Days Gone: a tu per tu con le Sfide post lancio

Ad oltre tre mesi dall'esordio di Days Gone e Deacon St.John su PS4, è tempo di tornare in Oregon per vincere le nuove Sfide.

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  • PS4 Pro
  • Dopo aver esplorato da cima a fondo un Oregon in rovina e ottenuto l'agognato trofeo di platino, abbiamo salutato Days Gone nella speranza di giocare a un sequel ancor più rifinito su PS5. Ciò che non immaginavamo, pur avendo visto il trailer d'annuncio delle Sfide, è che avremmo fatto ritorno nel mondo di Sony Bend prima di subito, spinti da una modalità secondaria (ma solo di nome) che promette di regalare diverse ore di divertimento ai fan di Deacon St. John.

    Siccome al momento è già possibile confrontarsi con 6 delle 12 Sfide previste, abbiamo rispolverato la nostra moto da randagio e fatto mattanza di furiosi e predoni, testando l'efficacia di un'offerta post lancio che in tutta onestà credevamo meno ambiziosa

    Le regole del gioco

    Le Sfide di Days Gone differiscono per tipo e compiti assegnati ma fanno capo a un unico sistema di progressione, che consente non solo di accedere a una classifica mondiale ma anche di sbloccare nuove livree per la moto e soprattutto una folta schiera di personaggi giocabili. Stiamo parlando del frizzante Boozer, del saggio Iron Mike, di Rikki, Addy, Sarah e lo stesso colonnello Garret, le cui storie - come ben sanno quelli che hanno vestito i panni di Deacon - hanno contribuito a rendere il mondo di gioco più vivo che mai.

    Ciliegina sulla torta, oltre a essere paragonabili al protagonista in quanto a mole poligonale, i nostri eroi sono ben animati e doppiati: nel corso delle missioni li abbiamo visti fare smorfie di rabbia e imprecare mentre tentavano di portare a casa la pelle. Con i crediti ottenibili completando le missioni è possibile sbloccare un'intera collezione di anelli speciali, che sono ben distanti dalla sola funzione ornamentale. Indossabili fino a due per volta, infatti, garantiscono dei benefici che spaziano dal miglioramento dell'efficacia dei proiettili al ripristino della concentrazione.

    Per accedere a un numero sempre maggiore di contenuti acquistabili, dai potenziamenti per gli anelli fino alle skin più rare (si pensi a Deacon flashback), è necessario spingersi oltre il titolo di Enforcer e puntare alle vette gerarchiche dei Mongrel.

    Completare le missioni e soddisfare gli incarichi secondari è fondamentale per ottenere punteggi più alti, che a loro volta portano a guadagnare un maggior numero di crediti e reputazione. Neanche a dirlo il punteggio è intimamente connesso alla valutazione finale, che prevede i gradi di bronzo, argento e oro. Tornare sani e salvi da una missione significa aggiungere una specifica toppa al proprio gilet e, al contempo, potenziare i personaggi con il relativo perk in modo permanente. Come se non bastasse, anche gli obiettivi di contorno sono soggetti al medesimo sistema di valutazione e, a seconda del grado da ottenere, possono diventare a dir poco ostici.
    In altre parole, la struttura delle Sfide è semplice ma incredibilmente sensata, al pari dei punteggi fissati e del sistema a gradi: talvolta - e non ci vergogniamo ad ammetterlo - abbiamo dovuto sudare sette camicie per guadagnare un semplice bronzo, spinti a salire sulla "giostra della morte" ancora e ancora.

    Diacono "The Punisher" San Giovanni

    L'Oregon di Days Gone brulica di furiosi ma anche la maggior parte dei sopravvissuti costituisce una minaccia non da poco. Per tale motivo, al centro di una delle tre tipologie di Sfide troviamo proprio gli scontri coi predoni. In "Sopravvivenza", una missione interamente ambientata in un lugubre cimitero, siamo chiamati a resistere il più possibile contro un numero indefinito di avversari, facendo un uso sapiente dell'equipaggiamento rinvenuto sul campo e delle tante coperture rappresentate dalle cappelle mortuarie.

    Il giocatore comincia l'operazione con la classica dotazione "alla MacGyver", che comprende uno stuzzicadenti e una gomma da masticare: scherzi a parte, eliminando i primi nemici ci si potrà impossessare di una pistola, poi di una carabina e così via, arrivando a possedere un arsenale degno delle forze speciali.

    Tra granate a frammentazione, fucili da combattimento e l'imponente MG45, Deacon potrà affrontare le unità della NERO e sperare di uscirne vivo. Tale missione ci è sembrata un po' tradizionale ma genuinamente divertente, complice il buon livello di sfida e la voglia di ottenere risultati sempre migliori. Detto questo - per sua stessa natura - Sopravvivenza mette in luce la claudicante IA degli avversari, che non di rado restano immobili ad aspettare che un proiettile gli faccia saltare le cervella.

    Abbandonando il survivalismo tipico di MacGyver, "Incursione al Campo" vira verso i lidi di The Punisher. Proprio come Frank Castle, infatti, in questa modalità dobbiamo sbarazzarci delle unità di perlustrazione in religioso silenzio, spingendoci nel cuore delle linee nemiche.

    Complice la balestra con dardi ai residui - che ricordano molto da vicino quelli di Assassin's Creed - è possibile aizzare i predoni gli uni contro gli altri, armandosi nel frattempo di tutto il necessario per fronteggiare gli sgherri corazzati.
    Eliminato anche l'infido cecchino appostato su una torre di vedetta, la missione si conclude, riportandoci al menù di selezione. Spinti dalla volontà di liberare l'accampamento più velocemente, ci siamo rituffati subito in azione, bilanciando al meglio lo stealth e gli scontri a fuoco. In parole povere, complice una ricetta ludica un po' più articolata, Incursione al Campo spinge ad allenarsi con impegno, al fine di migliorare la propria strategia offensiva.

    Un'orda di problemi

    Le Sfide non avrebbero potuto prescindere da quel che è uno dei cardini ludici di Days Gone: le orde. Non a caso "Senza Tregua", la prima missione affrontabile in ordine cronologico, è dedicata proprio a un'infinita masnada di infetti. Proprio come in Sopravvivenza, anche in questo caso bisogna pensionare il maggior numero di nemici prima di cadere vittima dei loro continui assalti, lottando con le unghie e con i denti per accrescere il moltiplicatore e il punteggio stesso.

    Visto che non è possibile allontanarsi dall'orda per più di 60 secondi l'unica vera opzione è quella di battagliare contro i sempre più numerosi avversari, ricorrendo all'interezza dell'arsenale e dando il giusto spazio alla cara vecchia improvvisazione. Ad esempio, mentre l'orda viene distratta da un attrattore (meglio se esplosivo), bisogna sfruttare i pochi istanti d'aria per raccogliere un'arma di ricambio o un rarissimo kit medico, imprescindibile per sopravvivere alle nuove ondate. Soddisfare gli obiettivi secondari e al contempo gestire una fiumana di infetti è un'impresa non da poco, ma è proprio per questo che la missione ha saputo intrigarci.

    Ambientata nella discarica già vista nelle versioni dimostrative del gioco, "Impavido Cavaliere" chiama ad annientare un'orda di 300 elementi il più velocemente possibile. Tale sfida non riesce a distinguersi per particolari picchi di difficoltà, difatti - complici i numerosi esplosivi e le bottiglie al napalm - si è rivelata piuttosto accessibile.

    Con ciò, non abbiamo detto che questa non possa diventare interessante: uccidere i nemici con stile e non con qualche ordigno ben piazzato è l'unico modo per ottenere una valutazione superiore al bronzo. Ovviamente, sfoltire le schiere di mostri con la balestra o tramite decine di colpi in testa, come imposto dai compiti secondari, non è una passeggiata e richiederà numerose run per affinare la mira. Detto ciò, speriamo vivamente che tra le Sfide di prossima introduzione ve ne sia una ambientata nei pressi della segheria, che - come i veterani di Days Gone ben sapranno - ospita una delle orde più numerose e cattive dell'Oregon.

    Di prodigi su due ruote e tassisti in golf car

    La motocicletta di Deacon è molto più che un semplice veicolo: potremmo quasi definirla un'estensione fisica del nostro eroe, un angelo rombante capace di strapparlo all'insaziabile fame dei furiosi. Per questo e altri motivi sarebbe stato assurdo non dare il giusto spazio al destriero dell'ex-Mongrel, che in "Randagio di Strada" viene lasciato libero di scorrazzare per la zona morta.

    Siamo infatti chiamati a raggiungere la posizione di alcune ambulanze per recuperare delle bende e portarle a destinazione in pochi minuti, divertendoci - nel mentre - con le tante rampe posizionate nell'area esplorabile. A tal proposito, effettuare salti e derapate ad alta velocità incrementa il punteggio in modo esponenziale e, a patto di collezionare gli oggetti richiesti, è fondamentale per superare la sfida.

    Cosa da non sottovalutare, la zona è popolata da una piccola orda che vale un bel po' di punti extra, ma che richiede molta attenzione. Pur avendo una mitragliatrice pesante sulla schiena e un fucile a pompa, infatti, l'eroe di turno non può attivare il rallentatore, un handicap che permette all'orda di raggiungerlo senza problemi.

    Spendere troppo tempo a occuparsi del gruppo di nemici significa quasi certamente andare incontro al game over, ecco perché bisogna valutare attentamente se ingaggiarlo o meno.
    L'ultima sfida di cui vi vogliamo parlare vanta almeno due primati. Difatti non è solo la più giovane del pacchetto, essendo stata introdotta pochi giorni fa ma è anche - in assoluto - la più ignorante. Nei panni di un tassista improvvisato, Deacon o chi per esso deve prendere e portare un cliente nei pressi di una safe zone, tenendo conto non solo del classico conto alla rovescia ma anche di una sorta di indice di gradimento del servizio. Investire i furiosi o sbattere contro un elemento dello scenario porterà il passeggero ad ammonirci severamente, commentando le nostre scarse abilità di guida con malcelato disgusto. Scorrazzare per Belknap a bordo di una golf car, per altro accompagnati da una tracklist di pezzi rock piuttosto rilassati, contribuisce a creare un'atmosfera paradossale, in profonda antitesi coi toni cupi della modalità storia. Tolta la maneggevolezza del mezzo a quattro ruote, che abbiamo trovato sin troppo scivoloso per i nostri gusti, "i Morti non Sgasano" ci ha fatto sorridere in più d'un occasione: speriamo di conseguenza che non sia l'unica a muoversi a metà tra il serio e il faceto.

    Days Gone Complice un sistema di progressione semplice ma sensato e un pool di ricompense interessanti, le Sfide di Days Gone rappresentano una piacevole aggiunta a quella che già è un’offerta piuttosto ricca. Le tre tipologie di missioni attualmente disponibili poggiano sui cardini ludici della produzione, mettendone in luce al contempo i pregi e i difetti. Si badi bene: non stiamo parlando di una modalità rivoluzionaria, ma chi ha amato le gesta del buon Deacon sarà assolutamente invogliato a rispolverare il gilet e a fare ritorno in Oregon. Mentre aspettiamo l’arrivo dell’altra metà del pacchetto, non ci resta che provare a ottenere l’agognato oro in ciascuna sfida, e mostrarci quindi degni dell’eredità dei Mongrel.

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