatti, affascinato dalle tavole di Arthur Adams ne riprende il tratto deciso e meticoloso, ma non si limita ad imitarlo in modo banale. Lo studia, lo interiorizza e lo riproduce sperimentando un inedito connubio di stili che caratterizza ancor oggi ogni suo lavoro. L'ossessione per il dettaglio di Adams (il quale la mutuò da Serpieri, famoso illustratore italiano) viene impreziosita da Madureira con forme più rotonde, esagerate e "piene", tipiche degli artisti di matrice orientale. Uno stile che ritroviamo in tutta la sua efficacia proprio nel riuscitissimo design utilizzato per caratterizzare la saga di Darksiders.

    Le migliaia di bozzetti preparatori a Darksiders I e II lo dimostrano: le forme sono esasperate, enormi, quasi esplosive, tese costantemente verso un design ricco di dettagli e sempre sopra le righe. Nulla viene lasciato al caso, nemmeno l'aspetto degli antagonisti più semplici o l'angolo più buio di una mappa. Per questo, oggi, Mad può essere annoverarlo come uno dei maggiori illustratori statunitensi contemporanei. E ha "solo" 43 anni. Nel trailer dedicato al nuovo capitolo di franchise appare evidente come Furia, la nuova protagonista femminile, abbia perso un po' del tocco del giovane maestro. Il design rimane sostanzialmente inalterato rispetto a quanto ideato dallo stesso Madureira qualche anno fa, ma le forme qui si fanno leggermente più affilate e spigolose, segno di un tratto artistico indubitabilmente diverso. Furia stessa appare più longilinea e austera rispetto agli artwork originali. Intendiamoci, da quanto è stato sinora mostrato, il concept è esattamente quello che possiamo ritrovare in qualsiasi lavoro svolto anni fa da Mad, il quale viene ripreso pedissequamente da Gunfire Games, studio responsabile di questo nuovo capitolo della saga. Volete sapere chi ha fondato Gunfire Games? David Adams, proprio l'ex socio di Madureira ai tempi di Vigil Games citato in apertura del paragrafo. Il game designer, nel corso degli anni e saltando da uno studio di sviluppo all'altro, ha fatto di tutto per riavere i diritti sulla proprietà intellettuale prematuramente strappatagli. Insomma, anche in questo caso la legge sulla conservazione della materia troverebbe un'altra splendida conferma. Tutto si trasforma. La saga videoludica dedicata ai Cavalieri dell'Apocalisse, forte dell'eredità lasciata da un genitore, ha ritrovato l'altro è questo non può che far ben sperare per il futuro.

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